dr.ssa Fabiola Rebecca Lana Nutrizionista a Padova

dr.ssa Fabiola Rebecca Lana Nutrizionista a Padova Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di dr.ssa Fabiola Rebecca Lana Nutrizionista a Padova, Medicina e salute, Via Cristoforo Colombo 13, Padua.

Biologa Nutrizionista specializzata in nutrizione funzionale e nutrigenomica
Salute intestinale, infiammazione e equilibrio metabolico
Metilazione (MTHFR), nutrizione antiaging e alimentazione vegetale.

IL CALDO FEROCE TI FA SENTIRE PIÙ STANCO, GONFIO O "FUORI GIRI"? 🥵Con l'arrivo dell'estate molte persone notano un peggi...
24/06/2026

IL CALDO FEROCE TI FA SENTIRE PIÙ STANCO, GONFIO O "FUORI GIRI"? 🥵

Con l'arrivo dell'estate molte persone notano un peggioramento di sintomi che sembrano non avere alcun legame tra loro:

📌 stanchezza improvvisa
📌 mal di testa
📌 gambe pesanti
📌 tachicardia o palpitazioni
📌 pressione più bassa del solito
📌 rossori e vampate
📌 prurito o orticaria
📌 maggiore irritabilità
📌 peggior tolleranza ad alcuni alimenti

Spesso si pensa che sia semplicemente colpa del caldo. In realtà il caldo è uno stress biologico che costringe il corpo a mettere in atto numerosi adattamenti per mantenere stabile la temperatura corporea:

➡ i vasi sanguigni si dilatano
➡ aumenta la sudorazione
➡ cambiano l'equilibrio di acqua e minerali
➡ il sistema cardiovascolare deve lavorare di più per garantire un'adeguata circolazione

Nelle persone più sensibili questo può tradursi in una maggiore percezione dei sintomi.
Inoltre il calore può favorire il rilascio di mediatori infiammatori da parte dei mastociti, cellule del sistema immunitario coinvolte in fenomeni come prurito, rossori, congestione nasale e orticaria.

👉 Ecco perché alcune persone peggiorano dopo una giornata molto calda, una doccia bollente o un'attività fisica intensa sotto il sole, anche senza aver mangiato nulla di diverso dal solito. Il caldo non crea necessariamente il problema, spesso lo rende semplicemente più evidente.

Per questo motivo, durante l'estate, diventa ancora più importante:

✔️ mantenere una buona idratazione
✔️ curare il sonno
✔️ evitare pasti eccessivamente abbondanti
✔️ sostenere la salute intestinale
✔️ non sottovalutare i segnali del corpo

A volte non è il sole a farci stare male, ma un organismo già sotto pressione che fatica ad adattarsi a uno stress in più.

TRIPTASI E ISTAMINAMi sento spesso chiedere: “la triptasi è normale, quindi i mastociti non c'entrano nulla?Non proprio....
22/06/2026

TRIPTASI E ISTAMINA
Mi sento spesso chiedere: “la triptasi è normale, quindi i mastociti non c'entrano nulla?

Non proprio. La triptasi è un enzima contenuto nei mastociti e rappresenta un tassello importante nella valutazione di alcune patologie mastocitarie. Tuttavia, una triptasi nella norma NON esclude automaticamente un coinvolgimento dei mastociti.
Nella sistemica, soprattutto quando è presente un aumento della massa mastocitaria, la triptasi è spesso persistentemente elevata. Nelle persone che presentano sintomi compatibili con una attivazione mastocitaria o una maggiore reattività all'istamina, la triptasi, però, può risultare perfettamente normale, soprattutto se dosata lontano dagli episodi acuti.
Per questo motivo, una triptasi normale non dovrebbe chiudere il ragionamento clinico con un semplice: "È tutto nella norma”, davanti a sintomi come:
📌 orticaria e prurito ricorrenti
📌 rossori improvvisi e vampate
📌 congestione nasale senza causa apparente
📌 cefalea o emicrania
📌 tachicardia o palpitazioni
📌 gonfiore addominale, diarrea o dolore intestinale
📌 reazioni apparentemente sproporzionate a cibi, farmaci, infezioni, caldo o stress
⚠️⚠️⚠️La medicina raramente si riduce ad un singolo valore. Quindo la triptasi è un dato utile, ma va interpretata insieme alla storia clinica, ai sintomi, ai fattori scatenanti e alla risposta ai trattamenti. ⚠️⚠️⚠️

FIBRILLAZIONE ATRIALE .non è solo un problema "elettrico"Infiammazione, stress ossidativo e alterazioni metaboliche poss...
20/06/2026

FIBRILLAZIONE ATRIALE
.non è solo un problema "elettrico"

Infiammazione, stress ossidativo e alterazioni metaboliche possono contribuire al rimodellamento del tessuto atriale e favorire l'aritmia.

La lipidomica studia la composizione dei (= i grassi) dell'organismo, compresi quelli delle membrane cellulari. Alcuni studi hanno osservato, nelle persone con fibrillazione atriale, alterazioni di specifiche classi lipidiche, come ceramidi, sfingolipidi e fosfolipidi contenenti omega-3, coinvolte nei processi infiammatori e fibrotici.

⚠️ Ad oggi, però, la lipidomica non è raccomandata dalle linee guida come esame di routine nella fibrillazione atriale. Non sostituisce gli accertamenti cardiologici né le terapie validate, ma può rappresentare uno strumento aggiuntivo in un'ottica di medicina personalizzata.

Le strategie con le evidenze più solide restano:
✔️ controllo del peso
✔️ trattamento dell'ipertensione
✔️ gestione dell'apnea del sonno
✔️ limitazione dell'alcol
✔️ attività fisica regolare
✔️ buon controllo metabolico

SENZA IL COLESTEROLO NON ESISTEREBBE LA VITASiamo cresciuti con l'idea che il colesterolo sia il "nemico" da combattere ...
18/06/2026

SENZA IL COLESTEROLO NON ESISTEREBBE LA VITA

Siamo cresciuti con l'idea che il colesterolo sia il "nemico" da combattere a tutti i costi. Eppure esiste un dettaglio di cui si parla troppo poco: senza colesterolo non potremmo vivere!

Il colesterolo è una componente fondamentale delle membrane cellulari. Contribuisce a mantenerle fluide ed elastiche, permettendo alle cellule di comunicare, adattarsi e funzionare correttamente.

Dal colesterolo derivano inoltre numerose sostanze indispensabili per il nostro organismo, tra cui:

📌 gli ormoni sessuali, come estrogeni, progesterone e testosterone

📌 il cortisolo e altri ormoni steroidei

📌 la vitamina D

📌 gli acidi biliari, necessari per la digestione e l'assorbimento dei grassi

Il nostro corpo ne produce la maggior parte autonomamente, soprattutto attraverso il fegato, proprio perché il colesterolo svolge funzioni essenziali per la sopravvivenza.

Questo non significa che il colesterolo alto non vada mai considerato, ma che ridurre tutto a "colesterolo alto = colesterolo cattivo" è una semplificazione eccessiva.

Oggi sappiamo che il rischio cardiovascolare dipende da molti fattori: infiammazione cronica, insulino-resistenza, sindrome metabolica, pressione arteriosa, fumo, qualità delle lipoproteine, stile di vita e storia personale.

Il colesterolo non è un nemico da demonizzare, ma una molecola da comprendere e contestualizzare, poiché prima ancora di essere un valore sul referto, il colesterolo è una sostanza senza la quale la vita, semplicemente, non esisterebbe.

"HO IL COMT... COME POSSO SUPPORTARLO?"Dopo aver scoperto di avere un polimorfismo del gene COMT, molte persone iniziano...
17/06/2026

"HO IL COMT... COME POSSO SUPPORTARLO?"
Dopo aver scoperto di avere un polimorfismo del gene COMT, molte persone iniziano a chiedersi cosa fare per "farlo funzionare meglio".
La prima cosa da sapere è che il COMT non è una malattia da curare, ma un enzima coinvolto nel metabolismo di sostanze come , e . Come spesso accade in genetica, i comuni polimorfismi non determinano automaticamente un problema clinico.
Se però ti accorgi di essere particolarmente sensibile alle vitamine metilate o ai cambiamenti dell'integrazione, può essere utile adottare qualche accorgimento:
📌 evitare di iniziare con dosaggi elevati
📌 introdurre gli integratori gradualmente
📌 valutare, insieme al professionista, forme diverse di vitamina B12 o folato quando indicato
📌 verificare eventuali carenze nutrizionali
📌 curare sonno, gestione dello stress e ridurre gli eccessi di stimolanti, come la caffeina
Un aspetto spesso sottovalutato è che, se omocisteina, vitamina B12, folati e quadro clinico sono nella norma, non sempre "più metilazione" significa "più beneficio".

MTHFR E COMT:PRENDO FOLATO E VITAMINA B12... MA MI SENTO PEGGIO!È una frase che sento spesso.Dopo aver iniziato metilfol...
16/06/2026

MTHFR E COMT:

PRENDO FOLATO E VITAMINA B12... MA MI SENTO PEGGIO!

È una frase che sento spesso.

Dopo aver iniziato metilfolato o vitamina B12 metilata, alcune persone riferiscono:

📌 agitazione

📌 ansia

📌 tachicardia

📌 insonnia

📌 irritabilità

📌 cefalea

📌 sensazione di essere "troppo attivati"

In alcuni casi può entrare in gioco la COMT (Catecol-O-Metiltransferasi), un enzima coinvolto nel metabolismo di dopamina, adrenalina e noradrenalina. Alcuni polimorfismi del gene COMT sono associati a una minore efficienza enzimatica e potrebbero contribuire a una maggiore sensibilità alle variazioni dei processi di metilazione.

Attenzione, però: avere un polimorfismo COMT non significa automaticamente non tollerare le vitamine metilate. E non significa che ogni sintomo comparso dopo un'integrazione dipenda dal COMT.

Possono influenzare la risposta anche:

✔️ dosaggio utilizzato

✔️ forma dell'integratore

✔️ velocità di introduzione

✔️ stato nutrizionale di partenza

✔️ sensibilità individuale

✔️ sonno e livello di stress

Per questo motivo, se dopo aver iniziato un'integrazione ti senti peggio, pensa ad un approccio più personalizzato.


DEVO NUTRIRMI TUTTA LA VITA SENZA ISTAMINA?Questa domanda mi viene posta frequentemente. Nella mia esperienza la rispost...
15/06/2026

DEVO NUTRIRMI TUTTA LA VITA SENZA ISTAMINA?

Questa domanda mi viene posta frequentemente.

Nella mia esperienza la risposta è no. Nella maggior parte dei casi non è necessario seguire una dieta a basso contenuto di istamina per tutta la vita.

La dieta low histamine è spesso uno strumento temporaneo, utile per ridurre i sintomi e capire se l'istamina è realmente coinvolta. Nel frattempo si cerca di comprendere perché l'organismo stia accumulando o liberando più istamina del normale.

Le possibili cause sono molte:

📌 infiammazione intestinale

📌 alterazioni del microbiota

📌 infezioni o sovracrescite batteriche

📌 carenze nutrizionali (ad esempio vitamina B6, rame, folati, vitamina B12)

📌 farmaci che interferiscono con il metabolismo dell'istamina

📌 attivazione dei mastociti

📌 predisposizioni genetiche che influenzano alcuni enzimi coinvolti nella sua degradazione.

L'obiettivo non dovrebbe essere eliminare sempre più alimenti, ma recuperare la tolleranza del maggior numero possibile di cibi. Molte persone, una volta individuate e corrette le cause che mantengono il problema, riescono a reintrodurre gradualmente alimenti che prima davano fastidio.

Per questo motivo una dieta restrittiva senza un lavoro di approfondimento rischia di diventare una soluzione apparente che non affronta il problema alla radice.

Se sono in omozigosi significa che alcuni processi non possono avvenire?No.  Un polimorfismo MTHFR in omozigosi non sign...
14/06/2026

Se sono in omozigosi significa che alcuni processi non possono avvenire?

No. Un polimorfismo MTHFR in omozigosi non significa che l'enzima smetta di funzionare. Significa che può avere un'efficienza ridotta rispetto alla media.

Prendiamo come esempio la variante C677T in omozigosi, una delle più conosciute. Gli studi mostrano una riduzione dell'attività enzimatica, ma non un suo completo blocco.

Se alcuni processi metabolici fossero inevitabilmente compromessi in tutte le persone con questa variante, dovremmo osservare gli stessi sintomi in chiunque la possieda. Nella realtà non è così.
Esistono persone con MTHFR in omozigosi che conducono una vita perfettamente normale e altre che presentano alterazioni metaboliche più evidenti.

Questa differenza si ha perché il funzionamento dell'organismo non dipende mai da un singolo gene.

Entrano in gioco anche:

📌 alimentazione
📌 stato nutrizionale
📌 disponibilità di vitamina B12, vitamina B6 e folati
📌 assorbimento intestinale
📌 salute del microbiota
📌 presenza di infiammazione
📌 altri geni coinvolti nelle stesse vie metaboliche

Per questo motivo il dato genetico da solo non ci dice automaticamente come funzionerà il metabolismo di una persona.

La domanda da farci è: "questo polimorfismo sta realmente influenzando il funzionamento del mio organismo?"
Per rispondere servono anche dati clinici e laboratoristici, come ad esempio l'omocisteina e altri parametri metabolici.

Un gene può fornire informazioni importanti, ma raramente racconta da solo tutta la storia.

Continuo a rispondere domani!

MTHFR: BASTA MISURARE VITAMINA B12 E FOLATI? SE SONO NELLA NORMA È TUTTO OK?Questa è una domanda che ricevo molto spesso...
13/06/2026

MTHFR: BASTA MISURARE VITAMINA B12 E FOLATI?
SE SONO NELLA NORMA È TUTTO OK?

Questa è una domanda che ricevo molto spesso. La mia risposta è non necessariamente: vitamina B12 e folati sono certamente informazioni utili, ma non sempre ci dicono tutto. Una persona può avere vitamina B12 e folati nei range di riferimento e presentare comunque alterazioni di altri parametri utili per valutare il funzionamento delle vie metaboliche correlate alla metilazione.

Per questo motivo, quando il quadro clinico lo richiede, può essere utile valutare anche:

📌 omocisteina

📌 olotranscobalamina (vitamina B12 attiva)

📌 vitamina B6

📌 altri indicatori da interpretare nel contesto clinico della persona

Attenzione però:

1. avere un polimorfismo MTHFR non significa automaticamente avere un problema di metilazione.

2. avere un problema di metilazione non significa automaticamente che tutti i sintomi dipendano da quello.

Nella pratica clinica esistono persone con varianti dell'MTHFR che stanno benissimo e persone senza particolari polimorfismi che presentano sintomi importanti.

Per questo motivo il test genetico rappresenta un tassello del puzzle, non il puzzle completo.

⚠️⚠️⚠️La domanda più importante non è se il polimorfismo sia presente, ma se stia effettivamente avendo un impatto sul funzionamento dell'organismo.

Questo è particolarmente importante quando si parla di istamina, perché la sua regolazione dipende da molti fattori e non soltanto dalla metilazione.

La risposta, come spesso accade in biologia, non si trova in un singolo esame ma nell'insieme dei dati clinici e laboratoristici.

I MASTOCITI POTREBBERO ESSERE COINVOLTI NEI TUOI SINTOMI?Questa è una delle domande che ricevo più spesso quando si parl...
12/06/2026

I MASTOCITI POTREBBERO ESSERE COINVOLTI NEI TUOI SINTOMI?

Questa è una delle domande che ricevo più spesso quando si parla di istamina.

Molte persone cercano un esame che possa confermare o escludere con certezza una maggiore attivazione mastocitaria. In realtà le cose sono più complesse.

L'esame più conosciuto è la triptasi sierica, una sostanza contenuta nei mastociti che può aumentare in alcune condizioni. Tuttavia, persone che presentano sintomi compatibili con una maggiore attivazione mastocitaria possono avere valori di triptasi perfettamente nella norma.Per questo motivo una triptasi normale non esclude necessariamente il coinvolgimento dei mastociti.

In alcuni casi, specialisti esperti possono richiedere ulteriori approfondimenti, come:

📌 N-metilistamina urinaria

📌 metaboliti urinari della prostaglandina D2

📌 leucotrieni urinari (in contesti selezionati)

Anche questi esami, però, non sono in grado da soli di spiegare l'intero quadro clinico. Molto spesso la parte più importante rimane la storia della persona.

Per esempio:

📌 orticaria ricorrente

📌 dermografismo

📌 prurito senza una causa apparente

📌 rossori improvvisi o flushing

📌 congestione nasale ricorrente

📌 cefalea

📌 sintomi intestinali che vanno e vengono

Soprattutto se tendono a peggiorare con:

✔️ stress

✔️ caldo o docce calde

✔️ ciclo mestruale

✔️ infezioni

✔️ mancanza di sonno

È importante ricordare che esami come DAO, VES o PCR possono fornire informazioni utili sul contesto clinico generale, ma non rappresentano marker specifici di attivazione mastocitaria.

Questo non significa che i mastociti siano necessariamente la causa dei sintomi. Significa però che, quando il quadro clinico presenta queste caratteristiche, può essere utile approfondire anche questa possibilità insieme a un professionista esperto.

Quando si parla di mastociti, infatti, il quadro clinico racconta spesso molto più di un singolo valore riportato su un referto.

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Padua
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