dr.ssa Fabiola Rebecca Lana Nutrizionista a Padova

dr.ssa Fabiola Rebecca Lana Nutrizionista a Padova Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di dr.ssa Fabiola Rebecca Lana Nutrizionista a Padova, Medicina e salute, Via Cristoforo Colombo 13, Padua.

Biologa Nutrizionista specializzata in nutrizione funzionale e nutrigenomica
Salute intestinale, infiammazione e equilibrio metabolico
Metilazione (MTHFR), nutrizione antiaging e alimentazione vegetale.

SENSIBILITA' AL NICHEL: CHE PENTOLA USARE?!Se soffri di SNAS o allergia sistemica al nichel, non conta soltanto ciò che ...
11/09/2026

SENSIBILITA' AL NICHEL: CHE PENTOLA USARE?!

Se soffri di SNAS o allergia sistemica al nichel, non conta soltanto ciò che mangi: anche il materiale della pentola può contribuire all’esposizione.

L’acciaio inox 18/10 contiene circa il 10% di nichel. Questo non significa che tutto il nichel passi negli alimenti, ma una piccola quota può essere ceduta, soprattutto:

• con alimenti acidi come pomodoro, limone, aceto e vino
• durante cotture molto lunghe
• quando la pentola è nuova

Uno studio pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry ha analizzato la cottura del pomodoro nell’acciaio inox: dopo sei ore, la concentrazione di nichel nel sugo aumentava fino a 26 volte, con differenze legate al tipo e all’età della pentola. Si tratta di condizioni sperimentali e tempi di cottura molto lunghi, ma il dato merita attenzione nei soggetti particolarmente sensibili.

Quali materiali preferire?

• Ghisa smaltata, se lo smalto è integro
• Vetro o vetroceramica
• Ceramica integrale
• Pentole con rivestimento ceramico integro e certificato per uso alimentare
• Rame stagnato, purché la stagnatura non sia consumata

La ghisa grezza non contiene normalmente quantità rilevanti di nichel, ma può cedere ferro e reagire con gli alimenti acidi: per questo può essere preferibile la versione smaltata.

Non è necessario eliminare automaticamente tutte le pentole in acciaio in caso di semplice allergia cutanea. Ma durante una fase alimentare a basso contenuto di nichel, o in presenza di SNAS documentata, può essere utile scegliere materiali più inerti ed evitare nell’inox soprattutto pomodoro e cotture acide prolungate.

Riferimento: Kamerud KL, Hobbie KA, Anderson KA. Stainless steel leaches nickel and chromium into foods during cooking. J Agric Food Chem. 2013;61(39):9495-9501

RICOMINCIA LA SCUOLA: COSA METTIAMO NELLO ZAINO OLTRE AI LIBRI?Con il ritorno a scuola cambiano orari, sonno e richieste...
10/09/2026

RICOMINCIA LA SCUOLA: COSA METTIAMO NELLO ZAINO OLTRE AI LIBRI?

Con il ritorno a scuola cambiano orari, sonno e richieste mentali. L’alimentazione deve aiutare i ragazzi a mantenere energia e concentrazione, evitando il continuo alternarsi tra picchi glicemici, fame e stanchezza.

La giornata comincia dalla sera precedente: dormire poco rende più difficile svegliarsi, aumenta il desiderio di cibi dolci e può peggiorare attenzione e irritabilità.

La colazione non deve essere necessariamente abbondante, ma dovrebbe adattarsi all’appetito del ragazzo e non essere composta soltanto da zuccheri.

Alcune combinazioni possibili:

• yogurt bianco con frutta e fiocchi d’avena

• pane con ricotta o crema 100% di frutta secca

• uova e pane

• latte o bevanda vegetale non zuccherata con pane e frutta

• una colazione più piccola a casa, completata con la merenda

La merenda scolastica deve essere pratica e proporzionata all’età, all’attività fisica e all’orario del pranzo. Qualche esempio:

• frutta fresca con una piccola porzione di frutta secca

• yogurt non zuccherato

• pane e formaggio

• un piccolo panino con frittata o affettato di buona qualità

• una fetta di torta casalinga non eccessivamente zuccherata

• cracker o gallette accompagnati da una fonte proteica, non consumati da soli ogni giorno

Attenzione anche all’acqua: mal di testa, stanchezza e difficoltà di concentrazione possono essere favoriti da una scarsa idratazione. La borraccia dovrebbe diventare parte dello zaino.

Non servono merende perfette o divieti assoluti. Serve una struttura: pasti regolari, alimenti semplici, proteine adeguate, frutta e verdura, acqua e una quantità di zuccheri compatibile con la giornata.

L’obiettivo non è controllare ogni boccone, ma aiutare i ragazzi a riconoscere fame, sazietà ed energia, costruendo abitudini che possano mantenere anche crescendo.

A scuola non portano soltanto quaderni e libri: portano anche il corpo e il cervello con cui dovranno imparare.

SPALLA CONGELATALa capsulite adesiva, comunemente chiamata “spalla congelata”, è caratterizzata da dolore, rigidità e pr...
09/09/2026

SPALLA CONGELATA

La capsulite adesiva, comunemente chiamata “spalla congelata”, è caratterizzata da dolore, rigidità e progressiva limitazione dei movimenti. Nella capsula articolare si sviluppano infiammazione, ispessimento e fibrosi.

Nessun alimento o integratore può “sbloccare” meccanicamente la spalla. L’alimentazione può però intervenire sul terreno metabolico e infiammatorio nel quale il problema si sviluppa e persiste.

Il legame più evidente è quello con il diabete: chi presenta alterazioni glicemiche ha un rischio maggiore di sviluppare una capsulite e, in alcuni casi, un decorso più lungo e difficile.

Quando la glicemia rimane elevata nel tempo aumenta la formazione di prodotti finali della glicazione, gli AGEs, capaci di creare legami anomali nelle fibre di collagene e di renderle più rigide. Parallelamente possono aumentare stress ossidativo, infiammazione e tendenza alla fibrosi.

La spalla congelata può quindi rappresentare anche un segnale metabolico da non ignorare. Può essere utile valutare:

• glicemia ed emoglobina glicata
• eventuale insulino-resistenza
• profilo lipidico
• funzionalità tiroidea
• vitamina D

Dal punto di vista alimentare, l’obiettivo non è seguire una generica “dieta antinfiammatoria”, ma migliorare il controllo glicemico e fornire i nutrienti necessari al recupero. In pratica:

• ridurre zuccheri liberi, bevande zuccherate, farine raffinate e alimenti ultraprocessati

• distribuire correttamente i carboidrati nella giornata, scegliendone quantità e qualità in base alla risposta individuale

• garantire proteine adeguate per preservare massa e funzione muscolare

• utilizzare olio extravergine di oliva come grasso principale

• consumare regolarmente pesce, verdure, frutta e, se tollerati, frutta secca e semi

• evitare restrizioni caloriche drastiche che possono rallentare il recupero e favorire la perdita muscolare

📌 Omega-3 e curcuminoidi possono essere valutati come modulatori dell’infiammazione.

📌 La vitamina D va corretta quando è carente.

NB: non sono però cure specifiche della e non sostituiscono il percorso riabilitativo, spesso risolutivo con un bravo osteopata.

L’obiettivo dell’alimentazione non è “sciogliere” la capsula, ma ridurre i fattori metabolici che possono alimentare infiammazione, glicazione e fibrosi, sostenendo contemporaneamente muscoli, tessuti e capacità di recupero.

La spalla congelata interessa un’articolazione, ma talvolta racconta qualcosa che riguarda l’intero organismo.

CALPROTECTINA ALTA                         La calprotectina è una proteina presente soprattutto nei neutrofili, cellule ...
08/09/2026

CALPROTECTINA ALTA

La calprotectina è una proteina presente soprattutto nei neutrofili, cellule immunitarie coinvolte nella risposta infiammatoria.
Quando la mucosa gastrointestinale è infiammata, viene liberata e può essere misurata nelle feci.

I valori di riferimento cambiano in base al laboratorio e al metodo utilizzato. Alcuni laboratori riportano:
• 120 µg/g: valore aumentato

Altri utilizzano cut-off differenti:
• 250 µg/g: valore che richiede approfondimento.

Non esiste quindi un limite universale: bisogna considerare i riferimenti del laboratorio e il quadro clinico.

Può aumentare nella malattia di e nella ulcerosa, ed è utile anche per monitorarne l’attività. Può aumentare anche in:
• infezioni gastrointestinali
• diverticolite
• assunzione di alcuni farmaci, soprattutto FANS
• celiachia attiva in alcuni pazienti
• altre patologie infiammatorie o lesioni gastrointestinali

Anche e possono talvolta associarsi a un aumento, ma la calprotectina non è un test specifico per il tumore del colon-retto.

NB: Nei bambini piccoli i valori possono essere fisiologicamente più elevati. Nell’anziano l’interpretazione richiede cautela perché farmaci e patologie concomitanti possono influenzare il risultato.

Nella sindrome dell’intestino irritabile la calprotectina è generalmente normale.

Un aumento persistente invita quindi a non fermarsi automaticamente all’etichetta di “colon irritabile” e a escludere una causa organica.

Un valore lievemente aumentato, soprattutto dopo un’infezione o l’assunzione di farmaci interferenti, può essere transitorio. Per questo è importante valutarne l’andamento nel tempo.

L’alimentazione può sostenere la mucosa e contribuire alla modulazione dell’infiammazione, ma non deve servire semplicemente ad “abbassare il numero” prima di averne compreso la causa.

In presenza di sangue nelle feci, anemia, dimagrimento involontario, febbre, dolore importante o diarrea persistente, gli approfondimenti non devono essere rimandati.

La è un segnale, non una diagnosi: non identifica da sola la causa, ma indica che nell’intestino potrebbe esserci un processo infiammatorio da approfondire.

ANEMIA E MTHFR: C’È UN LEGAME?Quando si parla di anemia, il primo pensiero va quasi sempre al ferro. Ma non tutte le ane...
07/09/2026

ANEMIA E MTHFR: C’È UN LEGAME?

Quando si parla di anemia, il primo pensiero va quasi sempre al ferro. Ma non tutte le anemie dipendono da una sua carenza.

Per produrre globuli rossi sani, il nostro organismo ha bisogno anche di folati e vitamina B12: nutrienti indispensabili per la sintesi del DNA e la corretta maturazione delle cellule del sangue.

Qui può entrare in gioco MTHFR:
l’enzima MTHFR partecipa infatti alla trasformazione dei folati in una forma utilizzabile nel ciclo della metilazione. Alcune varianti genetiche, soprattutto C677T, possono ridurne l’efficienza e, in presenza di altri fattori, associarsi a:

• minore disponibilità funzionale di folati

• aumento dell’omocisteina

• difficoltà nei processi di metilazione

• alterata produzione e maturazione dei globuli rossi

Una carenza di folati o vitamina B12 può provocare un’anemia megaloblastica, generalmente caratterizzata da globuli rossi più grandi del normale.

NB: avere una variante MTHFR non significa avere automaticamente un’anemia. La genetica rappresenta una predisposizione, non una diagnosi. Contano anche alimentazione, assorbimento intestinale, farmaci, funzionalità renale, infiammazione e reale disponibilità dei nutrienti.

Inoltre, una contemporanea carenza di ferro può “nascondere” l’aumento del volume dei globuli rossi: per questo un MCV normale non esclude sempre un problema di folati o vitamina B12.

Se l’emoglobina è bassa, non fermiamoci quindi al ferro. Può essere utile valutare il quadro nel suo insieme:

• emocromo con MCV e RDW

• ferritina e saturazione della transferrina

• vitamina B12

• folati

• omocisteina

• eventualmente acido metilmalonico

Integrare ferro senza averne accertato la carenza non risolve un’anemia dovuta ad altre cause. Allo stesso modo, conoscere la variante MTHFR senza valutare i parametri metabolici non basta per stabilire quale integrazione serva davvero.

Il punto non è trattare un gene, ma capire dove si è rallentato il processo che consente all’organismo di produrre globuli rossi efficienti.

# anemia

ATTENTO AL PESCE CHE MANGI!Quando siamo davanti al banco del pesce, spesso la prima domanda è: “È pescato o allevato?”Ma...
29/08/2026

ATTENTO AL PESCE CHE MANGI!

Quando siamo davanti al banco del pesce, spesso la prima domanda è: “È pescato o allevato?”

Ma prima dovremmo chiederci: è davvero fresco?

Ci sono alcuni segnali che possiamo imparare a riconoscere.

GUARDA L’OCCHIO

Nel pesce fresco è generalmente brillante, trasparente e leggermente sporgente, con la pupilla ben visibile.

Un occhio opaco, lattiginoso o molto infossato può invece indicare una perdita di freschezza.

OSSERVA PELLE E SQUAME

La pelle dovrebbe essere lucida, umida e tesa, con colori vivi e caratteristici della specie. Le squame, quando presenti, dovrebbero essere ben aderenti.

Una superficie spenta, secca o scolorita è invece meno rassicurante.

GUARDA LE BRANCHIE

Sono uno degli indicatori più interessanti: nel pesce fresco sono generalmente umide, rosse o rosate.

Con il tempo tendono a scurirsi, diventando brunastre o grigiastre, mentre può aumentare il muco.

TOCCA LA CARNE

Dovrebbe essere soda, compatta ed elastica. Se premuta delicatamente, deve recuperare rapidamente la forma.

Una carne molle che conserva l’impronta del dito è un segnale meno favorevole.

ANNUSALO

Un buon pesce fresco ha un odore delicato e marino, non il classico odore forte “di pesce”.

Un sentore intenso, sgradevole o ammoniacale è un segnale di alterazione.

SE ACQUISTI I FILETTI

Non potendo osservare occhi e branchie, concentriamoci sulla carne: dovrebbe essere compatta, lucida, umida ma non viscida, con colore caratteristico e senza bordi secchi o deteriorati.

Personalmente cerco di non acquistare mai i filetti, se non pesce scelto da me, che faccio sfilettare al momento dal pescivendolo.

PESCATO O ALLEVATO?

Pescato non significa automaticamente migliore e allevato non significa automaticamente peggiore.

Nel pesce selvatico la composizione nutrizionale varia in base a specie, stagione, zona di pesca, alimentazione naturale e taglia.

In quello allevato incidono molto le condizioni di allevamento e soprattutto l’alimentazione. Anche il contenuto di grassi e di omega-3 EPA e DHA può quindi essere molto diverso.

Per questo è importante leggere il cartellino: specie, provenienza, zona di pesca, metodo di pesca oppure Paese di allevamento (di questo ce ne occuperemo nei prossimi post).

FRESCO NON SIGNIFICA NECESSARIAMENTE MIGLIORE DEL CONGELATO.

Un pesce congelato rapidamente dopo la pesca e conservato correttamente può mantenere ottime caratteristiche nutrizionali e qualitative. Al contrario, un pesce venduto fresco può aver già trascorso diversi giorni nella filiera.

Quindi, davanti al banco, ricorda:

OCCHIO – PELLE – BRANCHIE – CONSISTENZA – ODORE – PROVENIENZA

Tra un pesce pescato ma ormai poco fresco e un buon pesce allevato freschissimo, sceglierei il secondo.

UOVA: COME CAPIRE SE SONO BUONE DA MANGIAREA volte basta romperle in padella per accorgersi che due uova possono avere u...
25/08/2026

UOVA: COME CAPIRE SE SONO BUONE DA MANGIARE

A volte basta romperle in padella per accorgersi che due uova possono avere un aspetto molto diverso.

Ma attenzione: non tutti i segnali che siamo abituati ad associare alla “qualità” significano davvero la stessa cosa.

Quando rompete un uovo fresco, in genere osservate:

• albume denso e compatto, soprattutto nella parte che circonda il tuorlo

• albume che tende a rimanere raccolto, invece di allargarsi immediatamente per tutta la padella

• tuorlo alto, bombato e ben sostenuto

• membrana del tuorlo resistente, che non si rompe facilmente

Con il passare dei giorni accade invece un fenomeno del tutto naturale: attraverso i pori del guscio l'uovo perde gradualmente acqua e anidride carbonica, il pH dell'albume aumenta e la sua struttura diventa meno compatta

🥚 L'albume diventa progressivamente più liquido e acquoso e tende ad allargarsi maggiormente

🥚 Il tuorlo può apparire più basso e appiattito e la sua membrana diventare meno resistente

Questo non significa che un uovo con l'albume molto liquido è necessariamente avariato.

Un uovo meno fresco può essere ancora perfettamente commestibile se è stato conservato correttamente ed è entro i termini previsti. Allo stesso modo, dall'aspetto non possiamo stabilire con certezza l'assenza di contaminazioni microbiologiche.

Quali uova eviterei, invece?

❌ Uova con guscio già rotto o incrinato prima dell'utilizzo.

❌ Uova che, una volta aperte, presentano un odore anomalo o sgradevole

❌ Uova conservate in maniera inadeguata o delle quali non conosciamo provenienza e condizioni di conservazione

❌ uova oltre la data indicata sulla confezione, soprattutto se destinate a preparazioni crude o poco cotte.

Un tuorlo molto arancione, come quelli della foto, può essere bellissimo da vedere, ma non è di per sé una garanzia né di maggiore freschezza né di superiore valore nutrizionale. Il colore dipende soprattutto dall'alimentazione della gallina e dalla presenza di pigmenti carotenoidi nella dieta.

Anche il colore del guscio, bianco o marrone, non determina la qualità nutrizionale dell'uovo.

Ci sono momenti in cui il mare sembra non avere confini.Non perché siano scomparsi, ma perché da dove siamo noi non rius...
23/08/2026

Ci sono momenti in cui il mare sembra non avere confini.

Non perché siano scomparsi, ma perché da dove siamo noi non riusciamo più a vederli.

Nella vita succede qualcosa di molto simile. Siamo abituati a cercare continuamente un punto di arrivo: un obiettivo da raggiungere, un problema da risolvere, qualcosa da sistemare, qualcuno da accontentare. Così rischiamo di vivere guardando sempre un po’ più avanti, aspettando il momento in cui finalmente tutto sarà al proprio posto.

Ma quel momento perfetto, probabilmente, non arriverà mai.

Ci sarà sempre qualcosa da fare.

Qualcosa che avremmo potuto fare meglio.

Una preoccupazione all'orizzonte.

Un nuovo traguardo dopo quello appena raggiunto.

Poi capita di trovarsi davanti a un mare così e per qualche minuto non serve arrivare da nessuna parte.

Basta esserci...

Forse la serenità non è avere finalmente una vita senza onde ma imparare, ogni tanto, a smettere di combatterle e lasciarsi portare.

Mentre siamo occupati a raggiungere la prossima destinazione, infatti, potremmo non accorgerci che una parte bellissima del viaggio sta succedendo proprio adesso.



TI HA PUNTO UNA VESPA: L’ALIMENTAZIONE PUÒ FARE LA DIFFERENZA NELLE ORE SUCCESSIVE?Quando una vespa punge, non introduce...
17/08/2026

TI HA PUNTO UNA VESPA: L’ALIMENTAZIONE PUÒ FARE LA DIFFERENZA NELLE ORE SUCCESSIVE?

Quando una vespa punge, non introduce istamina: introduce un veleno contenente diverse sostanze biologicamente attive.

Se la persona è allergica, alcuni componenti del veleno possono innescare l'attivazione di mastociti e basofili, con liberazione di istamina, triptasi, leucotrieni, prostaglandine e altri mediatori.

Qui nasce una domanda interessante:

👉 se il nostro organismo sta già liberando istamina, ha senso evitare di introdurne altra attraverso gli alimenti?
La risposta richiede una distinzione importante...

L'istamina introdotta con gli alimenti e quella liberata dai mastociti non possono essere considerate semplicemente come due quantità che si “sommano”.

L'istamina alimentare viene infatti metabolizzata prevalentemente a livello intestinale, in particolare attraverso l'enzima DAO, mentre durante una reazione allergica l'istamina viene liberata rapidamente nei tessuti e nel circolo.

Tuttavia, in una persona che presenta già una ridotta tolleranza all'istamina alimentare, nelle ore successive a una puntura può essere ragionevole evitare gli alimenti che normalmente le provocano sintomi.

Non perché sia stato dimostrato che una dieta a basso contenuto di istamina possa impedire o attenuare l'allergia al veleno di vespa, ma perché può essere sensato non aggiungere possibili sintomi istamino-mediati a quelli eventualmente provocati dalla puntura.

In pratica, soprattutto se si sa di essere sensibili all'istamina, nelle ore immediatamente successive eviterei grandi quantità di alimenti che individualmente risultano problematici, per esempio alcolici, alimenti fermentati o stagionati e altri cibi abitualmente associati alla comparsa di sintomi.
..e l'alcol?
Qui la prudenza ha ancora più senso. L'alcol può favorire vasodilatazione e, nel contesto delle reazioni allergiche, viene considerato tra i possibili cofattori capaci, in determinate circostanze, di influenzarne la soglia o l'intensità.

Lo stesso concetto di cofattore riguarda, a seconda della situazione, anche esercizio fisico intenso e alcuni farmaci, come i FANS.

⚠️ attenzione però che nessun accorgimento alimentare può prevenire o curare un'anafilassi da veleno di imenotteri.

Difficoltà respiratoria, sensazione di chiusura della gola, gonfiore importante di lingua o gola, orticaria diffusa associata ad altri sintomi, capogiri, marcato calo pressorio o perdita di coscienza richiedono un intervento medico urgente e, nelle persone alle quali è stata prescritta, l'adrenalina autoiniettabile secondo il proprio piano d'emergenza.

👉 Quindi sì: dopo una puntura ciò che mangiamo può essere una variabile sulla quale ragionare, soprattutto nelle persone che già presentano sintomi con determinati alimenti.

Ma alimentazione e gestione dell'allergia al veleno sono due piani differenti: la prima può evitare la sovrapposizione di ulteriori stimoli o sintomi; la seconda richiede una valutazione allergologica specifica

punturadivespa

☀️ È FERRAGOSTO. E NO, OGGI NON È IL GIORNO DI “STARE A DIETA”!Un pranzo più abbondante, un gelato, una fetta di torta, ...
15/08/2026

☀️ È FERRAGOSTO. E NO, OGGI NON È IL GIORNO DI “STARE A DIETA”!

Un pranzo più abbondante, un gelato, una fetta di torta, un aperitivo o una cena diversa dal solito non cancellano settimane di buone abitudini.

Così come un'insalata non fa dimagrire, un pranzo di Ferragosto non fa ingrassare improvvisamente.

Domani la bilancia potrebbe anche segnare qualcosa in più...ma attenzione: non significa necessariamente aver accumulato grasso.

Dopo una giornata con più carboidrati, sale, alcol o semplicemente più cibo del solito, il peso può aumentare temporaneamente per:

• maggiore ritenzione di liquidi

• ricostituzione delle riserve di glicogeno, che trattengono acqua

• maggiore contenuto intestinale

• variazioni transitorie legate a sale e carboidrati

E allora cosa fare domani?

Niente digiuni punitivi, pasti saltati, allenamenti massacranti per “smaltire”.

Semplicemente si torna alle proprie abitudini con abbondanza di acqua, verdura, alimenti semplici, porzioni abituali e un po' di movimento, se possibile.

La salute metabolica si costruisce con ciò che facciamo abitualmente, non con ciò che mangiamo in una singola giornata.

Mangiare insieme, concedersi qualcosa che ci piace e godersi una giornata di festa fanno parte di un rapporto sano con il cibo.

Quindi oggi mangiate, brindate, ridete e godetevi Ferragosto.

Domani non si “rimedia” ma si riprende semplicemente la normalità.

Buon Ferragosto! ☀️


Indirizzo

Via Cristoforo Colombo 13
Padua
35020

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