Dr. Enrico Contin - Studio Analisis

Dr. Enrico Contin - Studio Analisis consulenza psicologica e psicoterapia

Congratulazioni a Loretta Barison, Ilenia Mastrocola e Francesca Monte per i lavori di tesi e il conseguimento dei diplo...
07/06/2026

Congratulazioni a Loretta Barison, Ilenia Mastrocola e Francesca Monte per i lavori di tesi e il conseguimento dei diplomi di consulente grafologo in Età Evolutiva; a Matteo Righetto, Lisa Codarin e Francesca Monte per la specializzazione in Educazione del gesto Grafico e a Sabrina Bortolotto per il diploma di consulente grafologo nell'indirizzo Peritale.

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24/05/2026

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Essere eterosessuali, omosessuali, lesbiche, bisessuali, liquidi o altro non garantisce in alcun modo una vita sessuale e affettiva realizzata e gioiosa. L’identità sessuale, qualunque essa sia, non salva dal rischio dell’infelicità, del fallimento, del disagio e della solitudine. È un errore e una grave illusione pedagogica pensare che basti riconoscere un’etichetta per risolvere il mistero del desiderio. La psicoanalisi ci ricorda che il desiderio non è mai completamente trasparente a se stesso, che resta sempre in esso un resto opaco, un enigma irrisolvibile. Ecco perché ogni vera educazione alla sessualità dovrebbe essere, prima di tutto, un’educazione al mistero. Che cosa significa amare? Che cosa significa desiderare? Perché possiamo fare delle scelte sessuali o amorose che anziché aprire la nostra vita alla pienezza della vita, la offendono e la feriscono? Perché dovremmo sempre sottrarci a rapporti che assomigliano a delle catene e perché a volte invece li ricerchiamo morbosamente? Perché non è così facile unire e non opporre il desiderio all’amore?
Ma siamo sicuri che un programma ministeriale o un’educazione famigliare possano davvero pretendere di dare risposte a questi interrogativi così cruciali che accompagnano da sempre la vita umana? È la Scuola come comunità vivente che deve incaricarsi non tanto di rispondere a questi interrogativi ma di educare quanto meno alla libertà, al rispetto delle differenze e al mistero. Innanzitutto attraverso i poeti, la letteratura, il cinema, il teatro, insomma, attraverso la cultura che già si insegna. In secondo luogo, nel favorire nella vita scolastica di tutti i giorni la lotta contro ogni forma di discriminazione, l’accoglienza della differenza, il riconoscimento del pieno diritto di ciascuno alla propria libertà sessuale. Un dubbio: tutto questo si ottiene facendo della sessualità e dell’affettività una materia di studio?

Massimo Recalcati

16/05/2026
Ci vuole un movimento più complesso per scrivere la "A" a mano, piuttosto che digitarla, costringendoci a rielaborare e ...
16/05/2026

Ci vuole un movimento più complesso per scrivere la "A" a mano, piuttosto che digitarla, costringendoci a rielaborare e parafrasare mentalmente ciò che ascoltiamo prima di metterlo su carta.

La scrittura manuale attiva circuiti neurali che favoriscono memoria e rielaborazione grazie allo sforzo motorio

16/05/2026
"La folla digitale non possiede più necessariamente un centro stabile ma si dispiega attraverso propagazioni rapide, ide...
07/05/2026

"La folla digitale non possiede più necessariamente un centro stabile ma si dispiega attraverso propagazioni rapide, identificazioni intermittenti, esplosioni emotive improvvise. L’odio collettivo può condensarsi per qualche giorno attorno a un bersaglio per poi disperdersi immediatamente verso un nuovo oggetto".

Nel nostro tempo la massa non assomiglia più al cemento armato che aveva caratterizzato le grandi masse totalitarie del Novecento, non è più un blocco monolitico. Assistiamo piuttosto al fenomeno della sua radicale atomizzazione: la massa che si organizza intorno al nuovo potere dei social network non sembra avere più un padrone, un leader al quale identificarsi, un padre primigenio a proprio fondamento. Il cemento armato che istituiva la massa novecentesca lascia il posto a uno sciame ondivago. I social network rappresentano il laboratorio più evidente di questa metamorfosi: la folla digitale non possiede più necessariamente un centro stabile ma si dispiega attraverso propagazioni rapide, identificazioni intermittenti, esplosioni emotive improvvise. L’odio collettivo può condensarsi per qualche giorno attorno a un bersaglio per poi disperdersi immediatamente verso un nuovo oggetto.
Nondimeno, questa atomizzazione della massa contemporanea deve tenere conto sempre più del ritorno di padri-primigeni, di leader ordalici (Putin, Trump, Netanyahu, Khamenei) che pretenderebbero di rianimare la vecchia massa identitaria. Si tratta di una medesima spinta a ricompattare l’angoscia collettiva attorno a immagini forti di identità, nazione, nemico, appartenenza. Siamo dunque davanti a due fenomeni che sembrano antagonisti: da una parte la massa-sciame della cultura digitale occidentale, dall’altra il ritorno della massa identitaria organizzata attorno a leader ordalici. In realtà questi due fenomeni non si escludono: l’atomizzazione neoliberale della massa produce infatti soggetti sempre più esposti all’angoscia, alla precarietà e alla solitudine. Ed è proprio questa fragilità diffusa a rendere possibile il ritorno pulsionale di identificazioni solide. Quanto più il soggetto si sente disperso, tanto più desidera un’identità rigida in grado di proteggerlo dall’incertezza.

Al link "Vite di massa", il mio articolo di oggi su Repubblica: https://drive.google.com/file/d/1aM8ufbNhnG12rqwNRJnT8ctAn3sWfI_i/view?usp=share_link
[Cover: P. Cirio - Obscurity (2016-2018)]

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“Ci lamentiamo che i nostri giorni sono pochi, ed agiamo come se non ci fosse mai fine ad essi”: la frase di Seneca che ci obbliga a riflettere sul tempo.

La frase di Seneca sulla brevità della vita invita a riflettere sul tempo che perdiamo ogni giorno, tra abitudini automatiche, distrazioni e scelte che ci allontanano da ciò che conta davvero

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