10/08/2026
COMUNICATO – DISABILITY PRIDE PALERMO
Accesso negato, diritti negati: quanto accaduto al Velodromo Paolo Borsellino è discriminazione
Il Disability Pride Palermo denuncia pubblicamente quanto accaduto l’8 agosto 2026 durante il concerto di Caparezza presso il Velodromo Paolo Borsellino di Palermo.
Abbiamo ricevuto la segnalazione di un ragazzo con disabilità motoria che, nonostante l’acquisto di un regolare biglietto destinato a persone con disabilità — e quindi teoricamente comprensivo di accesso a un’area dedicata — è stato di fatto segregato in cima alla gradinata, lontano dal resto del pubblico, privato della possibilità di vivere l’evento in condizioni di pari dignità, sicurezza e partecipazione.
Questo non è un errore organizzativo.
Questa è discriminazione.
Il Velodromo Paolo Borsellino, riaperto al pubblico nel 2026 con il patrocinio del Comune di Palermo, dell’Assessorato allo Sport e con l’autorizzazione della Commissione di vigilanza sui pubblici spettacoli, avrebbe dovuto garantire pienamente il rispetto delle normative vigenti in materia di accessibilità.
Ricordiamo che:
* La Costituzione italiana (art. 3) sancisce il principio di uguaglianza e impone alle istituzioni di rimuovere gli ostacoli che limitano la partecipazione delle persone.
* La Legge 104/1992 tutela i diritti delle persone con disabilità e il loro pieno inserimento nella vita sociale.
* Il D.M. 236/1989 e il D.P.R. 503/1996 stabiliscono l’obbligo di accessibilità, adattabilità e visitabilità degli spazi pubblici.
* La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia con Legge 18/2009, riconosce il diritto alla piena partecipazione alla vita culturale, ricreativa e sociale.
* Le normative sui pubblici spettacoli impongono che gli spazi aperti al pubblico prevedano aree accessibili, sicure e integrate, non segreganti, per persone con disabilità motorie, sensoriali e psichiche.
Non basta “far entrare” le persone disabili.
Bisogna garantire loro la stessa esperienza, non una versione separata, marginale, invisibile.
Segregare una persona in alto, lontana da tutto e da tuttə, significa negare il diritto alla socialità, alla cultura, alla libertà di partecipazione. Significa ribadire che esistono corpi di serie A e corpi di serie B.
E questo è inaccettabile.
L’inaccessibilità di luoghi ed eventi che vengono presentati come “accessibili” ha, tra le sue cause, anche il mancato coinvolgimento delle persone direttamente interessate nella progettazione.
Troppo spesso le persone con disabilità vengono ascoltate soltanto a cose fatte, quando gli spazi sono già stati progettati, gli interventi già realizzati e le decisioni già prese. A quel punto resta soltanto la possibilità di segnalare ciò che non funziona, magari in occasione delle consuete passerelle politiche del “siamo tanto buoni”, in cui l’accessibilità viene raccontata come una dimostrazione di attenzione e inclusione.
Ma l’accessibilità non può essere una soluzione costruita senza le persone che dovranno utilizzarla.
Le persone con disabilità devono essere coinvolte fin dall’inizio nella progettazione degli spazi, degli eventi e dei servizi che le riguardano. Non per una concessione o per una consultazione di facciata, ma perché “Niente su di noi senza di noi” significa anche questo: non è possibile progettare un ambiente realmente accessibile senza ascoltare e coinvolgere chi quelle barriere le vive.
Sappiamo inoltre che il Comune di Palermo ha annunciato nuovi investimenti pubblici per l’ampliamento del Velodromo. Lo diciamo chiaramente:
ogni euro di denaro pubblico deve essere destinato con urgenza a rendere realmente accessibili questi spazi.
Non solo il Velodromo.
Tutta la città.
Perché quello che denunciamo oggi non è un caso isolato.
È lo stesso sistema che:
* non garantisce trasporto pubblico accessibile,
* lascia strade dissestate e impraticabili,
* mantiene barriere architettoniche e sensoriali ovunque,
* rende le spiagge inaccessibili,
* non prevede bagni pubblici adeguati.
Siamo stanchə di raccogliere segnalazioni.
Siamo stanchə di promesse disattese.
Siamo stanchə di una città pensata per il turismo e non per chi la vive.
La città non è un carillon da esibire.
La città è di chi la abita.
E noi la abitiamo.
Pretendiamo che ogni evento pubblico, senza eccezioni, rispetti la legge e preveda:
* aree accessibili e non segreganti,
* servizi adeguati per persone con disabilità motorie, sensoriali e psichiche,
* personale formato,
* condizioni di sicurezza e dignità per tuttə.
Non accetteremo più esclusione travestita da organizzazione.
Non accetteremo più di essere messə ai margini.
Continueremo a sostenere tutte le persone discriminate, a mobilitarci, a pretendere.
Perché accessibilità non è un favore.
È un diritto.
Disability Pride Palermo