11/02/2019
Si Narra che in questo lembo della Sicilia orientale vivesse una splendida ninfa chiamata Galatea, figlia di Nettuno.
La giovane era innamorata del pastorello Aci, con cui soleva amoreggiare lungo una spiaggia della costa.
Ogni giorno, al tramonto, i due si separavano, con la promessa di ritrovarsi all’indomani.
Un giorno, il ciclope Polifemo, innamorato di Galatea, vide i due innamorati che si intrattenevano sulla riva del mare.
Accecato dalla rabbia prese un masso gigantesco e lo lanciò contro Aci, uccidendolo. Il masso continuò la sua corsa e finì in mare, dando origine all’attuale isola di Lachea.
Distrutta dal dolore, Galatea pianse tutte le lacrime del mondo, al punto che gli Dei ebbero pietà di lei. Trasformarono Aci in un fiume, e la ninfa in schiuma del mare, cosicchè i due innamorati potessero abbracciarsi per l’eternità.
Il fiume Aci sgorga dall'Etna e scorre in gran parte sotterraneo, gettandosi in mare proprio in quel tratto di costa in cui s’incontravano i due innamorati. Qui, a testimonianza di quel tragico amore, c’è una sorgente d’acqua dolce dal caratteristico colore rossastro che i siciliani chiamano “u sangu di Jaci”, il sangue di Aci.