Dr. Alfonso Campisi

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📚L’occhio è strettamente collegato al sistema cranico attraverso componenti nervose, vascolari e fasciali, e non può ess...
24/04/2026

📚L’occhio è strettamente collegato al sistema cranico attraverso componenti nervose, vascolari e fasciali, e non può essere considerato una struttura isolata. L’orbita è in continuità con ossa come sfenoide, frontale e zigomatico; in particolare, lo sfenoide ha un ruolo centrale negli equilibri cranici e nel passaggio del nervo ottico.

⚠️Nei disturbi cefalalgici, soprattutto di tipo tensivo o legati ad affaticamento visivo, possono essere coinvolti i muscoli extraoculari e le strutture fasciali perioculari. Le tensioni in queste aree possono influenzare il sistema craniale e contribuire alla percezione del dolore.

📚Secondo la medicina tradizionale cinese, l’occhio è collegato principalmente al Fegato, che regola il flusso del Qi e il nutrimento del sangue: eventuali squilibri possono manifestarsi con disturbi visivi e cefalea.

🤚⚠️⚠️Il trattamento cranio-sacrale può aiutare a ridurre queste tensioni e rappresentare un supporto nei casi di cefalea, ma non sostituisce una valutazione medica. È quindi importante integrarlo con il parere di specialisti come oculista o neurologo.

📚 L’osso temporale, oltre a svolgere un ruolo anatomico nella zona dell’orecchio, delle strutture dell’equilibrio e dell...
14/04/2026

📚 L’osso temporale, oltre a svolgere un ruolo anatomico nella zona dell’orecchio, delle strutture dell’equilibrio e dell’articolazione temporo-mandibolare, in osteopatia e anche in medicina cinese viene considerato un punto chiave di relazione con l’ambiente.
È collegato al tema dell’ascolto, non solo dei suoni ma anche delle emozioni e delle relazioni.

⚠️ In medicina cinese possiamo metterlo in relazione con i meridiani della cistifellea, alla scelta e alla capacità di adattamento.

📚⚠️ Anche a livello delle catene miofasciali, il temporale si inserisce in continuità con tensioni che possono coinvolgere la mandibola, il collo e fino alla postura globale.

⚠️⚠️ Una sua restrizione può associarsi a disturbi come tensioni craniche, vertigini, acufeni e bruxismo, riflettendo spesso uno stato di ipercontrollo o di allerta.

Per questo, il lavoro osteopatico sul temporale non è solo strutturale, ma mira a ristabilire un equilibrio più globale tra corpo, percezione e ambiente.

🙌Perché a volte il problema non è ciò che sentiamo, ma come il nostro corpo sceglie di ascoltare.

16/03/2026

La medicina tradizionale cinese e il Qigong rappresentano un sapere antico che continua a parlare al presente. Un modello di cura millenario che considera l’essere umano come un sistema unico e indivisibile, in cui corpo, mente e anima dialogano costantemente tra loro, intrecciando energia, respiro e consapevolezza.
Nel mio percorso sto cercando di comprendere sempre più a fondo come integrare questi insegnamenti nel mio lavoro osteopatico, per rendere il trattamento non solo più funzionale ed efficace, ma anche più profondo e armonico.
In questo cammino ho la fortuna di essere guidato dagli insegnamenti della mia maestra , una presenza preziosa che con sensibilità, esperienza e dedizione trasmette non solo conoscenze, ma anche una visione autentica della cura.

☯️

Dietro ogni sintomo c’è una storia da raccontare.Il sintomo è solo la voce del corpo, ma la vera origine spesso si nasco...
05/03/2026

Dietro ogni sintomo c’è una storia da raccontare.
Il sintomo è solo la voce del corpo, ma la vera origine spesso si nasconde in equilibri profondi che aspettano di essere ascoltati e ristabiliti.





A volte un braccio bloccato non è un guasto meccanico. È un’armatura. È il corpo che tenta di "tenere insieme" i pezzi d...
13/02/2026

A volte un braccio bloccato non è un guasto meccanico. È un’armatura. È il corpo che tenta di "tenere insieme" i pezzi di un dolore troppo grande.

Una paziente di 45 anni si presenta in studio con un dolore al braccio destro che dura da tre mesi. Una tensione continua che le impedisce di alzare la spalla oltre i 45 gradi.

Gli esami (Eco e RMN) parlavano chiaro: “lieve flogosi del sovraspinoso”. Nulla che potesse giustificare un blocco così severo.

Durante la valutazione osteopatica, non emergeva nessuna causa strutturale proporzionale a quel dolore. È lì che ho ipotizzato una componente neurofasciale e viscero-somatica. Il problema non era "nella" spalla, ma "attraverso" la spalla.

Ho iniziato a lavorare sulle strutture profonde toraco-addominali. Seguendo il test di ascolto, le mie mani si sono concentrate sul peritoneo posteriore.

Perché proprio il peritoneo posteriore?
Quando il peritoneo si "arrabbia" (per un'infiammazione o un'irritazione), manda subito una segnalazione d'allarme per dire che qualcosa non va. Questa segnalazione viaggia lungo il nervo frenico.
​Il nervo frenico corre veloce dall'addome verso l'alto, attraversa il torace e arriva dritto alla centralina nel collo. Il problema è che, proprio in quella stessa centralina, arrivano anche i cavi che portano i messaggi dalla pelle e dai muscoli della spalla.
​Quando il segnale di dolore dal peritoneo arriva alla centralina, crea una sorta di "interferenza" o cortocircuito. Il cervello, che riceve migliaia di messaggi dalla spalla ogni giorno ma quasi mai dal peritoneo, si confonde. Guarda la centralina che lampeggia e pensa: "Ah, questo segnale viene sicuramente dalla spalla!".
​Così, anche se il vero problema è nell'addome, tu senti male alla spalla. È un piccolo "errore di traduzione" del nostro cervello, che ci fa sentire un dolore lontano dal punto in cui è nata la scintilla.

Mentre lavoro sul peritoneo, la paziente esclama:
Mi manca l'aria, come se avessi attacchi di panico, sento una bolla gigante che si muove dentro di me!”


Nei giorni successivi, il dolore al braccio inizia a scendere, ma accade qualcosa di profondo: compaiono ansia e attacchi di panico.
In anamnesi emerge un vissuto mai elaborato:
UNA GRAVIDANZA PERSA 8 anni fa.
Quella "bolla" era l'energia di un lutto che chiedeva di essere finalmente ascoltato.

Nelle sedute successive abbiamo integrato il lavoro sul peritoneo con la neurodinamica sul nervo scapolare e il trattamento cranio-sacrale per modulare il nervo vago.
Durante il lavoro sul nervo, le sensazioni addominali tornavano, legate al ricordo del bambino perso. Ma lei, con un coraggio immenso, mi diceva:
​“Dottore, andiamo avanti. Anche se soffro, sento che ora sto finalmente meglio.”


Dopo 4 sedute in 3 mesi, il risultato è andato oltre ogni aspettativa:
✅ Recupero completo dell’elevazione del braccio;
✅ Scomparsa totale del dolore;
✅ Stabilizzazione emotiva profonda.

​Il commento finale della paziente è il senso del mio lavoro:
​“Tutti mi dicono che sono cambiata anche caratterialmente... ma io non capisco come sia possibile!”

​È possibile perché quando il corpo smette di proteggere un dolore antico, l’anima torna finalmente a respirare. L’osteopatia è ascolto.

❓️❗️Ma davvero le tecniche Osteopatiche  per la “discesa degli organi” funzionano… ? Se l’obiettivo è “rimettere su” un ...
11/02/2026

❓️❗️Ma davvero le tecniche Osteopatiche per la “discesa degli organi” funzionano… ?

Se l’obiettivo è “rimettere su” un viscere, la risposta è semplice: NO.
Quando un organo perde il suo equilibrio, non è solo sceso nello spazio, ha perso relazione con il diaframma, con le fasce, con i sistemi di drenaggio,
con il sistema nervoso che lo regola.

⚠️ Un viscere che non si muove, che non drena, che non respira, diventa un carico per tutto il corpo.
Le pressioni interne si sbilanciano, la colonna compensa, il bacino si adatta, il sistema nervoso resta in allerta, fino alla comparsa di sintomi lontani:
stanchezza, tensioni vaghe, disturbi digestivi, dolori che migrano.

🙌 In questi casi il trattamento osteopatico ha senso solo se:
– libera il diaframma
– migliora il drenaggio venoso e linfatico
– restituisce mobilità ai visceri
– un riequilibrio del sistema neurovegetativo
– riequilibrio delle pressioni interne.

NON si CORREGGE UN ORGANO, ma si ripristinano le condizioni perché il corpo possa autoregolarsi.
La vera efficacia non sta nella tecnica in sé, altrimenti sarebbe troppo semplice.
Sta nella capacità di leggere il sistema.

Dopo 8 anni di clinica mi sorprendo ancora a pensare di “correggere” il corpo.
Ma diciamolo chiaramente: è una GRAN CA***TA.

Quando smetti di forzare una direzione,
quando smetti di voler “aggiustare”,
e inizi a creare le condizioni giuste…
forse è proprio lì che inizia l’omeostasi.

🧠Dolore cronicoNel dolore cronico il problema spesso non è la presenza di un danno fisico in atto, ma il modo in cui il ...
20/01/2026

🧠Dolore cronico

Nel dolore cronico il problema spesso non è la presenza di un danno fisico in atto, ma il modo in cui il sistema nervoso interpreta e amplifica i segnali.
Il dolore non nasce solo da muscoli, articolazioni o tessuti, ma dall’integrazione di molte informazioni: sensazioni corporee, esperienze passate, emozioni presenti e passate...
Quando il dolore persiste nel tempo, il sistema può stabilizzarsi in una condizione di allerta costante. In questa modalità il corpo continua a difendersi, anche in assenza di una minaccia reale, mantenendo il dolore come strategia di protezione.

⁉️⁉️ Perché il dolore si amplifica?

Nel dolore persistente possono entrare in gioco diversi meccanismi:
⚠️i sistemi naturali di modulazione del dolore diventano meno efficaci;
⚠️il sistema nervoso aumenta la propria sensibilità (nociplasticità);
⚠️il sistema neuro-immunitario contribuisce all’amplificazione del segnale doloroso.

💡📚📚 Lavoro clinico:

Il trattamento osteopatico rappresenta uno strumento importante, ma nel dolore cronico è realmente efficace solo se inserito in un percorso più ampio e integrato, che includa:
- educazione al dolore;
- attenzione a sonno, stress e capacità di recupero;
- educazione alla qualità del movimento, alla gradualità e alla percezione del controllo.

Le mani possono facilitare il cambiamento, ma il vero processo terapeutico nasce dalla riorganizzazione del sistema nervoso.


⚠️ Malattia di Paget: Quando il Cranio si Trasforma ⚠️​Recentemente ho avuto in studio un paziente affetto dalla Malatti...
17/12/2025

⚠️ Malattia di Paget: Quando il Cranio si Trasforma ⚠️

​Recentemente ho avuto in studio un paziente affetto dalla Malattia di Paget (Osteite Deformante), una condizione complessa che altera il normale ciclo di rimodellamento osseo, con un impatto significativo anche sul cranio.

⁉️❓️​Cosa succede?
​A livello cranico, assistiamo a un marcato ispessimento della diploe, lo strato di osso spugnoso che si trova tra il tavolato interno ed esterno.
​In condizioni normali, la diploe garantisce protezione e resistenza. Ma in patologie come la Paget, la Beta Talassemia o la sindrome di Down, questa architettura viene profondamente modificata.

​💡 L'approccio Osteopatico!

​È fondamentale sottolineare che non esiste un trattamento osteopatico risolutivo per la Malattia di Paget (spesso, infatti, è necessario l'intervento chirurgico).
​Tuttavia, con approcci estremamente delicati come la Terapia Craniosacrale o la Biodinamica, possiamo:
-​Supportare il paziente nella gestione dei sintomi.
-​Migliorare il comfort generale.
-​Favorire un equilibrio generale del sistema, lavorando sulla mobilità e sulla risposta tissutale.

​L'Osteopatia può essere un prezioso supporto integrativo per migliorare la qualità della vita.

In tutto l’universo non vi è nulla di più morbido e debole dell’acqua. Eppure nulla le è pari nella sua capacità di oppo...
11/12/2025

In tutto l’universo non vi è nulla di più morbido e debole dell’acqua. Eppure nulla le è pari nella sua capacità di opporsi a ciò che è duro. Nulla può modificarla.
Che la debolezza vinca la forza, che la morbidezza prevalga sulla durezza: tutti sulla terra lo sanno, ma pochi sono in grado di metterlo in pratica.

Una volta compreso davvero questo concetto, probabilmente comprenderemo anche il principio dell’Arteria Suprema.

Si presenta in studio una donna di 80 anni, deambulante con l’uso di stampelle, riferendo un dolore cronico e invalidant...
19/11/2025

Si presenta in studio una donna di 80 anni, deambulante con l’uso di stampelle, riferendo un dolore cronico e invalidante al ginocchio presente da anni.

👂👁 Valutazione clinica

Dopo un’attenta anamnesi, con revisione delle cartelle cliniche e dei trattamenti precedentemente eseguiti, procedo alla valutazione obiettiva. Durante l’esame funzionale, noto un aspetto rilevante:
la paziente non riusciva a completare l’estensione del ginocchio, limitazione probabilmente correlata sia al dolore sia a un'importante restrizione miofasciale.

⚠️💡❓ Ha senso lavorare direttamente sul ginocchio? ASSOLUTAMENTE NO. E PERCHÉ?

La priorità era ridurre le tensioni ascendenti e discendenti, favorire la normalizzazione dei tessuti coinvolti indirettamente nella biomeccanica del ginocchio.

🛠 🤲🤲 durante il trattamento ho lavorato sulla fascia del peritoneo posteriore, sul nervo femoro-cutaneo laterale, e sul muscolo sartorio e relative continuità fasciali.

📈 Risultati
Al termine della seduta, la paziente mostrava:
aumento significativo dell’estensione del ginocchio, una riduzione del dolore e miglioramento della stabilità in ortostatismo.
Si è alzata dal lettino con sorpresa e riferendo un miglior comfort nel carico.

Dopo 15 giorni, durante il follow-up, e dopo esecuzione guidata di esercizi specifici di allungamento fasciale, la paziente presentava:

estensione completa del ginocchio

deambulazione autonoma senza stampelle

Un ulteriore controllo è programmato tra un mese per monitorare la stabilità dei risultati e lavorare altri distretti.

💡⚠️Le alterazioni evidenziate dagli esami diagnostici restano ovviamente presenti e non sono modificabili manualmente. Tuttavia, la modulazione delle tensioni fasciali profonde può migliorare la funzione articolare, ridurre il dolore e permettere al corpo di ritrovare un equilibrio biomeccanico più efficiente.

Ricadute future? Possibili, come in ogni quadro degenerativo cronico.
Ma intervenire sulla qualità del movimento e sul sistema miofasciale, viscerale e neurologico può significativamente migliorare la qualità della vita del paziente.

🤲The silent bridge Treating the rectus🤲Ascolta non con le mani che cercano, ma con quelle che attendono.Nel silenzio del...
30/10/2025

🤲The silent bridge
Treating the rectus🤲

Ascolta non con le mani che cercano, ma con quelle che attendono.
Nel silenzio del retto posteriore minore, la vita sussurra la sua quiete:
lì dove il movimento nasce dal pensiero e il pensiero dal respiro dell’anima.

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