23/08/2026
𝐋𝐀 𝐃𝐈𝐅𝐓𝐄𝐑𝐈𝐓𝐄. 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐚 𝐯𝐚𝐜𝐜𝐢𝐧𝐚𝐫𝐞 ?
Nel mondo la vaccinazione contro la Difterite, come DT o DTP, è la vaccinazione più somministrata ogni anno.
Nel 2025 il 90% dei neonati a livello globale (116 milioni) ha ricevuto almeno una dose di vaccino contro difterite e l'85% ha completato il ciclo completo di tre dosi, secondo le stime annuali sulla copertura vaccinale nazionale dell'OMS e dell'UNICEF, pubblicate a luglio 2026.
Aggiungendo i richiami pediatrici (4ª-5ª dose), le dosi in gravidanza e i richiami decennali degli adulti, la stima globale complessiva del vaccino è stimato tra 450 e 500 milioni di dosi somministrate all'anno.
L’agente patogeno che provoca la Difterite è il Corynebacterium diphtheriae ma esistono anche altri ceppi patogeni come il Corynebacterium ulcerans e il Corynebacterium pseudotuberculosis, entrambi rilevanti in ambito veterinario, ma che, occasionalmente, possono infettare l’uomo.
Ricordiamo che esistono anche tipi di Corinebacteri non patogeni per l’uomo.
I ceppi patogeni e che causano la malattia Difterica sono i ceppi TOSSIGENI.
La tossina Difterica causa necrosi tessutale locale ed è in grado di diffondere attraverso il circolo sanguigno e raggiungere organi vitali come il cuore ed il SN causando gravi complicanze.
I ceppi tossigeni si trasmettono per via aerea (N.d.R.: esiste anche una Difterite cutanea a contagio per contatto, ma qui non ne parliamo), infettano le prime vie aeree dando origine, dopo una breve incubazione (2-4 giorni), a rinite, faringite (angina difterica), laringotracheite (croup difterico) con formazione di pseudomembrane.
Il croup difterico può condurre a morte per soffocamento
Nelle forme più gravi della malattia, causate dalla diffusione della tossina difterica nel sistema circolatorio, si possono avere complicanze sistemiche a carico del cuore (miocardite) e del sistema nervoso periferico.
La formulazione finale di un vaccino antiDifterico avvenne nel 1923 ad opera di Gaston Ramon presso l'Istituto Pasteur di Parigi e da allora il vaccino entro’ nelle campagne vaccinali praticamente in tutto il mondo ed attualmente sono 195 le nazioni che hanno questo vaccino nel loro calendario vaccinale.
Il vaccino contro la Difterite è una vaccino prodotto detossificando la Tossina difterica che funge da Antigene e definito ANATOSSINA (da non confondere con l’ANTITOSSINA che, invece , è il siero antidifterico composto da Anticorpi) pertanto il vaccino contro la Difterite non agisce sul batterio, ma solo contro la Tossina.
A sostenere la circolazione della Difterite nel mondo sono i ceppi tossigeni della Difterite, anche di origine veterinaria, ceppi che possono circolare anche in popolazioni altamente vaccinate.
Questo vaccino, molto importante, sicuro ed efficace, e con costi bassissimi, ha, pero’, alcuni limiti che, stante l’attuale modalità di produzione, sono insormontabili, rendendo più difficile la lotta alla Difterite.
Quali sono i limiti di questo vaccino?
1)Proteggendo solo dalla tossina ma non dal batterio, determina una immunità attiva che non agisce sul batterio stesso. Il vaccino, bloccando la Tossina, evita che la persona si ammali, ma non blocca completamente la circolazione del batterio nella popolazione e questo rende praticamente impossibile l’obiettivo di eradicare l’agente infettivo da un ambito di popolazione
2)Immunità che cala nel tempo. La memoria immunitaria contro la tossina difterica si affievolisce dopo circa un decennio. Se non si effettuano i richiami almeno ogni 10 anni, dopo il ciclo primario, si rischia di tornare suscettibili alla Difterite.
Questo è il vaccino che abbiamo, meglio questo che niente e, peraltro, ora come ora, sono scarse le attività di ricerca per nuovi vaccini difterici che contengano anche il batterio o una sua parte, per superare il limite biologico del vaccino attuale che non impedisce al Corynebacterium diphtheriae di colonizzare la gola delle persone.
Ci sono studi per definire proteine di superficie del batterio mediante le quali il batterio aderisce alle cellule umane. In particolare, si stanno identificando delle proteine di superficie leganti l'eme (il ferro del sangue, fondamentale per la crescita del batterio), come la proteina Hta.
L'ideale sarebbe inserire nei futuri vaccini non solo il Tossoide (anatossina), ma anche queste proteine come antigeni batterici di superficie.
In questo modo il sistema immunitario imparerebbe a distruggere direttamente il batterio prima che possa colonizzare la gola e interrompendo la catena dei contagi.
La Difterite, come malattia, è ancora presente in modo epidemico/endemico in alcune parti del mondo, soprattutto in zone dell’Africa (vedi Nigeria la nazione con più casi al mondo , Ciad, Niger…) e, come sta avvenendo nel 2026, anche in paesi “ricchi” come l’Australia.
In Europa ci sono circa 150-200 casi annui, la maggior parte di importazione, di cui la metà presentata come Difterite cutanea.
In Italia ci sono stati alcuni casi di Difterite negli anni recenti soprattutto in adulti non vaccinati o con vaccinazioni non aggiornate, ma anche in bambini.
Ricordiamo la morte di una bambina non vaccinata nel 1991.
Personalmente ho avuto modo di vedere e seguire un caso di Difterite avvenuto nella mia città, Piacenza, nel 2014 in una donna di 70 anni e dovuta al Corynebacterium ulcerans (un batterio di interesse veterinario in grado di produrre la tossina difterica).
La presentazione clinica era di una rinofaringite acuta febbrile con presenza di pseudomembrane rinofaringee.
Nella fase iniziale fu interpretata come una forma di faringite /tonsillite acuta batterica e fu visitata nel Reparto di ORL, poi l’aggravamento della paziente ha comportato il ricovero in Terapia intensiva.
La paziente è poi guarita.
La genotipizzazione condotta dai laboratori di riferimento dell'ISS sui ceppi isolati confermo’ la trasmissione zoonotica del batterio dal cane domestico della paziente.
La conclusione è molto semplice: per evitare il ritorno della malattia Difterica è fondamentale avere elevate coperture vaccinali.
Se si abbassano i livelli di copertura la circolazione dei Corinebacteri tossigeni provocherà nuovi casi di Difterite e, soprattutto nei bambini fino a 5 anni, questa è una malattia mortale.