09/06/2026
Oggi una signora di nome Susy mi ha annunciato che riceverò sa parte sua una recensione negativa su Google e sui social perché, per confermare un intervento chirurgico, è stato richiesto il booking della sala operatoria.
Colgo quindi l’occasione per chiarire un concetto che ritengo importante.
Oggi è normale versare un anticipo per prenotare un hotel, un viaggio, un ristorante o qualsiasi servizio che richieda una programmazione. La chirurgia non fa eccezione. Anzi, richiede un’organizzazione ancora più complessa e rigorosa.
Quando viene programmato un intervento, non si prenota semplicemente una stanza. Si riservano una sala operatoria, personale infermieristico dedicato, strumentisti, anestesista, materiali e tempi di lavoro di professionisti che mettono a disposizione le proprie competenze per quel singolo paziente.
Per questo motivo il booking della sala operatoria non rappresenta un guadagno anticipato del chirurgo, ma un impegno reciproco tra struttura e paziente. È una pratica diffusa, corretta e necessaria per garantire serietà, sicurezza e organizzazione.
Quando esistono reali difficoltà o impedimenti, abbiamo sempre cercato di trovare una soluzione con buon senso e disponibilità. Ma il principio resta lo stesso: il tempo e il lavoro delle persone meritano rispetto.
Se una recensione negativa dovesse arrivare per questo motivo, la accoglierò serenamente. Avrò almeno avuto l’opportunità di spiegare pubblicamente una regola che considero non solo legittima, ma doverosa nei confronti dei pazienti e di tutti i professionisti coinvolti nel percorso chirurgico.