Emilia Solinas - Cardio Psy

Emilia Solinas - Cardio Psy Medico Chirurgo, Cardiologa, Psicoterapeuta e Responsabile della SSDI di AOU e AUSLPR, dedicata alla Medicina di Genere e al Benessere Organizzativo.

02/09/2026

Che cosa significa una psicoterapia adattata alla neurodivergenza?
Partiamo da cosa non è.
Non è rendere una persona neurodivergente più simile a una neurotipica.
Non è correggere un funzionamento considerato sbagliato.
Adattare la terapia significa cambiare il metodo, non l'obiettivo della persona.
In pratica: sedute più chiare e prevedibili.
Obiettivi concreti, scomposti in passaggi piccoli.
Supporti visivi e scritti. Attenzione all'ambiente sensoriale.
Tempi di elaborazione rispettati, senza pressione.
E soprattutto un lavoro esplicito sullo scardinare il senso di vergogna accumulato negli anni.
Che spesso è il vero nodo da sciogliere. Tu vali. Tu vali molto.
Una terapia adattata non chiede alla persona di adattarsi alla terapia.
Fa esattamente il contrario.
Per approfondire leggi l’articolo originale sul mio blog.

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31/08/2026

Quali sono le quattro cose che incidono di più sulla tua salute?
La risposta della medicina dello stile di vita è semplice.
Ma più esigente di quanto immaginiamo.
Attività fisica. Alimentazione. Sonno. Gestione dello stress.
Non sono consigli generici.
Sono i fattori su cui abbiamo oggi le evidenze più solide.
In termini di mortalità e di rischio cardiovascolare.
L'attività fisica riduce il rischio di morte a prescindere dal peso.
Gli alimenti ultraprocessati lo aumentano.
Il sonno protegge metabolismo e cuore.
E lo stress, insieme alla qualità delle relazioni, incide sulla longevità.
Nei prossimi giorni li vediamo uno per uno. Con i dati.

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28/08/2026

Disattenzione, iperattività e impulsività partono dallo stesso punto del cervello? E l’approccio terapeutico è uguale per tutti?
La risposta della ricerca è no.
I tre nuclei dell'ADHD si associano a circuiti cerebrali distinti.
La disattenzione si lega prevalentemente ai network fronto-parietali, coinvolti nel controllo esecutivo e nel mantenimento dell'attenzione nel tempo. L'iperattività e l'impulsività chiamano in causa più direttamente i circuiti fronto-striatali, legati all'inibizione della risposta e alla regolazione motoria. E il rapporto tra il default mode network e le reti attentive — cioè la capacità di "spegnere" il pensiero autoreferenziale quando serve concentrarsi — gioca un ruolo centrale in entrambe le dimensioni
E ogni persona ha una combinazione diversa.
Ecco perché due persone con la stessa diagnosi rispondono in modo opposto alla stessa identica strategia. Non è una questione di impegno.
È una questione di quale circuito è coinvolto.
Per approfondire leggi l’articolo originale sul mio blog.

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26/08/2026

La terapia ormonale sostitutiva funziona davvero, o è solo un rischio?
Le evidenze sono chiare: la terapia ormonale è il trattamento più efficace per i sintomi vasomotori, cioè le vampate di calore, per i disturbi urogenitali della menopausa e svolge un ruolo importante nella prevenzione dell'osteoporosi.
Ma non può essere una prescrizione standardizzata. Richiede una valutazione individuale.
L'età, il momento in cui si inizia, le altre condizioni presenti.
La decisione nasce dall'incontro di tre cose.
Le linee guida più aggiornate, il tuo profilo di rischio, e le tue preferenze.
Una strategia su misura, non una risposta uguale per tutte.
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24/08/2026

Il cuore accelera quando ti alzi in piedi, e nessuno ti ha mai spiegato perché?
Hai mai sentito parlare di tachicardia sinusale posturale o di sindrome da attivazione mastocitaria?
Le evidenze scientifiche più recenti sottolineano inequivocabilmente il legame fisiopatologico tra neurodivergenza, tachicardia sinusale posturale e attivazione mastocitaria.
Tutte condizioni poco conosciute, diagnosticate spesso con anni di ritardo.
E che colpiscono soprattutto le donne.
La tachicardia posturale ortostatica è una forma di disautonomia per cui nel passaggio da sdraiati alla posizione in piedi la frequenza cardiaca aumenta troppo: Capogiri, palpitazioni, nebbia cognitiva, stanchezza.
La sindrome da attivazione mastocitaria riguarda invece la risposta del sistema immunitario e
Si manifesta con frequenti orticarie che non trovano un chiaro fattore scatenante all’origine: il filo comune sembra essere il tessuto connettivo.
Spesso la tachicardia sinusale posturale genera paura e arriva all’osservazione di noi cardiologhe, sebbene sia una condizione benigna.
E se provassimo a guardare un po’ oltre?
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21/08/2026

Hai paura della terapia ormonale in menopausa?
Per anni questa terapia è stata frenata da timori molto forti.
I dati più recenti li ridimensionano radicalmente.
Nelle donne sotto i 70 anni non risulta un aumento del rischio cardiovascolare.
Gli ormoni transdermici di oggi hanno un rischio di trombosi molto inferiore al passato.
E il progesterone micronizzato non aumenta il rischio di tumore al seno delle vecchie terapie.
Il vero errore, oggi, è sottodosare per paura.
La dose più bassa per il minor tempo possibile è uno slogan superato.
Le linee guida parlano di decisione condivisa tra medico e paziente, dopo un’informazione attenta e approfondita che consideri l’impatto dei sintomi.
La menopausa infatti può ridurre in maniera importante la qualità della vita di una donna.
Parlarne apertamente con il tuo medico di fiducia è il primo passo da fare.
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19/08/2026

Un bambino o una bambina neurodivergente che si lamenta spesso di mal di pancia. Gli esami medici hanno escluso qualsiasi causa organica. Come affrontare il problema?
I bambini e le bambine neurodivergenti soffrono molto più di dolore cronico rispetto dei coetanei.
Non è somatizzazione. Non è ricerca di attenzione.
Ha basi neurobiologiche ben precise.
C'è una diversa elaborazione sensoriale che rende alcuni stimoli più intensi, ipermobilità articolare e maggior disfunzione del sistema nervoso autonomo che rende inaffidabile l’enterocezione e la nocicezione: significa che mentre alcune persone sentono troppo, altre sentono meno e si accorgono di un problema organico importante solo in fase molto avanzata, quando il dolore è già molto forte.
E poi c'è la difficoltà a riconoscerlo e a comunicarlo.
Un bambino o una bambina che fatica a descrivere cosa prova, rischia di non essere creduto.
Prendere sul serio quel dolore è già una forma di cura.
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17/08/2026

Ti hanno chiesto di misurare la pressione a casa? Sai come si fa?
L’automisurazione domiciliare è fondamentale, perché è l’evidenza più affidabile di presenza o meno di ipertensione: con la singola misurazione in ambulatorio infatti abbiamo spesso valori eccessivamente alti per l’effetto “camice bianco” ben noto in medicina.
Ma perché il dato sia utile la misurazione deve essere fatta bene.
Usa un apparecchio da braccio validato, non da polso.
Scegli bracciale della misura giusta: uno stretto sovrastima i valori.
Scegli un momento della giornata in cui sei tranquillo: Siediti e resta fermo cinque minuti prima di misurare, Schiena appoggiata, piedi a terra, braccio all'altezza del cuore.
Misura 3 volte di seguito, a circa un minuto di distanza, mattina e sera e annota il terzo valore, non la media. E quello che il tuo medico considererà corretto e lo aiuterà a prendere delle decisioni: Una misurazione fatta bene vale più di dieci fatte male.
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14/08/2026

Quando si parla di ADHD e impulsività, si pensa sempre al rischio pericoloso.
Ma c'è una faccia della propensione al rischio di cui non si parla mai.
La ricerca ha iniziato a misurare anche le forme positive.
Prendere le difese di qualcuno in una situazione scomoda.
Dire una verità impopolare.
Cambiare carriera. Esporsi per un'idea. Iniziare senza garanzie.
E le persone con ADHD mostrano una maggiore propensione anche in queste forme.
Lo stesso tratto che porta a decisioni impulsive alimenta il coraggio e la creatività.
Non si tratta di fare l’ennesima narrazione romantica dell'ADHD, né di negare le difficoltà che la persona deve attraversare.
Si tratta di restituire un quadro completo e onesto: non più cosa devo correggere di me, ma come posso valorizzare ciò che sono.
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12/08/2026

Hai smesso la statina per dolori muscolari o stanchezza?
La paura degli effetti collaterali è oggi il primo motivo di abbandono della terapia.
Una grande meta-analisi ha analizzato più di centomila persone.
Gli studi erano tutti in doppio cieco, che è la metodologia migliore per indagare un farmaco, perché né il paziente né il medico sanno chi prende il farmaco e chi prende il placebo.
Il risultato ti sorprenderà: la gran parte degli effetti elencati nei foglietti compariva anche col placebo: Dolori muscolari ma non solo, stanchezza, alterazioni del sonno, della concentrazione e dell’ umore. Questo non significa che i tuoi sintomi non siano reali. Sono reali e meritano ascolto.
Ma spesso non dipendono dal farmaco.
In medicina e in psicologia è noto come effetto nocebo: se ci aspettiamo un disturbo, tendiamo ad attribuirglielo.
La cosa importante è non sospendere mai la terapia da soli ma parlarne sinceramente con il proprio medico di fiducia per trovare insieme una soluzione.
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