PH.D Domenico Parlavecchio

PH.D Domenico Parlavecchio Screening generale durata 15 minuti 20 Euro. Visita approfondita di un' ora / un'ora e mezza 50 Euro per le Intolleranze alimentari !
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Mi chiamo Domenico Parlavecchio e opero da circa 30 anni nel settore dell'Integrazione alimentare e ora come Philosophy Doctor in Naturopathy, Laurea Scienze Fitoterapiche, Erborista e Fitoterapeuta faccio Consulenze Naturopatiche. Promozione per il mese di Gennaio 2022 , 50 Euro la prima visita approfondita con i nuovi sistemi NLS e Magneto Quantica!

11/06/2026

La cosa più importante non è sapere solo quanto è grande la placca.

Bisogna capire se è stabile o instabile.

Per valutare meglio il rischio cardiovascolare possono essere utili esami come:

• PCR ultrasensibile (infiammazione)
• Omocisteina
• Lipoproteina(a)
• Rapporto ApoB/ApoA1
• Fibrinogeno
• Insulina e glicemia
• Ecocolordoppler dei tronchi sovraortici
• Calcio coronarico (quando indicato)

Molte persone hanno placche importanti e restano stabili per anni.
Altre hanno placche più piccole ma molto infiammate e quindi più pericolose.

Se vuoi approfondire il tuo caso specifico scrivimi in privato.

Dr. Domenico Parlavecchio

334/7443762

10/06/2026

Mangiano la stessa cosa.

Uno ha energia, lucidità mentale e analisi perfette.

L’altro ha stanchezza, infiammazione, nebbia mentale e continua ad accumulare problemi.

Perché?

Perché la salute non dipende solo da ciò che mangi.

Dipende da ciò che riesci a digerire, assorbire e utilizzare.

Acido cloridrico, enzimi digestivi, bile, microbiota e mitocondri devono lavorare insieme affinché vitamine, minerali e aminoacidi diventino energia cellulare.

Ecco la verità che quasi nessuno ti spiega:

Mangiare non significa nutrire.
Assorbire non significa utilizzare.

La differenza tra salute e malattia spesso si gioca nelle reazioni biochimiche che avvengono dentro le tue cellule ogni secondo.

Dr. Domenico Parlavecchio

334/7443762.

09/06/2026

SE SEI UN ATLETA E HAI L’ACNE… NON È LA PELLE. È COME STAI MANGIANDO.”

Ti dico una verità che nessuno ti dice.

Se fai palestra… se fai powerlifting…
se ti alleni forte…
e hai acne, pelle grassa, energia a montagne russe…

👉 NON è la pelle il problema.

È il tuo modo di mangiare.

Io ho seguito un atleta, 90 kg, powerlifting, turni pesanti.

Allenamento perfetto.
Integrazione buona.

Eppure:

• acne infiammatoria
• pelle oleosa
• fame improvvisa
• intestino instabile

Sai perché?

Perché stava facendo gli errori classici:

• pizza dopo turno
• pasta alle 01:00
• zuccheri nei momenti sbagliati
• proteine distribuite male
• intestino sotto stress continuo

👉 Risultato?

Insulina che sale e scende
IGF-1 sempre alto
Cortisolo sballato
Infiammazione costante

E la pelle… parla.

💥 LA SVOLTA

Non ho toccato la pelle.

Ho cambiato la struttura metabolica.

✔️ proteine distribuite bene (colazione e pranzo)
✔️ carboidrati nel momento giusto
✔️ ZERO caos notturno
✔️ intestino stabilizzato
✔️ niente picchi glicemici

⚠️ E QUI ARRIVA LA VERITÀ

Tu pensi di avere energia…

👉 ma spesso è adrenalina.

E l’adrenalina:

• ti fa allenare
• ma ti infiamma
• ti rovina la pelle
• ti distrugge l’intestino

🎯 RISULTATO REALE

Dopo 4 settimane:

• meno acne
• pelle meno lucida
• energia stabile
• recupero migliore

Dopo 8–12 settimane:

👉 terreno completamente diverso

🔑 CONCETTO CHIAVE

Non devi mangiare di più.
Non devi mangiare meno.

👉 Devi mangiare nel momento GIUSTO e nel modo GIUSTO.
Se ti rivedi in questa situazione…

contattami al 334/7443762

e vediamo il tuo caso reale.

Perché ogni corpo è diverso.
E senza una strategia… torni sempre da capo.

intestino metabolismo ormoni glicemia benessere domenicoparlavecchio

08/06/2026

PERCHÉ LE DONNE SI AMMALANO DIVERSAMENTE DAGLI UOMINI? LA RISPOSTA È NEL MICROBIOTA

Sai che una delle più grandi differenze biologiche tra uomo e donna non è solo negli ormoni?

È nel microbiota.

La donna possiede un ecosistema microbico unico: il microbiota vaginale.

E qui entra in gioco una biochimica straordinaria.

Gli estrogeni stimolano l’accumulo di glicogeno nelle cellule dell’epitelio vaginale.

Il glicogeno viene trasformato in zuccheri semplici che nutrono i lattobacilli.

I lattobacilli producono acido lattico.

L’acido lattico mantiene il pH vaginale tra 3,5 e 4,5, creando un ambiente ostile a batteri patogeni, funghi e microrganismi opportunisti.

In pratica:

più lattobacilli = più acido lattico = maggiore protezione.

Ma non finisce qui.

L’intestino comunica continuamente con il microbiota vaginale attraverso il sistema immunitario.

Quando l’intestino è in disbiosi aumenta la produzione di lipopolisaccaridi batterici, chiamati LPS.

Gli LPS attivano citochine infiammatorie come:

• TNF-α
• IL-1β
• IL-6

Queste molecole aumentano l’infiammazione sistemica e possono alterare anche l’equilibrio del microbiota vaginale.

Ecco perché molte donne con:

• candida ricorrente;
• vaginosi;
• cistiti frequenti;
• secchezza vaginale;

presentano contemporaneamente problemi intestinali.

Poi arriva la menopausa.

Gli estrogeni diminuiscono.

Diminuisce il glicogeno.

Diminuiscono i lattobacilli.

Aumenta il pH.

E il sistema di difesa naturale diventa meno efficiente.

Capisci ora perché intestino, ormoni e microbiota vaginale non possono essere considerati separatamente?

Sono un unico sistema biologico.

Per informazioni: 334/7443762






SaluteDonna
DomenicoParlavecchio

05/06/2026

Se dimentichi nomi, appuntamenti, dove hai messo le chiavi o entri in una stanza senza ricordare cosa dovevi fare…

attenzione.

Potrebbe non essere un problema di età.

Dal punto di vista biochimico, ogni ricordo nasce da una comunicazione elettrica e chimica tra miliardi di neuroni.

Per funzionare correttamente il cervello ha bisogno di:

• glucosio stabile;
• ossigeno;
• acidi grassi Omega 3;
• vitamine del gruppo B;
• magnesio;
• acetilcolina, il neurotrasmettitore della memoria.

Quando mangi troppi zuccheri e carboidrati raffinati, la glicemia sale rapidamente e poi precipita.

Questo provoca meno energia disponibile per i neuroni.

Quando dormi poco, aumenta il cortisolo.

Il cortisolo elevato riduce l’efficienza dell’ippocampo, l’area del cervello che trasforma le informazioni in ricordi.

Quando l’intestino è infiammato, vengono prodotte sostanze infiammatorie che possono attraversare la barriera emato-encefalica e alterare la comunicazione tra i neuroni.

E c’è un’altra cosa che pochi sanno.

Il cervello rappresenta circa il 2% del peso corporeo ma consuma circa il 20% dell’energia totale dell’organismo.

Per questo basta una lieve riduzione di ossigenazione, nutrienti o efficienza metabolica per iniziare ad avere:

• vuoti di memoria;
• difficoltà di concentrazione;
• nebbia mentale;
• stanchezza cerebrale.

La domanda quindi non è:

“Hai problemi di memoria?”

La vera domanda è:

“Cosa sta impedendo ai tuoi neuroni di lavorare al massimo delle loro capacità?”

Scrivi MEMORIA nei commenti se vuoi che faccia un video su quali analisi controllare quando iniziano i vuoti di memoria.

334/7443762





03/06/2026

Hai presente quella pancetta?
Quella che non va via.
Fai attenzione al cibo.
Cammini.
Magari vai anche in palestra.
Eppure quei 1,5-2 kg sull’addome restano lì.
E se ti dicessi che molto spesso non è grasso?
Una mia assistita, Katya, in appena un mese e mezzo ha perso 1,5 kg prevalentemente a livello addominale, con riduzione quasi completa del gonfiore e miglioramento di energia, sonno e benessere generale.
Ma attenzione.
Non ha fatto una dieta estrema.
Non ha contato calorie.
Non ha corso 10 km al giorno.
Ha semplicemente corretto alcuni errori biologici.
Perché la pancia non è sempre grasso.
Molto spesso è:
• intestino gonfio;
• fermentazione;
• ritenzione di liquidi;
• infiammazione silente;
• eccesso di zuccheri e fruttosio;
• disidratazione cellulare.
Ti faccio una domanda.
Quante persone bevono poco durante il giorno e poi mangiano continuamente frutta pensando di idratarsi?
Il problema è che il fruttosio in eccesso non idrata le cellule.
Anzi.
Può aumentare fermentazione, gonfiore e accumulo addominale. Nel caso di Katya erano presenti eccesso di frutta, scarsa idratazione e gonfiore mattutino, elementi che sono stati corretti nel percorso.
Dal punto di vista biochimico succede una cosa interessante.
Quando il corpo è disidratato aumenta la produzione di ormoni che trattengono liquidi.
Le cellule lavorano peggio.
L’intestino rallenta.
La digestione peggiora.
E l’addome si gonfia.
Così tu credi di avere grasso.
In realtà hai un organismo che sta trattenendo acqua e producendo gas.
Ecco perché molte persone perdono centimetri in vita prima ancora di perdere veri chili di grasso.
La vera domanda non è:
“Come faccio a dimagrire?”
La vera domanda è:
“Perché il mio corpo sta trattenendo quella pancia?”
Perché quando trovi la causa...
la pancia spesso inizia a sparire da sola.

334/7443762

02/06/2026

L’ESAME CHE PUÒ VALERE PIÙ DELL’LDL

Hai l’LDL a 80?

Potresti essere più a rischio di chi ce l’ha a 130.

Sembra assurdo, ma il rischio cardiovascolare non dipende solo da quanto colesterolo hai nel sangue.

Dipende anche da quante particelle aterogene stanno circolando.

Ed è qui che entra in gioco l’ApoB.

L’LDL misura il colesterolo trasportato.

L’ApoB misura il numero delle particelle che possono contribuire alla formazione della placca.

Più particelle circolano, maggiore è la probabilità che alcune entrino nella parete arteriosa, si ossidino e alimentino il processo aterosclerotico.

Per questo due persone con lo stesso LDL possono avere rischi molto diversi.

Oggi, oltre a LDL, HDL e trigliceridi, può essere utile valutare anche:

• ApoB
• Lipoproteina(a)
• PCR ultrasensibile
• Glicemia
• Insulina

Il rischio cardiovascolare non si legge da un solo numero.

Si comprende osservando l’intero terreno biologico.

Se vuoi conoscere gli esami che considero più utili per valutare il rischio cardiovascolare, scrivi “CARDIO” oppure contattami al 334/7443762.

31/05/2026

Quando ritiri gli esami, qual è la prima cosa che guardi?
L’LDL.
Ed è proprio qui che molte persone si fermano.
Oggi sappiamo che il rischio cardiovascolare non dipende da un solo numero.
Facciamo un esempio.

Persona A:
LDL 120

Persona B:
LDL 80

Chi è più a rischio?

Impossibile dirlo.

Perché mancano gli esami più importanti.

Partiamo dall’HDL.

L’HDL è il cosiddetto colesterolo “spazzino”.

Valori generalmente superiori a 50-60 mg/dl sono considerati favorevoli.

Poi guardiamo i trigliceridi.

Più sono alti, più spesso indicano insulino-resistenza, infiammazione e particelle LDL più pericolose.

Ma arriviamo ai marcatori più interessanti.

ApoB.
Ogni particella LDL possiede una molecola di ApoB.
Perciò ApoB ci dice quante particelle potenzialmente aterogene stanno circolando nel sangue.
Due persone possono avere lo stesso LDL.
Una può avere poche particelle grandi.
L’altra tantissime particelle piccole.
E quella con più ApoB è generalmente più a rischio.

Poi c’è la Lipoproteina(a), detta Lp(a).
È un parametro in gran parte genetico.
Se è elevata può aumentare il rischio cardiovascolare anche quando il colesterolo sembra normale.
E infine ci sono le LDL ossidate.
Qui entriamo nella biochimica vera.

Le LDL diventano pericolose soprattutto quando si ossidano.
Quando una LDL ossidata entra nella parete dell’arteria, richiama cellule immunitarie chiamate macrofagi.
I macrofagi la inglobano, si trasformano in cellule schiumose e iniziano a formare la placca aterosclerotica.
Ecco perché oggi la domanda non è:

“Quanto è alto il mio LDL?”
La domanda è:
“Quante particelle aterogene ho?”
“Quanto sono infiammato?”
“Quante LDL si stanno ossidando?”

Per valutare davvero il rischio cardiovascolare dovresti conoscere almeno:

• LDL
• HDL
• Trigliceridi
• ApoB
• ApoA1
• Rapporto ApoB/ApoA1
• Lipoproteina(a)
• PCR ultrasensibile
• Omocisteina
• LDL ossidate

La prevenzione moderna non guarda un solo numero.

Guarda il quadro completo.

Dr. Domenico Parlavecchio
334/7443762 .

29/05/2026

Hai una placca nell’arteria? Non si forma perché il colesterolo si sveglia una mattina e decide di attaccarsi!

Molti credono che la placca aterosclerotica sia semplicemente un accumulo di colesterolo.

In realtà la biochimica è molto più interessante.

Tutto inizia quando la parete interna dell’arteria, chiamata endotelio, viene danneggiata.

Cosa può danneggiarla?

Pressione alta, glicemia elevata, fumo, stress cronico, infiammazione, sonno insufficiente e radicali liberi.

Quando l’endotelio si infiamma, perde parte della sua capacità protettiva e diventa più permeabile.

A questo punto alcune particelle LDL possono entrare nella parete dell’arteria.

Ma attenzione: non sono tanto le LDL normali a creare il problema.

Il problema nasce quando queste LDL si ossidano.

Le LDL ossidate vengono riconosciute come sostanze pericolose dal sistema immunitario.

Arrivano quindi i macrofagi, cellule “spazzine” che cercano di eliminarle.

I macrofagi mangiano le LDL ossidate e si trasformano nelle cosiddette cellule schiumose.

Queste cellule iniziano ad accumularsi formando la stria lipidica, il primo stadio della placca.

Con il passare degli anni il corpo cerca continuamente di riparare il danno.

Deposita collagene, calcio e tessuto fibroso.

Ed è così che nasce la placca aterosclerotica.

Per questo oggi sappiamo che non conta solo quanto colesterolo hai.

Conta anche:

• quanto è infiammata la parete arteriosa;
• quanto stress ossidativo è presente;
• quante particelle aterogene circolano (ApoB);
• quante LDL si stanno ossidando;
• quanto è efficiente il sistema antiossidante del tuo organismo.

La placca non è semplicemente un problema di colesterolo.

È il risultato di anni di infiammazione, ossidazione e tentativi di riparazione da parte del corpo.

Se vuoi capire quali esami possono aiutarti a valutare il tuo rischio cardiovascolare reale, scrivi PLACCHE nei commenti.

Dr. Domenico Parlavecchio

334/7443762

28/05/2026

TONSILLE: il tuo corpo le ha create per difenderti… non per caso.

Le tonsille non sono “pezzi inutili” del corpo.
Sono tessuto linfoide immunitario altamente attivo.

Fanno parte dell’anello di Waldeyer:
una vera barriera biologica tra esterno e interno.

Ogni volta che respiri o mangi, le tonsille analizzano:
• batteri
• virus
• proteine alimentari
• tossine
• sostanze infiammatorie

E decidono se attivare o meno il sistema immunitario.

Il problema nasce quando il corpo vive in uno stato infiammatorio cronico.

Intestino alterato → aumento permeabilità intestinale → sovraccarico immunitario → iperattivazione tonsillare.

Per questo molte persone con:
• disbiosi
• reflusso
• zuccheri elevati
• stress cronico
• infiammazione intestinale

sviluppano:
• tonsille gonfie
• placche
• muchi continui
• linfonodi reattivi
• alito pesante
• infezioni ricorrenti

Le tonsille stanno lavorando troppo.

Biochimicamente parlando:
quando il microbiota si altera aumenta la produzione di citochine infiammatorie, istamina e segnali immunitari continui.

Il sistema immunitario entra in “allerta permanente”.

E le tonsille diventano uno dei primi organi a reagire.

Per questo in molte persone il problema non parte dalla gola.
La gola è solo il punto dove il corpo manifesta il sovraccarico.

Il corpo non va osservato a pezzi.
Va capito come sistema.

334/7443762.

Indirizzo

Via Andrea Doria, 4
Patrica
03010

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