11/08/2026
Pubblichiamo l'articolo del Dott. Giorgio Misticoni Vice Presidente del Laboratorio Psicoanalitico di Pescara riguardante una lettura psicoanalitica del film "Odissea" di C. Nolan
L'Odissea di C. Nolan e l'inganno della guerra.
Una lettura Psicoanalitica a cura di
Giorgio Misticoni*
A proposito dell'Odissea di Cristopher Nolan, opera cinematografica che sta suscitando molto interesse nel pubblico, credo che una prima riflessione possa riguardare il perché proprio ora si sia sentita la necessità di riproporla al cinema. La collettività ha da sempre eletto l'artista ad interprete e rappresentante dei propri pensieri e bisogni più nascosti. Credo dunque che il tema della guerra sia di nuovo al centro della preoccupazione generale. Il mondo di nuovo si trova a confronto con l'angoscia destata dalla distruttività umana. Ulisse l'eroe della guerra di T***a, colui che aveva fatto dell'inganno lo strumento principale per la vittoria, appare nel film di Nolan, nel flusso di coscienza a cui si lascia andare nella parte finale, come un eroe dubbioso, più vicino ad Amleto che ad Edipo. Una rappresentazione moderna che lo avvicina più all' Ulisse di Joyce che a quello di Dante. Sembra essersi reso consapevole, lui che con l'inganno aveva vinto la guerra di T***a, che la guerra è il vero inganno che nella distruzione si è tutti sconfitti. Una consapevolezza, dunque molto vicina a quella raggiungibile nel processo psicoanalitico. L'arte riuscita credo sia tale se si costituisce come un 'opera aperta che consente al fruitore non solo di identificarsi, ma anche di poter aggiungere altri significati. Così, vorrei aggiungere che in alcuni passaggi ho trovato molti riferimenti e possibili riflessioni che riguardano il tema della consapevolezza. Nell'episodio di Calypso, operando una sorta di condensazione assimilabile al lavoro del sogno, troviamo condensato l'episodio dell'Odissea dei mangiatori di loto. Calypso nel film è combattuta tra far assumere ad Ulisse il loto per rimuovere, dimenticare il passato, o favorire invece al contrario il ricordo, la rimembranza come processo di ingresso nella temporalità e nella propria storia. Ella comprende bene che tale consapevolezza porterà Ulisse a lasciarla per riprendere il proprio viaggio. Come allora non pensare al processo psicoanalitico che nel suo percorso di storicizzazione del traumatico libera il presente dal passato e apre la strada alla libertà del viaggio. Con la consapevolezza dell'analista di non poter imprigionare il paziente in un'analisi interminabile, tema molto attuale nelle Società Psicoanalitiche. Altro tema relativo alla consapevolezza, sembra essere il passaggio nel film in cui i compagni di Ulisse imprigionati da Polifemo si accorgono che non è muto che sa parlare, chiedono ad Ulisse allora perché non parli con loro e la risposta in forma interrogativa è che nessuno parlerebbe con delle formiche. Dunque la nascita del linguaggio risiede nella consapevolezza del bisogno di superare l'onnipotenza che consente di valorizzare l'altro e non di disprezzarlo assimilandolo alle fattezze di una formica. Numerose le citazioni nel film a mio parere, che sembrano alludere alle guerre del futuro, come l'episodio dei Lestrigoni rappresentati nel film come giganti dalle armature di acciaio luminose che mi appaiono come robot che un domani, non troppo lontano, potrebbero combattere al posto degli umani. La stessa armatura di Agamennone, personaggio di cui non si vede mai il volto, è avveniristica e la non visibilità del volto sembra alludere a come sarà sconosciuto il nemico del futuro. Altro passaggio significativo sembra essere, nell'episodio dell'ingresso nell'Ade, come la consapevolezza della colpa di Ulisse per i compagni morti in battaglia sia ostacolata dal passaggio alla colpa persecutoria, rappresentata dai suoi soldati morti che nel film lo inseguono e minacciano i suoi guerrieri sopravvissuti. Nel finale del film invece Ulisse, dopo aver riconquistato Itaca, riprenderà il viaggio con Penelope verso la terra dei sodali morti in battaglia per onorare la loro memoria, passaggio che sembra alludere alla riparabilità della colpa conseguenza della distruzione causata dalla guerra. Ecco perché l’Ulisse di Nolan mi sembra alludere di più al tema del viaggio che a quello del ritorno.
*Membro ordinario con funzioni di training dello Spazio Psicoanalitico di Roma.
Socio Italiano della Federazione Europea di Psicoterapia Psicoanalitica.