28/04/2026
Alcuni giorni fa ho avuto il privilegio di poter parlare di prevenzione cardiovascolare in un incontro pubblico a Bolzano di fronte ad una sala gremita di oltre duecento persone.
Un evento organizzato splendidamente da un team di professionisti di alto livello che hanno veramente a cuore la divulgazione di temi legati alla longevità in salute. Ricordo in particolare Martina Pojer e Roberto Pellicini, che ringrazio davvero per il loro entusiasmo e la loro amicizia.
In questo servizio del TG3 trovate riassunto quanto ho condiviso con il pubblico.
Al termine dell’evento, oltre ad incontrare molte persone che hanno condiviso con me le loro storie, si sono avvicinati anche alcuni colleghi, che mi hanno ringraziato per gli stimoli ricevuti, pur sottolineando che alcune mie posizioni sono sembrate quasi "audaci".
Vorrei tranquillizzare questi colleghi che quanto sto proponendo ormai da anni e che ho riportato nei miei due libri, lo possono da oggi ritrovare, parola per parola, nelle pagine di Scientific American, una delle riviste scientifiche più prestigiose al mondo,
Non è una rivincita la mia. È, semmai, un sollievo: la conferma che la strada era quella giusta, e che vale sempre la pena studiare, osservare, ascoltare i pazienti, anche quando il coro dice un'altra cosa.
L’articolo (che riporto nei commenti) è molto denso, con un’ampia parte che apre finalmente delle belle prospettive, ma contiene anche una sezione sulla quale vi sono molte criticità. Identificato il vero motore delle malattie cardiovascolari, cioè l'infiammazione cronica e lo stress ossidativo, la domanda logica successiva sarebbe: “E da dove viene questa infiammazione cronica? Da cosa è alimentata, giorno per giorno, nella vita di milioni di persone?”.
Qui l'articolo, semplicemente, non risponde, salta proprio la domanda. Per cui un lettore potrebbe uscire dall'articolo con questa convinzione: "Bene, abbiamo capito che il vero problema è l'infiammazione. Per fortuna stanno arrivando nuovi farmaci che la spengono”.
Il paziente non viene mai informato che l'infiammazione cronica vascolare ha cause metaboliche ben identificate, ben studiate da decenni, e affrontabili senza farmaci: l'iperinsulinemia indotta da una dieta a carico glicemico elevato, l'eccesso di oli di semi industriali ricchi di omega-6, gli alimenti ultra-processati, la sedentarietà, il sonno disordinato, lo stress cronico. Niente di tutto questo è "medicina alternativa": è la letteratura delle evidenze della ricerca cardio-metabolica degli ultimi vent'anni.
Per questo sto preparando un (lungo) articolo per spiegare i molti aspetti positivi di questa importante posizione nella letteratura, accompagnata anche da una riflessione sugli elementi contenuti che hanno bisogno di una ulteriore attenta riflessione, per evitare di passare dalla padella alla brace.
Vi chiedo ancora un po’ di pazienza.