20/10/2026
⁉️🔬 Il dubbio come motore della scienza: e se molti interventi chirurgici fossero solo un "potente placebo"?⁉️
Per valutare l'efficacia di una prestazione sanitaria oggi ci si affida agli studi clinici controllati e randomizzati (RCT), considerati il gold standard della ricerca scientifica. Per anni, però, tantissimi interventi chirurgici sono stati eseguiti per pura convenzione, senza la certezza che offrissero reali benefici rispetto al non operarsi.
Nel Regno Unito, ad esempio, gli RCT in chirurgia sono passati da soli 34 nel 2011 a 188 nel 2023. E i dati che emergono da questa nuova spinta alla ricerca sono a dir poco sorprendenti:
🔹 Appendicite: Per la maggior parte dei pazienti, un ciclo di antibiotici si è rivelato altrettanto efficace rispetto alla rimozione dell'appendice.
🔹 Interventi superflui o inefficaci: Procedure molto diffuse, come le fusioni spinali e le riparazioni della cuffia dei rotatori, offrono benefici spesso indistinguibili da quelli dell'effetto placebo o della semplice fisioterapia.
🔹 Il peso del fattore psicologico e naturale: Uno studio pubblicato su JAMA (2022) ha evidenziato che ben due terzi del miglioramento post-operatorio derivano dalla guarigione spontanea dell'organismo o dall'effetto placebo, e solo un terzo è merito dell'intervento vero e proprio.
🔹 Rischi superiori ai benefici: In alcuni casi (come per il cancro alla prostata o alcune patologie del ginocchio), i dati a lungo termine mostrano che la chirurgia non riduce la mortalità o può addirittura causare più problemi rispetto a trattamenti conservativi o a interventi simulati.
Come sintetizza con una battuta il chirurgo ortopedico Seth Leopold: "I chirurghi pensano di essere bravi, ma in molti casi si limitano a somministrare un potente placebo".
Un tema cruciale che ci invita a riflettere sull'importanza della medicina basata sulle evidenze e sulla necessità di ridurre le pratiche sanitarie non necessarie.