29/04/2026
Se 10 anni fa qualcuno mi avesse detto che il mio amore per la musica e la mia formazione in psicologia si sarebbero incontrati così, probabilmente non ci avrei creduto. E invece oggi è esattamente ciò che vivo.
Vedere il calendario del mio tour arricchirsi di nuove date è una grande emozione, ma soprattutto è la sensazione che tutto stia trovando un senso.
Ogni consulenza e ogni workshop per me non sono solo lavoro, ma occasioni di ascolto, trasformazione e crescita, come psicologa, come musicista e come persona.
Nei conservatori ci insegnano tecnica e teoria, ma raramente ci insegnano come stare sul palco, come funziona la mente sotto pressione, come reagisce il corpo, come cambia il suono quando dentro si attiva la paura.
È qui che entra la preparazione mentale. Piccole abitudini quotidiane come la respirazione, i rituali pre-performance e la qualità dello studio possono cambiare profondamente sicurezza, energia e concentrazione.
Per questo continuo a formarmi in neuropsicologia, a sperimentare su di me e poi a portare ai musicisti strumenti concreti per gestire l’ansia, attraversare la paura del giudizio e dell’errore, costruire autostima e presenza e uscire da procrastinazione e autosabotaggio.
Perché il talento, da solo, non basta. Ha bisogno di un sistema nervoso che lo sostenga: un atto di rispetto, un atto di responsabilità, un atto d’amore verso il tuo talento.
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