08/06/2025
Questa è la carne etica. Questi sono i milioni che “prende” chi vive di allevamento in montagna.
In una sola settimana abbiamo perso oltre il 10% della nostra mandria. Tre capi morti. In un’azienda di montagna, in una valle tanto verticale come l’Anzasca, dove i prati e i pascoli scarseggiano, è una perdita gravissima.
Questi tre animali, tra due anni, sarebbero diventati carne etica: allevati al pascolo in estate, a fieno e un po’ di farina in inverno. Sarebbero diventati manze e tori che, durante il loro breve passaggio su questa terra, avrebbero vissuto nel modo migliore che avremmo potuto offrirgli.
Uno è morto per un colpo di calore. Gli altri due sono caduti, perché erano — com’è giusto che sia — al pascolo.
Oltre 13 ore di intervento tra Vigili del Fuoco, veterinari dell’ASL, noi dell’azienda, più l’impiego di un elicottero privato. Poi altre 24 ore di cure in stalla. Ma purtroppo non è servito a nulla.
Perdere questi capi significa non solo un mancato guadagno, ma anche tempo, lavoro e denaro buttati via.
E prima che qualche “bel pensante” liquidi tutto questo come il classico post da allevatore che si lamenta, lo tranquillizzo: non cerco compassione.
Cerco comprensione. Comprensione di ciò che c’è dietro quel pezzo di carne o quel formaggio che a volte può sembrare troppo caro.
È facile dire che gli allevatori prendono migliaia di euro di aiuti per “quattro galline”. È più difficile capire che una settimana storta può mandare in fumo i guadagni di sei mesi di lavoro, previsti tra 18 o 24 mesi. E che non esistono assicurazioni che ti coprano davvero in questi casi.
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Tolto tutto questo, voglio ringraziare:
• I Vigili del Fuoco di Domodossola turno B
• Il distaccamento dei Vigili del Fuoco Volontari di Macugnaga
• La ditta Elitellina, con base a Piedimulera, per il recupero con elicottero
Una menzione speciale ai due veterinari dell’ASL di Domodossola che, ieri e oggi, sono andati oltre il loro ruolo, aiutandoci come fratelli.
E da dipendenti pubblici, questo non è mai scontato.
Ma quando c’è passione per il proprio lavoro, si vede.
Grazie al Dott. Antonio Maida e alla Dott.ssa Marzia.
Abbiamo fatto tutto il possibile, e anche di più.
Ma purtroppo, così doveva andare. Nulla avrebbe cambiato l’epilogo.
GRAZIE.