27/08/2026
L’emergenza incendi a Calasca, si può dire con una certa sicurezza che sia conclusa.
Tutto è iniziato il 31 luglio con un fulmine, e sono bruciati, complessivamente con anche l’incendio che è salito da Piedimulera, tra i 450 ed i 500 ettari solo nel territorio di Calasca.
Sono stati giorni e notti difficili, impegnativi, ma anche molto formativi. Si poteva fare diversamente, si poteva fare di più, ma si poteva fare anche meno e peggio.
Il territorio in questa situazione è stata una novità per tutti; questa siccità ha reso nel vero senso della parola, infiammabile, qualunque cosa.
Determinate logiche che fino a qualche mese fa potevano funzionare, per via di questo terreno sofferente di acqua non son bastate.
Tutti quelli che ho incontrato e visto, e con i quali ho avuto l’enorme piacere di collaborare insieme, avevano l’obiettivo comune, quello di spegnere il prima possibile e limitare al minimo danni a cose e persone. Sì è fatto il massimo, ma in certi momenti non è bastato ( riprendendo una strofa della canzone per il terremoto a l’Aquila )
Le considerazioni che oltre 25 giorni sul campo, che nel mio piccolo posso fare sono…
-La presenza dell’uomo sul territorio è indispensabile; ho visto e provato, come risultava impossibile fermare il fuoco dove non vi era stato il@pascolamento degli animali da decenni. Sembrava che la stessa erba volesse bruciare per rinnovarsi; troppi anni di abbandono si pagano poi con gli interessi.
Appena il fuoco passava su porzioni pascolate negli ultimi anni, si vedeva nettamente come il lavoro svolto poi portava i risultati.
-La mancanza di lungimiranza sulla questione acqua si è fatta sentire; siamo sempre stati abituati ad aver acqua in quasi ogni dove, torrenti, sorgenti, pozze che fino a qualche anno fa si davano per scontate, oggi non lo son più. Aver avuto un sistema più capillare di acqua conservata anche in quota, avrebbe potuto sicuramente aiutare nelle operazioni; bisogna farne tesoro di questo per il futuro.
-Rivedere la legge sugli incendi, specialmente quando sono di origine naturale e che interessano i pascoli. Dal prossimo anno molte zone ad arbusti ( con un carico di incendio maggiore rispetto al pascolo), …