Azienda Agricola Madalu

Azienda Agricola Madalu L'azienda agricola Madalu è a Calasca, un piccolo paese di montagna in provincia del VCO, in Piemonte.

L'azienda agricola Madalu nasce a Calasca-Castiglione in località Molini, nel 2014. L'azienda si occupa della produzione e trasformazione di latte bovino e caprino. La dieta degli animali è in prevalenza di fieno e piccole dosi di mangimi di prima qualità. La lavorazione dei formaggi avviene a latte crudo, non pastorizzato, per lasciare ai formaggi il loro vero sapore.

L’emergenza incendi a Calasca, si può dire con una certa sicurezza che sia conclusa.Tutto è iniziato il 31 luglio con un...
27/08/2026

L’emergenza incendi a Calasca, si può dire con una certa sicurezza che sia conclusa.
Tutto è iniziato il 31 luglio con un fulmine, e sono bruciati, complessivamente con anche l’incendio che è salito da Piedimulera, tra i 450 ed i 500 ettari solo nel territorio di Calasca.

Sono stati giorni e notti difficili, impegnativi, ma anche molto formativi. Si poteva fare diversamente, si poteva fare di più, ma si poteva fare anche meno e peggio.
Il territorio in questa situazione è stata una novità per tutti; questa siccità ha reso nel vero senso della parola, infiammabile, qualunque cosa.

Determinate logiche che fino a qualche mese fa potevano funzionare, per via di questo terreno sofferente di acqua non son bastate.

Tutti quelli che ho incontrato e visto, e con i quali ho avuto l’enorme piacere di collaborare insieme, avevano l’obiettivo comune, quello di spegnere il prima possibile e limitare al minimo danni a cose e persone. Sì è fatto il massimo, ma in certi momenti non è bastato ( riprendendo una strofa della canzone per il terremoto a l’Aquila )

Le considerazioni che oltre 25 giorni sul campo, che nel mio piccolo posso fare sono…

-La presenza dell’uomo sul territorio è indispensabile; ho visto e provato, come risultava impossibile fermare il fuoco dove non vi era stato il@pascolamento degli animali da decenni. Sembrava che la stessa erba volesse bruciare per rinnovarsi; troppi anni di abbandono si pagano poi con gli interessi.
Appena il fuoco passava su porzioni pascolate negli ultimi anni, si vedeva nettamente come il lavoro svolto poi portava i risultati.

-La mancanza di lungimiranza sulla questione acqua si è fatta sentire; siamo sempre stati abituati ad aver acqua in quasi ogni dove, torrenti, sorgenti, pozze che fino a qualche anno fa si davano per scontate, oggi non lo son più. Aver avuto un sistema più capillare di acqua conservata anche in quota, avrebbe potuto sicuramente aiutare nelle operazioni; bisogna farne tesoro di questo per il futuro.

-Rivedere la legge sugli incendi, specialmente quando sono di origine naturale e che interessano i pascoli. Dal prossimo anno molte zone ad arbusti ( con un carico di incendio maggiore rispetto al pascolo), …

Ed eccoci qua, a scrive di una cosa che eravamo sicuri ci sarebbe successa, ma si sperava, ingenuamente , che non capita...
04/08/2026

Ed eccoci qua, a scrive di una cosa che eravamo sicuri ci sarebbe successa, ma si sperava, ingenuamente , che non capitasse mai.

Domenica 2 Agosto, nei pressi del Rifugio Zamboni- zappa, abbiamo perso due vitelli.

Tengo a sottolineare che i vitelli erano a 100 metri dal rifugio; che erano in un recinto; che la predazione è stata fatta tra le 8:30 e le 11:30, perché i vitelli erano sotto custodia visitava in quelle ore; che erano presenti nei dintorni circa 100-200 persone.

Questo episodio, in questa stagione così pesante, sommato alla siccità, ai problemi burocratici, al discorso latte crudo ed ad altre decine di problematiche secondarie, ci sta portando a cominciare a prendere seriamente in considerazione la possibilità di chiudere l’azienda agricola.

Questo non è lavoro, non è il rischio del mestiere. Non si può vivere in un fortino, e difendersi continuamente su più fronti senza armi; prima o poi o ci si arrende o si viene sconfitti.

Questa non è biodiversità aggiuntiva che porta un lupo, ma è un danno ambientale e socio culturale.

La presenza di questo animale in contesti anche in declino, non è una leva al miglioramento.

Noi, se, magari, forse, chissà arriverà un indennizzo, sarà solo su un capo, perché il secondo vitello non è più stato ritrovato. L’indennizzo sara al massimo di qualche centinaia di euro, ma la nostra perdita, tra il valore degli animali, la perdita di parte dei contributi, l’aumento delle spese e le ore di lavoro supplementari si attesta tra i 3-4000€. Noi ne avremmo fatto sinceramente a meno di questi indennizzi sporchi di sangue, ma forse ancor più sporchi della indifferenza della politica a tutti i livelli, che lascia da soli e disarmati, chi ancora crede in territorio abbandonati dalla maggior parte delle persone. Se Dante, nella divina commedia creò un girone infernale per coloro che in vita non prendono mai una posizione, penso che attualmente sia sovraffollato ed in fase di ampliamento.

La predazione ci comporta riportare in stalla i vitelli superstiti, ma questo avrà effetti negativi sugli animali (caldo, stress, cambiamento della dieta, diminuzione della libertà generale) e sul territorio (terreni non pascolati e non …

Venerdì e sabato, si è svolta la 6^ edizione della festa a Pedriola.Quest’anno abbiamo deciso di farci dare una mano dal...
28/07/2026

Venerdì e sabato, si è svolta la 6^ edizione della festa a Pedriola.

Quest’anno abbiamo deciso di farci dare una mano dal Giornale Il Rosa , che ci ha sopportato e supportato nella organizzazione.
C’è stata una serata informativa al venerdì, con cornus al santuario , Formazza Agricola , Nori Botta della associazione degli spalloni e ANARE con il tecnico Riccardo Marchioro .
Il tutto si è poi spostato al sabato con la messa a Pedriola, ufficializzata da Lorenzo Armano ed a seguire pranzo davanti i fabbricati d’alpeggio

Quest’anno abbiamo avuto una maggiore affluenza, e per questo, ringrazio chi c’è voluto essere la sera ed il giorno seguente in Alpeggio; anche se piccola, organizzare una due giorni ha avuto i suoi costi, che siamo riusciti a coprire.

Ci piacerebbe, se dovessimo riuscire a fare le prossime edizioni, che diventasse un momento di confronto tra realtà differenti che lavorano in montagna ed un panorama dove le amministrazioni, a tutti i livelli, possano guardare per migliorare le politiche verso le terre alte .

Un grazie, per chi ci ha dedicato belle parole, ed anche per chi, su quei pascoli, prima di noi , ci è cresciuto e ci ha onorato nel essere presente, anche a ricordo di chi è andato un passo avanti a noi.

Vacche al pascolo, su prati alpini;Vacche di Montagna, su alti pascoli.Tutto ha un suo perché, siamo noi avvolte che non...
21/07/2026

Vacche al pascolo, su prati alpini;
Vacche di Montagna, su alti pascoli.

Tutto ha un suo perché, siamo noi avvolte che non sappiamo vederlo.
Perché queste vacche Rendene sono nere e non bianche ad esempio?
Perché quando diciamo che sono vacche DI montagna e PER la montagna, non lo diciamo senza senso; il colore del loro manto è fatto apposta per attirare e trattenere il maggior calore dal sole. Questo perché in alta montagna, riuscire a scaldarsi un po di più, ti fa spendere meno energie.
Oggi però con queste temperature, questa loro caratteristica per poter vivere meglio in alta montagna, potrebbe essere un difetto.

La montagna è un organismo tanto complesso e delicato, dove uomo e natura si sono plasmati insieme per poter vivere anche in condizioni non sempre ottimali.

14/07/2026

GRAZIE GRAZIE GRAZIE!!!

Grazie a chi ha compensato le lacune di alcuni “professionisti”, ed ha fatto davvero la differenza tra portare a casa l’intervento oppure no.

Di solito non si fanno mai i nomi, ma è giusto farli quando le persone ti danno una mano, per il sol fatto di volertela dare.

Purtroppo ci sarà un ordine , ma per me siete stati tutti importanti allo stesso modo.

GRAZIE A:

Valerio, Laura ed i loro collaboratori del per aver assistito nelle ore peggiori Damiano

Samuele per aver dato l’allarme ed esser rimasto lì anche lui in situazioni non piacevoli

Natalia , per la pazienza e le competenze; senza di lei non so come sarebbe andata

Gianluca, che oltre ad essere un ottimo Capo Squadra, si è dimostrato un amico sincero

Alessio , Oscar .tonietti , Yari e Stefano, per aver dedicato il loro tempo ed energie per portar a termine questo intervento; meglio come soccorritori che come parcheggiatori 😉

Maurizio, che nonostante l’età, le beghe e quant’altro, ci ha reso il tutto meno pesante grazie alla sua presenza

Luigi, che sene poteva stare beatamente a letto, ma ha deciso di darci una mano anch’essa fondamentale

Alla squadra del soccorso alpino dellaGuardia di Finanza, che per fortuna non abbiamo utilizzato appieno le loro competenze, perché tutto si è mosso nella maniera giusta

Ora vediamo come va, ma sicuramente, gli avete risparmiato un sacco di dolore inutile.

Grazie Grazie Grazie ancora

Salita 2026; per l’alpe e’ un po’ come se fosse il suo compleanno in un certo qual senso. Quest’anno spegne 1027 candeli...
13/07/2026

Salita 2026; per l’alpe e’ un po’ come se fosse il suo compleanno in un certo qual senso. Quest’anno spegne 1027 candeline, ma molto probabilmente anche di più.

Sicuramente, risulta un po’ peggiorato, dà delle gestioni non ottimali negli ultimi anni, prima di arrivare a noi. Per colpa anche di una politica che non vede le possibilità che ha tra le mani, e che vive alla giornata.

Pedriola ci sarà anche tra 100 anni, forse anche tra altri 1000, ma dipenderà solo da chi la gestirà nel prossimo futuro, se essa arriverà nel meglio delle suoi possibilità o se anch’essa sarà solo un ricordo in vecchie foto ingiallite.

Certo è , che questa stagione sta pesando più delle altre; mettiamoci la siccità che ci sta attanagliando da orami due mesi, ma anche da un silenzio da parte di determinate istituzioni e persone, che anno dopo anno si fa sempre più pesante, fino a diventare asfissiante e arrivare a toglierti l’ossigeno.

Parole al vento molto probabilmente, ma ogni tanto è anche giusto condividere i momenti meno bucolici, perché qui sui social è già pieno di super eroi da 15secondi, e noi non vogliam raccontarvi un mondo che non c’è.

Periodo di fieno; sole,polvere,corse,pranzi saltati, gasolio, rete,guasti…..Tutto condensato in poche ore. Spesso, come ...
08/06/2026

Periodo di fieno; sole,polvere,corse,pranzi saltati, gasolio, rete,guasti…..

Tutto condensato in poche ore. Spesso, come per noi che siamo una piccola azienda, fare fieno in montagna è antieconomico. Il capitale da investire è grosso, ed il prodotto, specie se c’è una primavera siccitosa ed un inverno avaro di neve, risulta scarso.

Ma lo si fa perché vi è quel legame che ti rende attaccato al territorio, e come una ginestra, si va a cercare sempre più in profondità chi davvero siamo, per poi sbocciare e splendere per quei pochi giorni.

Foto

Salita a vedere i risultati di questa ondata di calore ….Dove l’anno scorso come oggi c’era neve e cominciava qualche ma...
01/06/2026

Salita a vedere i risultati di questa ondata di calore ….

Dove l’anno scorso come oggi c’era neve e cominciava qualche macchia nera, oggi c’era già la prima erba che cercava di spuntare.

Forse batteremo qualunque record di salita, certo è che questi eccessi del clima non fan bene a nessuno. Essere a fine maggio, con un clima di fine giugno non è una buona notizia, ma una pessima.

Prenderemo ciò che arriva, questi sono elementi che non riusciamo a governare, ma possiamo solo in parte navigarci dentro.

02/05/2026

Val segnara; il paesaggio che abbiamo fuori dalla finestra praticamente. Valle laterale della zanzara a, con decine e decine di alpeggi e corti. Valle che ha sfamato le geni di Calasca, tra Molini, Vigino e Boretta.

Valle che ha dato il palazzo comunale attuale. Valle di miniere e legname.
Valle ricca, ma oggi povera.

Dove vivevano oltre 200 capi bovini, decine di maiali e centinaia di capre e pecore, ….. oggi vi sono solo lupi e cinghiali e qualche cervo e camoscio .

Resiste ancora un azienda agricola, stoica e testarda su certe aspetti, ma resiste ancora là dove tutto è stato abbandonato.

Indirizzo

Via Molini 10, Calasca Castiglione
Piemonte
28873

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