Dott.ssa Claudia Cenni Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Claudia Cenni Psicologa Psicoterapeuta Psicologa clinica e psicoterapeuta. EMDR Practitioner. Uno spazio di ascolto e cura per affrontare trauma, ansia e difficoltà relazionali.

FIDUCIAUna possibilità che nasce nelle relazioni e ci accompagna nel modo in cui guardiamo il mondo.Spesso pensiamo alla...
30/05/2026

FIDUCIA

Una possibilità che nasce nelle relazioni e ci accompagna nel modo in cui guardiamo il mondo.

Spesso pensiamo alla fiducia come a una caratteristica personale: una cosa che si ha oppure no.

In realtà, la fiducia si costruisce molto presto, nelle prime relazioni della nostra vita.

💭 Cos'è la fiducia

La fiducia è la possibilità di credere che l'altro possa essere disponibile, affidabile e sufficientemente sicuro.

Non significa pensare che nessuno ci deluderà.
Non significa essere ingenui.

Significa accettare che le relazioni comportano sempre una quota di incertezza e di rischio, senza per questo rinunciare ad aprirsi agli altri.

Grazie alla fiducia diventano possibili:
• la collaborazione
• l'amicizia
• l'intimità
• il sostegno reciproco
• il sentirsi parte di qualcosa

🌿 Quando fidarsi è difficile

Per alcune persone fidarsi può essere molto faticoso.

Può accadere quando:
• si sono vissute delusioni importanti
• si è stati traditi o feriti
• si è cresciuti in un clima di sfiducia verso gli altri
• si è imparato che chiedere aiuto era inutile o rischioso
• le persone importanti sono state presenti in modo imprevedibile o incoerente

A volte il messaggio ricevuto è stato:

"Non fidarti di nessuno."
"Puoi contare solo su te stesso."
"Gli altri prima o poi ti deluderanno."

Quando questi messaggi diventano parte del nostro modo di vedere il mondo, proteggersi può sembrare la scelta più sicura.

Ma la sfiducia ha anche un costo.

Può proteggerci da alcune delusioni, ma rischia di privarci anche della vicinanza, della condivisione e del sostegno che le relazioni possono offrire.

🌧️ In una prospettiva psicodinamica

La fiducia affonda le sue radici nelle relazioni con le persone che si sono prese cura di noi nei primissimi mesi e anni di vita.

Quando, da piccoli, i nostri bisogni emotivi vengono accolti in modo sufficientemente stabile e prevedibile, impariamo gradualmente che possiamo chiedere aiuto, che i nostri segnali hanno valore e che il mondo può essere un luogo abbastanza sicuro.

Quando questo non accade, possono svilupparsi aspettative di rifiuto, delusione o abbandono che influenzano le relazioni anche in età adulta.

🌱 In una prospettiva adleriana

Per Adler il benessere è profondamente legato al senso sociale: la capacità di sentirsi parte della comunità umana e di collaborare con gli altri.

La fiducia rende possibile questa appartenenza.

Quando ci sentiamo sufficientemente sicuri nelle relazioni, diventa più facile cooperare, chiedere aiuto, offrire sostegno e contribuire al benessere comune.

✨ In ottica EMDR

Esperienze di tradimento, esclusione, rifiuto o relazioni imprevedibili possono lasciare tracce profonde nel sistema nervoso.

Quando queste esperienze restano emotivamente molto attive, fidarsi può sembrare pericoloso anche quando nel presente non lo è.

Rielaborare questi vissuti può aiutare a distinguere il passato dal presente e a costruire relazioni più libere e sicure.

💛 Cosa aiuta davvero

• costruire relazioni affidabili e reciproche
• imparare a chiedere aiuto quando serve
• riconoscere che fidarsi non significa rinunciare al senso critico
• dare tempo alle relazioni di svilupparsi
• osservare se la sfiducia nasce dal presente o da esperienze passate
• permettersi gradualmente di essere vulnerabili

La fiducia non significa credere che nessuno ci deluderà.

Significa accettare che, senza gli altri, ci precluderemmo anche tutto ciò che ci fa crescere, appartenere e sentirci vivi.

23/05/2026

CORAGGIO

Non è assenza di paura.
E non nasce dalla certezza di riuscire.

Molte persone aspettano di sentirsi abbastanza sicure prima di fare una scelta, iniziare qualcosa o esporsi davvero.

Ma la sicurezza totale non è possibile.

Se aspettassimo di non avere più dubbi, paura o incertezza prima di vivere, probabilmente rimarremmo fermi per sempre.

🌿 Fermarsi può dare un’apparente protezione.

Ma nel tempo può alimentare ancora di più:
• la paura
• la sfiducia
• il senso di inadeguatezza
• la convinzione di non essere capaci

Rinunciare continuamente a provare, a rischiare, a mettersi in gioco, può diventare anche una rinuncia alla vita stessa.

Perché l’unico modo per essere certi di non riuscire mai è non partire.

È un po’ come se un bambino volesse imparare a camminare prima ancora di provare ad alzarsi.

✨ In una prospettiva psicodinamica

Il coraggio può entrare in conflitto con parti interne molto critiche o spaventate.
A volte il timore di sbagliare, fallire o deludere nasce da esperienze profonde di giudizio, umiliazione o mancanza di fiducia.

🌱 In una prospettiva adleriana

Per Adler il coraggio è centrale.
Non il coraggio eroico o perfetto, ma il coraggio di partecipare alla vita anche con i propri limiti e le proprie imperfezioni.

“Abbi il coraggio di essere imperfetto.”

Il benessere non nasce dall’essere impeccabili, ma dalla possibilità di sentirsi parte della vita senza dover essere perfetti per meritarsela.

✨ In ottica EMDR

Esperienze di critica, fallimento, rifiuto o svalutazione possono rendere il sistema nervoso più orientato alla protezione che all’esplorazione.

Quando il passato resta emotivamente molto attivo, anche il rischio di sbagliare può essere vissuto come qualcosa di troppo pericoloso o insopportabile.

Rielaborare queste esperienze può aiutare a sentirsi più liberi di provare, scegliere e muoversi senza dover avere garanzie assolute.

💛 Il coraggio non è sentirsi sicuri.

È accettare che una parte di incertezza esisterà sempre, senza lasciare che sia soltanto la paura a decidere al posto nostro.

Via Nazario Sauro 12 -Loano- (SV)
21/05/2026

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16/05/2026

Questa pagina nasce dal desiderio di offrire spunti di riflessione accessibili sulle emozioni, sulle relazioni e sul benessere psicologico.

Non vuole sostituire un percorso terapeutico né esaurire la complessità dei temi trattati, ma creare uno spazio in cui alcune esperienze interiori possano essere comprese, riconosciute e pensate insieme.

16/05/2026
16/05/2026

SENSO DI COLPA

Un’emozione che può aiutare a crescere, ma anche farci dimenticare di noi stessi.

Siamo abituati a pensare al senso di colpa come a qualcosa di negativo.
Eppure non è sempre così.

A volte il senso di colpa è un segnale importante:
ci aiuta a riconoscere quando le nostre azioni hanno avuto conseguenze per qualcuno, e può portarci a prendercene cura, a riparare, a fare scelte diverse.

💭 Cos’è il senso di colpa

Il senso di colpa nasce quando percepiamo di aver fatto qualcosa che ha ferito qualcuno, violato un nostro valore o creato una distanza rispetto a ciò che sentiamo giusto.

In questi casi può avere una funzione utile:
• favorire la consapevolezza
• aiutarci a riconoscere l’altro
• permetterci di riparare
• guidarci verso un cambiamento

Non è qualcosa che dovrebbe schiacciarci.
Può essere un’emozione che aiuta a crescere.

🌿 Quando il senso di colpa diventa pesante

A volte però il senso di colpa non nasce da qualcosa di realmente sbagliato.

Può comparire:
• quando deludiamo le aspettative degli altri
• quando mettiamo dei limiti
• quando scegliamo qualcosa per noi
• quando non riusciamo a soddisfare tutti
• quando iniziamo a prenderci cura anche di noi stessi

In questi casi il senso di colpa può avere radici più profonde.

A volte nasce in contesti in cui:
• l’amore era legato al compiacere
• i bisogni personali venivano messi da parte
• dire “no” creava tensione o paura
• sentirsi responsabili degli altri era diventato normale

Così può nascere l’idea:
“Se qualcuno soffre per una mia scelta, allora sto sbagliando.”

Ma non sempre è così.

Alcune nostre decisioni possono davvero dispiacere a qualcuno, ed è importante poterlo riconoscere.
Questo però non significa che ogni scelta che delude un altro sia sbagliata.

🌧️ In una prospettiva psicodinamica

Il senso di colpa può nascere dal conflitto tra i propri bisogni e parti interne molto severe o critiche.
A volte sentiamo di dover essere “bravi”, disponibili o adeguati per meritare amore, approvazione o vicinanza.

Per questo alcune persone si sentono in colpa anche quando si proteggono, si fermano o scelgono qualcosa per sé.

🌱 In una prospettiva adleriana

Il senso di colpa può emergere quando percepiamo di non corrispondere all’immagine che pensiamo gli altri si aspettino da noi.

In una prospettiva adleriana è importante distinguere tra cooperazione autentica e sacrificio di sé:
prendersi cura degli altri non dovrebbe significare annullarsi.

✨ In ottica EMDR

Esperienze ripetute di critica, svalutazione, responsabilizzazione precoce o paura del conflitto possono lasciare tracce profonde.

Quando queste esperienze restano emotivamente molto attive, il sistema nervoso può reagire con senso di colpa anche in situazioni in cui stiamo semplicemente mettendo confini sani o prendendoci cura di noi.

Rielaborare queste esperienze aiuta a distinguere la responsabilità reale da quella appresa nel tempo.

💛 Cosa aiuta davvero

• imparare a distinguere responsabilità e iper-responsabilità
• riconoscere i propri bisogni senza sentirsi egoisti
• tollerare il fatto di non poter soddisfare tutti
• imparare a mettere limiti senza colpevolizzarsi
• chiedersi se il senso di colpa nasce dal presente o da vecchi schemi
• accettare che alcune scelte possano dispiacere qualcuno senza essere sbagliate
• lavorare sulle proprie ferite relazionali, se il peso è troppo grande

Crescere significa anche imparare a tollerare il disagio di non essere sempre ciò che gli altri vorrebbero.

Assumersi la responsabilità delle proprie scelte senza rinunciare a sé stessi.

Indirizzo

Via IV Novembre 3/1
Pietra Ligure
17027

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