24/04/2026
Dando la propria disponibilità a donare gli organi quando si rinnova la carta d'identità in Comune, si può contribuire a salvare una vita. Nel 2025 in Italia ci sono stati 2.164 donatori, in aumento del +3,2% rispetto al 2024 e hanno consentito di salvare ben 4.697 vite, realizzando altrettanti trapianti, 55 in più rispetto all'anno precedente.
Ma secondo i dati aggiornati del Centro nazionale trapianti, nel 2025 parecchie persone si sono opposte alla donazione. Nel corso dell’anno sono state raccolte 3.782.100 dichiarazioni al momento del rilascio della carta d’identità elettronica: il 59,9% ha detto di sì, mentre i no hanno raggiunto quota 1.515.183, pari al 40,1%, in aumento rispetto al 36,3% registrato nel 2024.
Ma cos'è che spaventa della donazione? C’è il timore che dire di sì alla donazione possa portare i medici a smettere di curarci adeguatamente, pur di avere un donatore in più. In realtà, la commissione di medici che certifica la morte è indipendente e distinta dall’équipe che eseguirà il prelievo e il trapianto. Non c'è alcun rischio per i donatori di subire un trattamento diverso.
Inoltre, per donare gli organi (quasi tutti, tranne i reni), bisogna essere morti. E su questo punto c’è ancora parecchia confusione tra morte cerebrale e coma. Durante il coma o lo stato vegetativo, la persona è viva, e da vivi gli organi non si possono donare. Con il termine “morte cerebrale” si indica invece l’accertamento della morte di una persona secondo criteri neurologici. La persona, quindi, non è più viva, non è curabile e non può risvegliarsi: in questo caso è possibile donare gli organi.
Sia le donazioni che i trapianti rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e sono totalmente gratuiti. Si tratta di interventi salvavita che, in altri Paesi del mondo, potrebbero costare centinaia di migliaia di euro. Siamo fortunati.
Per qualsiasi altra informazione sul tema, visitate il sito del Centro Nazionale Trapianti: lì potete chiarire tantissimi dubbi.