08/09/2026
Ha 33 anni, vive su una barca a vela di dieci metri e da oltre tre mesi naviga verso casa quasi sempre da sola. Giulia Sent è partita da Lisbona e, dopo oltre duemila miglia tra Atlantico e Mediterraneo, è arrivata a Bari. Ma il suo non è soltanto un viaggio.
Veneziana, laureata in Scienze ambientali e dottoranda in Scienze Marine in Portogallo, Giulia vuole trasformare la sua Hallberg-Rassy in una piccola nave da ricerca sul plancton. Durante la navigazione raccoglie campioni d'acqua e dati destinati anche a un laboratorio francese, studiando uno degli organismi fondamentali per gli ecosistemi marini e per la produzione di ossigeno.
Il viaggio finora le ha presentato il conto più volte. Poco dopo la partenza ha rischiato di disalberare. A Palma di Maiorca si è ferita seriamente a una mano ed è rimasta ferma due settimane. Poi un guasto al motorino di avviamento, trenta ore in mare aspettando il vento, il pilota automatico fuori uso e quattordici ore consecutive al timone. E ancora vento forte nello Stretto di Messina e nuove avarie.
Dopo Ibiza, Maiorca, Sardegna, Sicilia, Corfù, Otranto e Brindisi, Giulia è arrivata a Bari, dove è stata accolta alla Lega Navale. Presto ripartirà verso il Nord Adriatico. La destinazione finale è Murano, dove vive la sua famiglia.
Con lei viaggia anche un'altra consapevolezza: persino lontano dalla costa ha incontrato plastica in mare.
Dice di non considerarsi coraggiosa. Da bambina, quando c'era troppo vento, inventava il mal di pancia per evitare il corso di Optimist. Oggi attraversa i mari da sola, raccoglie campioni per la ricerca e porta la sua casa a vela verso Venezia.