03/08/2026
“A chi ha solo un martello in mano, tutto sembra un chiodo.”
Il problema non è avere un metodo.
Il problema è pensare che un metodo possa sostituire la capacità di ragionare.
Perché, sorpresa: una patologia non legge il protocollo.
Ha una fase acuta, una subacuta, una cronica.
Ha irritabilità diverse, capacità di carico diverse, obiettivi diversi.
E quello che è perfettamente sensato fare oggi può essere completamente insensato fare tre settimane prima.
Ma evidentemente è più semplice proclamare che “questa professione fa X, la mia professione fa Y, quindi la mia è migliore” piuttosto che fermarsi un attimo a studiare come funziona una patologia nel tempo.
La riabilitazione non è una gara a chi dà più esercizi o a chi ti manipola "tutto il corpo".
Non vince chi fa fare più cose al paziente.
E soprattutto non diventa più competente chi riesce a denigrare meglio un’altra professione.
La vera competenza è sapere cosa fare, quando farlo, quando NON farlo e soprattutto perché, SENZA confondere un paziente che probabilmente cercherà sempre e solo la strada più veloce.
Perché se la tua unica risposta terapeutica è sempre la stessa, indipendentemente dalla fase della patologia…
forse non hai trovato il metodo migliore.
Forse hai semplicemente trovato l’unico metodo che conosci.