Andrea Gratti, Counselor Focusing Oriented

Andrea Gratti, Counselor Focusing Oriented Pagina dedicata al Focusing alla sua pratica finalizzata al benessere personale

18/11/2024

E posso stare ad ascoltarmi
E posso stare a sentire
E subito magari pare non ci sia nulla
E magari c'è solo quel senso di vuoto
E magari non ci voglio stare
E magari mi dico che senso ha
E poi ecco che arriva qualcosa
E poi ecco che piano piano si apre
E poi è il mio sentire profondo
E capita che è la parte bambina
E capita che si sente triste
E capita che sto con lei
E succede che qualcosa cambia
E succede che sale sull'altalena
E succede che qualcosa si scioglie
E succede che qualcosa va a posto.

E mi accorgo cosa è il Focusing.

[email protected]


19/07/2024

Ti proponiamo un Workshop residenziale dedicato al Focusing nel verde rigoglioso delle colline umbre!

Dalle ore 15,00 di venerdì 6 settembre alle 15,00 di domenica 8 settembre 2024, presso
Casale Villa Marianna, località Bazzano Superiore, Spoleto (PG)

Tre giorni di pratica, formazione e approfondimento aperti a tutti

tel. 3343058422 oppure [email protected]

maggiori info: https://www.comeformazione.it/il-focusing-oltre-il-focusing/

Un incontro di conoscenza e pratica del Focusing, immersi nella natura.Le iscrizioni sono aperte fino al 19 Agosto, ma s...
25/06/2024

Un incontro di conoscenza e pratica del Focusing, immersi nella natura.

Le iscrizioni sono aperte fino al 19 Agosto, ma se siete interessati, vi consiglio di chiamare subito perchè la stuttura ospita sino ad un certo numero di persone.

Per tutti quelli che fossero interessati, chiedete pure.

🔹"Il Focusing oltre il Focusing"🔹

Un percorso aperto a tutti, per immergersi nel verde e sperimentare pratica e approfondimenti legati al Focusing!

E' possibile iscriversi entro il 19 agosto!

puoi contattarci qui:
☎334 3058422
📧[email protected]

INFO: https://www.comeformazione.it/il-focusing-oltre-il-focusing/

20/06/2024
18/06/2023

INCIDENTALMENTE
Di Paolo Bartolini

Bisognerebbe cogliere in un baleno l'insensatezza estremizzata delle polarizzazioni sui social. Prendiamo il discusso, allucinante episodio di ragazzi youtuber alla guida di una macchina potente che si schianta contro una piccola automobile uccidendo un bambino. I balordi delinquenti che pensano all'apparenza e alla grana cancellano in un istante una vita umana: qualche risatina, nessun pentimento. Allora viene giù la cascata del Niagara degli opinionisti in TV o dei comuni cittadini online su queste pagine. Chi li strozzerebbe con le sue mani, chi si adombra per le generalizzazioni indegne che assimilano i giovani tutti a questi quattro sociopatici ludentes. Gli umani prendono forma dentro determinati contenitori simbolici, materiali e culturali. Quei ragazzi, che hanno distrutto una vita e una famiglia, sono espressione del loro tempo, quindi degli adulti e dei loro disvalori a cui si adattano passivamente, mentre noi abbiamo polverizzato il futuro, il senso dell'impegno, qualsiasi valore non monetario. Nell'epoca dell'accelerazione continua, dei profitti a breve termine, dello spettacolo come zombieficazione delle coscienze, dovrebbe stupirci che incidenti (omicidi) del genere siano così pochi. Dunque i ragazzi povere vittime di un mondo senza bussola? Non proprio. La vita viene messa in forma, ma recalcitra a ridursi totalmente a qualcosa di manipolabile. La gioventù e la vecchiaia sono le età che, per ricchezza di potenzialità e per sacrosanta rigidità strutturale, meno si prestano, almeno sulla carta, a diventare esecutrici dei diktat di un sistema che impoverisce le relazioni per imporre l'astrazione del denaro come unico metro di misura del (non)senso odierno. Noi adulti abbiamo apparecchiato questa tavolata dove si servono veleni letali spacciati per libagioni. Troppi ragazzi però hanno smesso di rischiare, di desiderare una trasformazione radicale dell'esistente: si iperadattano al peggio, cavalcano il conformismo e il quattrino facile, non sentono nessun richiamo oltre i confini soffocanti dell'io. Ho affetto e stima per i giovani, nutro più fastidio e diffidenza per i personaggi "maturi" che organizzano la società e la disarticolano quotidianamente affinché responsabile sia chi ripaga velocemente i suoi debiti, non chi partecipa a mettere in discussione questo schifo sistemico. Non si possono sacrificare delle vite per il proprio imbecille narcisismo, questo ci siamo detti tutti appena sentita la notizia dello schianto fatale. Ma è ora di aggiungere: non è forse quello che, quasi ogni giorno, ci viene chiesto di fare seppure diluendo la violenza con il contagocce? Educare i giovani nel 2023 non dovrebbe significare chiedere scusa e tornare a essere degli esempi a cui ispirarsi? Cominciamo a chiedere che le logiche del profitto escano da scuola, dalla sanità, dalla gestione dei beni comuni, dal sistema informativo pubblico. Parliamo con i nostri figli e facciamoci trovare con un libro in mano, con le gambe pronte a una passeggiata "in natura", con la voglia di suonare insieme, di celebrare la vita. Sarà una minuscola rivoluzione a cui, forse, vorranno partecipare anche le nuove generazioni, le stesse che, diciamolo!, quando finalmente si dedicano a qualche forma di attivismo ricevono da noi dei cazziatoni pieni di livore e supponenza.

26/05/2023

QUANDO CAPIREMO
di Paolo Bartolini

Il mondo è in guerra, i cuori non sono da meno. Non ci soffermiamo mai abbastanza sulla circolarità che lega storia e psiche, vita collettiva e vita personale. Persone inquiete, prigioniere della disperazione, della passione per il potere, possono solo produrre una realtà condivisa colma di ferite e malessere. Al contempo, il disagio dei singoli è ampiamente condizionato dai rapporti produttivi, dalla crisi ecologica, dall'istupidimento di massa dovuto a tv e intrattenimento digitale. In noi il mondo, nel mondo le nostre azioni, spesso ottenebrate e di rado sapienti e consapevoli. Non so se la vita ha una destinazione diversa, che non sia quella della morte individuale, ma il viaggio che facciamo nel frattempo mi sembra tutto. E si può vivere secondo giustizia o secondo ignoranza. Quante volte, invece, pensiamo la salute, il benessere come qualcosa di privato, delimitato ai "nostri" incontri, amori, beni ecc. Ritengo sia giunto (da tempo) il momento di assumere una postura etica ed ecologica che la faccia finita con l'atomismo implicito della modernità individualista. Noi siamo relazioni, membri di una comunità, condividui (bel neologismo maturato nel campo della biologia contemporanea). Mentre la pubblicità ci rammenta che "noi valiamo", per stimolarci a prenderci cura della superficie del nostro corpo mediante precisi atti di consumo, sta crescendo un po' ovunque - non senza le doglie di un parto psicospirituale enorme - la sensazione che la vita sia più che personale, una rete e un intreccio di processi, dove ognuno è importante come nodo di questa tessitura e non come un fantomatico "sé a se stante". Quando capiremo che il grosso del disagio contemporaneo riguarda le premesse filosofiche di una civiltà al tramonto, e sapremo salvare il meglio della nostra storia per convivere in modo rispettoso con quelle degli altri, forse respireremo aria nuova e dedicheremo le nostre energie ad attività veramente creative che tengano insieme gioia e giustizia, libertà e legami. Amen.

Terminato con successo il mio percorso e divenuto trainer della pratica del Focusing, mi sento mosso a portare questa co...
24/04/2023

Terminato con successo il mio percorso e divenuto trainer della pratica del Focusing, mi sento mosso a portare questa competenza di presa di contatto delle proprie sensazioni significative, tra le persone.

Già da anni pratico le mie competenze di Counseling con persone alla ricerca del proprio benessere psicologico.

Le competenze sviluppate attraverso il focusing mi hanno spinto a ricentrare metodi, approcci e modalità di interazione con le persone che incontro.

Sempre a partire dall'intervento centrato sul cliente, insegnato da Carl Rogers, basato sulla Non direttività, sull'Empatia e sull'Accettazione incondizionata, la mia esperienza ha incontrato Eugene Gendlin, filisofo, ancor prima che psicologo, allevo di Rogers.

Gendlin ha portato quelli che sono i principi ispiratori dell'intervento centrato sul cliente, verso se stessi. Verso quelle parti di noi regiscono attraverso le sensazioni corporee, a temi, situazioni, relazioni che non riusciamo a definire con una parola o un concetto: non sono emozioni, non sono stati d'animo... sono un qualcosa che risulta tanto indefinibile quanto preciso nelle sensazioni che provocano.

L'incontro con questa pratica, conosciuta da me da tempo, ma sperimentata in prima persona in modo approfondito, solo dopo l'esperienza significativa vissuta nella malattia da Covid, mi hanno portato ad approfondire e a cambiare la prospettiva dell'incontro con i miei clienti, proponendo percorsi formativi e di Counseling con l'orientamento al Focusing, attraverso incontri personali, di gruppo e presentazioni divulgative, sia in presenza che a distanza.

20/01/2023

È a se stesso che ognuno pretende di assomigliare di meno. Ognuno si mette davanti un patrono, poi lo imita; non sceglie nemmeno il patrono che imita; accetta un patrono già scelto a priori. Si ha paura di ritrovarsi soli; e non ci si trova del tutto. Questa agorafobia morale mi è odiosa; è la peggiore delle viltà.

- André Gide - L'immoralista

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