07/08/2026
Raccolta, trasformazione e proprietà dell'OLEOLITO DI ROSA CANINA ❤️
Particolarità del nostro oleolito è l'utilizzo della polpa e dei semi. Scopriamo l'importanza di questo passaggio attraverso le parole di Lucilla👇🏼
"Nostra amica è la Rosa selvatica o di macchia, meglio conosciuta con il suo nome scientifico: Rosa canina. Le sue bacche, cinor-rodi, rallegrano le siepi selvatiche di quasi tutto il nostro terri-torio nazionale. Mi piace tantissimo vedere e salutare i cespugli carichi che costeggiano alcuni tratti della ferrovia o autostrada in val padana. Se solo sapessimo su quale tesoro si posano i no-stri sguardi il più delle volte assenti!
La polpa giunta a maturazione, ma ancora soda, porta con sé una vitamina C organica, accompagnata da da una buona presenza di vitamina A e vita-mina E. La prima la assumiamo con una delicata infusione, mentre le altre due, essendo liposolubili, necessitano di una preparazione in olio, che ci permette, se ben compresa e condotta, di raccogliere un altro tesoro contenuto nelle bacche, ma questa volta all'interno dei semi.
Fu un incontro con una ricercatrice e docente dell'Università di Perugia che mi svelò la prima volta il risultato di un'indagine condotta sull'olio dei semi di Rosa canina dell'appennino confrontato con olio della rosa selvatica (rosa rubiginosa) di un altro continente, e cioè la Rosa mosqueta del Cile.
Fu entusiasmante apprendere che anche la nostra umile e dimenticata (ai tempi) sorella rosacea poteva donarci lo stesso tenore di acidi grassi polinsaturi in una perfetta combinazione di omega 3 e omega 6. In più una simile percentuale di acido trans retinoico o vit A acida retinolo. La professoressa mi incoraggiò a mettere in pratica le sue scoperte."
(Tratto da "Leggere la pelle del viso", di Lucilla Satanassi e Lucia Cuffaro)
Acquistalo ora su www.remediaerbe.it