Dottoressa Raffaella Galati Psicologa

Dottoressa Raffaella Galati Psicologa Consulenza per adulti, bambini e la coppia. Sostegno psicologico per l'infertilita di coppia. Terapia online

02/06/2026

Immagina un bambino solo in una villa enorme, circondato dal lusso ma senza nessuno con cui parlare. Quello era Robin Williams. Passava interi pomeriggi chiuso nella sua stanza, cercando di restare a galla grazie a un esercito di soldatini di plastica ai quali inventava voci, accenti e vite intere. Suo padre, un importante dirigente d’azienda, era quasi sempre assente per lavoro; sua madre viveva assorbita dalla sua intensa vita sociale. Con i fratelli maggiori ormai fuori casa, il silenzio di quella dimora doveva essere assordante.

Per non impazzire in quell’isolamento, Robin trasformò la sua camera in un teatro personale. Non era un semplice gioco. Era un meccanismo di difesa. Capì molto presto una regola che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita: se fai ridere le persone, ti prestano attenzione. Se sei divertente, esisti. L’umorismo diventò il suo modo di ottenere affetto, una strategia che perfezionò attraverso imitazioni e battute fulminanti per riuscire, in fondo, a farsi notare.

Quella necessità quasi disperata di essere visto lo inseguì fino a Hollywood. La stessa energia esplosiva che mostrò in “Mork & Mindy” o la sensibilità straordinaria che regalò in “Will Hunting – Genio ribelle” nascevano esattamente dallo stesso luogo interiore. Ci ha donato decenni di pura genialità, riempiendo schermi e palcoscenici con una vitalità che sembrava inesauribile. C’è qualcosa di profondamente commovente nella sua carriera: ha trascorso la vita cercando di impedire agli altri di provare la stessa solitudine invisibile che lui aveva vissuto da bambino.

Ma essere la lampadina che illumina tutti consuma. Eccome se consuma. Portare sulle spalle le proprie ombre mentre si sostiene la luce degli altri ha un prezzo altissimo. Robin parlò più volte di quel vuoto, della fragilità nascosta dietro il sorriso più luminoso. Sapeva perfettamente cosa fosse l’oscurità più profonda.

La fama non guarisce l’infanzia. Robin combatté contro dipendenze, attraversò gravi depressioni e, alla fine della sua vita, affrontò il colpo più duro: la demenza a corpi di Lewy, una devastante malattia neurologica identificata solo dopo la sua morte nel 2014. Quando si tolse la vita, il mondo intero capì che l’uomo che ci aveva fatto piangere dalle risate portava dentro un peso insopportabile che quasi nessuno era riuscito a vedere in tempo.

Ci resta la sua luce, certo, ma anche una lezione scomoda. Non dobbiamo essere perfetti, né divertenti, né sempre “accesi” perché qualcuno ci ami. Il nostro valore non dipende dall’intrattenimento che offriamo agli altri. Forse dovremmo imparare a guardare con più tenerezza le persone che ci circondano e, allo stesso tempo, quel bambino solitario che tutti, in un modo o nell’altro, continuiamo a portarci dentro.

02/06/2026

Un post dal 2020 ma... sempre attuale! ❤️

Allora tutti soffrono d'ansia?
Sì... 🙂 Gli stati d'ansia sono molto comuni.

L'ansia diviene, però, patologica solo quando invalida il benessere della persona.

Per esempio, quel «preoccuparsi per ogni parola» in un contesto sano, si traduce in una riflessione preliminare calma e tranquilla: «ok, sceglierò con attenzione le parole da dire, cercherò di essere quanto più chiara e delicata possibile...», quasi come un pensiero rassicurante, esprimere l'intento con se stesso prima della conversazione.

In un contesto disfunzionale, quella stessa frase si trasforma invece in un «rimuginare post-conversazione»; un pensare continuamente agli scambi avuti, «ho detto questo, chissà cosa avrà pensato... ho sbagliato a dirlo? Forse era meglio dire...? Forse dovevo formulare la frase.. avrei dovuto... avrei potuto...».

Oppure, quel «non accettare i fallimenti», può starci tutto, chi vorrebbe fallire in una propria opera? Ma per chi soffre di ansia patologica, ogni errore si trasforma in un fallimento imperdonabile!

Ne abbiamo parlato nel libro: «lascia che la felicità accada» ❤️

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13/05/2026

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𝐼𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑎 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝐼𝑙 𝑀𝑒𝑠𝑠𝑎𝑔𝑔𝑒𝑟𝑜, 𝑀𝑎𝑟𝑖𝑎 𝐴𝑛𝑡𝑜𝑛𝑖𝑒𝑡𝑡𝑎 𝐺𝑢𝑙𝑖𝑛𝑜, 𝑃𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑...

30/04/2026

LEGGIMI 👇
Spesso pensiamo ai confini come dei "paletti", "dei muri", ma non lo sono. I confini sono la consapevolezza di dove finisco io e dove inizi tu. Sono ciò che ci permette di dire “questo sì” e “questo no” senza paura di perdere l’altro. E questo fa di loro anche lo spazio in cui due persone s'incontrano.
Insegnare ai bambini a stabilire confini sani significa dare loro il diritto di custodire i propri bisogni e i propri spazi, ma anche insegnare a rispettare quelli degli altri. Perché non è la compiacenza a costruire legami, ne' la prepotenza di riuscire a imporsi sull'altro.... bensì la capacità di incontrarsi senza invadere, senza annullarsi, senza prevaricare o accondiscendere, semplicemente condividere lo spazio comune del rispetto, dove posso esistere io, con la mia autenticità e tu con la tua ❤️

Così nascono relazioni profonde, intime, dove la reciprocità diventa la vera base per sentirsi visti e amati.

| Psicoadvisor

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28/04/2026

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👷‍♀️𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗠𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗦𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝗲 𝗹𝗮 𝗦𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝘀𝘂𝗹 𝗟𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 - 𝟮𝟴 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲 Quest'anno la 𝙂𝙞𝙤𝙧.....

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17/03/2026

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Oggi sul Corriere della Sera. Credo che: L’ansia non sia un’isola (e non si cura solo con un blister). Da una parte, è un bene che finalmente si colleghi il malessere dei ragazzi a fattori familiari (intesa come ansia dei genitori e non come carattere costitutivo) e pertanto performativi (socio...

27/01/2026

La depressione non è solo tristezza. 💔 È un vuoto che inghiotte le energie, un peso che schiaccia i pensieri, un'ombra che rende insensibile anche alla luce. Non è pigrizia, né mancanza di volontà. È una condizione che può colpire chiunque, indipendentemente dalla forza di carattere o dalle circostanze esterne.

Chi soffre di depressione spesso si sente solo, incompreso. Si vergogna di chiedere aiuto, temendo di essere giudicato o di sembrare debole. Ma la depressione non è una scelta, e affrontarla da soli può essere logorante. È una malattia, e come tale necessita di attenzione, comprensione e sostegno.

Se conosci qualcuno che potrebbe star lottando, non minimizzare il suo dolore con frasi come “basta reagire” o “c’è chi sta peggio”. Offri invece ascolto, presenza, empatia. Chiedere “Come stai davvero?” e ascoltare, può fare la differenza. Poniti con curiosità, senza il pregiudizio di sapere cosa c'è nella mente dell'altro... perché non lo sai, così come gli altri non possono sapere esattamente cosa c'è nella tua.

E se sei tu a sentirti così, ricorda: non sei sbagliato, non sei solo e, soprattutto, non devi affrontarlo da solo. Parlare con un professionista non è un segno di debolezza, ma di coraggio. La depressione non definisce chi sei: con il giusto aiuto, puoi ritrovare il tuo equilibrio e riscoprire la vita. Perché la luce, anche se ora sembra lontana, esiste. E meriti di vederla anche tu. ❤️‍🩹 ❤️

- Psicoadvisor

27/01/2026

La Giornata della Memoria non è fatta solo di parole difficili. È fatta di domande, di ascolto, di silenzi rispettosi. Parlarne ai bambini significa seminare empatia, rispetto e umanità. Ricordare oggi è un modo per proteggere il domani

26/01/2026

I ragazzi lo dicono chiaramente: vogliono meno giudizi e più ascolto.
7 adolescenti su 10 chiedono agli adulti empatia e comprensione.
1 su 2, oggi, cerca conforto persino nell’Intelligenza Artificiale.
(Fonte: TgCom24)

📉 Un segnale che non possiamo ignorare.
Quando l’ascolto manca, i ragazzi si rifugiano dove trovano risposte immediate, anche se impersonali. Non per scelta, ma per assenza di alternative.

💡 Lo tocchiamo con mano ogni giorno nei nostri interventi: il disagio cresce nel silenzio, nella mancanza di spazi, nel sentirsi visti solo quando il problema è già esploso.

🎯 Per questo i nostri progetti lavorano prima, in modo strutturato e continuativo, su:
• ascolto e relazione
• competenze emotive, cognitive, professionali
• uso consapevole del digitale e della tecnologia come strumento e risorsa
• rafforzamento della rete tra scuola, famiglia, sport e territorio

Percorsi che costruiscono fiducia, partecipazione e protagonismo nei ragazzi, e strumenti concreti negli adulti che li accompagnano.

🔑 Prevenire il disagio significa allenare competenze, creare connessioni, offrire alternative sane e relazioni significative. È su questo che lavoriamo ogni giorno.

📩 Se sei una scuola, un ente o un genitore e vuoi avere informazioni sul nostro percorso,
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