16/09/2026
Ci sono esperienze che sappiamo raccontare con precisione e altre che riconosciamo prima nel modo in cui ci sentiamo.
La nostra storia, infatti, non passa soltanto attraverso ciò che ricordiamo consapevolmente.
Gli apprendimenti costruiti nel tempo partecipano al modo in cui entriamo nelle situazioni, ci orientiamo nelle relazioni e reagiamo a ciò che incontriamo.
È uno degli aspetti che rende l’ascolto del corpo così prezioso nel lavoro psicologico.
Una sensazione merita attenzione proprio perché sta accadendo.
Poi c’è un tempo per starle accanto, conoscerla, lasciarle prendere significato.
Quel significato si costruisce tenendo insieme ciò che sentiamo, la situazione che stiamo vivendo e la storia con cui siamo arrivati fin qui.
A volte scopriamo che una risposta ci è familiare, che il corpo conosce già quella strada.
Altre volte stiamo facendo esperienza di qualcosa di nuovo e abbiamo bisogno di tempo per riconoscerlo.
È in questo dialogo continuo tra corpo, esperienza e contesto che possiamo conoscerci un po’ più profondamente.
Ascoltare il corpo significa anche imparare la sua lingua.
📚 Per approfondire
Squire, L.R., Dede, A.J.O. (2015). Conscious and Unconscious Memory Systems. Cold Spring Harbor Perspectives in Biology, 7(3), a021667.
Khalsa, S.S. et al. (2018). Interoception and Mental Health: A Roadmap. Biological Psychiatry: Cognitive Neuroscience and Neuroimaging, 3(6), 501–513.
Craparo, G., Mucci, C. (a cura di) (2023). Inconscio non rimosso e memoria implicita. Dialogo tra psicoanalisi e neuroscienze. Giunti Psicologia.IO.
Alberini, C.M., Imbasciati, A., Cena, L. et al. (2014). Neuroscienze e teoria psicoanalitica. Verso una teoria integrata del funzionamento mentale. Springer.
Ogden, P., Fisher, J. Psicoterapia sensomotoria. Edizione italiana, Raffaello Cortina Editore.