Dott.ssa Corradin Ilenia Psicologa E Psicoterapeuta

Dott.ssa Corradin Ilenia Psicologa E Psicoterapeuta Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Corradin Ilenia Psicologa E Psicoterapeuta, Medicina e salute, Via Martiri di Minozzo 12, Reggio nell Emilia.

20/06/2026
06/06/2026

6 giugno 1961 – 6 giugno 2026

Sessantacinque anni fa, a Küsnacht, si spegneva Carl Gustav Jung, fondatore della Psicologia Analitica.
Il suo pensiero continua a interrogare il nostro tempo, accompagnandoci nell’esplorazione del rapporto tra coscienza e inconscio, individuo e collettività, simbolo e trasformazione.
Tra le immagini più profonde lasciateci da Jung vi è quella del rizoma:
“Ma io non ho mai perduto il senso che qualcosa vive e dura oltre questo eterno fluire. Quello che noi vediamo è il fiore, che passa: ma il rizoma perdura.”
Il fiore è ciò che appare e svanisce; il rizoma è ciò che rimane invisibile, ma continua a nutrire la vita. Così accade anche alle idee che attraversano il tempo, ai simboli che continuano a parlarci, alle domande essenziali sull’essere umano che la psicologia analitica custodisce e rinnova.
La figlia Gret ricordò che, poco dopo la sua morte, un fulmine improvviso colpì uno dei pioppi del giardino di casa. Un’immagine che, al di là di ogni interpretazione, continua a evocare la forza simbolica con cui Jung ha segnato la cultura del Novecento e il nostro modo di comprendere la psiche.
A sessantacinque anni dalla sua scomparsa, il suo pensiero continua a vivere nel dialogo tra generazioni, discipline e culture.

PsicologiaDelProfondo

“La neve in fondo al mare” di Matteo Bussola è uno di quei libri che non si leggono soltanto: si attraversano.Questo lib...
01/06/2026

“La neve in fondo al mare” di Matteo Bussola è uno di quei libri che non si leggono soltanto: si attraversano.

Questo libro parla del dolore autentico di un uomo che ama suo figlio immensamente e che, proprio per questo, si scopre vulnerabile, impreparato, spaventato. Un padre che deve fare i conti con i propri limiti, con le proprie paure e con la difficoltà di accettare che l'amore non sempre può proteggere da tutto.
In queste pagine c'è la fatica di un padre che vacilla, che soffre, che si sente inadeguato. E proprio per questo risulta così umano. Perché ci ricorda che essere genitori non significa avere tutte le risposte, ma continuare ad amare anche quando si è pieni di dubbi.
Dal punto di vista psicologico, questo romanzo è una straordinaria riflessione sull'amore genitoriale. Ci mette davanti a una domanda scomoda ma fondamentale: siamo capaci di amare davvero i nostri figli per ciò che sono, o li amiamo per ciò che speriamo diventino?
Bussola racconta la fragilità di un padre che soffre, sbaglia, si ribella e poi comprende. Comprende che amare un figlio significa lasciarlo essere sé stesso, anche quando questo ci spaventa, ci disorienta o infrange l'immagine che avevamo costruito del suo futuro.
È una lettura che fa male e cura allo stesso tempo. Perché ci ricorda che l'amore più grande non è quello che guida, protegge o decide. È quello che resta. Quello che accoglie. Quello che continua ad amare anche quando deve imparare una lingua nuova per comprendere chi ha davanti.
Credo che ogni genitore dovrebbe leggere questo libro almeno una volta. Perché parla del dolore, sì, ma soprattutto del coraggio di amare senza condizioni.
Un romanzo delicato e potente, che parla di dolore, fragilità e accettazione. E che ci insegna che amare un figlio per quello che è rappresenta forse la forma più alta di amore che un genitore possa imparare.

26/05/2026

“L’Amore aggiunge, non toglie nulla”..

26/05/2026
Fa impressione leggere di undicenni che si minacciano puntandosi coltelli, soprattutto quando accade così vicino a noi.M...
21/05/2026

Fa impressione leggere di undicenni che si minacciano puntandosi coltelli, soprattutto quando accade così vicino a noi.
Ma forse dovremmo interrogarci seriamente su quanto oggi sia diventato difficile insegnare ai ragazzi una verità fondamentale: la frustrazione fa parte della vita.

Non si può avere sempre ciò che si vuole.
Non si può vincere sempre.
Non si può evitare ogni delusione, ogni rifiuto, ogni conflitto.

E soprattutto: la frustrazione non uccide.
Si può sopravvivere emotivamente a un no, a una presa in giro, a una lite, a un limite imposto da un adulto. Anzi, è proprio attraversando queste esperienze che si costruiscono equilibrio, tolleranza emotiva e capacità di stare nel mondo.

Oggi invece sembra crescere l’illusione che ogni disagio debba essere eliminato subito, che ogni emozione intensa sia insopportabile, che ogni ferita debba trovare uno sfogo immediato. Ma educare non significa togliere ai ragazzi ogni ostacolo o impedire loro di sentirsi frustrati.

Educare significa aiutare a sviluppare strumenti per affrontare la frustrazione senza distruggere sé stessi o gli altri.
Significa insegnare a fermarsi, a reggere la rabbia, a pensare prima di agire, a capire che un’emozione intensa passa e può essere contenuta.

Perché la vita non sarà mai priva di frustrazioni.
Ma possiamo insegnare ai ragazzi che hanno le risorse per attraversarle senza trasformarle in violenza…e questo è un compito di noi adulti.

Ogni volta che accade una tragedia come quella di Modena, ci fermiamo all’orrore del gesto. Ed è giusto farlo.Ma dopo la...
17/05/2026

Ogni volta che accade una tragedia come quella di Modena, ci fermiamo all’orrore del gesto. Ed è giusto farlo.
Ma dopo la rabbia, dovrebbe arrivare anche una domanda scomoda: quante persone con gravi fragilità psicologiche stanno vivendo completamente sole, senza cure adeguate, senza ascolto, senza un vero supporto?

La salute mentale continua ad essere trattata come un problema secondario, fino a quando esplode nel modo peggiore possibile.
E allora tutti si chiedono: “Com’è potuto accadere?”

Forse accade anche perché troppe famiglie vengono lasciate sole.
Perché i servizi sono insufficienti.
Perché chiedere aiuto è ancora vissuto come una vergogna.
Perché si interviene quasi sempre troppo tardi.

Comprendere il disagio psicologico non significa giustificare la violenza.
Significa provare a prevenire altre tragedie.

Una società civile non si misura solo da come punisce, ma anche da quanto riesce a prendersi cura delle fragilità prima che diventino tragedie.

“La metà delle madri con un figlio piccolo non torna a lavorare.”Forse perché, ancora oggi, a molte donne non viene davv...
08/05/2026

“La metà delle madri con un figlio piccolo non torna a lavorare.”

Forse perché, ancora oggi, a molte donne non viene davvero concesso — né dall’esterno né da sé stesse — il permesso psicologico di essere anche altro oltre che madri.
Come se desiderare uno spazio personale, un lavoro, un’ambizione o semplicemente una parte di sé non dedicata ai figli fosse una colpa.
Come se una “brava madre” dovesse annullarsi completamente.
E così tante donne finiscono per identificarsi solo nel ruolo materno, mettendo da parte desideri, identità, autonomia e realizzazione personale. Non perché non amino i figli, ma perché la cultura continua a premiare il sacrificio totale femminile.
Ma una madre resta anche una donna.
E una donna che continua a sentirsi viva, autonoma e realizzata non toglie nulla ai figli: insegna loro che l’amore non dovrebbe mai richiedere la cancellazione di sé.

Essere liberi significa poter scegliere, esprimersi, cambiare, ma anche riconoscere e sciogliere quei legami interiori c...
25/04/2026

Essere liberi significa poter scegliere, esprimersi, cambiare, ma anche riconoscere e sciogliere quei legami interiori che a volte ci tengono fermi: paure, condizionamenti, ferite non elaborate.

Come psicoterapeuta, vedo ogni giorno quanto il percorso verso la propria libertà interiore sia prezioso e trasformativo. È un cammino fatto di consapevolezza, coraggio e cura di sé.

In questa giornata, auguro a ciascuno di voi di poter coltivare la propria libertà, dentro e fuori.

Buon 25 Aprile!

Indirizzo

Via Martiri Di Minozzo 12
Reggio Nell Emilia
42123

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 12:00

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