Demenza e Neuropsicologia - Dott.ssa Valentina Marchi

Demenza e Neuropsicologia - Dott.ssa Valentina Marchi Crediamo che la vecchiaia non sia solo perdita, ma anche una fase della vita costellata di nuove possibilità e capacità che vanno sostenute e promosse.

Aiuto i caregiver di persone con demenza a proteggere l’autonomia e l’efficienza cognitiva dei propri cari attraverso il protocollo tecnologico Neuro-Attiva 360™ La nostra idea è quella di migliorare la qualità di vita delle persone anziane in termini di salute, partecipazione alla vita comunitaria e sicurezza. In questa pagina ci occupiamo di:

- invecchiamento attivo e positivo
- valutazione e r

iabilitazione dei disturbi cognitivi, emotivi e comportamentali
- demenza
- supporto psicologico ai caregiver
- corsi formativi e informativi sulla neuropsicologia

🌴 Un piccolo momento di pausa per ricaricare le batterie, ma non vi lascio soli!Spesso, nel mio studio o qui sulla pagin...
09/09/2026

🌴 Un piccolo momento di pausa per ricaricare le batterie, ma non vi lascio soli!

Spesso, nel mio studio o qui sulla pagina, ripeto allo sfinimento a voi caregiver quanto sia vitale ritagliarsi dei momenti per respirare e ricaricare le energie mentali. Bene, è arrivato il momento di mettere in pratica il mio stesso consiglio!

Dal 9 a 16 settembre mi prenderò una piccola pausa per le ferie.

So perfettamente, però, che la demenza non va mai in vacanza. So che le vostre fatiche, le domande ripetitive, i pomeriggi difficili o i momenti di sconforto non si fermano solo perché il calendario dice che è estate.

Per questo voglio rassicurarvi: io non sparisco e i miei contatti restano attivi.

Potete continuare a scrivermi i vostri dubbi o le vostre richieste:

📩 Nei messaggi privati qui sulla pagina
📱 Su WhatsApp al numero 328-2753546

Continuerò a leggervi con cura. Vi chiedo solo un pizzico di pazienza in più: essendo in ferie, potrei impiegare qualche ora in più per rispondervi, ma vi prometto che non lascerò indietro nessuno.

Nel frattempo, se vi trovate in un momento di difficoltà o cercate una strategia pratica al volo, vi ricordo che la pagina è piena di consigli e che i miei Ebook dedicati alla gestione della demenza a casa sono sempre a vostra disposizione (trovate il link nel primo commento / nella mia bio!).

💬 E voi? Come gestite questi giorni?
Riuscirete a ritagliarvi anche solo una mezza giornata di riposo facendovi dare il cambio da un parente, o siete "in trincea" come sempre?

Raccontatemelo nei commenti. Prometto di leggervi tutti, magari da sotto l'ombrellone, per farvi sentire la mia vicinanza anche da lontano! 👇🌊

🍴 𝐓𝐢 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐦𝐚𝐧𝐨 𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐦𝐚𝐧𝐠𝐢𝐚. "𝐃𝐚𝐢, 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐢 𝐜𝐚𝐩𝐫𝐢𝐜𝐜𝐢, 𝐮𝐬𝐚 𝐥𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐚𝐭𝐞!"... 𝐌𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐜𝐚𝐩𝐫𝐢𝐜𝐜𝐢𝐨È...
06/09/2026

🍴 𝐓𝐢 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐦𝐚𝐧𝐨 𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐦𝐚𝐧𝐠𝐢𝐚. "𝐃𝐚𝐢, 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐢 𝐜𝐚𝐩𝐫𝐢𝐜𝐜𝐢, 𝐮𝐬𝐚 𝐥𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐚𝐭𝐞!"... 𝐌𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐜𝐚𝐩𝐫𝐢𝐜𝐜𝐢𝐨

È una scena che spezza il cuore e, allo stesso tempo, fa innervosire tantissimo

Gli metti il piatto davanti. Prende la forchetta in mano. La guarda. Guarda il piatto. E poi, invece di usarla, la appoggia e prova a prendere la carne con le dita. Oppure si infila la maglietta al contrario e si arrabbia se cerchi di aiutarlo. O ancora, gli dai il pettine e lui fissa lo specchio senza sapere cosa fare

La frase che ti scappa più spesso è: "Ma come fai a non ricordarti come si fa? Lo hai fatto per tutta la vita! Sforzati un po'!".

Fermati. Non è che non si sforza. Non è pigrizia e non è demotivazione

💡 𝗟𝗮 𝘀𝗽𝗶𝗲𝗴𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗹𝗶𝗻𝗶𝗰𝗮: quando il cervello perde il "Libretto di istruzioni"

In neuroscienze questo sintomo ha un nome specifico e drammatico: si chiama aprassia

Ecco l'incredibile verità: le sue mani funzionano benissimo (non c'è paralisi) e i suoi occhi vedono perfettamente l'oggetto. Quello che la demenza ha cancellato è la sequenza motoria

È come se tu avessi un computer potentissimo (la mano) e un file da aprire (il cibo), ma qualcuno avesse disinstallato il programma (il libretto di istruzioni) per farlo funzionare

Lui riconosce cos'è una forchetta, ma il suo cervello non riesce più a mettere in fila i comandi muscolari per dire al braccio: "Infilza, solleva, porta alla bocca"

🌱 𝗟𝗮 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 "𝗽𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗺𝗼𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼"

E' importante non umiliarli sgridandoli. C'è un trucco clinico bellissimo per aggirare l'aprassia: il contatto mano-nella-mano

Mettiti di fianco a lui. Appoggia la tua mano dolcemente sopra la sua (che impugna la forchetta) e inizia tu il movimento per lui/lei

Guidalo verso il piatto, infilzate insieme il cibo e portatelo verso la bocca

Spesso, l'innesco fisico sblocca la "memoria muscolare" nascosta, e lui riuscirà a finire il movimento da solo. E se proprio non ci riesce... passa al finger food (cibo a pezzetti da mangiare con le mani).

L'autonomia e la dignità valgono molto di più del galateo!

💬 𝗦𝗣𝗔𝗭𝗜𝗢 𝗜𝗡𝗧𝗘𝗥𝗔𝗧𝗧𝗜𝗩𝗢: 𝗹𝗲 𝗽𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗲 𝘀𝗳𝗶𝗱𝗲 𝗾𝘂𝗼𝘁𝗶𝗱𝗶𝗮𝗻𝗲

L'aprassia rende difficili gesti che per noi sono automatici: dal vestirsi al lavarsi i denti

Qual è l'oggetto di casa che il vostro caro fa più fatica a usare o impugnare correttamente? (Il telecomando? Le posate? Le chiavi di casa?) 👇

Confrontiamoci nei commenti!

🔄 Condividi questo post: capire questo meccanismo salva la dignità dei malati e la pazienza dei caregiver!

"Ci dicono sempre: devi avere molta pazienza."​Come clinica vi dico una verità scomoda: la pazienza si esaurisce in fret...
05/09/2026

"Ci dicono sempre: devi avere molta pazienza."

​Come clinica vi dico una verità scomoda: la pazienza si esaurisce in fretta quando non si hanno gli strumenti pratici per gestire un familiare che si agita, che ripete la stessa frase per ore o che rifiuta di farsi aiutare

​Non serve solo pazienza, servono strategie

​Ho racchiuso le tecniche neuropsicologiche più efficaci che uso ogni giorno in studio nella "Bussola del Caregiver", un manuale operativo (disponibile in volume unico o nei 4 singoli e-book) per:

🧩 Decodificare i comportamenti difficili senza prenderla sul personale

💬 Trovare le parole giuste per disinnescare l'ansia quando la memoria svanisce

🏡 Rendere la casa sicura e prevenire le allucinazioni visive

🛟 Proteggere te stesso dal burnout e dai sensi di colpa

​Potete scaricare l'anteprima gratuita e leggere subito le prime pagine cliccando sul LINK NEL PRIMO COMMENTO 👇

Un abbraccio a tutti voi che non vi fermate mai🌸

🔴 "Ti senti in colpa ogni volta che provi a prenderti un'ora solo per te?"​Tutti si preoccupano di come sta il tuo famil...
02/09/2026

🔴 "Ti senti in colpa ogni volta che provi a prenderti un'ora solo per te?"

​Tutti si preoccupano di come sta il tuo familiare, ma la vera domanda, quella che nessuno fa mai, è: chi si cura di te?

​Nel mio studio clinico vedo ogni giorno persone schiacciate dal carico emotivo, dall'insonnia e dall'isolamento

Assistere chi ha la demenza è una maratona che ti svuota, e il rischio di crollare (il famoso burnout) è dietro l'angolo

​Per questo ho scritto il volume "Chi si cura di te?". Non troverai i soliti consigli impossibili come "devi prenderti una vacanza"

È un vero e proprio manuale pratico di sopravvivenza emotiva:

​👉Le tecniche rapide per spegnere l'ansia in pochi minuti.
👉Gli strumenti per disinnescare la trappola del senso di colpa e dei "doveri assoluti".
👉Il test pratico per misurare il tuo livello di stress prima che sia troppo tardi.

​Ti sei mai sentita sopraffatta dal tuo ruolo di cura? Scrivimelo nei commenti 👇

​👉 Vuoi saperne di più? LINK NEL PRIMO COMMENTO

🛡️ E se potessimo costruire uno "scudo" invisibile per la nostra mente? Parliamo di prevenzione​Spesso guardiamo alla de...
01/09/2026

🛡️ E se potessimo costruire uno "scudo" invisibile per la nostra mente? Parliamo di prevenzione

​Spesso guardiamo alla demenza con un senso di timore silenzioso, come se fosse un destino scritto unicamente nel nostro DNA e del tutto inevitabile

La buona notizia, confermata ogni giorno dalla ricerca neuropsicologica, è che le cose non stanno affatto così

​Esiste un concetto straordinario chiamato riserva cognitiva: una sorta di "conto in banca" o di rete autostradale che possiamo costruire nel corso di tutta la nostra vita per rendere il cervello più forte, flessibile e resistente agli urti del tempo

​💡 Come funziona la Riserva Cognitiva?

​Il cervello non è un organo fisso e immutabile ma una struttura viva che continua a cambiare. Più "strade alternative" creiamo nel corso degli anni, più il nostro cervello sarà capace di trovare una deviazione se un giorno un tratto di strada dovesse bloccarsi

​La riserva cognitiva non si allena solo facendo i cruciverba, ma nutrendo la mente con tutto ciò che stimola la curiosità e la vitalità:

👉​La novità e l'apprendimento continuo: studiare una nuova lingua, imparare a suonare uno strumento o cimentarsi in un'attività manuale mai fatta prima a qualsiasi età

👉 ​La connessione umana: mantenere legami sociali vivi, conversare, confrontarsi, ridere in compagnia. Il cervello si nutre di relazioni autentiche

👉​Il movimento e il sonno: fare attività fisica regolare stimola direttamente la nascita di nuovi neuroni, mentre un buon sonno profondo permette al cervello di "ripulirsi" dalle tossine accumulate

​La prevenzione non è fatta di divieti o di sacrifici noiosi, ma di una vita ricca di interessi, passioni e cura di sé. E la parte più bella è che non è mai troppo tardi per iniziare a costruire nuove connessioni, a qualunque età

​💬 SPAZIO INTERATTIVO: Qual è la vostra "palestra mentale"?

​Prendersi cura della propria mente è un viaggio quotidiano che facciamo spesso senza nemmeno rendercene conto

​Qual è quell'attività, quell'hobby o quella passione che sentite accendere di più la vostra mente e vi fa sentire vivi? (Leggere, viaggiare, coltivare un orto, imparare qualcosa di nuovo?) 👇

​Scrivetelo nei commenti! Riempiamo questa bacheca di idee per allenare la curiosità a ogni età

E se questo post vi ha dato una buona motivazione oggi, condividetelo con un'amica o un amico! 🔄



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Dott.ssa Valentina Marchi
328 275 3546
Hai bisogno di un aiuto nella gestione del tuo famigliare con demenza? Dai un'occhiata qui👇
www.valentinamarchi.it/ebook

🛑 𝗔𝘀𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗱𝗲𝗺𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲̀ 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗻𝗮𝘃𝗶𝗴𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗺𝗮𝗽𝗽𝗮: le regole della logica si spengono,...
31/08/2026

🛑 𝗔𝘀𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗱𝗲𝗺𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲̀ 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗻𝗮𝘃𝗶𝗴𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗺𝗮𝗽𝗽𝗮: le regole della logica si spengono, la casa diventa un percorso a ostacoli e la stanchezza emotiva rischia di schiacciarti ogni giorno

Quando compaiono reazioni improvvise, come l'aggressività, il bisogno incessante di camminare per casa (wandering) o i deliri di furto, è facile sentirsi persi e sopraffatti dal senso di colpa

Ma c'è una cosa importante che devi sapere: quei comportamenti non sono dispetti, sono la conseguenza di un cervello che sta cambiando

Capire cosa succede realmente dietro a una crisi o a un rifiuto cambia completamente le regole del gioco

𝗡𝗲𝗹 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗼 𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗯𝗹𝗼𝗴 𝘁𝗶 𝘀𝗽𝗶𝗲𝗴𝗼:

✅ Perché la logica con cui provi a spiegarti non funziona più (e cosa usare al suo posto)

✅ Come adattare l'ambiente di casa per ridurre illusioni visive e ansia.

✅ Come riconoscere i segnali del caregiver burnout e proteggere il tuo benessere fisico e mentale

📖 Leggi l'articolo completo: 𝐋𝐈𝐍𝐊 𝐍𝐄𝐋 𝐏𝐑𝐈𝐌𝐎 𝐂𝐎𝐌𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎🌿

👇 Ti rispecchi in queste difficoltà? Lasciami un commento o condividi il post: potrebbe essere d'aiuto a qualcun altro che sta vivendo la stessa situazione

"𝐷𝑜𝑡𝑡𝑜𝑟𝑒𝑠𝑠𝑎, 𝑙𝑒 ℎ𝑜 𝑝𝑟𝑜𝑣𝑎𝑡𝑒 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑒 𝑚𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑜 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑓𝑎𝑟𝑒. 𝑆𝑒𝑚𝑏𝑟𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑓𝑎𝑐𝑐𝑖𝑎 𝑎𝑝𝑝𝑜𝑠𝑡𝑎 𝑎 𝑓𝑎𝑟𝑚𝑖 𝑑𝑖𝑠𝑝𝑒𝑟𝑎𝑟𝑒."È una delle fras...
29/08/2026

"𝐷𝑜𝑡𝑡𝑜𝑟𝑒𝑠𝑠𝑎, 𝑙𝑒 ℎ𝑜 𝑝𝑟𝑜𝑣𝑎𝑡𝑒 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑒 𝑚𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑜 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑓𝑎𝑟𝑒. 𝑆𝑒𝑚𝑏𝑟𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑓𝑎𝑐𝑐𝑖𝑎 𝑎𝑝𝑝𝑜𝑠𝑡𝑎 𝑎 𝑓𝑎𝑟𝑚𝑖 𝑑𝑖𝑠𝑝𝑒𝑟𝑎𝑟𝑒."

È una delle frasi che mi sento ripetere più spesso in studio. Assistere un familiare con demenza è come navigare in mare aperto senza una mappa: da un giorno all'altro le regole della logica smettono di funzionare, la casa si trasforma in un percorso a ostacoli e la stanchezza fisica ed emotiva rischia di prendere il sopravvento

Spesso, dall'esterno, vi viene detto semplicemente di "avere pazienza". Ma la pazienza si esaurisce in fretta quando non si hanno gli strumenti pratici per capire cosa sta succedendo nel cervello di chi amiamo

Proprio per rispondere a questo bisogno di aiuto concreto e immediato, ho deciso di raccogliere gli strumenti neuropsicologici più efficaci della mia pratica clinica in un unico, grande volume:

"𝐋𝐚 𝐛𝐮𝐬𝐬𝐨𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐚𝐫𝐞𝐠𝐢𝐯𝐞𝐫: 𝐢𝐥 𝐦𝐚𝐧𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐭𝐨"

Non è il classico saggio accademico pieno di teorie difficili, ma una vera e propria cassetta degli attrezzi da usare nella quotidianità. All'interno ho riunito i 𝟰 𝗽𝗶𝗹𝗮𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶 dell'assistenza:

🧩 𝗜𝗹 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼: per capire cosa si nasconde dietro l'aggressività, i deliri o il bisogno continuo di camminare, e disinnescare le crisi

💬 𝗟𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲: per scoprire quali sono le 5 frasi da eliminare assolutamente e come farsi capire quando la memoria svanisce

🏡 𝗟'𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲: per adattare la casa con piccole modifiche economiche, trasformandola in un luogo sicuro che riduce ansia e allucinazioni

🛟 𝗜𝗹 𝗖𝗮𝗿𝗲𝗴𝗶𝘃𝗲𝗿: strategie di sopravvivenza emotiva per proteggere voi stessi dal burnout e dai sensi di colpa

So quanto sia prezioso il vostro tempo e quanto sia difficile fidarsi di nuove risorse quando si è già esausti. Per questo, prima di decidere se acquistare il manuale completo (che include anche diari e schede pronte da stampare!), vi invito a dare un'occhiata all'anteprima gratuita che ho preparato per voi

Potete scaricarla subito e iniziare a leggere i primi consigli pratici:
👉 𝐋𝐈𝐍𝐊 𝐍𝐄𝐋 𝐏𝐑𝐈𝐌𝐎 𝐂𝐎𝐌𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎

Non siete soli in questo viaggio. Un caro saluto e un abbraccio a tutti voi che ogni giorno fate l'impossibile 💙

Cosa ne pensate di queste dinamiche? Vi siete mai trovati in una situazione in cui la logica sembrava non funzionare più con il vostro caro?

27/08/2026

Pensiamo sempre a controllare cuore, pressione e analisi del sangue... ma quante volte ci fermiamo a verificare come sta la nostra salute cognitiva? 🧠✨

​Spesso rimandiamo o pensiamo che uno screening serva solo "quando c'è un problema"

In realtà, valutare memoria, attenzione e concentrazione è un vero atto di prevenzione per proteggere la nostra autonomia e il nostro benessere quotidiano

​💬 E tu? Hai mai pensato di inserire la salute del cervello nei tuoi controlli di routine? Scrivimelo nei commenti!

​🏷️

🪞 "𝐂𝐡𝐢 𝐞̀ 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥'𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐞𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐦𝐞𝐫𝐚 𝐦𝐢𝐚?": 𝐢𝐥 𝐦𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐫𝐨𝐦𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢𝐨Entri in camera da letto in punta di p...
25/08/2026

🪞 "𝐂𝐡𝐢 𝐞̀ 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥'𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐞𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐦𝐞𝐫𝐚 𝐦𝐢𝐚?": 𝐢𝐥 𝐦𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐫𝐨𝐦𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢𝐨

Entri in camera da letto in punta di piedi e lo trovi lì, davanti all'armadio a specchio. Sta parlando fitto fitto con il vetro. Magari sorride e saluta, oppure – ed è la parte più dolorosa – ha il volto contratto dalla rabbia, urla contro la superficie e cerca di scacciare qualcuno, convinto che ci sia un estraneo che lo fissa e gli impedisce di muoversi

Ti avvicini di corsa, accendi la luce, gli metti una mano sulla spalla e dici con dolcezza: "Ma papà, guarda bene... sei tu! È solo uno specchio!".
E lui ti guarda con gli occhi sbarrati, pieno di diffidenza o di terrore, convinto che tu stia difendendo quell'intruso

Se hai vissuto questa scena, il sangue ti sarà gelato nelle vene.

Perché una persona non riconosce più la propria immagine? Sta impazzendo del tutto?

💡 𝗟𝗮 𝘀𝗽𝗶𝗲𝗴𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗹𝗶𝗻𝗶𝗰𝗮: quando il cervello perde lo "specchio di sé"

In neuropsicologia questo fenomeno ha un nome preciso: agnosia speculare (o sindrome dello specchio). Non è una semplice bizzarria, ma il risultato di un cortocircuito neurologico profondo:

👉 Il blocco dell'orologio interno (La dismorfia temporale): nella sua mente, il tuo caro non si percepisce come un ottantenne. Il suo cervello è rimasto ancorato all'immagine di quando aveva trent'anni, quarant'anni, o comunque all'età della sua giovinezza. Quando si guarda allo specchio, si aspetta di vedere quel volto giovane. Vedendo le rughe e i capelli bianchi di un anziano, il suo cervello non riconosce l'immagine e conclude l'unica cosa logica rimasta: "Quella persona non sono io, è un estraneo".

👉 La perdita della fisica del riflesso: la corteccia parietale e visiva danneggiata non elabora più il concetto ottico della riflessione. Per lui il vetro non riflette la stanza: è una finestra o una porta aperta su un altro spazio, e la persona dentro fa esattamente i suoi stessi movimenti per una sorta di "magia" o minaccia

La paura che prova è reale, viscerale e spaventosa. Per lui, in quel momento, c'è davvero uno sconosciuto chiuso in casa

🌱 𝟯 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗲 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗶𝗻𝗱𝗿𝗼𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗽𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶𝗼

Se gli specchi di casa sono diventati fonte di agonie o litigi continui, puoi intervenire con piccoli accorgimenti ambientali:

1. Smetti di insistere con la logica: dire "Ma guardati, sei tu!" non fa che aumentare la sua frustrazione. Per il suo cervello visivo tu stai negando un'evidenza spaventosa

2. Scherma o copri temporaneamente gli specchi: nelle fasi in cui questo sintomo è più forte (spesso la sera, con il calare della luce), coprire gli specchi grandi degli armadi con un telo leggero o rimuovere quelli removibili risolve il problema alla radice, azzerando le crisi di panico

3. Sposta l'attenzione altrove: se lo trovi a parlare con il riflesso, non affrontare una discussione logica. Prenderlo per mano, allontanarlo dalla stanza e dirgli "Vieni, andiamo a bere qualcosa di caldo in cucina insieme" interrompe il cortocircuito visivo

❤️ Riconoscere l'invisibile

La demenza altera la percezione stessa della realtà fisica. Accettare che per il malato quel riflesso sia un estraneo ci libera dalla pretesa che debba "ragionare come noi".

Proteggere il suo ambiente da questi stimoli spaventosi significa restituirgli un porto sicuro in cui non deve difendersi da nessuno

💬 𝗦𝗣𝗔𝗭𝗜𝗢 𝗜𝗡𝗧𝗘𝗥𝗔𝗧𝗧𝗜𝗩𝗢: 𝗘̀ 𝗺𝗮𝗶 𝘀𝘂𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮 𝘃𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮?

Il rapporto con gli specchi e con i vetri riflettenti (come le finestre a specchio di sera o la televisione spenta) riserva spesso sorprese incredibili

Raccontatemi nei commenti: il vostro caro ha mai avuto reazioni strane davanti a uno specchio? Ha iniziato a parlare con la sua immagine o a spaventarsi? 👇

Scrivete la vostra esperienza qui sotto: confrontarsi serve a scoprire che dietro ogni stranezza della demenza c'è una spiegazione neuropsicologica precisa che possiamo gestire. E se questo post vi ha fatto scoprire qualcosa di nuovo, condividetelo con un altro caregiver! 🔄

Hai bisogno di guide semplici e pratiche che ti aiutano nella gestione del tuo caro con demenza? Risorse disponibili al link nel primo commento!

21/08/2026

Modificare l'ambiente domestico è uno dei modi più veloci per ridurre ansia, allucinazioni e rischio di cadute nella demenza. 🏡

​Nel mio e-book "Una casa a prova di mente" ti spiego come trasformare la tua casa in un alleato terapeutico, stanza per stanza, con strategie semplici ed economiche.

​👉 Scarica l'anteprima GRATUITA o la guida completa al link nel primo commento! 💙

Indirizzo

Via Mira 6
Riccione
47838

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:30
Martedì 08:00 - 18:30
Mercoledì 08:00 - 19:30
Giovedì 08:00 - 18:30
Venerdì 08:00 - 18:30
Sabato 09:00 - 13:00

Telefono

+393282753546

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