28/06/2022
27giugno-Giornata mondiale del Microbioma! I trilioni di microrganismi che vivono in ognuno di noi possono contribuire ad una corretta risposta immunitaria, favorire la digestione degli alimenti e sintetizzare vitamine e altre sostanze di grande importanza per la nostra salute.
❗️❗️Particolare attenzione è stata posta negli ultimi decenni sulla popolazione microbica che alberga nel nostro intestino, il microbiota intestinale, il cui stato di equilibrio - o eubiosi – avvantaggia lo stato di salute dell’intestino stesso e di organi in distretti diversi: in letteratura scientifica si parla sempre più, ad esempio, di asse intestino-fegato, intestino-polmoni, intestino-cuore, fino a un sorprendente asse intestino-cervello.
❓Lo sapevi che il primo elemento ha definire la composizione del microbiota intestinale è il momento del parto, durante il quale il neonato entra in contatto per la prima volta con il mondo esterno e con il microbiota materno❓
🔸PARTO: Durante un parto naturale, il microbiota del neonato sarà caratterizzato dai batteri della flora vaginale materna (Lactobacillus e Prevotella), mentre in caso di taglio cesareo il neonato acquisirà parte dei batteri presenti sulla cute della madre (Staphylococcus, Corynebacterium e Propionibacterium spp). Il differente pattern microbico influenzerà successivamente la vita del bambino e la sua risposta allo stress.
🔸ALLATTAMENTO : Tra i benefici del latte materno, c’è il suo contenuto in HMO (oligosaccaridi del latte umano), che influiscono in modo vantaggioso sulla composizione del microbiota intestinale del neonato poiché, fungendo da prebiotici, stimolano la crescita dei Bifidobacterium e dei Lactobacillus. In caso non si possa allattare al seno, il bambino si nutrirà con latti in formula e quindi il microbiota intestinale avrà in questo caso un pattern diverso, che lo accompagnerà per tutta la vita influenzando la risposta immunitaria.
🔸DIETA: Stili alimentari diversi agiscono in maniera differente sulla composizione del microbiota intestinale, contribuendo a uno stato di maggiore eubiosi o, al contrario, di disbiosi. In particolare, diete costantemente ricche di grassi e povere di fibre – come la “Western Diet” oggi adottata da diversi Paesi occidentali – possono modulare il microbiota in senso svantaggioso, mentre abitudini alimentari ricche di alimenti protettivi e sostanze benefiche, come la Dieta Mediterranea, possono agevolare un pattern microbico più favorevole.