Psicologa Psicoterapeuta Eloisa Pasqualotto

Psicologa Psicoterapeuta Eloisa Pasqualotto “Per tenere qualcosa, devi averne cura, per averne cura devi capire di che tipo di cura ha bisogno

02/08/2026

𝗔𝗗𝗛𝗗 𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮: 𝗺𝗼𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗲𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗼 𝘁𝗿𝗮𝗽𝗽𝗼𝗹𝗮 𝗲𝗺𝗼𝘁𝗶𝘃𝗮?

Viviamo in un mondo imperfetto, dove i compromessi regnano sovrani, le regole spesso scricchiolano e le ingiustizie fanno parte del paesaggio quotidiano. Ma cosa succede quando il cervello è cablato per non accettare alcuno sgarro alla regola, nessuna ipocrisia e nessuna scorrettezza?

Per molte 𝙥𝙚𝙧𝙨𝙤𝙣𝙚 𝙘𝙤𝙣 𝘼𝘿𝙃𝘿, 𝙞𝙡 𝙨𝙚𝙣𝙨𝙤 𝙙𝙞 𝙜𝙞𝙪𝙨𝙩𝙞𝙯𝙞𝙖 𝙣𝙤𝙣 𝙚̀ 𝙪𝙣𝙖 𝙨𝙚𝙢𝙥𝙡𝙞𝙘𝙚 𝙤𝙥𝙞𝙣𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙚𝙩𝙞𝙘𝙖: è un motore viscerale, un allarme interno sempre attivo. Da un lato, questa spinta eccezionale plasma attivisti appassionati e difensori formidabili dei più deboli, dall'altro, nasconde un lato oscuro che può rivelarsi tossico ed esaurente per la persona stessa.

Ecco perché c'è questo forte legame, e perché può trasformarsi in un'arma a doppio taglio.

🟧 𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗰'𝗲̀? 𝗟𝗲 𝗿𝗮𝗱𝗶𝗰𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗳𝗼𝗿𝘁𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗻𝗲𝗹𝗹'𝗔𝗗𝗛𝗗

Questo intenso orientamento all'equità non è un caso, ma affonda le radici nella neurobiologia e nel vissuto emotivo della neurodivergenza:

🔸𝐈𝐥 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚 𝐞 𝐥𝐚 𝐝𝐨𝐩𝐚𝐦𝐢𝐧𝐚: Correggere un torto o difendere un valore attiva potentemente i circuiti cerebrali della motivazione e della dopamina. Per un cervello a caccia di stimoli, la lotta per una causa giusta dà uno scopo immediato e un forte senso di validazione.

🔸𝐈𝐧𝐭𝐨𝐥𝐥𝐞𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐞 𝐚𝐫𝐛𝐢𝐭𝐫𝐚𝐫𝐢𝐞: Se una regola non ha un perché logico o etico evidente ("si è sempre fatto così"), il cervello ADHD fa un'enorme fatica a rispettarla per un mero principio di autorità. C'è bisogno di coerenza e trasparenza viscerale.

🔸𝐋𝐚 𝐜𝐢𝐜𝐚𝐭𝐫𝐢𝐜𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐚𝐮𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚̀: Molte persone ADHD hanno trascorso la vita sentendosi giudicate, "sbagliate" o punite ingiustamente (spesso a causa dei sintomi non diagnosticati). Questo sviluppa una fortissima empatia verso chiunque subisca discriminazioni, emarginazione o abusi di potere.

🔸𝐈𝐥 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐞𝐫𝐨 𝐢𝐧 𝐛𝐢𝐚𝐧𝐜𝐨 𝐞 𝐧𝐞𝐫𝐨: La realtà viene spesso percepita senza sfumature: le cose sono giuste o sbagliate, bianche o nere. Le zone grigie e le giustificazioni "pragmatiche" faticano a trovare spazio.

🟦 𝗜𝗹 𝗟𝗮𝘁𝗼 𝗢𝘀𝗰𝘂𝗿𝗼 (𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘁𝗿𝗮𝗽𝗽𝗼𝗹𝗮)

Se non filtrato, questo stesso identico meccanismo può rivoltarsi contro la persona, minandone il benessere psicologico e la stabilità:

🔹𝐈𝐥 𝐁𝐮𝐫𝐧𝐨𝐮𝐭 𝐝𝐚 𝐈𝐧𝐝𝐢𝐠𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: Reagire a ogni singola violazione del mondo con la stessa intensità emotiva significa sprecare riserve preziose di energia nervosa. Si combatte ogni battaglia come se ne andasse della sopravvivenza, esaurendosi rapidamente in uno stato di esaurimento psicofisico cronico.

🔹𝐈𝐬𝐨𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐥𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢: L'intolleranza verso le ipocrisie e le dinamiche di potere porta spesso a scontrarsi duramente con colleghi o autorità. Quando ogni divergenza viene vissuta come un affronto morale, gli altri percepiscono questo atteggiamento non come difesa della giustizia, ma come rigidità e polemica sterile, portando all'isolamento.

🔹𝐀𝐮𝐭𝐨𝐥𝐞𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐞𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞: L'impulsività unita all'indignazione furiosa può spingere a gesti rovinosi immediati: dimettersi in tronco da un lavoro sicuro perché un capo si è comportato scorrettamente, o bruciare ponti relazionali per difendere un principio astratto, sacrificando il proprio futuro.

🔹𝐕𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚 𝐭𝐮𝐧𝐧𝐞𝐥 𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐨𝐫𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞: La tendenza a iper-focalizzarsi su un torto subito impedisce di vedere il quadro d'insieme, trasformando incomprensioni quotidiane o divergenze normali in drammi esistenziali.

🟧🟦 𝗩𝗲𝗿𝘀𝗼 𝘂𝗻 𝗘𝗾𝘂𝗶𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶𝗼

Riconoscere questo paradosso non significa spegnere la propria bussola morale o rassegnarsi al peggio. Per chi convive con questa intensità, la vera sfida di crescita personale sta nell'imparare a 𝙨𝙘𝙚𝙜𝙡𝙞𝙚𝙧𝙚 𝙡𝙚 𝙥𝙧𝙤𝙥𝙧𝙞𝙚 𝙗𝙖𝙩𝙩𝙖𝙜𝙡𝙞𝙚, spostando l'energia dall'illusione di poter correggere ogni difetto del mondo alla protezione del proprio benessere interiore.

💙🧡

𝗔𝗗𝗛𝗗 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗮𝗽𝘀
𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘪𝘯𝘧𝘰𝘳𝘮𝘢𝘳𝘦 𝘦̀ 𝘨𝘪𝘢̀ 𝘤𝘶𝘳𝘢

💙🧡

08/07/2026

Neuropsichiatra e neuroscienziato, dirige l’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’’Osp…

08/07/2026

🔬🩸 𝗡𝘂𝗼𝘃𝗮 𝘀𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗮: 𝗲̀ 𝗶𝗻 𝘃𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝘀𝘃𝗶𝗹𝘂𝗽𝗽𝗼 𝗹𝗮 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗺𝗮𝗻𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗶𝗻𝘃𝗮𝘀𝗶𝘃𝗮, 𝗶𝗻 𝘂𝗻𝗮 𝗴𝗼𝗰𝗰𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝘀𝗮𝗻𝗴𝘂𝗲, 𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗮𝘂𝘁𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗼 𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗮𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗺𝗮𝗻𝗶𝗳𝗲𝘀𝘁𝗮𝗿𝗹𝗼. La tecnica, messa a punto dal 𝗖𝗻𝗿-𝗜𝘀𝗼𝗳 di Bologna in collaborazione con il centro 𝗩𝗶𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 di Como, ha mostrato un’accuratezza del 𝟵𝟯,𝟮% nei test su 58 bambini pubblicati da Nature Communications Medicine.

La metodica analizza i segnali dello stress ossidativo nei globuli rossi sfruttando una tecnologia di imaging mutuata dal 𝗺𝗼𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝘀𝗮𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲 per ricerche geologiche, senza bisogno di procedure complesse. 🛰️🧠

Sebbene la ricerca sia all'inizio, se confermata su larga scala potrebbe consentire una diagnosi precocissima già alla nascita attraverso il comune prelievo al tallone, permettendo di avviare tempestivamente gli interventi di supporto. Una scoperta straordinaria che dimostra la potenza della ricerca al servizio del neurosviluppo! 🚀🌱

26/06/2026
29/05/2026

✨Infiammazione e Neurosviluppo: Un Ponte Diagnostico Tra ADHD e Sindromi PANS/PANDAS ✨

Siamo felici di annunciarvi un appuntamento imperdibile, nato dalla sinergia tra il Coordinamento Nazionale ADHDItalia ODV e l'Associazione Genitori Associazione Genitori Pans Pandas Bge.

Vi aspettiamo venerdì 26 giugno alle ore 20:30 per il webinar scientifico e divulgativo "Neuropsichiatria e Infiammazione".

L'obiettivo dell'incontro è esplorare da vicino le complesse interazioni tra sistema immunitario e disturbi del neurosviluppo in età pediatrica ed evolutiva, offrendo una prospettiva clinica aggiornata e multidisciplinare fondamentale per la diagnosi differenziale e per un corretto approccio terapeutico.

Il programma della serata vedrà l'apertura e l'introduzione a cura di Cristina Lemme (Presidente Coordinamento Nazionale ADHDItalia) e Ketty Fabridi Lalli (Presidente Associazione Associazione Genitori Pans Pandas Bge), seguite da tre interventi di altissimo profilo:

Dott.ssa Anna Carla Arlunno (Neuropsichiatra Infantile, ASL Novara): approfondirà le manifestazioni cliniche dell'ADHD in età evolutiva e le relative dinamiche di sviluppo.

Dott.ssa Claudia Brogna (Neuropsichiatra Infantile, Policlinico Gemelli di Roma): traccierà un ponte diagnostico tra ADHD e sindromi PANS-PANDAS, analizzando il confine e la distinzione tra disturbi del neurosviluppo e processi infiammatori.

Prof. Alberto Spalice (Neurologo, Policlinico Umberto I di Roma): analizzerà la clinica e i fenotipi delle sindromi PANS/PANDAS, con un focus sul ruolo cruciale del pediatra nella gestione di queste complessità.

Al termine delle relazioni daremo spazio alle vostre domande con una sessione di Q&A aperta al pubblico.

Si tratta di un'occasione di confronto preziosa per genitori, educatori, pediatri, neuropsichiatri, psicologi e terapisti che desiderano approfondire le nuove frontiere della ricerca.

📌 Quando: Venerdì 26 Giugno, ore 20:30
📝 Iscrizione obbligatoria a questo link: b18a1cdb-e74b-49eb-b8da-8f025b1f5a1a@be5d51d1-c467-42d2-9595-32275fce134f" rel="ugc" target="_blank">https://events.teams.microsoft.com/event/b18a1cdb-e74b-49eb-b8da-8f025b1f5a1a@be5d51d1-c467-42d2-9595-32275fce134f

Per qualsiasi informazione, potete scrivere a: [email protected] oppure [email protected]

Non mancate, vi aspettiamo per fare rete e fare chiarezza insieme! 🤝

19/05/2026

**“The ADHD woman is not lacking passion.
She’s usually drowning in too many versions of herself at once.”**
One of the biggest myths about ADHD is the idea that people simply need to “find their purpose” and everything will suddenly click into place.
But many women with ADHD do not struggle because they lack passion.
They struggle because their brain feels passionately interested in everything… all at once.
For a while, one idea feels life-changing.
A new business.
A creative hobby.
A career path.
A degree.
A side project.
A completely different version of life.
And in that moment, it feels real.
Not fake motivation.
Not laziness.
Not confusion.
Real excitement.
The ADHD brain is heavily driven by interest, novelty, stimulation, and emotional engagement.
So when something feels meaningful, the brain lights up intensely.
But when the novelty fades or overwhelm appears, many women suddenly lose access to the same energy they had days earlier.
And that creates deep shame.
Because from the outside, it looks inconsistent.
People say:
“You never stick to anything.”
“You just need discipline.”
“You keep changing your mind.”
Meanwhile, the ADHD woman is privately wondering why she can care about something so deeply one week…
and feel emotionally disconnected from it the next.
Over time, this creates an identity crisis many women never talk about openly.
They stop trusting their own excitement.
They stop starting things they genuinely want.
They become afraid of their own potential because unfinished goals begin to feel emotionally painful.
And eventually, some women stop asking:
“What am I passionate about?”
And start asking:
“What if I never become anyone at all?”
Clinically, this experience is extremely common in ADHD, especially in women diagnosed later in life.
Research shows ADHD in women is often internalized rather than externally disruptive.
Instead of hyperactivity, many women experience chronic overthinking, emotional dysregulation, burnout, perfectionism, identity confusion, and cycles of intense motivation followed by paralysis.
The problem is not lack of ambition.
It is difficulty sustaining attention and nervous system regulation in environments that demand consistency without considering neurological burnout.
Many ADHD women also grew up masking heavily.
They became the responsible one.
The high achiever.
The people pleaser.
The emotionally aware friend.
But underneath that mask was often a nervous system constantly shifting between overwhelm and hyperfocus.
And because they looked “fine,” nobody realized how hard basic functioning actually felt.
So they kept waiting for the moment adulthood would finally begin.
The moment they would become organized enough.
Stable enough.
Focused enough.
Certain enough.
But many ADHD women spend years believing their “real life” starts after they finally fix themselves.
When in reality, their life was already happening while they were busy feeling behind inside it.
Sometimes healing begins when an ADHD woman stops trying to become one perfectly consistent version of herself…
…and starts building a life flexible enough for the brain she actually has.
Reference:
Journal of Attention Disorders ADHD in Women and Identity Development
National Institute of Mental Health ADHD in Adults
Quinn PO & Madhoo M. A Review of ADHD in Women and Girls
American Psychological Association Emotional Dysregulation in Adult ADHD

Indirizzo

Via San Rocco 2/A
Rivoli

Sito Web

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