08/03/2025
Oggi non voglio augurare "buona festa", né celebrare con mimose e figuriamoci sconti speciali “solo per donne”.
L’8 marzo è nato per ricordare le lotte per i diritti, per il lavoro, per la dignità. Oggi dovrebbe essere un momento di riflessione per la strada fatta finora e per la strada ancora da percorrere non un'occasione di marketing o un pretesto per ridurre tutto a una celebrazione consumistica.
Trovo assurdo che in un giorno che dovrebbe parlare di consapevolezza ci si concentri su offerte speciali, cene a tema e omaggi che nulla hanno a che fare con il vero valore del femminino. La parità non si conquista con uno sconto in palestra o un drink gratuito, ma con il rispetto e il riconoscimento del nostro valore, OGNI GIORNO.
E per me quel valore non significa scimmiottare l’uomo per ottenere gli stessi diritti, ma esprimere e valorizzare il femminile in tutte le sue sfumature: forza, intuizione, creatività, accoglienza, trasformazione (e altro).
La vera rivoluzione è essere libere di essere noi stesse, senza doverci omologare o adattare a ciò che la società impone, essere libere dalla convinzione di essere già libere quando invece siamo schiave di atteggiamenti inculcati da questa società insana!
Oggi, invece di un augurio, faccio un invito: smettiamo di ridurre questa giornata a una celebrazione vuota e per lo più commerciale e riscopriamo il senso autentico del femminile, con consapevolezza e senza compromessi!