Psicologa Sabina Moro

Psicologa Sabina Moro Dott.ssa Moro Sabina, Psicologa Psicoterapeuta, EMDR, Schema Therapy, Operatrice Training Autogeno

L’aspetto esteriore di una persona non è sempre un indicatore affidabile del suo stato emotivo.Molte persone, anche quan...
14/06/2026

L’aspetto esteriore di una persona non è sempre un indicatore affidabile del suo stato emotivo.

Molte persone, anche quando stanno attraversando un lutto, una malattia, una depressione, un forte stress o altre difficoltà, continuano a sorridere e a mostrarsi disponibili per diversi motivi:

* per proteggere la propria privacy;
* per non preoccupare gli altri;
* per mantenere un senso di normalità;
* perché hanno imparato a gestire il dolore senza esprimerlo apertamente.

Il “sorriso luminoso” rappresenta quindi ciò che gli altri vedono, mentre le “tempeste più dure” simboleggiano le sofferenze, i conflitti interiori e le sfide personali che restano invisibili.

Il messaggio centrale è un invito a evitare giudizi superficiali e a coltivare empatia e comprensione, ricordando che ogni persona ha una realtà interna molto più complessa di quella che appare all’esterno.

Lla forza o la serenità che una persona mostra non escludono la presenza di dolore; talvolta ne sono proprio una risposta.

C’è una parte di noi che non cresce mai davvero.La nostra parte bambina.Quella che aveva bisogno di sentirsi amata, vist...
28/05/2026

C’è una parte di noi che non cresce mai davvero.
La nostra parte bambina.

Quella che aveva bisogno di sentirsi amata, vista, rassicurata.
E spesso, senza accorgercene, continuiamo a parlarle con durezza:

“Non sei abbastanza.”
“Sbagli sempre.”
“Dovevi fare meglio.”

Ma immagina se quelle parole fossero rivolte a un bambino davanti a te.
Le diresti davvero?

Parlare positivamente a sé stessi non è fingere che vada tutto bene.
È scegliere di non diventare il proprio nemico interiore.

La tua parte bambina ha bisogno di sentire:

“Sto facendo del mio meglio.”
“Posso sbagliare e valere comunque.”
“Merito amore anche quando non sono perfetto.”

Perché il dialogo interiore crea il modo in cui ci sentiamo, ci relazioniamo e affrontiamo la vita.

E forse guarire non significa diventare qualcun altro.
Forse significa iniziare a parlare a sé stessi con la gentilezza che ci è mancata.

Quello che non vogliamo sentirci dire ma che è verità ⚠️ Che rapporto hai con tua mamma? Fammelo sapere nei commenti 👇🏻☺...
10/05/2026

Quello che non vogliamo sentirci dire ma che è verità ⚠️ Che rapporto hai con tua mamma? Fammelo sapere nei commenti 👇🏻☺️💫

In questa Festa della Mamma ricordiamoci anche una cosa scomoda da dire, ma importante da ascoltare: non tutte le persone hanno avuto una madre capace di proteggere, accogliere o amare nel modo in cui un figlio avrebbe avuto bisogno.

Essere madre non rende automaticamente una “buona madre”. E un figlio non è obbligato a provare amore, gratitudine o vicinanza solo perché esiste un legame di sangue.

Ci sono genitori che, per le proprie ferite, limiti o assenze, non hanno saputo essere un luogo sicuro.
E crescere con questo dolore spesso porta anche un altro peso: sentirsi sbagliati da figli per ciò che si prova verso il proprio genitore.

Ma i sentimenti non sono un dovere morale.
Possono esserci amore, rabbia, distanza, ambivalenza, nostalgia o perfino sollievo nel prendere spazio. Tutto questo può avere una storia e un senso.

In una giornata piena di auguri e immagini ideali, chi ha vissuto relazioni difficili con la propria madre non dovrebbe sentirsi in colpa per ciò che prova.
Accettare la propria verità emotiva è spesso il primo passo per smettere di ferirsi cercando di assomigliare a un modello familiare che non è mai esistito.

La maturità emotiva non sta nel fingere amore.
Sta nel guardare la realtà con onestà e concedersi il diritto di sentire davvero.

‼️Ovviamente ogni genitore fa il meglio che può con gli strumenti che ha, e ogni comportamento messo in atto non è mai un giudizio nei confronti del genitore stesso perché deriva anche questo da ferite nella sua storia. In psicologia si parla di tri generazionale (ovvero ferite che arrivano ancora dalle generazioni precedenti).

❤️ psicologiaitaliana

A volte cerchiamo risposte complicate per cose che, in realtà, hanno bisogno solo di essere viste da un’altra prospettiv...
26/04/2026

A volte cerchiamo risposte complicate per cose che, in realtà, hanno bisogno solo di essere viste da un’altra prospettiva.

Queste sono alcune piccole idee di psicologia che non risolvono tutto, ma possono cambiare il modo in cui leggi ciò che vivi ogni giorno.

Non sono regole, né verità assolute. Solo spunti per fermarsi un attimo e riflettere.

Se anche solo una ti ha fatto pensare “è vero…”, allora ha già fatto il suo lavoro.

👉 Quale ti ha colpito di più? Scrivimelo nei commenti ☺️✨

Le persone tendono a rimanere in situazioni familiari perché prevedibili e sicure. “Osare” significa uscire da questa zo...
19/04/2026

Le persone tendono a rimanere in situazioni familiari perché prevedibili e sicure. “Osare” significa uscire da questa zona, affrontando incertezza e possibile fallimento. È proprio in questo spazio che avviene l’apprendimento più significativo.

Il tuo limite non è fisso, ma si costruisce (e spesso si restringe) in base alle scelte che fai. Se eviti, il limite sembra più vicino; se provi, tende ad allargarsi. Nessuno può scoprire “quanto lontano puoi andare” al posto tuo e senza “osare”, si limitano le esperienze che rafforzano la fiducia in sé.

Il coraggio non è assenza di paura. Anzi, il fatto stesso di dover “osare” implica che la paura c’è. La differenza la fa il rapporto che hai con essa: se la usi come segnale per fermarti o come qualcosa da attraversare.

In sintesi, la frase ti restituisce tre punti chiave:
• il coraggio non elimina la paura, ma permette di agire nonostante essa
• i limiti personali sono spesso autoimposti
• la crescita richiede rischio, errore e sperimentazione

❓In quale ambito della mia vita sto evitando di “osare”, e cosa temo succeda se lo faccio?

08/04/2026

Prendersi del tempo per sé non è un lusso, ma una necessità psicologica. Diverse aree della Psicologia e delle Neuroscienze mostrano che momenti di pausa e cura personale hanno effetti concreti sul benessere mentale ed emotivo.

Ecco perché è così importante:

1. Riduce lo stress. Quando sei sempre “attivo” mentalmente, il cervello resta in uno stato di allerta continuo. Prendersi pause aiuta a ridurre il cortisolo (l’ormone dello stress) e a riportare equilibrio. Attività come camminare, meditare o semplicemente stare in silenzio permettono al sistema nervoso di rilassarsi.

2. Ricarica le energie mentali. La mente ha bisogno di recupero, proprio come il corpo. Senza pause, aumentano stanchezza, irritabilità e difficoltà di concentrazione. Il tempo per sé funziona come una “ricarica”.

3. Migliora concentrazione e produttività. Paradossalmente, fermarsi ti rende più efficace. Le pause aiutano a migliorare l’attenzione e la capacità decisionale, perché il cervello elabora meglio le informazioni.

4. Favorisce l’autoconsapevolezza. Stare da soli o dedicarsi a ciò che si ama aiuta a riflettere su emozioni, bisogni e obiettivi. È un aspetto centrale nella intelligenza emotiva.

5. Rafforza l’autostima. Dedicarti tempo manda un messaggio importante a te stesso: “valgo abbastanza da prendermi cura di me”. Questo contribuisce a costruire un rapporto più sano con sé stessi.

6. Previene il burnout. Senza pause adeguate, si rischia il burnout, una condizione di esaurimento emotivo e mentale legata a stress prolungato. Il tempo per sé è una forma di prevenzione.

03/04/2026

Indirizzo

Roè Volciano

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
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