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30/09/2022
04/09/2022
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05/08/2022

La notizia circola da tempo e, durante l'estate, trova spazio sulle prime pagine di tutti i quotidiani. Il Deodorante incide sul Rischio di Tumore al Seno?

04/08/2022

«Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno.»
Dice [tra le altre cose] Danny De Vito nello splendido monologo conclusivo di un film di qualche anno fa [The Big Kahuna, 1999].

𝐈𝐥 𝐦𝐞𝐧𝐢𝐬𝐜𝐨

Il menisco è una struttura fibro-cartilaginea, dura ed elastica, che funge da ammortizzatore all’interno del ginocchio.

In realtà è più corretto parlare di menischi [al plurale!] perché ce ne sono due per ogni ginocchio, uno mediale ed uno laterale, che hanno forma e dimensioni differenti tra loro.

I menischi sono molto importanti perché garantiscono la funzionalità articolare delle ginocchia: quando sono danneggiati possono causare problemi immediati come il blocco dell’articolazione.

Inoltre, se il problema è trascurato, si possono determinare anche danni a lungo termine, come la degenerazione che porta all’artrosi di ginocchio [o gonartrosi].

𝐋𝐞 𝐜𝐚𝐮𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐨𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚

I menischi sono piuttosto delicati e possono danneggiarsi per vari motivi.

Molti giovani sportivi subiscono danni ai menischi, per esempio, per via dei rapidi cambi di direzione che caratterizzano sport come calcio, basket, pallavolo e sci.

In ogni caso, qualsiasi evento traumatico che colpisca le ginocchia, può essere causa del danneggiamento dei menischi.

Anche l’usura può avere un ruolo importante: il naturale invecchiamento dei tessuti determina una maggiore fragilità delle cartilagini articolari ed i menischi possono quindi danneggiarsi più facilmente, talvolta anche per un movimento normale come l’estensione del ginocchio.

Questo avviene ancor più di frequente quando si è costretti a una posizione innaturale per un periodo prolungato di tempo.

𝐈 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐨𝐦𝐢 𝐚 𝐜𝐮𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞

Nel momento esatto della rottura, se essa non è causata da un trauma che coinvolge anche altre strutture anatomiche, il paziente può avvertire uno schiocco o un suono secco, ma spesso non percepisce alcun sintomo diretto.

Il dolore si può manifestare successivamente e di solito intensifica quando il peso del corpo è caricato sull’articolazione.

Altri sintomi frequenti della rottura dei menischi sono il gonfiore e la rigidità articolare.

È possibile che il raggio di estensione e flessione del ginocchio risulti limitato o addirittura bloccato dall’anatomia della lesione; questo capita per esempio quando un pezzo di tessuto si va ad incastrare fra tibia e femore, impedendo che possano scorrere l’uno contro l’altro.

𝐈 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐭𝐢𝐩𝐢 𝐝𝐢 𝐥𝐞𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞

Non tutte le rotture dei menischi hanno i medesimi effetti ed è possibile classificarle in differenti categorie.

La prima distinzione si opera fra lesioni semplici e lesioni complesse; questa ultime sono le più difficili da trattare perché è difficile riuscire a conservare una parte consistente del tessuto cartilagineo.

Fra le lesioni semplici, le più comuni sono:
⟶ lesioni longitudinali;
⟶ lesioni orizzontali;
⟶ lesioni radiali;
⟶ lesioni “a becco di pappagallo”;
⟶ lesioni “flap”;
⟶ lesioni “a ma**co di secchio”.

Questa classificazione può essere uno tra i fattori che aiutano lo specialista a scegliere la strategia migliore per il singolo paziente, che dipende comunque anche dall’età e dalle esigenze di mobilità.

Solo in casi particolari, come quelli di lesioni molto lievi o che si presentino in persone che non avrebbero vantaggi nell’affrontare un'operazione chirurgica, si può decidere per un approccio non chirurgico, basato sulla sola somministrazione di antinfiammatori e sulla riabilitazione.

𝐋'𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐢𝐫𝐮𝐫𝐠𝐢𝐜𝐨

Mentre in passato bastava una diagnosi di menisco lesionato o degenerato, attraverso risonanza magnetica, per eliminare chirurgicamente il menisco, oggi si cerca di essere selettivi, cercando di suturarlo.

L’operazione di rimozione avviene oggi solo in presenza di lesioni instabili e di blocchi articolari o, ancora, si cerca di procedere con una meniscectomia selettiva, cercando di ricreare il più possibile la forma anatomica del menisco stesso.

29/07/2022

Si chiama NVG-291-R ed ora è in fase di sperimentazione su esseri umani sani in un trial clinico di fase 1

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