Gherardo Mannino Psichiatra psicoterapeuta

Gherardo Mannino Psichiatra psicoterapeuta Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Gherardo Mannino Psichiatra psicoterapeuta, Medicina e salute, Viale delle Milizie 38, Rome.

"E' la persona giusta?"A partire dagli ultimi vent'anni, con crescente frequenza il Disturbo Ossessivo-Compulsivo ha un'...
22/06/2026

"E' la persona giusta?"
A partire dagli ultimi vent'anni, con crescente frequenza il Disturbo Ossessivo-Compulsivo ha un'estrinsecazione particolare: le relazioni sentimentali.
Da qui il dubbio tormentoso: "è la persona giusta? E se lo ingannassi facendogli credere che ho un coinvolgimento che invece non ho? Se così fosse, dovrei lasciarlo subito! E se invece mi sbagliassi?", e così via.
Gli autori di lingua inglese usano a questo proposito il termine di 'Relationship Obsessive-Compulsive Disorder'.
Tuttavia, malgrado questa manifestazione sia relativamente nuova (plasmata com'è da nuovi problemi dell'epoca attuale), la strategia terapeutica - nelle sue linee essenziali - non cambia.

(Photo by Fabricio Severo on Unsplash)

La clozapina è considerata un farmaco relativamente poco maneggevole, in ragione della necessità di periodici controlli ...
06/06/2026

La clozapina è considerata un farmaco relativamente poco maneggevole, in ragione della necessità di periodici controlli ematologici.

Tuttavia resta il fatto che è senz'altro il farmaco più efficace nei casi di schizofrenia resistente. Come mai?

Finora si è cercato di spiegare questa superiorità con il particolare ventaglio di recettori sui quali il farmaco va ad agire.

Ma un editoriale pubblicato sull'ultimo numero di 'Schizophrenia Bulletin' suggerisce una ragione diversa.

Secondo questa veduta, infatti, la superiorità della clozapina sarebbe da riportare alla sua forma, vale a dire alla sua particolare configurazione tridimensionale, che le permetterebbe di agire in modo unico.

https://doi.org/10.1093/schbul/sbag061

Feynman si riferiva alla materia in cui era un vero esperto, la fisica. Ma questa affermazione sembra essere valida anch...
01/06/2026

Feynman si riferiva alla materia in cui era un vero esperto, la fisica. Ma questa affermazione sembra essere valida anche in altri campi come, ad esempio, la psicologia e la psicoterapia.

'FAR FINTA'...FA BENE?Il 'gioco di finzione' consiste nel trattare qualcosa come se fosse qualcos'altro: ad esempio, tra...
21/05/2026

'FAR FINTA'...FA BENE?
Il 'gioco di finzione' consiste nel trattare qualcosa come se fosse qualcos'altro: ad esempio, trattare una scatola di cartone come se fosse una casa oppure impugnare una banana come se fosse un telefono tramite cui si sta conversando con qualcuno, e così via.

Bene. Uno studio pubblicato di recente, che ha esaminato quasi 1500 bambini, ha messo in luce come i bambini con una maggior capacità di gioco di finzione all'età di 2-3 anni avessero anche una maggior salute mentale sia a 4-5 anni che a 6-7 anni.

È interessante il fatto che questa relazione, contrariamente alle aspettative degli stessi autori della ricerca, non appare mediata da un'azione positiva del 'gioco di finzione' sulla capacità di 'regolazione emozionale'; ad essere in gioco, quindi, sembra qualche altro meccanismo che la ricerca futura dovrà individuare.

Zhao, YV, Gibson, JL Evidenza degli effetti protettivi del gioco tra pari nei primi anni di vita: una migliore capacità di gioco tra pari a 3 anni predice minori rischi di problemi esternalizzanti e internalizzanti a 7 anni in un'analisi di coorte longitudinale. Child Psychiatry Hum Dev 54 , 1807–1822 (2023). https://doi.org/10.1007/s10578-022-01368-x

(photo by Random Thinking on Unsplash)

Quand'è che proviamo una grande ammirazione per qualcuno? La risposta che viene di mano è che questo succede quando ques...
18/05/2026

Quand'è che proviamo una grande ammirazione per qualcuno? La risposta che viene di mano è che questo succede quando quest'ultimo ha una qualità che teniamo in grande considerazione (e che magari vorremmo possedere anche noi).

Carl Jung dava una risposta diversa: quando restiamo affascinati da qualcuno, é per una qualità che in realtà possediamo anche noi ma che abbiamo rimosso.

Infatti, ad essere rimossi sarebbero non solo aspetti negativi di sé, ma anche aspetti positivi, per qualche ragione considerati come inaccettabili.

Ad esempio, una persona ammira negli altri l'intraprendenza, che anche lei possiede, ma che ha rimosso perché nell'ambiente in cui è cresciuta era considerata come 'imprudenza'.

Basta rifletterci su per rendersi conto che, almeno in alcuni casi, potrebbe esserci un fondo di verità.

(photo by Nexaro Studio on Unsplash)

Secondo un famoso studio di una dozzina di anni fa (ma ancora molto attuale) leggere romanzi d'autore aumenterebbe la me...
08/05/2026

Secondo un famoso studio di una dozzina di anni fa (ma ancora molto attuale) leggere romanzi d'autore aumenterebbe la mentalizzazione, in particolare la capacità di cogliere il punto di vista degli altri.

Non si otterrebbe, invece, lo stesso effetto leggendo saggi o narrativa popolare. Perché questa differenza?

É presto detto: perchè nei romanzi d'autore i personaggi hanno una psicologia più complessa, presentano stati d'animo più chiaroscurati, le loro intenzioni sono meno esplicite, richiedendo così al lettore un maggiore impegno per inferire i loro stati mentali.

Insomma, non basta leggere; almeno ogni tanto, bisognerebbe leggere anche libri di qualità.

Come é noto, la Depressione Maggiore spesso non risponde ai comuni antidepressivi. Semplificando, si può dire che un 50%...
05/05/2026

Come é noto, la Depressione Maggiore spesso non risponde ai comuni antidepressivi. Semplificando, si può dire che un 50% dei casi risponde bene, un 25% risponde solo parzialmente, mentre il restante 25% risponde poco.

Come si spiega una quota così rilevante di pazienti resistenti alla terapia antidepressiva?

Fino a poco tempo fa gli studiosi, per cercare di spiegare le basi biologiche della depressione, sono andati alla ricerca soprattutto di una disfunzione dei diversi sistemi neurotrasmettitoriali (serotonina, noradrenalina, dopamina).

Ma negli ultimi anni è diventato sempre più evidente che anche altri fattori devono essere chiamati in causa.

Un gruppo di ricercatori italiani, ricorrendo a un modello animale della depressione, ha preso in considerazione il funzionamento della corteccia prefrontale mediale.

E quello che è uscito fuori è che una parte dei neuroni di questa regione - che mandano segnali ad altre aree cerebrali implicate nella regolazione emozionale - sono risultati poco attivi e poco eccitabili.

Perchè questa scoperta è importante? È semplice: perchè potrebbe aprire la strada ad approcci terapeutici nuovi, efficaci anche nei casi refrattari alla terapia standard.

Rominto, A.M., Montarolo, F., Berrino, L. et al. Depression in mice causes decreased neuronal excitability and enhanced frequency adaptation in medial prefrontal cortex pyramidal neurons. Sci Rep 15, 38402 (2025). https://doi.org/10.1038/s41598-025-22321-7

(Painting by Frances Featherstone)

Una raccomandazione che spesso i pazienti si sentono rivolgere è: "cerchi di ridurre lo stress". Giusto, ma come si fa? ...
25/04/2026

Una raccomandazione che spesso i pazienti si sentono rivolgere è: "cerchi di ridurre lo stress". Giusto, ma come si fa? Quante persone si trovano a vivere condizioni stressanti, che non possono in alcun modo cambiare! Il medico della vignetta sembra essere decisamente...più realista 🙂.

(cartoon by Tom Toro)

La sindrome da fatica cronica, un quadro fino a poco tempo fa controverso, è una malattia ad eziopatogenesi ignota, che ...
24/04/2026

La sindrome da fatica cronica, un quadro fino a poco tempo fa controverso, è una malattia ad eziopatogenesi ignota, che colpisce soprattutto giovani donne.

È caratterizzata soprattutto da sintomi come astenia, facile stancabilità, dolori muscolari, stordimento o capogiri, scarsa concentrazione, sonno poco ristoratore.

Si tratta di una condizione che finisce per limitare pesantemente la vita di pazienti, che fino all'esordio della malattia erano spesso attive e brillanti

Ora, ricerche degli ultimi anni hanno messo in luce una correlazione tra questo disturbo e un'alterazione del microbiota intestinale: si tratta in particolare di una riduzione di quei batteri, come il Faecalibacterium prausnitzii, produttori di butirrato, una sostanza fondamentale ai fini del mantenimento dell'integrità della mucosa intestinale.

In particolare, minore la presenza del Faecalibacterium prausnitzii maggiore il grado di affaticabilità.

Una scoperta che potrebbe aprire la strada a nuove terapie per questa sindrome finora poco trattabile

("Sleep Well" by Mulgil Kim, 2025).

La disforia di genere: un problema emergente?La disforia di genere è definita come una condizione caratterizzata da soff...
19/04/2026

La disforia di genere: un problema emergente?

La disforia di genere è definita come una condizione caratterizzata da sofferenza mentale conseguente all'incongruenza tra il genere percepito e il sesso assegnato alla nascita.

Ora, è credibile questo attuale e significativo aumento di condizioni in cui, come accade nel caso più frequente, una ragazza si convince di essere in realtà un ragazzo intrappolato in un corpo sbagliato (quello di una donna)? Probabilmente no.

In ogni caso, questa condizione si presta a diverse considerazioni. In primo luogo, colpisce la facilità con cui conoscenti animati dalle migliori intenzioni od operatori di altre agenzie (certamente in misura minore i familiari stretti) prendono alla lettera le istanze di questi pazienti.

Una seconda considerazione si riferisce al fatto che, in genere, questo problema non si presenta come isolato, ma compare piuttosto nel contesto di un più ampio problema di identità, quale - ad esempio - si osserva nel Disturbo Borderline di personalità. Infatti, non accade di rado che soggetti con quest'ultimo quadro, dopo una ricerca in rete o un confronto con Chatgpt, si convincano di avere, ad esempio, un ADHD o una sindrome di Asperger, diagnosi spesso senza fondamento ma che procurano loro un senso di sollievo, perché sembrano dare un nome e un senso al loro malessere

Si tratta di un errore comprensibile, ma é chiaro che nel caso di un problema di identità di genere, una diagnosi sbagliata, laddove anche validitata da operatori sanitari, porta con sè implicazioni pesanti: trattamenti ormonali e interventi chirurgici, con conseguenze irreversibili.

Cosa si può dire circa queste condizioni? Una prima ipotesi, molto semplice ma convincente, é che queste ragazze in questo modo cerchino di spiegare innanzitutto a se stesse il proprio malessere. È un po' come si dicessero: "Ah, ora capisco perché mi sento così a disagio col mio corpo; è il corpo sbagliato".

Va da sè che, nella maggior parte dei casi (anche se non in tutti) si tratta di una spiegazione fuorviante. Da qui la necessità di una ricostruzione paziente della loro esperienza. La riformulazione può attendere, in quanto, se troppo precoce, verrebbe rifiutata.

(photo by Maria Ionova on Unsplash)

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