Dott.ssa Maria Antonietta Vigorito - Nutrizionista Roma

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Dott.ssa Maria Antonietta Vigorito - Nutrizionista Roma Svolgo la mia professione di Nutrizionista a Roma e mi occupo di elaborare percorsi nutrizionali per

Una vellutata di zucca e zenzero può essere un esempio di piatto caldo, semplice e facilmente personalizzabile anche qua...
13/10/2026

Una vellutata di zucca e zenzero può essere un esempio di piatto caldo, semplice e facilmente personalizzabile anche quando si sta lavorando sulla gestione dei sintomi intestinali.
La zucca apporta fibre e carotenoidi, mentre lo zenzero può aggiungere sapore senza ricorrere necessariamente a condimenti più irritanti. I semi di zucca completano il piatto con grassi insaturi, minerali e una piacevole componente croccante.
In un percorso low FODMAP, però, contano sempre varietà della zucca, quantità utilizzata e tolleranza individuale: non esiste un alimento automaticamente “sicuro” o “vietato” per tutte le persone con IBS.
Per una versione più delicata puoi prepararla con:
- zucca;
- zenzero fresco;
- olio extravergine d’oliva;
- acqua o brodo adatto alla propria tolleranza;
- erbe aromatiche;
- una piccola quantità di semi di zucca per completare.
🌿 Gestire l’IBS non significa eliminare sempre più alimenti, ma imparare a costruire pasti vari, piacevoli e compatibili con il proprio intestino.

La dieta low FODMAP è uno degli approcci più studiati nella gestione dei sintomi dell’IBS, soprattutto in presenza di go...
13/10/2026

La dieta low FODMAP è uno degli approcci più studiati nella gestione dei sintomi dell’IBS, soprattutto in presenza di gonfiore, dolore addominale e alterazioni dell’alvo.
I FODMAP sono carboidrati a corta catena poco assorbiti a livello intestinale e facilmente fermentabili. In alcune persone possono aumentare richiamo di acqua e produzione di gas, contribuendo alla comparsa dei sintomi.
Le principali categorie includono:
• fruttani
• GOS
• lattosio
• fruttosio in eccesso
• polioli
Ma il punto più importante è questo: la low FODMAP non nasce per eliminare per sempre questi alimenti.
Il percorso corretto prevede in genere:
1. una fase di riduzione temporanea;
2. una reintroduzione graduale;
3. una personalizzazione finale sulla base della tolleranza individuale.
L’obiettivo è capire quali FODMAP, in quali quantità e combinazioni, sono realmente problematici per quella persona, evitando restrizioni inutili e mantenendo la dieta il più varia possibile.
Per questo è importante che il protocollo venga adattato ai sintomi, alle abitudini e allo stato nutrizionale individuale.
🌿 Meno eliminazioni, più comprensione della propria tolleranza.

L’IBS – sindrome dell’intestino irritabile – è un disturbo dell’interazione intestino-cervello che può manifestarsi con ...
13/10/2026

L’IBS – sindrome dell’intestino irritabile – è un disturbo dell’interazione intestino-cervello che può manifestarsi con dolore o fastidio addominale, gonfiore e alterazioni dell’alvo, con prevalenza di stipsi, diarrea oppure un andamento misto.
I sintomi possono cambiare nel tempo e risentire di numerosi fattori: alimentazione, stress, qualità del sonno, motilità intestinale, sensibilità viscerale e caratteristiche individuali del microbiota.
Per questo non esiste una dieta universale valida per tutte le persone con IBS.
🌿 Un percorso nutrizionale personalizzato può aiutare a:
• individuare eventuali alimenti o combinazioni che accentuano i sintomi;
• migliorare la regolarità intestinale;
• modulare quantità e tipologia delle fibre;
• valutare, quando indicato, strategie come un protocollo low-FODMAP seguito correttamente;
• evitare eliminazioni inutilmente restrittive;
• lavorare sulla qualità complessiva dell’alimentazione e sul benessere intestinale.
Anche l’equilibrio del microbiota intestinale rappresenta un ambito di grande interesse, ma non si tratta semplicemente di aggiungere un probiotico o eliminare qualche alimento: ogni situazione va interpretata all’interno della storia clinica e dei sintomi della persona.
L’obiettivo non è inseguire una dieta sempre più restrittiva.
È riuscire a trovare il miglior equilibrio possibile tra controllo dei sintomi, varietà alimentare e qualità di vita.
🌱 Ascoltare l’intestino significa anche imparare a comprenderne i segnali, senza averne paura.

Una bowl completa e colorata, costruita con alimenti semplici ma nutrizionalmente interessanti: salmone, quinoa, avocado...
22/09/2026

Una bowl completa e colorata, costruita con alimenti semplici ma nutrizionalmente interessanti: salmone, quinoa, avocado, verdure e semi.

Il salmone apporta omega-3 a lunga catena, l’avocado grassi insaturi, mentre quinoa, verdure e semi contribuiscono con fibre, minerali e composti bioattivi.🌿

Omega-3 ed endometriosi🌿L’endometriosi è una condizione nella quale infiammazione e ambiente ormonale partecipano al qua...
22/09/2026

Omega-3 ed endometriosi🌿

L’endometriosi è una condizione nella quale infiammazione e ambiente ormonale partecipano al quadro clinico. Per questo, anche la qualità dei grassi introdotti con l’alimentazione merita attenzione.

Gli acidi grassi omega-3, in particolare EPA e DHA presenti soprattutto nel pesce grasso, partecipano alla produzione di molecole coinvolte nella regolazione della risposta infiammatoria.

Nell’endometriosi sono stati studiati proprio per la loro possibile capacità di modulare alcuni mediatori pro-infiammatori.

Tra le fonti alimentari troviamo:

🐟 salmone, sgombro, sardine e pesce azzurro
🌰 noci
🌱 semi di lino, di sesamo e chia

All’interno di un percorso nutrizionale per l’endometriosi, l’obiettivo è costruire nel tempo un modello alimentare che favorisca varietà vegetale, adeguato apporto di fibre, grassi di buona qualità e benessere metabolico e intestinale.

L’endometriosi è una condizione complessa, estrogeno-dipendente e caratterizzata da una componente infiammatoria importa...
22/09/2026

L’endometriosi è una condizione complessa, estrogeno-dipendente e caratterizzata da una componente infiammatoria importante. Per questo, nella sua gestione, può essere utile guardare non solo al sintomo doloroso, ma all’equilibrio complessivo dell’organismo.

Tra gli aspetti che meritano attenzione ci sono anche intestino, microbiota, metabolismo ormonale e stato infiammatorio.

Molte donne con endometriosi riferiscono infatti gonfiore, alterazioni dell’alvo, dolore addominale o maggiore sensibilità intestinale. In questi casi, lavorare sulla regolarità, sulla tolleranza individuale agli alimenti e sulla qualità complessiva della dieta può contribuire a migliorare il benessere quotidiano.

Anche il microbiota intestinale è oggi oggetto di crescente interesse: può interagire con il sistema immunitario, con i processi infiammatori e con il metabolismo degli estrogeni.

Sul piano nutrizionale, l’obiettivo può essere quindi quello di costruire un’alimentazione che favorisca:

- un buon apporto di fibre e composti vegetali bioattivi;
- una migliore regolarità intestinale;
- un adeguato apporto di grassi insaturi e omega-3;
- il controllo di eventuali carenze;
- una gestione personalizzata dei sintomi gastrointestinali;
- un assetto metabolico il più possibile favorevole.

La nutrizione funzionale, quindi, può diventare uno dei tasselli di una gestione più completa, personalizzata e attenta alla qualità di vita.🌿

Quando un’emozione è difficile da riconoscere, tollerare o esprimere, il cibo può diventare una risposta immediata: cons...
15/09/2026

Quando un’emozione è difficile da riconoscere, tollerare o esprimere, il cibo può diventare una risposta immediata: consola, distrae, calma, riempie uno spazio.

Il primo passo non è necessariamente impedirsi di mangiare.

È creare un piccolo spazio tra ciò che sentiamo e ciò che facciamo.

Fermarsi qualche minuto e chiedersi:

Che cosa sto provando?
Di cosa avrei bisogno davvero?

A volte la risposta sarà il cibo.
Altre volte potremmo aver bisogno di riposare, uscire a camminare, telefonare a qualcuno, scrivere, ascoltare musica, fare una doccia, cambiare ambiente o semplicemente concederci una pausa.

Queste strategie non servono a “vietarsi” di mangiare, ma ad interrompere l’automatismo emozione → cibo e ad aumentare le possibilità che abbiamo per prenderci cura di ciò che sentiamo.

E se, dopo esserci ascoltati, scopriamo di avere anche fame?

Mangiare resta una risposta perfettamente legittima.

🌿 Prima ascolta l’emozione. Poi scegli come prendertene cura.

Overnight porridge mela e cannella 🍎Una colazione può essere nutriente, saziante e anche semplicemente piacevole.E quest...
15/09/2026

Overnight porridge mela e cannella 🍎

Una colazione può essere nutriente, saziante e anche semplicemente piacevole.

E questo overnight porridge alla mela e cannella è perfetto per le mattine in cui abbiamo voglia di qualcosa di morbido, profumato e già pronto ad aspettarci.

Per una porzione:

• 40 g di fiocchi di grano saraceno
• 150 g circa di yogurt greco bianco
• ½ mela
• cannella q.b.
• qualche cucchiaio di acqua o bevanda vegetale per regolare la consistenza
• facoltativo: qualche mandorla o noce tritata

La sera mescola i fiocchi di grano saraceno con lo yogurt e poca acqua o bevanda vegetale, fino a ottenere una consistenza cremosa.

Aggiungi parte della mela tagliata a piccoli cubetti e una spolverata di cannella.

Lascia riposare in frigorifero per tutta la notte.

Al mattino completa con la mela rimasta, altra cannella e, se vuoi, qualche mandorla o noce.

Puoi utilizzare la mela fresca oppure cuocerla pochi minuti con cannella e pochissima acqua per ottenere un risultato ancora più morbido e profumato.

La fame emotiva non nasce necessariamente da un reale bisogno energetico.A volte il cibo diventa una risposta a ciò che ...
15/09/2026

La fame emotiva non nasce necessariamente da un reale bisogno energetico.

A volte il cibo diventa una risposta a ciò che sentiamo: stress, stanchezza, noia, tristezza, solitudine, frustrazione o semplicemente bisogno di conforto.

Questo non significa avere poca forza di volontà.
E non significa neppure che mangiare in risposta a un’emozione sia sempre qualcosa di patologico.

Il cibo ha anche un valore affettivo, sociale e consolatorio.

La difficoltà può nascere quando diventa la principale, o l’unica, strategia attraverso cui cerchiamo di regolare ciò che proviamo.

La fame emotiva può comparire improvvisamente, essere orientata verso alimenti molto specifici e non sempre spegnersi quando siamo fisicamente sazi. Dopo aver mangiato possono poi arrivare senso di colpa, frustrazione o la sensazione di aver perso il controllo.

Ma fame fisiologica e fame emotiva non sono sempre due mondi separati.

Possiamo essere stressati e affamati.
Stanchi e aver bisogno di mangiare.
Cercare conforto e, contemporaneamente, avere un reale bisogno nutrizionale.

Per questo, invece di domandarci continuamente:

“È vera fame oppure no?”

può essere più utile chiederci:

“Che cosa sto provando? E di cosa ho bisogno in questo momento?”

Riconoscere la fame emotiva non significa combatterla.
Significa imparare ad ascoltarla e recuperare, poco alla volta, una maggiore libertà di scelta. 🌿

Crumble ai mirtilli rossi e neri con yogurt greco.Una ricetta semplice, ricca di fibre e polifenoli, perfetta per una co...
08/09/2026

Crumble ai mirtilli rossi e neri con yogurt greco.

Una ricetta semplice, ricca di fibre e polifenoli, perfetta per una colazione o una merenda diversa dal solito. 🫐

Ingredienti per 4 porzioni:

- 100 g di fiocchi d’avena
- 80 g di fiocchi di grano saraceno
- 40 g di farina di mandorle oppure mandorle finemente tritate
- 45 g di olio di cocco
- 25–30 g di miele o sciroppo d’acero
- 150 g di mirtilli neri
- 100 g di mirtilli rossi freschi o surgelati
- 1 cucchiaino di succo di limone
- 1 cucchiaino raso di amido di riso o tapioca
- cannella o vaniglia, facoltative
- 200 g circa di yogurt greco bianco per servire

Preparazione:

Mescola i mirtilli rossi e neri con il succo di limone e l’amido. Se utilizzi cranberry freschi, naturalmente molto aciduli, puoi aggiungere un cucchiaino di miele.

In una ciotola unisci i fiocchi d’avena, i fiocchi di grano saraceno e la farina di mandorle. Aggiungi l’olio di cocco precedentemente sciolto e il miele, quindi lavora il composto fino a ottenere delle briciole umide.

Rivesti una piccola teglia rettangolare con carta forno. Distribuisci circa due terzi del crumble sul fondo, comprimendolo leggermente con il dorso di un cucchiaio.

Aggiungi sopra i mirtilli e completa con il crumble rimasto, lasciandolo più irregolare in superficie.

Cuoci in forno statico a 175 °C per circa 25–30 minuti, finché la superficie sarà dorata e i mirtilli avranno formato una composta morbida.

Lascia raffreddare completamente prima di tagliare in quadrotti.

Servi ogni porzione con una generosa cucchiaiata di yogurt greco bianco e qualche mirtillo fresco.

Perché è una combinazione funzionale?
Fiocchi d’avena e grano saraceno apportano fibre e carboidrati complessi; mirtilli rossi e neri aggiungono polifenoli e antociani; lo yogurt greco completa il piatto con proteine e fermenti lattici.

Un modo goloso per portare a tavola alimenti ricchi di composti bioattivi, inserendoli in un’alimentazione varia e consapevole. 🌿

Indirizzo

Via Messina 14
Rome
00198

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 19:30
Venerdì 09:00 - 19:30

Telefono

+393483715324

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