11/06/2026
❤️ Arresto cardiopolmonare: sapresti cosa fare?
🚑 Una volta accertato che una persona è in arresto cardiopolmonare, dopo aver allertato il 112, la prima manovra da eseguire è il massaggio cardiaco (30 compressioni); la seconda è la respirazione bocca a bocca (2 potenti insufflazioni), dopodiché si continua con questa stessa alternanza fino all’arrivo dei soccorsi. Per capire bene di che cosa stiamo parlando, niente di meglio che cliccare qui per seguire il video che è stato realizzato in occasione dei preparativi per la ### edizione della spedizione in Antartide del PNRA.
🩺 Le fasi del primo soccorso
🔒 1. Assicurarsi che l’ambiente sia privo di pericoli
🛏️ 2. Distendere la persona su una superficie rigida e piana
🗣️ 3. Scuoterlo e chiamarlo per capire se è cosciente
👃 4. Dedicare non più di 10 secondi per capire se respira
📞 5. Chiamare o far chiamare il 112
💓 6. Esercitare 30 pressioni sullo sterno alla frequenza di 100 al minuto (quindi quasi 2 al secondo)
👤 7. Iperestendere il capo della persona e chiuderle il naso tra pollice e indice
💨 8. Poggiare la propria bocca su quella della persona e esercitare due insufflazioni verificando che la sua cassa toracica si gonfi/sgonfi
🔁 9. Ripetere fino all’arrivo dei soccorsi (30+2, 30+2, 30+2 ecc.)
📋 Linee guida e obbligatorietà
⚠️ È comunque importante sottolineare che, ai fini della rianimazione, mentre il massaggio cardiaco è ritenuto fondamentale, la respirazione bocca a bocca non è obbligatoria per legge, nemmeno per operatori sanitari o chi ha un attestato BLSD. Resta comunque fortemente consigliata in situazioni particolari, come per i bambini o quando si soccorre una persona con cui si convive. In conclusione, le linee guida moderne seguono il protocollo CAB: prima le compressioni cardiache (C), poi l’apertura delle vie aeree (A) e infine la respirazione (B), mentre in età pediatrica il supporto respiratorio resta prioritario.