01/09/2026
Mio padre, un giorno, mi ha inviato un articolo che diceva di smettere con i propositi di inizio anno e di cominciare, invece, da una lista delle cose che NON vogliamo più.
E oggi, primo settembre, mi sono svegliata ripensando a quel momento, a quel messaggio, a quell’articolo.
Ho pensato che forse è proprio così che funzioniamo: le bambine e i bambini iniziano prima a dire NO. Solo dopo arriva il SÌ.
Il NO ci identifica, delimita il nostro spazio, fa sentire la nostra presenza e la nostra posizione nel mondo. Ci allontana da ciò che non ci rappresenta.
Il NO è spesso “trattato male”.
E invece a noi piace.
Perché prendere posizione è una forma forte di partecipazione.
E così iniziamo questo nuovo anno con una lista di NO.
Di cose che NON vogliamo e ripartiamo con i progetti della nostra piccola comunità in crescita!!
Non vogliamo essere soli.
Non vogliamo che la socialità e gli spazi di incontro siano sempre a pagamento.
Non vogliamo quartieri fatti solo di asfalto.
Non vogliamo che bambine e bambini vengano discriminatə per il colore della pelle, per le origini dei propri genitori, per disparità economiche, disabilità, genere o perché a qualcuno vine in mente qualcosa di nuovo per discriminare.
Non vogliamo il fascismo
Non vogliamo che lo sport sia solo per chi può permetterselo.
Non vogliamo tonnellate di compiti a casa che creano disparità nella disparità.
Non vogliamo pennarelli senza tappo.
Non vogliamo che la sanità sia un lusso.
Non vogliamo rinunciare all'educazione sessuo-affettiva a scuola
Non vogliamo essere performanti.
Non vogliamo essere perfezionisti.
Non vogliamo che i volti delle bambine e dei bambini siano pubblicati sui social.
Non vogliamo far decidere agli altri sull’uso dei nostri spazi.
Non vogliamo divertirci poco
Non vogliamo mettere l’uncinetto nel cassetto. Mai.
E voi, cosa NON volete più da questo nuovo anno che riparte?