15/06/2026
Quando ho cominciato ad allenarmi ero una pippa: fisicamente, esteticamente e confidenzialmente.
Mentalmente no. È il mio punto di forza, da quando sono nata.
Immaginavo che sarebbe stata dura, ma la fatica non mi ha mai spaventato.
Immaginavo che avrei avuto momenti fragili, ma conosco l’andamento tortuoso del percorso che porta all’obiettivo.
Immaginavo che il nuovo impegno sarebbe stato impattante su tutta la mia vita, ma ho sempre concepito il cambiamento come una preziosa occasione di crescita.
Quello che non immaginavo non lo sapevo: infiammazione cervicale, dito tranciato, costole incrinate, ciabatte della doccia dimenticate a casa.
Perché non avevo messo in conto questa roba qui? Perché me ne sono sempre tenuta alla larga, data l’elevata possibilità di fallire.
E a chi piace fallire? Dai, su!
Poi la longevity è andata di moda, ho scoperto l’esistenza di tutine fashion per allenarsi e ho iniziato ad apprezzare i consigli beauty dello spogliatoio.
Poi sono nati nuovi legami, ho imparato cose che non avrei nemmeno voluto imparare per ottimizzare il mio spazio di memoria mentale.
Poi è arrivato maggio e con lui la notizia della pagella di fine anno accademico. Per me pagella significa quantificare, monitorare, motivare, ambire, dare l’esempio concretamente.
E così, anche se la mia social media manager dice che sono una psicoterapeuta pop e non una psicoterapeuta gym, oggi mi porto a casa una media del 10 che sa di bollicina ghiacciata in riva al mare.
Autodenuncio una voce scomoda e separata che segna già l’obiettivo del prossimo anno e questo mi rende felice.
L’obiettivo di settembre era essere meno pippa?
No, l’obiettivo era allenare me stessa alle sfide, affinché, se un giorno la vita oserà lanciarmene una, io mi faró trovare pronta.
Sono pronta? Non si è mai pronti abbastanza, ecco perché non bisogna smettere di allenarsi, mai.
Grazie alle mie maestre Virginia Imbriani Roma Roberta’s Pilates Space 🪷 e ai miei soci Alessia Carrucoli e Andrea Mondini