Dott.ssa Rossana Lucera Urologo

Dott.ssa Rossana Lucera Urologo specialista in Urologia dal 2002. Attività ambulatoriale e chirurgica: dalla diagnosi alla terapia.

“Dottoressa, sarei dovuto ve**re prima, ma mi vergognavo a parlarne.”Nel corso della mia professione ho ascoltato questa...
15/06/2026

“Dottoressa, sarei dovuto ve**re prima, ma mi vergognavo a parlarne.”

Nel corso della mia professione ho ascoltato questa frase moltissime volte. Persone che per mesi, e talvolta per anni, hanno convissuto con sintomi che avrebbero meritato un approfondimento molto prima.

L'imbarazzo è una reazione umana e comprensibile. Quando si parla di difficoltà urinarie, incontinenza, disturbi sessuali o problemi che coinvolgono una sfera particolarmente personale, molte persone preferiscono minimizzare, rimandare o convincersi che il problema passerà da solo.

Il rischio, però, è che il tempo trasformi un disturbo inizialmente semplice in una situazione più complessa da gestire.

Uno degli aspetti che considero più importanti spiegare ai pazienti è che l'ambulatorio medico è uno spazio di ascolto e di cura, non di giudizio. I sintomi che possono creare imbarazzo nella vita quotidiana rappresentano, per uno specialista, informazioni fondamentali per comprendere ciò che sta accadendo.

Per questo motivo consiglio sempre di non lasciare che il disagio emotivo diventi un ostacolo alla salute. Non bisogna spaventarsi di fronte a un sintomo, ma nemmeno ignorarlo.

Parlarne è spesso il primo passo verso la soluzione del problema.

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⚠️ Le informazioni contenute in questo post hanno carattere puramente informativo e non sostituiscono in alcun modo una valutazione medica specialistica.

“Dottoressa, dopo i rapporti avverto spesso bruciore. Da cosa dipende?”Si tratta di una domanda che può arrivare sia da ...
11/06/2026

“Dottoressa, dopo i rapporti avverto spesso bruciore. Da cosa dipende?”

Si tratta di una domanda che può arrivare sia da uomini sia da donne e che merita sempre una valutazione attenta, soprattutto quando il sintomo tende a ripresentarsi nel tempo.

Molte persone provano imbarazzo nell'affrontare questo argomento oppure tendono a minimizzarlo, pensando che possa essere una conseguenza inevitabile dell'attività sessuale. In realtà, nella maggior parte dei casi, il bruciore rappresenta un segnale che merita di essere approfondito.

Le cause possono essere diverse e non necessariamente gravi. Possono essere presenti infezioni urinarie, processi infiammatori, irritazioni locali, alterazioni della flora batterica oppure, negli uomini, problematiche che coinvolgono prostata e uretra.

Uno degli aspetti più importanti che cerco di spiegare ai pazienti è che non bisogna spaventarsi alla comparsa del sintomo, ma nemmeno ignorarlo quando si ripresenta con frequenza.

Comprendere l'origine del problema permette spesso di interve**re precocemente e di evitare che una situazione inizialmente semplice possa diventare più complessa o cronica.

La salute urologica riguarda uomini e donne e alcuni segnali non dovrebbero mai essere considerati normali solo perché frequenti.

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Dottoressa, se non ho problemi alla prostata, ho bisogno di una visita urologica?”È una domanda molto diffusa e rapprese...
08/06/2026

Dottoressa, se non ho problemi alla prostata, ho bisogno di una visita urologica?”

È una domanda molto diffusa e rappresenta uno dei motivi per cui molti uomini tendono a rimandare i controlli specialistici.

Quando si parla di urologia, infatti, l'attenzione delle persone si concentra quasi sempre sulla prostata, che certamente rappresenta un organo importante da monitorare, ma non è l'unico aspetto che merita attenzione.

L'apparato urinario comprende strutture diverse che possono sviluppare problematiche anche in assenza di sintomi evidenti. Disturbi urinari iniziali, alterazioni della funzione vescicale, calcoli, infezioni ricorrenti e alcune problematiche della sfera sessuale possono comparire gradualmente e spesso vengono sottovalutati fino a quando iniziano a interferire con la qualità della vita.

Uno degli aspetti che considero più importanti spiegare ai pazienti è che la prevenzione non serve a cercare una malattia, ma a verificare che tutto stia funzionando correttamente e ad individuare eventuali anomalie quando sono ancora facilmente gestibili.

Per questo motivo consiglio sempre di non associare la visita urologica esclusivamente alla prostata o all'età avanzata. La salute urologica riguarda l'uomo in ogni fase della vita e merita attenzione ben prima della comparsa dei sintomi.

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“Dottoressa, pensavo che il pavimento pelvico fosse un argomento che riguardava soltanto le donne.”È una considerazione ...
04/06/2026

“Dottoressa, pensavo che il pavimento pelvico fosse un argomento che riguardava soltanto le donne.”

È una considerazione che ascolto molto spesso durante le visite, e proprio per questo ritengo importante fare chiarezza su un aspetto ancora poco conosciuto.

Il pavimento pelvico è una struttura muscolare fondamentale sia per gli uomini sia per le donne. Ha il compito di sostenere diversi organi e contribuisce al corretto funzionamento della minzione, della continenza e della sfera sessuale.

Dal punto di vista clinico, oggi sappiamo che alterazioni del pavimento pelvico possono essere associate a disturbi urinari, dolore pelvico cronico, sensazione di tensione nella regione perineale e problematiche che possono incidere significativamente sulla qualità della vita.

Uno degli aspetti più importanti è che questi sintomi vengono spesso attribuiti ad altre cause oppure semplicemente ignorati, ritardando una valutazione specialistica che potrebbe aiutare a individuare il problema in modo corretto.

Per questo motivo considero fondamentale diffondere una maggiore consapevolezza su questo tema. Non bisogna creare preoccupazione, ma comprendere che la salute del pavimento pelvico rappresenta una componente importante del benessere maschile e merita la stessa attenzione riservata ad altri aspetti della salute urologica.

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“Dottoressa, può davvero esserci un legame tra stare troppo seduti e i disturbi urinari?”È una domanda che negli ultimi ...
29/05/2026

“Dottoressa, può davvero esserci un legame tra stare troppo seduti e i disturbi urinari?”

È una domanda che negli ultimi anni ascolto sempre più frequentemente, soprattutto da persone che trascorrono gran parte della giornata davanti a un computer, in auto oppure in ambienti lavorativi molto sedentari.

Dal punto di vista clinico, oggi sappiamo che la sedentarietà non incide soltanto sulla salute cardiovascolare o metabolica, ma può avere effetti significativi anche sull’equilibrio urologico.

Ridurre il movimento per molte ore consecutive può influenzare la circolazione nella zona pelvica, aumentare la predisposizione a infiammazioni e contribuire, nel tempo, alla comparsa o al peggioramento di disturbi urinari e prostatici.

Molte persone tendono a collegare questi sintomi esclusivamente all’età o allo stress, senza considerare quanto le abitudini quotidiane possano incidere realmente sul funzionamento del nostro organismo.

Uno degli aspetti più importanti che cerco di trasmettere ai pazienti è che non bisogna creare allarmismo, ma acquisire consapevolezza. Il corpo spesso manda segnali graduali, che inizialmente possono sembrare banali, ma che meritano attenzione prima che diventino persistenti.

Anche piccoli cambiamenti nella routine quotidiana, come interrompere periodicamente le ore sedute o aumentare il movimento durante la giornata, possono rappresentare un’importante forma di prevenzione.

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“Dottoressa, può davvero esserci un legame tra stare troppo seduti e i disturbi urinari?”È una domanda che negli ultimi ...
25/05/2026

“Dottoressa, può davvero esserci un legame tra stare troppo seduti e i disturbi urinari?”

È una domanda che negli ultimi anni ascolto sempre più frequentemente, soprattutto da persone che trascorrono gran parte della giornata davanti a un computer, alla guida oppure in ambienti lavorativi che richiedono molte ore consecutive in posizione seduta.

Dal punto di vista clinico, oggi sappiamo che la sedentarietà non influisce soltanto sulla salute cardiovascolare o metabolica, ma può avere effetti significativi anche sull'equilibrio urologico.

Restare seduti per molte ore consecutive non significa semplicemente fare poco movimento. La permanenza prolungata in posizione seduta può aumentare la temperatura nella zona pelvica e determinare una compressione continua dell'area perineale e pelvica, influenzando la normale circolazione locale. Quando questa situazione si associa ad altri fattori predisponenti, può favorire processi infiammatori e facilitare la comparsa di infezioni urinarie.

Molte persone tendono a collegare questi disturbi esclusivamente all'età, allo stress o alla sfortuna, senza considerare quanto le abitudini quotidiane possano incidere concretamente sul benessere dell'apparato urinario.

Uno degli aspetti più importanti che cerco di trasmettere ai pazienti è che non bisogna creare allarmismo, ma acquisire consapevolezza. Il corpo invia spesso segnali graduali che inizialmente possono sembrare poco importanti, ma che meritano attenzione prima di diventare persistenti.

Anche semplici accorgimenti, come alzarsi regolarmente durante la giornata, camminare qualche minuto ogni ora e mantenere uno stile di vita più attivo, possono rappresentare un'importante forma di prevenzione.

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“Dottoressa, io trattengo spesso l’urina durante il lavoro… può creare problemi?”Si tratta di una domanda molto frequent...
18/05/2026

“Dottoressa, io trattengo spesso l’urina durante il lavoro… può creare problemi?”

Si tratta di una domanda molto frequente durante le visite specialistiche, soprattutto da parte di persone che trascorrono molte ore fuori casa, in riunione, alla guida oppure in ambienti dove tendono a rimandare abitualmente il momento di andare in bagno.

Questa abitudine viene spesso considerata innocua, ma dal punto di vista medico è importante sapere che trattenere ripetutamente l’urina può influenzare il normale equilibrio della vescica.

Esperienza specialistica e osservazione clinica mostrano frequentemente come questo comportamento possa contribuire nel tempo alla comparsa di irritazioni vescicali, infezioni urinarie ricorrenti, aumento dello stimolo urinario oppure alterazioni del corretto svuotamento della vescica.

Uno degli aspetti più importanti da comprendere è che il nostro apparato urinario funziona attraverso meccanismi molto precisi, e modificare continuamente questi equilibri può favorire disturbi che inizialmente vengono sottovalutati.

Naturalmente non bisogna creare allarmismo per episodi occasionali, ma è fondamentale evitare che questa diventi una consuetudine quotidiana.

Interve**re precocemente sulle abitudini scorrette rappresenta uno degli strumenti più efficaci di prevenzione urologica.

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Quando si parla di urologia, spesso si pensa che riguardi soprattutto gli uomini. In realtà non è così.Anche molte donne...
15/05/2026

Quando si parla di urologia, spesso si pensa che riguardi soprattutto gli uomini. In realtà non è così.

Anche molte donne convivono con disturbi urinari o fastidi che tendono a sottovalutare, rimandando controlli importanti o considerando alcuni sintomi come “normali”.

In questo articolo ho approfondito proprio i segnali a cui è bene prestare attenzione e perché ascoltare il proprio corpo è fondamentale per interve**re in modo corretto e tempestivo.

Parlare di prevenzione significa anche superare imbarazzi e falsi miti.

👉 Qui trovate l’articolo completo:

https://www.fiumicino-online.it/magazine/salute-e-benessere/urologia-al-femminile-i-segnali-da-non-sottovalutare

Uno dei dubbi che ascolto più frequentemente durante le visite riguarda proprio questo aspetto: “Devo rivolgermi a un ur...
12/05/2026

Uno dei dubbi che ascolto più frequentemente durante le visite riguarda proprio questo aspetto: “Devo rivolgermi a un urologo o a un ginecologo?”

È una domanda assolutamente comprensibile, perché molti disturbi urinari e pelvici possono presentarsi con sintomi simili e coinvolgere aree strettamente collegate tra loro.

Nella mia attività clinica osservo spesso quanto infezioni urinarie ricorrenti, dolore pelvico, bruciore, fastidi durante la minzione o sensazioni di peso vengano inizialmente attribuiti esclusivamente a problematiche ginecologiche, quando in realtà possono avere un’origine urologica, oppure il contrario.

Per questo motivo considero fondamentale spiegare ai pazienti che non esiste una separazione rigida tra le due specialità, ma piuttosto una collaborazione che permette di arrivare a un corretto inquadramento clinico.

L’aspetto più importante è non sottovalutare i sintomi e non rimandare il controllo per timore di scegliere lo specialista “sbagliato”. Una valutazione precoce consente nella maggior parte dei casi di comprendere rapidamente l’origine del problema e di impostare il percorso più adeguato.

Dal punto di vista medico, il tempo rappresenta spesso un elemento determinante, soprattutto quando i disturbi tendono a ripresentarsi o a diventare cronici.

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Il dolore pelvico rappresenta uno dei sintomi più complessi e, allo stesso tempo, più frequentemente sottovalutati in am...
09/05/2026

Il dolore pelvico rappresenta uno dei sintomi più complessi e, allo stesso tempo, più frequentemente sottovalutati in ambito urologico.

Nella mia attività clinica incontro spesso persone che tendono a convivere a lungo con questo disturbo, attribuendolo a stanchezza, stress o a un semplice fastidio destinato a risolversi spontaneamente.

In realtà, il dolore localizzato nella regione pelvica può avere origini differenti e manifestarsi con caratteristiche molto variabili: senso di peso nella parte bassa dell’addome, fastidio persistente, dolore durante la minzione oppure disagio intermittente che tende a ripresentarsi nel tempo.

Dal punto di vista clinico, è importante comprendere che dietro questo sintomo possono esserci condizioni infiammatorie, infezioni urinarie, problematiche prostatiche, tensioni muscolari del pavimento pelvico o altre patologie che meritano un corretto inquadramento diagnostico.

Uno degli aspetti che considero più importanti spiegare ai pazienti è che non bisogna creare allarmismo, ma nemmeno normalizzare il dolore o adattarsi progressivamente alla sua presenza.

Affrontare il problema nelle fasi iniziali consente molto spesso di evitare una cronicizzazione del disturbo e di individuare rapidamente il percorso terapeutico più corretto.

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