Dott.ssa Rossana Lucera Urologo

Dott.ssa Rossana Lucera Urologo specialista in Urologia dal 2002. Attività ambulatoriale e chirurgica: dalla diagnosi alla terapia.

Quando compare una prostatite, uno dei primi dubbi riguarda spesso le abitudini quotidiane: posso continuare ad allenarm...
07/09/2026

Quando compare una prostatite, uno dei primi dubbi riguarda spesso le abitudini quotidiane: posso continuare ad allenarmi oppure devo fermarmi?

Io preferisco non dare una risposta uguale per tutti, perché sotto il termine "prostatite" possono rientrare situazioni differenti e anche il tipo di attività fisica praticata può fare una grande differenza.

In molti casi non è necessario eliminare completamente lo sport. Un'attività fisica moderata e ben tollerata può essere mantenuta, mentre alcune discipline possono accentuare temporaneamente dolore e fastidio, soprattutto quando comportano una pressione prolungata sulla regione perineale.

Il ciclismo è l'esempio più immediato. Stare a lungo sulla sella esercita una pressione proprio nell'area perineale e, in un paziente che presenta già sintomi, può contribuire ad aumentarne la percezione. Lo stesso ragionamento può riguardare lo spinning e altre attività che sollecitano in maniera importante questa regione.

Diversa è la situazione di una prostatite batterica acuta, soprattutto quando sono presenti febbre, malessere generale, dolore importante o difficoltà urinarie. In questo caso io considero prioritaria la valutazione medica e il trattamento del problema: non è certamente il momento di forzare l'organismo con un allenamento intenso.

Ciò che voglio evitare è che il paziente cada nei due estremi: continuare ad allenarsi ignorando completamente i segnali del corpo oppure, al contrario, abbandonare qualsiasi attività fisica per paura di peggiorare la situazione.

Una volta individuata la causa e valutata la fase clinica, si può decidere se continuare, ridurre temporaneamente l'intensità, modificare il tipo di attività oppure concedersi un periodo di riposo.

E quando i sintomi migliorano, la ripresa può essere graduale.

Quindi, se avete una prostatite, non spaventatevi pensando automaticamente di dover rinunciare allo sport. Ma se un'attività aumenta dolore, bruciore o fastidio perineale, io consiglio di non ignorare il segnale e di parlarne durante la valutazione specialistica.

👉 Condividi questo post con amici e familiari, soprattutto con chi pratica regolarmente sport: conoscere il rapporto tra attività fisica e salute prostatica aiuta a evitare sia inutili rinunce sia comportamenti poco appropriati.

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⚠️ Le informazioni contenute in questo post hanno carattere puramente informativo e non sostituiscono in alcun modo una valutazione medica specialistica.

Una notte capita. Poi succede di nuovo. E dopo qualche tempo alzarsi per andare in bagno diventa una normale abitudine n...
03/09/2026

Una notte capita. Poi succede di nuovo. E dopo qualche tempo alzarsi per andare in bagno diventa una normale abitudine notturna.

È proprio la parola "normale" quella sulla quale io invito a riflettere.

Svegliarsi occasionalmente una volta durante la notte per urinare può accadere, soprattutto dopo aver bevuto più del solito nelle ore serali. Quando invece il risveglio si presenta praticamente tutte le notti, io preferisco capire perché accade piuttosto che attribuirlo automaticamente all'età.

La necessità di svegliarsi durante la notte per urinare prende il nome di nicturia e può avere origini differenti.

Può dipendere dalle abitudini quotidiane, dalla quantità e dal tipo di bevande consumate la sera, da problemi prostatici nell'uomo o da alterazioni della funzionalità della vescica. In altri casi possono contribuire patologie concomitanti, alcuni farmaci oppure disturbi del sonno: a volte, infatti, non è lo stimolo urinario a provocare il risveglio, ma ci si sveglia per un'altra ragione e si decide di andare in bagno.

Per questo motivo, durante una valutazione urologica, io non considero soltanto quante volte una persona si alza durante la notte. Cerco di ricostruire l'intera situazione: come urina durante il giorno, quanto e quando beve, quali farmaci assume, se sono comparsi altri sintomi e da quanto tempo il problema è presente.

Il messaggio importante è non spaventarsi, ma neppure abituarsi a un cambiamento senza chiedersi da cosa dipenda.

In condizioni di buona funzionalità urinaria, l'obiettivo è urinare con un intervallo di circa 3 ore durante il giorno e non svegliarsi la notte. Se il risveglio notturno diventa regolare, aumenta oppure si accompagna a urgenza, difficoltà a urinare, bruciore, dolore o altri cambiamenti, una valutazione permette di comprenderne l'origine e intervenire quando necessario.

👉 Condividi questo post con amici e familiari: molte persone considerano inevitabile alzarsi ogni notte per urinare, quando invece vale la pena capire perché succede.

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"Dottoressa, ma alla mia età posso già avere un problema alla prostata?"Questa domanda nasce spesso dalla convinzione ch...
31/08/2026

"Dottoressa, ma alla mia età posso già avere un problema alla prostata?"

Questa domanda nasce spesso dalla convinzione che la prostata sia qualcosa di cui preoccuparsi soltanto dopo i 60 anni. Io preferisco fare subito una distinzione importante: non tutte le patologie prostatiche sono legate allo stesso modo all'età.

È vero che alcune condizioni diventano più frequenti con il passare degli anni. L'ipertrofia prostatica benigna, per esempio, è strettamente associata all'invecchiamento e può progressivamente determinare disturbi della minzione. Anche il rischio di tumore della prostata aumenta con l'età ed è per questo che prevenzione e controlli devono essere valutati sulla base dell'età e dei fattori di rischio individuali.

Ma la prostata può dare problemi anche molto prima.

Negli uomini più giovani posso riscontrare, per esempio, condizioni infiammatorie o infettive che possono manifestarsi con bruciore, disturbi urinari, dolore o fastidio pelvico e perineale, oppure sintomi che interessano anche la sfera sessuale.

Il punto, quindi, non è stabilire un'età a partire dalla quale "iniziano" i problemi alla prostata. Io considero molto più importante osservare che cosa sta cambiando rispetto alla propria normalità.

Un getto urinario diventato più debole, una difficoltà a iniziare la minzione, un aumento della frequenza o dell'urgenza urinaria, dolore, bruciore o sangue nelle urine non devono provocare allarmismo, ma neppure essere ignorati semplicemente perché si hanno 40 o 50 anni.

Allo stesso modo, superare i 60 anni non significa essere destinati ad avere necessariamente una patologia prostatica.

L'età ci aiuta a valutare il rischio, ma sono la storia del paziente, i sintomi, i fattori di rischio e gli eventuali accertamenti a permettermi di comprendere realmente la situazione.

Per questo, quando qualcosa cambia, il mio consiglio è di non spaventarsi e soprattutto di non aspettare che il disturbo diventi più importante prima di parlarne con uno specialista.

👉 Condividi questo post con amici e familiari: superare l'idea che la prostata sia un problema esclusivamente "da anziani" può aiutare molti uomini a prestare maggiore attenzione alla propria salute.

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🚨 RUBRICA – MITI DA SFATARE 🚨Con l'arrivo delle temperature più basse torna puntualmente anche una convinzione molto dif...
21/08/2026

🚨 RUBRICA – MITI DA SFATARE 🚨

Con l'arrivo delle temperature più basse torna puntualmente anche una convinzione molto diffusa: "Ho preso freddo, quindi mi è venuta la cistite".

Si tratta di un'associazione talmente radicata da essere considerata quasi una certezza. In realtà, le cose sono più complesse.

La cistite è, nella maggior parte dei casi, provocata da un'infezione batterica. Il freddo, quindi, non rappresenta la causa diretta della malattia. Può però contribuire, in alcune persone predisposte, a favorire condizioni che rendono più evidenti i sintomi o facilitano la comparsa di un episodio in presenza di altri fattori di rischio.

Per questo motivo ritengo importante non fermarsi mai alla spiegazione più semplice. Se il bruciore urinario, l'urgenza di urinare o gli episodi di cistite tendono a ripresentarsi, è fondamentale chiedersi quale sia la causa reale del problema. Possono infatti entrare in gioco alterazioni dell'apparato urinario, patologie concomitanti, condizioni intestinali, diabete, alcune terapie o altri fattori che meritano una valutazione specialistica.

Attribuire tutto al freddo rischia di far trascurare l'origine del disturbo e di rimandare gli accertamenti necessari.

La prevenzione non consiste nel temere le basse temperature, ma nel conoscere il proprio organismo, riconoscere i segnali che invia e affrontarli con un percorso diagnostico adeguato.

👉 Se anche tu hai sentito dire almeno una volta che "la cistite viene dal freddo", condividi questo post: fare chiarezza sui falsi miti è il primo passo verso una prevenzione davvero efficace.

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🚨 RUBRICA – MITI DA SFATARE 🚨È probabilmente uno dei consigli "della nonna" più famosi quando si parla di calcoli renali...
18/08/2026

🚨 RUBRICA – MITI DA SFATARE 🚨

È probabilmente uno dei consigli "della nonna" più famosi quando si parla di calcoli renali: "Bevi una birra e vedrai che il calcolo uscirà da solo".

Capisco perché questo mito continui a circolare. La birra ha un effetto diuretico e può aumentare temporaneamente la quantità di urina prodotta. Da qui nasce l'idea che possa aiutare a espellere un calcolo. Purtroppo, però, la realtà clinica è molto diversa.

La birra non scioglie i calcoli renali e non è una terapia. L'espulsione spontanea di un calcolo dipende soprattutto dalle sue dimensioni, dalla sua posizione all'interno delle vie urinarie e dalle caratteristiche del paziente, non dal consumo di una bevanda alcolica.

Quando mi trovo di fronte a un paziente con una colica renale, la prima cosa che faccio è valutare attentamente la situazione attraverso la visita e gli accertamenti necessari. Solo dopo aver individuato il tipo di calcolo e la sua localizzazione è possibile decidere se attendere l'espulsione spontanea, impostare una terapia farmacologica o, nei casi necessari, ricorrere a un trattamento specifico.

Affidarsi esclusivamente alla birra può dare una falsa sensazione di sicurezza e ritardare una valutazione specialistica, soprattutto se il dolore è intenso, compare febbre, è presente sangue nelle urine o il calcolo provoca un'ostruzione delle vie urinarie.

La prevenzione dei calcoli si basa su uno stile di vita corretto, una adeguata idratazione, un'alimentazione personalizzata e controlli mirati quando indicati. Non esistono scorciatoie o rimedi universali.

👉 Se anche tu hai sentito dire almeno una volta che "la birra elimina i calcoli", condividi questo post: diffondere informazioni corrette significa fare prevenzione.

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🚨 RUBRICA – MITI DA SFATARE 🚨Il dolore è uno straordinario campanello d'allarme, ma non è l'unico linguaggio con cui il ...
13/08/2026

🚨 RUBRICA – MITI DA SFATARE 🚨

Il dolore è uno straordinario campanello d'allarme, ma non è l'unico linguaggio con cui il nostro organismo comunica che qualcosa non va.

Per questo motivo è un errore pensare che, in assenza di dolore, si possa escludere automaticamente un problema urologico.

Esistono condizioni che possono evolvere in modo silenzioso per lungo tempo. Alcune alterazioni della prostata, della vescica o dei reni possono manifestarsi inizialmente con sintomi molto sfumati oppure essere individuate soltanto durante un controllo di routine o un esame eseguito per altri motivi.

Anche la presenza di sangue nelle urine può, in alcuni casi, non essere accompagnata da dolore. Lo stesso vale per alcune difficoltà a urinare o per modifiche delle proprie abitudini urinarie che tendono a comparire lentamente e che molte persone finiscono per considerare "normali" semplicemente perché non provocano sofferenza.

Come urologa, il mio invito è quello di non utilizzare il dolore come unico criterio per decidere se effettuare una visita. Prestare attenzione ai cambiamenti del proprio corpo, sottoporsi ai controlli consigliati e chiedere una valutazione specialistica quando compare un sintomo insolito permette spesso di individuare precocemente condizioni che possono essere affrontate con maggiore efficacia.

La prevenzione non consiste nell'aspettare che un problema faccia male, ma nel riconoscerlo prima che abbia il tempo di diventare più importante.

👉 Se pensi che questo falso mito possa indurre qualcuno a rimandare un controllo importante, condividi questo post con amici e familiari.

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🚨 RUBRICA – MITI DA SFATARE 🚨Negli ultimi anni gli integratori sono diventati protagonisti di pubblicità, articoli e con...
10/08/2026

🚨 RUBRICA – MITI DA SFATARE 🚨

Negli ultimi anni gli integratori sono diventati protagonisti di pubblicità, articoli e consigli sui social. Questo ha portato molte persone a credere che possano rappresentare una soluzione per qualsiasi disturbo urinario.

La realtà è diversa.

Gli integratori possono essere utili in situazioni ben precise e, quando esiste un'indicazione clinica, possono entrare a far parte di un percorso terapeutico. Ma non sono una scorciatoia e, soprattutto, non possono sostituire una visita specialistica.

Quando una persona presenta bruciore urinario, difficoltà a urinare, sangue nelle urine o episodi ricorrenti di cistite, la prima domanda da porsi non è quale integratore assumere, ma quale sia la causa del problema. Solo una diagnosi corretta permette di scegliere il trattamento più appropriato.

È proprio questo l'aspetto che considero fondamentale: due pazienti con sintomi apparentemente identici possono avere condizioni completamente diverse e, di conseguenza, necessitare di percorsi terapeutici differenti. Affidarsi esclusivamente a un integratore rischia di creare una falsa sensazione di sicurezza e, in alcuni casi, di ritardare l'individuazione di patologie che meritano attenzione.

La medicina non si basa su prodotti validi per tutti, ma su diagnosi accurate e terapie personalizzate. Gli integratori possono essere uno strumento, ma non devono mai prendere il posto di una valutazione clinica.

👉 Se pensi che questo messaggio possa aiutare qualcuno a fare una scelta più consapevole, condividilo con amici e familiari.

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🚨 RUBRICA – MITI DA SFATARE 🚨"Dottoressa, mi hanno detto che più acqua bevo e meglio funzionano i reni. È vero?"È uno de...
06/08/2026

🚨 RUBRICA – MITI DA SFATARE 🚨

"Dottoressa, mi hanno detto che più acqua bevo e meglio funzionano i reni. È vero?"

È uno dei consigli che sento ripetere più spesso e nasce da un principio corretto, ma interpretato in modo troppo semplicistico.

Bere acqua è essenziale per il benessere dell'organismo e dell'apparato urinario. Una buona idratazione aiuta il corretto funzionamento dei reni e contribuisce anche a ridurre il rischio di alcune patologie, come la formazione di calcoli in persone predisposte. Questo, però, non significa che bere quantità eccessive di acqua faccia automaticamente meglio.

Nella mia pratica clinica ricordo sempre che l'idratazione deve essere adeguata alle caratteristiche della persona. Età, stagione, attività fisica, stato di salute e presenza di eventuali patologie possono modificare il fabbisogno di liquidi.

Per una persona adulta, in condizioni normali e in assenza di attività fisica intensa, assumere almeno 1,5 litri di acqua al giorno rappresenta un'indicazione generalmente appropriata. Quando fa molto caldo, si pratica sport o sono presenti condizioni particolari, il fabbisogno può aumentare. Al contrario, in alcune malattie, come determinate patologie cardiache o renali, la quantità di liquidi deve essere stabilita dal medico.

Il messaggio che considero più importante è questo: non esiste una quantità "magica" di acqua valida per tutti. L'obiettivo non è bere il più possibile, ma mantenere un'idratazione corretta e adeguata alle proprie esigenze.

👉 Se pensi che questo contenuto possa aiutare altre persone a distinguere un consiglio corretto da un falso mito, condividilo con amici e familiari.

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🚨 RUBRICA – MITI DA SFATARE 🚨"Dottoressa, mi è venuta la cistite. Bevo il succo di mirtillo e passa?"È uno dei consigli ...
04/08/2026

🚨 RUBRICA – MITI DA SFATARE 🚨

"Dottoressa, mi è venuta la cistite. Bevo il succo di mirtillo e passa?"

È uno dei consigli che sento ripetere più spesso e proprio per questo merita di essere chiarito.

Il mirtillo rosso è stato oggetto di numerosi studi scientifici e oggi sappiamo che può avere un ruolo in alcuni casi specifici, soprattutto nella prevenzione delle infezioni urinarie ricorrenti. Questo, però, non significa che sia una cura per tutte le cistiti.

Quando una cistite è già presente, soprattutto se di origine batterica, è importante arrivare a una diagnosi corretta. Non tutte le infezioni sono uguali e non tutte richiedono lo stesso trattamento. Affidarsi esclusivamente a un rimedio naturale rischia di ritardare la terapia più appropriata e, in alcuni casi, favorire il protrarsi dei sintomi o la comparsa di recidive.

Nella mia pratica clinica ritengo fondamentale individuare la causa del problema prima di scegliere il trattamento. Se gli episodi si ripresentano frequentemente, è ancora più importante capire perché accade, valutando eventuali patologie concomitanti, alterazioni dell'apparato urinario o altri fattori predisponenti.

I rimedi naturali possono trovare spazio all'interno di un percorso terapeutico quando sono indicati, ma non dovrebbero mai sostituire una valutazione specialistica o una terapia prescritta sulla base di una diagnosi.

Conoscere la differenza tra un consiglio diffuso e una raccomandazione supportata dalle evidenze scientifiche è già un importante passo verso una prevenzione più consapevole.

👉 Se pensi che questo contenuto possa essere utile anche ad altre persone, condividilo con amici e familiari.

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"Dottoressa, c'è una cosa che non capisco: durante il giorno sto abbastanza bene, ma la sera i disturbi aumentano. È nor...
30/07/2026

"Dottoressa, c'è una cosa che non capisco: durante il giorno sto abbastanza bene, ma la sera i disturbi aumentano. È normale?"

Questa è una delle osservazioni che ascolto più frequentemente durante le visite e rappresenta un dettaglio molto importante.

Quando descrivo un sintomo, infatti, non conta soltanto la sua intensità. Anche il momento della giornata in cui compare può offrire informazioni utili per comprenderne l'origine.

Nel corso della giornata il nostro organismo cambia continuamente. L'idratazione, il tempo trascorso seduti, l'attività fisica, la stanchezza, lo stress e perfino le abitudini di minzione possono influenzare la percezione di alcuni disturbi urinari.

Per questo motivo chiedo sempre ai miei pazienti di raccontarmi non solo che cosa sentono, ma anche quando lo avvertono. Un sintomo che compare prevalentemente la sera, durante la notte o al risveglio può orientare il percorso diagnostico in modo diverso rispetto a uno presente in maniera costante.

Naturalmente questo non significa che ogni variazione nell'arco della giornata sia motivo di preoccupazione. Significa però che è un'informazione da non trascurare, soprattutto se il disturbo si ripete nel tempo o tende a peggiorare.

Osservare il proprio corpo con attenzione e riferire questi particolari durante la visita mi permette di costruire un quadro clinico più completo e di individuare gli eventuali approfondimenti più appropriati.

👉 Se pensi che questa informazione possa essere utile anche ad altre persone, condividila con amici e familiari.

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