13/06/2026
Le statine non “spazzano via” il colesterolo dal sangue come una medicina che lo distrugge direttamente.
Il loro lavoro è più intelligente: aiutano il fegato a diventare più efficiente nel rimuovere il colesterolo LDL, quello comunemente definito “cattivo”.
Come funziona?
Le statine bloccano un enzima del fegato, chiamato HMG-CoA reduttasi, che partecipa alla produzione interna di colesterolo.
Quando il fegato produce meno colesterolo, si accorge che ne ha bisogno di più per svolgere le sue funzioni.
A quel punto mette in campo una strategia: aumenta sulla sua superficie i recettori LDL, cioè delle specie di “porte di ingresso” capaci di catturare le particelle di colesterolo LDL presenti nel sangue.
Il risultato è che più LDL viene richiamato dal sangue al fegato, dove può essere metabolizzato e smaltito.
E con meno LDL in circolo, si riduce anche il rischio che questo si depositi nelle arterie contribuendo alla formazione delle placche aterosclerotiche.
Per chi le assume, il messaggio pratico è questo:
le statine non sono una scorciatoia, ma uno strumento di prevenzione cardiovascolare. Funzionano meglio quando sono accompagnate da controlli regolari, nutrizione adeguata, attività fisica, gestione del peso e continuità terapeutica.
E soprattutto: non vanno sospese o modificate senza parlarne con il medico, anche quando i valori migliorano. Spesso migliorano proprio perché la terapia sta funzionando.