Dott. Giuseppe Cerasari - Epatologo Infettivologo

Dott. Giuseppe Cerasari - Epatologo Infettivologo Laureato in Medicina e Chirurgia presso La Sapienza di Roma si specializza in Malattie Infettive, Malattie dell'Apparato Respiratorio e Malattie del Fegato.

Le statine non “spazzano via” il colesterolo dal sangue come una medicina che lo distrugge direttamente.Il loro lavoro è...
13/06/2026

Le statine non “spazzano via” il colesterolo dal sangue come una medicina che lo distrugge direttamente.
Il loro lavoro è più intelligente: aiutano il fegato a diventare più efficiente nel rimuovere il colesterolo LDL, quello comunemente definito “cattivo”.

Come funziona?

Le statine bloccano un enzima del fegato, chiamato HMG-CoA reduttasi, che partecipa alla produzione interna di colesterolo.
Quando il fegato produce meno colesterolo, si accorge che ne ha bisogno di più per svolgere le sue funzioni.

A quel punto mette in campo una strategia: aumenta sulla sua superficie i recettori LDL, cioè delle specie di “porte di ingresso” capaci di catturare le particelle di colesterolo LDL presenti nel sangue.

Il risultato è che più LDL viene richiamato dal sangue al fegato, dove può essere metabolizzato e smaltito.
E con meno LDL in circolo, si riduce anche il rischio che questo si depositi nelle arterie contribuendo alla formazione delle placche aterosclerotiche.

Per chi le assume, il messaggio pratico è questo:
le statine non sono una scorciatoia, ma uno strumento di prevenzione cardiovascolare. Funzionano meglio quando sono accompagnate da controlli regolari, nutrizione adeguata, attività fisica, gestione del peso e continuità terapeutica.

E soprattutto: non vanno sospese o modificate senza parlarne con il medico, anche quando i valori migliorano. Spesso migliorano proprio perché la terapia sta funzionando.

Il fegato grasso non è solo una questione di “mangiare meno” o di perdere peso.È una condizione metabolica complessa, in...
06/06/2026

Il fegato grasso non è solo una questione di “mangiare meno” o di perdere peso.

È una condizione metabolica complessa, in cui il fegato tende ad accumulare grasso perché riceve troppi segnali sfavorevoli: eccesso di zuccheri semplici, insulino-resistenza, sedentarietà, alcol, stress metabolico e spesso anche una nutrizione poco equilibrata.

Per questo il primo errore è pensare che basti una scorciatoia.

Gli zuccheri liquidi, ad esempio, sono tra i più insidiosi: bibite, succhi, energy drink e cocktail zuccherati vengono assorbiti rapidamente e possono favorire picchi glicemici e accumulo di grasso epatico.

Anche le diete drastiche non sono la soluzione: perdere peso troppo velocemente può mettere sotto stress l’organismo e rendere il percorso poco sostenibile. Il fegato ha bisogno di gradualità, non di estremismi.

Un altro errore comune è guardare solo le calorie. Certo, il bilancio energetico conta, ma conta anche la qualità della nutrizione: fibre, proteine adeguate, grassi buoni e carboidrati scelti con criterio fanno la differenza nella gestione metabolica.

Poi c’è il movimento. Non serve partire da programmi impossibili: anche camminare con costanza, ridurre il tempo seduti e inserire attività fisica regolare può aiutare il metabolismo e la salute del fegato.

Attenzione anche all’alcol: anche quantità considerate “moderate”, in alcune persone, possono peggiorare il quadro epatico, soprattutto se è già presente steatosi o alterazione degli esami.

Infine, diffida dagli integratori detox. Il fegato non ha bisogno di essere “depurato” con prodotti miracolosi: ha bisogno di strategia, costanza, controlli adeguati e un percorso personalizzato.

La vera cura non è l’estremo.
È il metodo.

Meno scorciatoie.
Più continuità.
Più consapevolezza.
Più personalizzazione.

📌 Questo contenuto è informativo e non sostituisce il parere del medico.

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Bilirubina alta agli esami del sangue?Non sempre significa che il fegato sia “malato”.La Sindrome di Gilbert è una condi...
28/05/2026

Bilirubina alta agli esami del sangue?
Non sempre significa che il fegato sia “malato”.

La Sindrome di Gilbert è una condizione genetica benigna in cui il fegato processa più lentamente la bilirubina indiretta.

Spesso viene scoperta per caso e può manifestarsi con una lieve colorazione giallastra degli occhi o della pelle, soprattutto in alcuni momenti: digiuno, stress, disidratazione, infezioni, poco sonno o attività fisica intensa.

👉 Il punto non è allarmarsi, ma interpretare correttamente gli esami nel contesto giusto.

Se la bilirubina è alta o l’ittero è persistente, parlane sempre con il tuo medico.

Ti senti gonfio, stanco, appesantito… ma non riesci a dare un nome a quello che senti?Il fegato grasso è spesso silenzio...
21/05/2026

Ti senti gonfio, stanco, appesantito… ma non riesci a dare un nome a quello che senti?
Il fegato grasso è spesso silenzioso.
Non urla, non fa male… ma manda segnali.
👉 Gonfiore
👉 Digestione lenta
👉 Stanchezza costante
👉 Fame frequente
👉 Difficoltà di concentrazione
Presi singolarmente sembrano normali.
Insieme, iniziano a raccontare qualcosa.
Il problema è proprio questo:
ci abituiamo a stare “così”.
Ma “così” non è il tuo stato naturale.
Se ti sei riconosciuto in più di uno di questi segnali,
forse è il momento di iniziare ad ascoltarti davvero.

15/05/2026

Intestino e timo influenzano molto più di quanto immagini.
Infiammazione, difese immunitarie e invecchiamento passano anche da qui.

07/05/2026

La medicina del futuro non può essere “uguale per tutti”.
Serve un approccio più integrato, personalizzato e costruito sulla complessità della persona, non solo sulla singola linea guida.

30/04/2026

Non tutte le malattie epatiche si vedono subito.

👉 In alcuni casi, un test genetico può aiutarti a individuare il rischio prima dei sintomi.

Conoscere è prevenire.

23/04/2026

Respiri corto… ma non è solo “fiato”.

👉 La sindrome metabolica può influenzare anche la respirazione,
tra infiammazione, peso e metabolismo alterato.

Capire il collegamento è il primo passo.

17/04/2026

Il sistema immunitario non risponde allo stesso modo in tutti.

👉 Le differenze di genere influenzano
come reagiamo a infezioni, infiammazione e malattie.

Capirlo significa curare meglio.

09/02/2026

Sai davvero cosa stai mangiando ogni giorno?
Anche un alimento “semplice” come la pasta merita attenzione: che tipo di grano è, da dove proviene, come è stato trattato.
La consapevolezza inizia leggendo e facendo domande.

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