06/06/2026
Quando pensiamo alla salute del cuore, immaginiamo dieta, attività fisica, fumo… Ma c’è un fattore spesso sottovalutato: l’ambiente in cui viviamo. Un dato che fa riflettere: fino a 1 decesso cardiovascolare su 5 nel mondo potrebbe essere legato a fattori ambientali.
A evidenziarlo è un documento congiunto firmato da importanti organizzazioni come la European Society of Cardiology, la American Heart Association, l’American College of Cardiology e la World Heart Federation, pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology.
Parliamo di 4-6 milioni di morti ogni anno su circa 20 milioni totali. E il numero potrebbe essere persino sottostimato.
I “nemici invisibili” del cuore:
• Inquinamento dell’aria
• Inquinamento acustico (rumore)
• Sostanze chimiche e plastica
• Cambiamento climatico
Tutti questi fattori agiscono come acceleratori silenziosi delle malattie cardiovascolari.
Cosa succede nel nostro corpo?
Questi “stress ambientali” possono provocare: infiammazione cronica, stress ossidativo, alterazioni del sistema nervoso, danno ai vasi sanguigni (endotelio), il rischio aumenta ancora di più quando le esposizioni si sommano.
Cosa chiedono gli esperti? Politiche più rigorose su qualità dell’aria e rumore, riduzione dei combustibili fossili, maggiore controllo sulle sostanze tossiche e inserire i fattori ambientali nella valutazione del rischio cardiovascolare, insieme a fumo, diabete e ipertensione.
La prevenzione parte anche da qui: aria più pulita, meno rumore, un ambiente più sano non sono solo obiettivi ecologici, sono vere strategie di prevenzione cardiovascolare.
La salute del cuore non dipende solo da scelte individuali, ma anche da decisioni collettive. Proteggere l’ambiente significa proteggere il cuore, oggi e domani. Cuore e pianeta: due facce della stessa salute!