InizioLunedì

InizioLunedì InizioLunedi®, come sconfiggere il frigorifero e fare amicizia con lo specchio.

InizioLunedì® è una pagina ironica e leggera in cui parlo di dieta, nutrizione e atteggiamento.

La diet culture ci abitua a cercare una colpa quando si parla di peso e alimentazione.Per questo molte persone finiscono...
14/06/2026

La diet culture ci abitua a cercare una colpa quando si parla di peso e alimentazione.
Per questo molte persone finiscono per credere che le difficoltà nella gestione del peso dipendano da piccole abitudini o da singoli alimenti considerati “sbagliati”.
Il problema è davvero il cioccolatino che mangi dopo cena? La questione è che sia al latte anziché fondente.?
Oppure il fatto che bevi pochissima acqua, ti muovi poco e che, nel complesso, la tua alimentazione sia spesso fatta di pasti mangiati in quattro e quatt’ otto?
Il problema sono davvero quei due caffè zuccherati al giorno (a meno che non siano dodici con quattro bustine ciascuno) Oppure il fatto che non vari mai le fonti proteiche, utilizzi solo pasta o pane senza mai altri cereali, mangi sempre le stesse verdure, frutta non pervenuta salvo d’estate, salti i pasti perché i ritmi della giornata non ti permettono di organizzarti e poi ti ritrovi con le voragini da gestire alle 18.00?
Sono esempi, ovviamente.
E non voglio spostare la colpa da una cosa all’altra, perché una colpa non c’è.
C’è però un errore molto comune: concentrarsi sul micro-dettaglio, spesso legato a un alimento o a un’abitudine a cui sembra impossibile rinunciare (“non è colpa mia se non riesco a fare a meno del cioccolatino”), invece di lavorare sul quadro generale.
Perché quando il resto dell’alimentazione e dello stile di vita è davvero curato, il cioccolatino dopo cena, il caffè zuccherato, la maionese nell’insalata o il fritto diventano dettagli irrilevanti.
Guardare il dettaglio aumenta il senso di colpa, lavorare sul complesso (in tutte le accezioni di questa parola) aumenta le probabilità di “riuscita”.

Maggio, potevi spremermi un po’ meno.Scherzo, rifacciamolo tutto.(Ma tra un anno) 🥁
03/06/2026

Maggio, potevi spremermi un po’ meno.
Scherzo, rifacciamolo tutto.
(Ma tra un anno) 🥁

Io ora sono motivato.Se vedo il peso scendere mi motivo e vado avanti, se no mollo.Quanti preamboli orientati a perdere ...
01/06/2026

Io ora sono motivato.
Se vedo il peso scendere mi motivo e vado avanti, se no mollo.
Quanti preamboli orientati a perdere tempo.
(O rimanerci incastratə).
La motivazione è un fuocherello provvisorio, illusorio e apparentemente appagante, sul breve termine.
Ma forse a molti serve qualcosa sul lungo, di termine: perdere peso e mantenere, migliorare rapporto col cibo, gestire meglio questo o quell’aspetto che non ho mai imparato… del breve termine se ne fanno poco.
La stron*a, la motivazione, ti dà la sensazione di aver predisposto, riordinato, messo a posto. Rassicurante.
La motivazione è la lista in cui hai scritto quante scatole e sacchi neri ti servono per questa mega pulizia di primavera che hai in mente.
Appunto, in mente. Perché la stron*a resta là. Nell’idea di fare.
Andarli a prendere, iniziare a selezionare cosa tenere e cosa no, fare avanti e indietro a buttare quanto vuoi buttare e ri disporre un ordine delle cose, con la motivazione non ha nulla a che fare.
Se sei motivat* oggi è ok.
Ma non fare l’errore di pensare che allora sia solo questo il momento “giusto”, perché forse è proprio sul resto del tempo che tocca lavorare .
Quando non sei motivata, quando le occasioni, quando Natale, quando non ti va…

Ne abbiamo già parlato.
28/05/2026

Ne abbiamo già parlato.

Eh ma io non ho mai sete.Piano piano piano.Sono due cose diverse.La sete, la fame, il sonno, il movimento non andrebbero...
24/05/2026

Eh ma io non ho mai sete.
Piano piano piano.
Sono due cose diverse.
La sete, la fame, il sonno, il movimento non andrebbero sempre attivati dal “bisogno di…”.
Quello quasi sempre deriva dall’essere già con la spia accesa, già in riserva.
Ma se non ho sete come faccio?
Non apriró sproloquio sulla differenza tra i meccanismi bisogno-risposta e quelli di equilibrio, o sul breve e lungo termine, ma andró sul pratico:
- sveglie, promemoria,app con le piantine da innaffiare come metafora di te che devi bere;
- associare il bere ad un’azione fissa, ripetuta e non pensata come la fine dell’ora se lavoro ad ore, il tornare a casa se esco e rientro 2-3volte al giorno, i pasti.
Se associo a una o più di queste il fatto di bere, è più facile ricordarlo e farlo in modo sufficiente;
- abbandonare (o lavorare su) quel concetto di “e poi se devo fare la p**ì”. Esatto, mantenersi idratat* serve anche e proprio a questo.
Se devi fare la p**ì qual è la questione?
(Se ti va ne parliamo nei commenti 👇🏽)
- bere anche quando si ha sete, mantenersi idratati non significa anticipare il bisogno di bere o rimuoverlo 😉
Tengo un’eccezione aperta per i concerti 🤣

Piccolo reminder:La dieta chetogenica non dà nessuna scossa a nessun metabolismo.Il metabolismo, col quale moltə intendo...
05/05/2026

Piccolo reminder:
La dieta chetogenica non dà nessuna scossa a nessun metabolismo.
Il metabolismo, col quale moltə intendono solo la velocità con cui si metabolizzano cose, non è in arresto e non ha bisogno di scosse.
Ha bisogno di continuità, costanza e ripetizione.
Ah, e lentezza.
Nella maggior parte dei casi non è lui a essere lento, siamo noi che ci siamo convinti di doverlo rendere performante.
Usare protocolli chetogenici non fa questo, non nascono per questo e non servono a questo.
Spiace.
Voi dovreste smettere (so che non è motivante) di cercare soluzioni rapide e noi di proporvele anziché insistere su modelli sani anche se sembrano più lenti, invece in realtà sono solo più duraturi.
Le diete chetogeniche non sono il bottoncino di attivazione di chi ha fatto mille diete e si sente zavorrato in questo.
Sia perché ha tutto un altro scopo e tutti altri destinatari, sia perché quel bottoncino on/off non esiste.

22/02/2026

“Eh ma tu dici che si puó mangiare tutto senza paura e dimagrire mangiando quello che si vuole”.
Esatto.
La mia non è una gentile concessione che sltri non danno.
É un dato.
Ma si basa su una cosa che molti non hanno ancora raggiunto: una definizione consapevole di “quello che si vuole”.
Se con “quello che si vuole” intendiamo solo cose che appagano il gradimento, o le porzioni, dobbiamo renderci conto che La definizione è incompleta e probabilmente squilibrata.
Significa che quello che si vuole debba contemplare il binomio pollo-riso o insalatina scondita?
O che ci porterà al normopeso?
Se stai pensando una di queste due cose, devi lavorare su “quello che vuoi”, che contempla il piacere del cibo, non per forza un piacere che compensa altro, nella maggior parte delle forme possibili, che consideri i tuoi gusti*, ma anche i tuoi bisogni, ma anche la tua capacità di sceliere sulla base di più fattori consapevoli.
Senza sacrificio inteso come metodo di pagmento di un peso o di un corpo che non si riesca/si abbia difficoltà a raggiungere.
Con sforzo magari, con attenzione certamente.
E anche, se possibile, con un vocabolario ampio e una narrazione del cibo e del peso e del corpo, che possano andare un po’ avanti nel tempo.
Peró parliamone.
Cosa vi stona quando sentite approcci tipo “puoi ottenere anche con monete di scambio diverse dal soffri scondito e muto?
Cosa non vi quadra?

*se hai letto il mio libro li sai, che i gusti non esistono, o meglio…

Non ho resistito 😊
29/12/2025

Non ho resistito 😊

Ti vedo ingrassato, bella l’estate eh!Ma che sei dimagrita, mangia eh!Seee, mo che vai in palestra te sei fissatə.Guarda...
24/08/2025

Ti vedo ingrassato, bella l’estate eh!
Ma che sei dimagrita, mangia eh!
Seee, mo che vai in palestra te sei fissatə.
Guarda che devi muoverti, io per esempio faccio…

Ecc ecc

3 schemi di risposta non dialettici, nè assertivi, solo per avercela pronta ogni tanto.
Una assertiva sarebbe: guarda, grazie (mai vero), so che il motivo per cui midici queste cose è l’interesse/la cura (in realtà è che non ti sai fare i catzi tuoi), ma questo argomento per me è delicato, ti spiacerebbe non chiedermi/ ma questa è una cosa nuova su cui ho più bisogno di appoggio che di interrogativi sospetti o pregiudizi. Possiamo parlare d’altro, tipo, non mi hai chiesto come sto ( finale passivo aggressivo lecito 😂).

L’individuazione del “problema”, nel momento in cui ci si rivolge a qualcuno per “ iniziare una dieta”, e tra le cose pi...
22/08/2025

L’individuazione del “problema”, nel momento in cui ci si rivolge a qualcuno per “ iniziare una dieta”, e tra le cose più tralasciate e meno indagate.
Sia da paziente che da nutrizionista *, si perde troppo poco tempo nell’indagare veramente non solo i motivi che ci spingerebbero alla richiesta, ma anche il modo in cui vengono verbalizzati (e quindi il modo in cui sono stati appresi/interiorizzati?).
Se rispetto al nostro cercare un aiuto “nutrizionale”, stiamo cercando sempre le stesse cose, diciamo sempre le stesse frasi, ci sembra che lo schema sia sempre lo stesso, probabilmente dobbiamo indagarci meglio.
Se da nutrizionisti* ci sembra che la conversazione sia un po’ piatta, che i motivi non sufficientemente forti, o che non stiamo arrivando al punto fondante, la richiesta, forse dovremmo prestare maggiore attenzione alla richiesta stessa prima di proporre soluzioni, protocolli e simili.
Le domande sono importanti.

* nutrizionista è un aggettivo, vale per i dietisti, per i medici, per i biologi abilitati a questa professione.

Indirizzo

Via Giuseppe Gatteschi 23
Rome
00162

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando InizioLunedì pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Digitare