14/06/2026
La diet culture ci abitua a cercare una colpa quando si parla di peso e alimentazione.
Per questo molte persone finiscono per credere che le difficoltà nella gestione del peso dipendano da piccole abitudini o da singoli alimenti considerati “sbagliati”.
Il problema è davvero il cioccolatino che mangi dopo cena? La questione è che sia al latte anziché fondente.?
Oppure il fatto che bevi pochissima acqua, ti muovi poco e che, nel complesso, la tua alimentazione sia spesso fatta di pasti mangiati in quattro e quatt’ otto?
Il problema sono davvero quei due caffè zuccherati al giorno (a meno che non siano dodici con quattro bustine ciascuno) Oppure il fatto che non vari mai le fonti proteiche, utilizzi solo pasta o pane senza mai altri cereali, mangi sempre le stesse verdure, frutta non pervenuta salvo d’estate, salti i pasti perché i ritmi della giornata non ti permettono di organizzarti e poi ti ritrovi con le voragini da gestire alle 18.00?
Sono esempi, ovviamente.
E non voglio spostare la colpa da una cosa all’altra, perché una colpa non c’è.
C’è però un errore molto comune: concentrarsi sul micro-dettaglio, spesso legato a un alimento o a un’abitudine a cui sembra impossibile rinunciare (“non è colpa mia se non riesco a fare a meno del cioccolatino”), invece di lavorare sul quadro generale.
Perché quando il resto dell’alimentazione e dello stile di vita è davvero curato, il cioccolatino dopo cena, il caffè zuccherato, la maionese nell’insalata o il fritto diventano dettagli irrilevanti.
Guardare il dettaglio aumenta il senso di colpa, lavorare sul complesso (in tutte le accezioni di questa parola) aumenta le probabilità di “riuscita”.