20/02/2026
Nello short spine sul reformer, il focus non è solo la forza, ma la capacità di articolare la colonna, soprattutto a livello lombare, in modo controllato e segmentato.
Durante la salita arrotolo il bacino e porto il peso verso le scapole, cercando di far lavorare ogni tratto della colonna senza ‘blocchi’ o salti.
Durante la discesa, la sfida è ancora più grande: riappoggiare la schiena una vertebra alla volta, mantenendo attivo il centro e guidando il movimento con il respiro.
Questa mobilizzazione segmentale aiuta a:
• migliorare la percezione dei singoli tratti della colonna
• ridurre le rigidità globali
• insegnare al corpo un pattern di movimento più fine e controllato, fondamentale per la zona lombare.
È da qui che nasce una schiena più mobile, ma anche più stabile.