06/10/2024
"Mi chiamo Camilla Patrizia Carlucci, da tutti conosciuta come "Milly", sono figlia di un generale dell'Esercito, e il primo ottobre ho festeggiato un compleanno tondo, i miei 70 anni. Nella mia vita professionale devo tutto a Renzo Arbore, che mi scelse per "L’altra domenica", io ero un’aspirante architetta, una pattinatrice provetta, ma alla fine scelsi la tv, grazie anche alla mia parlantina, ma festeggiare passa in secondo piano, tutti quelli della squadra di Ballando infatti mi chiamano Wonder woman, ‘il generale Carlucci’, vivo nell’Auditorium della Rai al Foro Italico, sono la perfezionista che è passata da Scommettiamo che? al Festival di Sanremo, da Luna Park a Fantastico e Pavarotti & Friends, ma soprattutto che non molla mai.
Ho avuto una parentesi come primadonna in Fininvest, ma dagli anni 90 sono un volto Rai, sono una secchiona, ho studiato in America, ho l’idea fissa di essere un volto ma anche un’autrice che si confeziona i programmi su misura. sono la prima ad arrivare, l’ultima ad andare via; severa ma sempre pronta a motivare la squadra perché dietro ogni successo c’è un grande lavoro di squadra.
Sono stata grande amica di Fabrizio Frizzi, lo consideravo un fratello, una parte della famiglia, con lui ho condiviso gli anni gloriosi dei record d’ascolto di Scommettiamo che?, con una determinazione rara, porto avanti da vent’anni Ballando con le stelle, che sabato scorso, al debutto, ha battuto “Tu sì que vales”, ovvero l’eterna rivale storica, Maria De Filippi, su Canale 5.
Chissà quanti tappi di champagne sono saltati, ma io sono già concentrata sulla prossima puntata. Costantino della Gherardesca, ex concorrente a Ballando, che per me si trasformò in margherita, mozzarella e aragosta, dice sempre che per capirmi non bisogna fermarsi alle apparenze perché sono una donna straordinariamente aperta. In tv appaio rigida e impostata, ironia raramente pervenuta, attenta che tutto vada come deve andare; ma lontano dalle telecamere sono spiritosa e ironica.
Come dicevo sono figlia di un generale dell’Esercito che mi ha insegnato a non giudicare. Io e le mie sorelle Gabriella e Anna, ci siamo sempre messe nei panni degli altri. Nella testa sono rimasta un’atleta, faccio ginnastica come se dovessi partecipare alle Olimpiadi, 30 grammi di cioccolato fondente come guilty pleasure, tailleur monocolore (turchese, fucsia, bluette, nero), dallo stile inconfondibile, abiti lunghi dal sapore anni 80, abbraccio il grande pubblico della tv generalista e cerco quello giovane. Sono il volto e organizzatrice dello show super pop che ha rianimato gli ascolti di Rai 1 (raccontano che per fare il cast non mollo di un millimetro), tra amori e risse, col mio sorriso che lancia coltelli non zittisco, ma invito a mantenere un tono nella conversazione, controllo anche le luci, le nuvole di fumo per i balletti e le pieghe degli abiti dei concorrenti.
L'unico scivolone nel 2022 la maglietta col simbolo della Decima Mas di Enrico Montesano. Sono una perfezionista nata, ne ho fatta di strada da quando nel 1976 ero inviata dell’Altra domenica e scoprii il fascino della telecamera; sfioro i 50 anni carriera, e per me non vale il detto che “quando la vita lavorativa va bene, quella sentimentale comincia a perdere colpi”. Ho costruito anche una vita privata solida. Mi sono sposata nel 1985 col costruttore Angelo Donati, mai un pettegolezzo. Lui, ingegnere, riservato ma complice, mi segue come un’ombra negli studi Rai dell’Auditorium. E al mio fianco, due figli modello, Angelica e Patrick. Io ho visto l’amore e la complicità nei miei genitori e nei miei suoceri; con mio marito Angelo abbiamo cercato di seguire quell’esempio.
La tv è nelle mani delle donne che non hanno più trent’anni; anche io, come Mara Venier, non penso alla pensione. Sarà il pubblico a decidere. Io amo visceralmente il mio lavoro, vedere realizzate cose che erano solo nella mia testa, capire come puoi emozionare il pubblico e portargli un sorriso, è bellissimo. Si crea una corrente di amore che non so quanti altri mestieri possono darti. Ma non penso di poterlo fare a dispetto del pubblico.”
Milly Carlucci