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MIP LAB MIP LAB (PSICOLOGIA E STORIE) di Andrea Battantier

Il MIP, con il supporto di Psicologi abilitati, individua i talenti

L'ODORE E IL SAPORE (all'improvviso, senza alcuno sforzo di volontà, non siamo più noi a ricordare, ma è il ricordo a po...
25/08/2026

L'ODORE E IL SAPORE (all'improvviso, senza alcuno sforzo di volontà, non siamo più noi a ricordare, ma è il ricordo a possederci)

Un dettaglio nella memoria, le fotografie sbiadiscono ma l'olfatto e il gusto restano primordiali àncore alla vita passata.

Per Proust l'edificio immenso del ricordo non poggia su fondamenta di pietra, ma su una briciola di madeleine sciolta nel tè.

Arriva come un refolo di vento dalle scale, da una finestra dimenticata aperta. E all'improvviso, senza alcuno sforzo di volontà, non siamo più noi a ricordare, ma è il ricordo a possederci.

Siamo i testimoni inerti di un passato che torna, non come un album da sfogliare ma come un'atmosfera in cui siamo immersi fino al collo.

Quale idea astratta può competere con la fedeltà caparbia di un odore?

L'odore della pioggia sull'erba d'estate in campagna, l’elicriso sulle rocce dell'isola amata, il sapore metallico dell'acqua dalla fontanella del parco, l’odore di pane da zio Vigliano e zia Teresa, il sentore di polvere e cera nella casa dei nonni.

L' archivio dell'esistenza non cataloga eventi ma stati d'animo. Non conserva date, ma temperature emotive.

Che stranezza, la materia più solida è la più fragile: i palazzi, le città, i corpi. La materia più impalpabile è la più tenace: un profumo, un retrogusto.

Che odore aveva la nostra infanzia? Che sapore aveva la nostra ultima felicità? Le risposte, quelle poche che contano, sono lì, in un angolo della lingua o in fondo a una narice. Ad aspettarci, senza fretta, sulle rovine di tutto il resto.

Ho impiegato anni a capire che l'io è un fragile castello di carte costruito sulla sabbia del presente.

Il vento del tempo lo spazza via. Ma un odore, un sapore, e il castello risorge intatto.

Alle volte è una forma di dolore, questa persistenza, un tenace attaccamento a ciò che non c'è più. Ma che volete che vi dica? Mica è tutto razionalità.

Non è la memoria a tradire, ma il nostro desiderio di renderla una proprietà. "Il mio passato", "i miei ricordi". Ma chi è il proprietario? Forse quel sapore è più "noi" di quanto non lo sia il nostro nome attuale.

La memoria involontaria non è un ricordo: è una resurrezione del corpo, una verità somatica. Essa agisce attraverso di noi, non per noi.

Non c'è da cercare, non c'è da sforzarsi. Non si cattura un profumo stringendo il pugno.

Mi arrendo a questa vita segreta dei sensi, accetto che la nostra identità sia un flusso, non una imperitura statua.

L'unica fedeltà possibile è quella di un istante di pienezza che, dissolvendosi, lascia la sua traccia. Siamo quell'odore. Nient'altro. Ed è già molto.

(A. Battantier, Memorie di un amore, Mip Lab, 8/26. Art by S. Stadif)





24/08/2026

HAI FATTO UN FIGLIO CON UN'ALTRA?

C'era una volta, e c'è ancora, un esemplare mascolino con il testosterone al posto del lobo frontale. Uno che quando dice "ti amo" intende "firmami la ricevuta di proprietà".

Lei l'ha capito, ha fatto un passo laterale e l'ha lasciato lì, con la sua erezione dell'ego in mano.

Passano mesi. Lei pubblica una foto con un bebè in braccio.

Apriti cielo. Il Nostro risorge dal letamaio dell'orgoglio ferito: "Lo sapevo br**ta trota! Ti sei rifatta una vita con un altro!"

Peccato che il piccolo sia figlio di un'amica. Peccato per lui, che non concepisce una donna senza un uomo che la definisca. Peccato per lui, che misura il valore di una donna dalle ombre maschili che la coprono.

La gelosia è il sentimento dei proprietari, non certo di chi è innamorato.

È il rancore del padrone che scopre la casa vuota. La fabbrica del maschio medio produce questo: un individuo che non sa amare, sa solo sorvegliare.

Quando la sorvegliata se ne va, non piange la perdita, piange la revoca del permesso di soggiorno.

Amico, se dopo mesi ti rode il c**o perché lei respira senza di te, il problema non è il bebè, è che non hai mai smesso di volerle mettere il guinzaglio.
E quel guinzaglio lo chiami amore?

Chi scambia un neonato altrui per una vendetta sessuale non vede la donna, vede il catasto. La sua psiche vede dappertutto una minaccia, ogni figlio un atto di guerra.

Non gli interessa chi sia lei, gli interessa chi la possiede; è un funzionario zelante dell'ordine patriarcale, prodotto da fiabe, pubblicità, film e pornografia.

Lei ha "provocato"? La vera notizia, piuttosto, è la patologia di chi si sente tradito da una donna felice.

Se un uomo si arrabbia perché fai una foto con un bambino, non è amore, è virilità marcia, l'unica merce che crolla se esposta alla luce. Alla faccia di chi crede che il valore di una donna dipenda dalla sua ombra.

PS
Lei è felice, progetta un figlio con il nuovo amore.

(A. Battantier, Memorie di un amore, Mip Lab, 8/26, Erika)


SOCIAL MASK (L'algoritmo del rancore: Siamo stati addestrati alla dopamina della rabbia, il crack del XXI secolo)Elon Mu...
22/08/2026

SOCIAL MASK (L'algoritmo del rancore: Siamo stati addestrati alla dopamina della rabbia, il crack del XXI secolo)

Elon Musk, l'uomo che ha comprato Twitter per "salvare la libertà di parola", l'ha trasformato in un algoritmo che premia l'odio.
Una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas) ci dice quello che in molti sapevamo: l'algoritmo di X non ci mostra ciò che vogliamo vedere, ma ciò che ci farà arrabbiare (e questo assunto potrebbe essere valido anche per altri social).

La rabbia genera commenti, e i commenti generano engagement, e l'engagement genera soldi. È un circolo vizioso perfetto, un mulino che macina indignazione e sputa profitti.

Si parte dalla teoria dei valori di Schwartz: "tolleranza", " apertura al cambiamento", “comprensione, benevolenza, ma il risultato è che il social ci serve robaccia ogni mattina, e noi la mangiamo con discutibile gusto.

I democratici in America sarebbero i più fessi: contestano attivamente i post che odiano, e così facendo danno da mangiare alla macchina.

Scrive Nikita Bier, ex capo prodotto: "Abbiamo aggiornato l'algoritmo, riducendo l'importanza dei commenti". Ovvero: "Abbiamo spento il fuoco dopo che la casa è bruciata, ma tranquilli, il gas è ancora aperto".

Non è un problema tecnico, è un problema antropologico. Siamo stati addestrati alla dopamina della rabbia, il crack del XXI secolo.

Musk è solo lo spacciatore di turno, con i suoi razzi e i suoi meme. Il genio che vuole colonizzare Marte ma intanto gestisce un social trasformandolo in un Colosseo.

Il miliardario ha capito che la polarizzazione è il business model definitivo: più ci odiamo, più lui guadagna. La sua astronave per Marte è pagata con le nostre liti nei commenti.
E noi cosa facciamo? Continuiamo a nutrirlo? Ogni commento indignato, ogni quote tweet furioso, ogni cuoricino spezzato è un click che arricchisce il padrone.
Non vogliono solo cambiarci le opinioni: vogliono che non ne abbiamo più. Un popolo incazzato è un popolo che non pensa. Vi prego, mentre leggete, non insultatemi nei commenti.

(A. Battantier, Frammenti per l'Apocalisse, Mip Lab, 8/26)


UNA LEZIONE DI ANATOMIA APPLICATAMia sorella maggiore amava le donne in modo bellissimo. Io, a diciassette anni, non ci ...
20/08/2026

UNA LEZIONE DI ANATOMIA APPLICATA

Mia sorella maggiore amava le donne in modo bellissimo. Io, a diciassette anni, non ci capivo molto in fatto di questioni amorose e, alle volte, le chiedevo consigli.

Un giorno, sbucciando un’arancia, disse: "La mappa che ti hanno dato a scuola i tuoi amici è sbagliata. Il tesoro non è dove dicono. È più in alto, più discreto, e non perdona la fretta."

Prese un pennarello e disegnò su un foglio una X minuscola. "Si chiama clitoride. Ha circa ottomila terminazioni nervose. Il doppio del pene. La natura, ogni tanto, ha senso dell’umorismo."

Poi spiegò, con calma: "Il cu*******us non è un optional. È una forma di ascolto. La lingua ascolta, le dita fanno domande, il respiro non deve avere fretta. Se vuoi sapere se va bene, non chiedere: guarda le sopracciglia. Le sopracciglia non mentono mai."

Chiamava la clitoride "piccolo campanile sommerso". Suona per vibrazione, mai per forza. "La mano deve essere un ospite, non un conquistatore. La maggior parte degli uomini cerca la porta d’ingresso e ignora il giardino. Tu impara a sostare in giardino."

Aggiunse, porgendomi uno spicchio: "Il corpo femminile è una poesia in una lingua che non conosci. Il clitoride è il titolo. Non puoi capire la poesia se salti il titolo."

Parlò dell’orgasmo come di un "terremoto delicato". Poi disse: "Non chiedere mai se è successo. Se hai fatto il tuo lavoro, lo sai. Se non lo sai, non l’hai fatto."

Con gli anni divenni bravino in fatto di questioni erotiche e sensuali. Ma la lezione più importante fu di capire che il piacere non è una tecnica. È una religione senza dogmi ma grande peccato è la distrazione."

Mia sorella convive con una donna meravigliosa. Io ripenso a quel foglio con la X. L’amore è una geografia: non si possiede, si esplora.

(A. Battantier, Memorie di un amore, Mip Lab, 8/26, Luc)


11/08/2026

PESSIMISTA ED OTTIMISTA

"Il pessimista disfattista trova problemi per ogni soluzione. L'ottimista costruttivo trova soluzioni a quasi tutti suoi problemi.
E se non c'è soluzione, non sarà la fine.
Il miglior pessimista è quello flessibile.
Il peggior pessimista è quello che pensa di essere realista.
Il miglior ottimista è quello flessibile, il peggior ottimista è un id**ta".

(M. Thompson Nati, La Flessibilità Mentale, 1987)

"La scelta non è tra Ottimismo e Pessimismo.
La scelta è tra Flessibilità e Rigidità, tanto che soffre più un Ottimista Rigido di un Pessimista Flessibile".

(M. Thompson Nati, 1987, Move the two circles. You need, first, move circles of your mind)

“Non sono ottimista per natura, ma i pensieri positivi sono preziosi, controbilanciano il problema.
La nostra mente ha diritto ad una difesa; la nostra migliore difesa sono i pensieri positivi, gli unici a contrastare le crisi di vita”.

(A. Battantier, M. Thompson Nati, Mip Lab, 2005)

IL CORAGGIO DI VIVERE QUESTO ORA C'È (verso il modello ideale di persona)Il coraggio l’ho visto ieri in una vecchia tazz...
07/08/2026

IL CORAGGIO DI VIVERE QUESTO ORA C'È (verso il modello ideale di persona)

Il coraggio l’ho visto ieri in una vecchia tazza scheggiata che il mio amore ha rimesso sul ripiano invece di buttarla.

Si può risvegliare il coraggio, togliendo l’armatura quando l’altro ha ancora in mano un machete.

Cercare un senso è mia nonna, che infilava un filo in un ago senza occhi, con la luce del tramonto.

Il coraggio sta nel continuare a provare.

Il modello ideale di persona è un ologramma che ci perseguita con la sua perfezione.

Eppure quel modello ha i piedi per terra solo se lo guardi di sbieco, come quando sorridi del tuo talento più goffo, quello che non sa fare rumore e cresce tra le crepe come erbetta aromatica.

La motivazione è una stufa che qualcuno tiene accesa anche quando esce di casa (e se fa troppo caldo, immaginate un bicchiere d'acqua che vi attende sul tavolo).

I talenti esistono in ognuno di noi. Chiedono solo il coraggio di essere colti o -meglio- cresciuti.

Siamo fragili, la nostra forza è dimenticarcene ogni mattina mentre prepariamo il caffè.

Scriveva Seneca che non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare. Il coraggio non è gridare contro il vento, ma riconoscere che il vento siamo noi.

E dentro di noi scorre un’intera vita che si chiede se valga la pena amare ancora.

Nel riflesso di un bicchiere ho visto ieri la mia paura; la giro, diventa sete.
Il coraggio, se lo fermi, si rompe.
A volte mi perdo per trovare il coraggio di restare.

In una città bombardata, una donna innaffia una piantina su quel che resta di un balcone.

Dove andiamo? Abbiamo dimenticato le indicazioni? Ma un'idea che si fa azione basta a far girar la giostra.

Il modello ideale è un castello di carte, i talenti silenti dormono nelle tasche, cercare un senso non è come quando da bambino davamo i nomi alle nuvole mentre passavano.

Il coraggio è una stanza vuota con una sedia, ti siedi e aspetti che l’ombra diventi luce ma ci si può anche alzare da quella sedia, e spalancare le persiane al nuovo giorno.

PS
Il filo entra nell’ago quando smetti di guardare.
La tazza scheggiata contiene ancora il tè.
Il basilico sul balcone profuma la vita.

***
Il coraggio di vivere è nel presente. Non nel futuro, dove tutto poi vivrà. Non nel passato, ove tutto è già vissuto. Il coraggio di vivere è nel presente. Me lo prometti? Non tirarti indietro proprio adesso.

Cos'è la perfezione? La verità mille volte mi scivolò via. Credevo di serbarla in tasca, me la ritrovai nel vento. La verità è un'approssimazione. Ci vuole coraggio ad accettare di essere imperfetti.

Ogni sensazione, ogni emozione, ogni battito cardiaco fa parte di questo viaggio unico che stai vivendo con così tanto coraggio e con tanto amore.

Ogni blocco si può superare. Voglio andare in fondo, cercare la mia via, nascosta da false piste. Qual è la mia via? La voglio cercare e trovare, animato da pazienza, bussola, coraggio e tanta, tanta passione. Segui la passione e troverai la tua strada.

Il motivo per vivere è nella vita stessa. La passione conduce per le strade della felicità, ma, attenzione: l'ostinazione alla fine paga, solo se supportata dalla passione. Il sacrificio per senso di dovere annulla l'intima essenza del desiderio. La passione. Non la si persegue per ostentare alcunché, per gli altri.

Siamo noi, noi che abbracciamo la nostra passione. Noi che la scegliamo come compagna di vita, per meglio allietare la vita stessa. La passione conduce all'eccellenza, ma la sana competizione sia con noi stessi.
La passione è cosa nostra, va coccolata con il sudore, lacrime, fatiche, ma essa ci scalderà nei momenti più freddi e di buio atroce.

In fondo ci sono due possibilità. La resa incondizionata al nostro nemico interno. Oppure il coraggio di reagire che conduce al nostro essere speciale.

La paura mangia l'anima. L'amore alimenta il coraggio. Il coraggio mangia la paura. L'amore mangia l'anima. E l'anima rinasce.

La Fortuna la conquista l'Ottimista.
L'Ottimismo lo conquista il Volenteroso.
Il Volenteroso lo affianca il Coraggioso.
Il Coraggioso sfida la Fortuna e se cade si rialza.

(Andrea Battantier, Didier Doutest, Mario Thompson Nati, Lao in the company knows the formula, Mip Lab 2005)



Indirizzo

Studio Corso Trieste: Via Bolzano 15 ; Studio Balduina: Via Lattanzio 15; Studio Formello: Via Monti Di Marvaiata 34
Rome
00198

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