01/09/2026
Rinoplastica ricostruttiva: il seguito di un caso annunciato. Ecco com'è andata.
L'11 agosto vi avevo raccontato questo intervento prima di entrare in sala operatoria. Avevo descritto il caso di un setto nasale gravemente compromesso da un trauma infantile, inutilizzabile sia come struttura di supporto che come sorgente cartilaginea e la scelta tecnica: ricorrere a cartilagine di banca per ricostruire ciò che non poteva essere recuperato dai tessuti propri del paziente.
Oggi vi mostro il risultato.
Le foto che condivido documentano due momenti del percorso: le immagini pre-operatorie, in occasione della prima visita, e le foto post-operatorie scattate a circa due settimane dall'intervento, con le suture ancora presenti in alcune angolazioni, a dimostrazione di quanto sia recente il lavoro.
Una precisazione importante: quello che vedete non è il risultato definitivo. Il naso ricostruito continuerà a evolversi nei mesi successivi, man mano che i tessuti si assestano e il gonfiore residuo regredisce progressivamente. La forma finale si stabilizzerà nel corso dei prossimi mesi.
Ma già ora è possibile leggere quello che conta davvero: la struttura è stata ricostruita, il profilo è tornato in equilibrio, e, cosa che in un caso come questo viene prima di qualsiasi considerazione estetica, la paziente può tornare a respirare correttamente.
Non tutte le rinoplastiche partono dallo stesso punto.
Alcune restituiscono armonia a un volto.
Altre restituiscono qualcosa di più essenziale: una funzione che un trauma aveva sottratto anni prima.
Questo era uno di quei casi.
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