Prof. Vito Contreas Chirurgo Plastico

Prof. Vito Contreas Chirurgo Plastico 35+ anni di esperienza, 10.000 interventi, un’unica filosofia: chirurgia plastica con risultati naturali per ogni paziente. Il Prof.

Vito Contreas riceve a Roma e Cagliari. Il Professor Vito Contreas è chirurgo plastico con oltre 35 anni di esperienza e più di 10.000 interventi eseguiti. Con un passato da Primario Ospedaliero, Generale Medico Militare e Professore Universitario, è stato per anni un punto di riferimento nelle sale operatorie, nelle aule accademiche e nella formazione di intere generazioni di chirurghi. Conosciut

o come “il Professore” non solo per i titoli, ma perché ha l’autorevolezza di chi ha tanto alle spalle, e l’umiltà di chi sa ascoltare davvero. È a lui che ci si rivolge quando serve uno sguardo esperto, quando il cambiamento estetico deve essere riconoscibile per chi lo vive e apprezzato da chi guarda. Il suo approccio è riassunto in una frase che lo rappresenta da sempre:
“Chirurgia plastica con risultati naturali.”
Un intervento eseguito dal Professore dona armonia senza mai tradire la propria identità. Molti pazienti lo scelgono proprio per questo: per ritrovarsi, per rispecchiarsi con più fiducia, per correggere ciò che pesa… senza dare spiegazioni necessariamente a nessuno.

📍 Riceve nei suoi studi privati:
Roma – Via Lovanio 24
Cagliari – Viale A. Diaz 92

Interventi principali:
- Mastoplastica
- Rinoplastica
- Addominoplastica
- Mommy Makeover
- Blefaroplastica Co.Re.®
- Otoplastica
- Liposuzione
- Chirurgia Intima Femminile
- Lipofilling, Lifting
- Gluteoplastica
- Trattamenti di medicina estetica rigenerativa

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Rinoplastica ricostruttiva: il seguito di un caso annunciato. Ecco com'è andata.L'11 agosto vi avevo raccontato questo i...
01/09/2026

Rinoplastica ricostruttiva: il seguito di un caso annunciato. Ecco com'è andata.

L'11 agosto vi avevo raccontato questo intervento prima di entrare in sala operatoria. Avevo descritto il caso di un setto nasale gravemente compromesso da un trauma infantile, inutilizzabile sia come struttura di supporto che come sorgente cartilaginea e la scelta tecnica: ricorrere a cartilagine di banca per ricostruire ciò che non poteva essere recuperato dai tessuti propri del paziente.

Oggi vi mostro il risultato.

Le foto che condivido documentano due momenti del percorso: le immagini pre-operatorie, in occasione della prima visita, e le foto post-operatorie scattate a circa due settimane dall'intervento, con le suture ancora presenti in alcune angolazioni, a dimostrazione di quanto sia recente il lavoro.

Una precisazione importante: quello che vedete non è il risultato definitivo. Il naso ricostruito continuerà a evolversi nei mesi successivi, man mano che i tessuti si assestano e il gonfiore residuo regredisce progressivamente. La forma finale si stabilizzerà nel corso dei prossimi mesi.

Ma già ora è possibile leggere quello che conta davvero: la struttura è stata ricostruita, il profilo è tornato in equilibrio, e, cosa che in un caso come questo viene prima di qualsiasi considerazione estetica, la paziente può tornare a respirare correttamente.

Non tutte le rinoplastiche partono dallo stesso punto.
Alcune restituiscono armonia a un volto.
Altre restituiscono qualcosa di più essenziale: una funzione che un trauma aveva sottratto anni prima.

Questo era uno di quei casi.

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Chi ha fatto un intervento a luglio o agosto si pone, in questi giorni, la stessa domanda: "posso tornare alla normalità...
29/08/2026

Chi ha fatto un intervento a luglio o agosto si pone, in questi giorni, la stessa domanda:
"posso tornare alla normalità?"

Qualche indicazione generale, valida per la maggior parte degli interventi: la vostra situazione specifica va sempre verificata al controllo, perché ogni intervento e ogni paziente hanno tempi propri.

Il sole va evitato sulle cicatrici ancora giovani, non solo durante la vacanza in cui è stato fatto l'intervento. Nei primi mesi l'esposizione solare può scurirle in modo permanente, ed è un errore che si vede spesso proprio a fine estate, quando l'attenzione cala.

L'attività fisica si riprende in modo graduale, mai tutta insieme. Prima il cammino, poi il resto, seguendo i tempi indicati per il vostro intervento specifico: bruciare le tappe non accorcia il recupero, spesso lo allunga.

Il gonfiore che resta a fine estate non è un campanello d'allarme. Fa parte del normale processo di assestamento dei tessuti, che richiede mesi e non settimane, ed è la ragione per cui i controlli si estendono ben oltre il primo mese.

Se avete dubbi sul vostro caso specifico, il controllo è il momento giusto per parlarne, non i social.
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La domanda giusta da fare a un chirurgo non è come sarà il risultato tra un mese. È come sarà tra cinque anni.In quasi 4...
27/08/2026

La domanda giusta da fare a un chirurgo non è come sarà il risultato tra un mese. È come sarà tra cinque anni.

In quasi 40 anni di attività, oltre 13.000 interventi, ho imparato che il tempo è l'unico giudice davvero onesto di un risultato chirurgico. A un mese un intervento non è finito: i tessuti si stanno ancora assestando. È dopo, molto dopo, che si vede se quella scelta era quella giusta.

Il criterio con cui lavoro è sempre lo stesso: valorizzare quello che c'è, non sostituirlo. Un risultato che non si vede, nel senso buono del termine, perché sembra sempre stato lì.

Non è una promessa che faccio in visita. È il motivo per cui, ogni volta, scelgo la tecnica più adatta a quella persona, non quella più nuova o più rapida.

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Molte pazienti arrivano in studio convinte di avere semplicemente un seno piccolo. Nella maggior parte dei casi non è co...
25/08/2026

Molte pazienti arrivano in studio convinte di avere semplicemente un seno piccolo. Nella maggior parte dei casi non è così.

L'ipoplasia mammaria è una condizione dello sviluppo: la ghiandola non si forma completamente, spesso con una differenza marcata tra i due lati. Ci si convive per anni pensando che sia una questione di taglia, e si prova ad affrontarla come tale.

Dal punto di vista chirurgico è un'altra cosa. In un seno ipoplasico il tessuto di copertura è ridotto, e questo condiziona ogni scelta: il tipo di protesi, il suo profilo, il piano anatomico in cui viene posizionata. Una protesi scelta solo per volume, su un tessuto così, si vede. Non perché sia grande, ma perché non ha nulla che la copra.

Il criterio con cui lavoro è opposto a quello del volume. Si parte dalle proporzioni del torace e dalla qualità dei tessuti, e da lì si stabilisce cosa quel corpo può reggere davvero. L'obiettivo è restituire una proporzione che non c'è mai stata, non aggiungere una misura.

Chi non è candidata: le pazienti che desiderano un cambiamento di taglia importante su un tessuto che non lo può sostenere. In quei casi lo dico chiaramente in visita, perché il risultato a distanza di anni conta più di quello a distanza di un mese.

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Il naso di un uomo non si affina. Si equilibra.È la prima cosa che spiego a ogni paziente uomo che si siede davanti a me...
22/08/2026

Il naso di un uomo non si affina. Si equilibra.

È la prima cosa che spiego a ogni paziente uomo che si siede davanti a me. Il naso maschile ha una cute più spessa, una struttura cartilaginea più robusta e proporzioni proprie. Applicargli i criteri della rinoplastica femminile produce un viso che non torna, e il paziente lo percepisce prima ancora di riuscire a spiegarlo.

Il criterio con cui lavoro è la sottrazione misurata. Si corregge ciò che interrompe la linea del profilo e si lascia intatto tutto il resto: meno si altera, più il risultato regge negli anni, perché il naso continua a comportarsi come si è sempre comportato. In un volto maschile bastano pochi millimetri di troppo per cambiarne il carattere.

Qui vedete tre uomini diversi, con esigenze diverse. In nessuno dei tre l'occhio va al naso. Va al viso.

Una precisazione doverosa: ogni naso richiede una strategia sua. Nei casi con deformità importanti della struttura o esiti di traumi l'intervento è un altro, a volte ricostruttivo, e si stabilisce in visita valutando anche la respirazione.

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C'è una frase che sento dire almeno una volta a settimana, in ambulatorio: dottore, sembro sempre stanca anche quando ho...
21/08/2026

C'è una frase che sento dire almeno una volta a settimana, in ambulatorio: dottore, sembro sempre stanca anche quando ho dormito.

Non è stanchezza. Con gli anni la cute della palpebra superiore perde elasticità e scende, fino a coprire in parte la piega naturale dell'occhio. Lo sguardo si chiude e il viso comunica un'espressione che non corrisponde a come la persona si sente davvero.

La blefaroplastica superiore interviene su questo, e solo su questo. Si rimuove la cute in eccesso, si preservano il muscolo e il grasso orbitario quando non è necessario toccarli, e l'incisione segue la piega naturale della palpebra, cioè il punto in cui la cute si ripiega già da sola.

Le immagini che vedete mostrano la stessa persona prima e a un mese dall'intervento. Non c'è un tratto diverso, non c'è un occhio nuovo. C'è lo stesso sguardo, aperto.

Un punto di onestà, che ripeto sempre in visita: non tutte le pazienti sono candidate. Quando la pesantezza nasce dalla discesa del sopracciglio e non dalla palpebra, operare solo la palpebra non risolve, e in alcuni casi peggiora l'equilibrio della parte alta del viso. Questo si stabilisce guardando il volto nel suo insieme, non la singola palpebra.

Se avete domande su questo intervento, scrivetele qui sotto: rispondo io.

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18/08/2026

Se dovessi dare un nome a questa giornata, la chiamerei "Maltesi all'arrembaggio".
Rotta verso una cala, il gommone, il mare fermo e due passeggeri a quattro zampe convinti di comandare la spedizione.
Un saluto a tutti voi da me, Francesca e dai nostri due adorabili amici.
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15/08/2026

Buone ferie 2026.
È arrivato agosto. Ed è arrivato il primo vero giorno di ferie.
Poche miglia di navigazione e sono in una delle cale che più amo in tutta la Sardegna, riparata dai venti di ovest e di est, aperta solo a sud dove i venti prevalenti di questa zona raramente arrivano.
Un angolo di mare che sa come accogliere.
L'acqua tersa, non fredda. Il cielo non del tutto sereno e per una volta le nuvole sono state benvenute, perché hanno reso il caldo più sopportabile e il sole meno aggressivo. E poi il silenzio. La natura intorno. Il segnale internet praticamente assente e quella sensazione rara di essere davvero lontani da tutto, senza la tentazione di restare agganciati al mondo digitale.
È quello che deve essere una pausa vera, per me.
Dopo mesi di sala operatoria, consulenze, interventi, spostamenti tra Roma e Cagliari, questo è il momento in cui il corpo e la mente si riprendono quello che hanno dato.
E si ricaricano per dare ancora, meglio, con più lucidità.
Ve lo auguro di cuore, ognuno nel periodo che riuscirà a ricavare dai propri impegni.
Che siate già in vacanza o che stiate ancora aspettando il vostro turno: quando arriva quel momento, godetevelo fino in fondo.
Salute a tutti. Buone ferie 2026. 🌊
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13/08/2026

Il Prof. Vito Contreas ha una carriera costruita in quattro decenni tra sala operatoria, docenza universitaria, chirurgia militare e libera professione. E un'agenda che non ha mai smesso di essere piena di interventi, di consulenze, di formazione continua.

Eppure il Professore corre, nuota, si muove. Mantiene un ritmo di vita attivo e consapevole, non per vanità, ma perché sa meglio di chiunque che la qualità di quello che si fa in sala operatoria dipende anche da come si sta fuori.

La stabilità della mano. La lucidità della decisione. La concentrazione prolungata durante un intervento di quattro ore. Queste non sono capacità che si danno per scontate, si coltivano, si mantengono, si difendono ogni giorno con le scelte giuste.

Scegliere un chirurgo significa scegliere anche questo.
Non solo il curriculum. Non solo la tecnica. Ma la persona, nella sua interezza, nella sua forma, nel suo modo di stare nel mondo.

Buona estate, dal Professore e dai suoi inseparabili compagni di vasca. 🐾

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11/08/2026

Rinoplastica ricostruttiva: quando il naso racconta una storia che va ben oltre l'estetica.
Non tutte le rinoplastiche partono dallo stesso punto.
Alcune correggono una gobba, affinano una punta, migliorano un profilo.
Altre, quelle che trovo più impegnative e al tempo stesso più significative, devono ricostruire qualcosa che non c'è più.

Il caso che affronto oggi riguarda un paziente con il setto nasale gravemente compromesso da un trauma subito nell'infanzia.
Nel corso degli anni quella lesione non trattata ha progressivamente alterato sia la funzione respiratoria che l'anatomia della struttura nasale, rendendo il setto quasi inutilizzabile come punto di riferimento chirurgico.
In questi casi la pianificazione pre-operatoria è fondamentale e la scelta del materiale da utilizzare per la ricostruzione lo è altrettanto.

La cartilagine settale residua, in un quadro così compromesso, non offre materiale sufficiente.
La cartilagine auricolare, quella del padiglione dell'orecchio, è un'opzione percorribile ma con limitazioni tecniche significative legate alla sua forma e alla sua resistenza meccanica.

La mia scelta in casi di questo tipo è la cartilagine di costa: per volume, rigidità e adattabilità alle esigenze ricostruttive, è il materiale che meglio si presta a ricostruire una struttura portante come il setto.
Per evitare di aggiungere un'incisione sul torace del paziente e quindi una cicatrice in più, un trauma in più, utilizzo cartilagine proveniente da una banca di tessuti certificata: materiale sicuro, testato, che si integra con precisione nelle strutture anatomiche del paziente e consente di pianificare l'intervento con la massima affidabilità.

Il risultato che mi aspetto e che condividerò con il prima e il dopo, non è solo estetico.
È funzionale, strutturale, e per questo paziente rappresenta la possibilità di ritrovare qualcosa che un incidente gli ha sottratto molti anni fa.
Questo è ciò che la chirurgia plastica, nella sua accezione più piena, può fare.
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Indirizzo

Via Lovanio, 24
Rome
00198

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 13:00
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Venerdì 09:00 - 13:00
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