Centro Italiano Studi Mindfulness

Centro Italiano Studi Mindfulness Dal 2009 è il 1' riferimento italiano per la mindfulness con corsi e training professionali.

Il Centro Italiano Studi Mindfulness si occupa di promuovere la mindfulness e le sue applicazioni, attraverso corsi, ricerche, collaborazioni e l’elaborazione di nuovi protocolli. Promuove e organizza dal 2009 il Mindfulness Experiential Professional Training, prima scuola in Italia nella formazione per istruttori MBSR.

È stato fondato da Bianca Pescatori e Loredana Vistarini che, consapevoli de

i grandi benefici che la pratica meditativa ha sulla qualità di vita personale e relazionale di ognuno e spinte dal desiderio di unire l’esperienza fatta in prima persona con questi percorsi, con le proprie competenze clinico/scientifiche in campo psicopatologico, si sono ispirate alla ricerca e ai lavori di Jon Kabat Zinn e dei suoi collaboratori. Opera in ambito clinico per cura e prevenzione; in ambito esistenziale; in ambito formativo-didattico; in ambito scolastico, aziendale e culturale, con una serie di iniziative diversificate secondo le esigenze dei vari contesti, mantenendo tuttavia l’obiettivo di guidare gli utenti verso un ampliamento delle proprie capacità personali, relazionali e professionali attraverso lo sviluppo di particolari qualità mindful, quali l’attenzione, l’intenzione, l’attitudine gentile, non giudicante, aperta e compassionevole verso il Mondo di cui facciamo parte.

La trappola del “devo essere sempre positivo”“Dai, pensa positivo.”È una frase che sentiamo spesso.E detta nel momento g...
12/06/2026

La trappola del “devo essere sempre positivo”
“Dai, pensa positivo.”
È una frase che sentiamo spesso.
E detta nel momento giusto può anche aiutare.
Il problema nasce quando diventa una regola.
Quando inizi a credere che non dovresti essere triste.
Che non dovresti arrabbiarti.
Che non dovresti avere paura.
Così, invece di ascoltare ciò che provi,
inizi a coprirlo.
Metti una maschera.
Sorridi.
Vai avanti.
Ma le emozioni ignorate non spariscono.
Restano dentro.
E spesso trovano altri modi per farsi sentire: tensione, stanchezza, irritabilità, senso di vuoto.
La mindfulness propone qualcosa di molto diverso.
Non ti chiede di essere positivo.
Ti chiede di essere sincero.
Con gentilezza, non con durezza.
Se sei triste, puoi riconoscere la tristezza.
Se sei arrabbiato, puoi riconoscere la rabbia.
Se sei spaventato, puoi fare spazio anche a quella paura.
Non significa alimentare le emozioni.
Significa smettere di fingere che non esistano.
La vera serenità non nasce dal sentirsi bene tutto il tempo.
Nasce dalla capacità di stare in contatto con la realtà di ciò che provi, senza doverla nascondere o combattere.
Questa è la differenza.
La positività forzata ti allontana da te stesso.
La consapevolezza ti riporta a casa.
E da quel contatto autentico, spesso, nasce un benessere molto più profondo di un semplice "andrà tutto bene".

Cos’è davvero un corso MBSR (e cosa aspettarti)Molte persone sentono parlare di mindfulness.Poche sanno davvero cosa suc...
09/06/2026

Cos’è davvero un corso MBSR (e cosa aspettarti)

Molte persone sentono parlare di mindfulness.
Poche sanno davvero cosa succede all’interno di un corso MBSR.

L’MBSR (Mindfulness-Based Stress Reduction) è un percorso strutturato, sviluppato dal medico Jon Kabat-Zinn, pensato per aiutare le persone a gestire stress, reattività emotiva e sovraccarico mentale attraverso l’allenamento della consapevolezza.

Non è una terapia.
Non è un corso motivazionale.
E non serve avere esperienza di meditazione.

È un percorso pratico.

Durante il corso impari a portare attenzione al corpo, al respiro, ai pensieri e alle emozioni, sviluppando la capacità di osservare ciò che accade senza reagire automaticamente.

Cosa si fa concretamente?

– pratiche guidate di mindfulness
– esercizi di consapevolezza corporea
– momenti di confronto e condivisione
– strumenti per portare la mindfulness nella vita quotidiana

Non si tratta di imparare una teoria.
Si tratta di fare esperienza.

Quali benefici puoi aspettarti?

Molte persone riportano:
– una migliore gestione dello stress
– maggiore equilibrio emotivo
– meno reattività nelle situazioni difficili
– più presenza nelle relazioni e nella vita quotidiana
– una maggiore capacità di ascoltare se stessi

Non perché i problemi spariscono.
Ma perché cambia il modo di stare dentro alle esperienze.

Come capire se fa per te?

Può essere il percorso giusto se:
– ti senti spesso in modalità "pilota automatico"
– fai fatica a rallentare o a staccare mentalmente
– senti il bisogno di ritrovare più equilibrio e chiarezza
– vuoi strumenti concreti, non solo concetti da capire

L’MBSR non ti chiede di diventare una persona diversa.

Ti aiuta a sviluppare una relazione diversa con ciò che vivi, ogni giorno.

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05/06/2026

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**Perché il gruppo aiuta più del fai-da-te**Da soli si può iniziare.Ma il gruppo spesso fa la differenza.Quando pratichi...
01/06/2026

**Perché il gruppo aiuta più del fai-da-te**

Da soli si può iniziare.
Ma il gruppo spesso fa la differenza.

Quando pratichi mindfulness da solo, è facile avere dubbi:
“sto facendo bene?”
“è normale distrarsi così tanto?”
“perché a me sembra difficile?”

Nel gruppo scopri una cosa importante:
non sei l’unico.

Ascoltare gli altri crea un effetto specchio.
Qualcuno racconta qualcosa…
e improvvisamente capisci meglio anche te stesso.

Questo normalizza l’esperienza.
Ti fa capire che distrazione, fatica, emozioni intense o resistenze
non sono un fallimento della pratica.
Sono parte del percorso.

Il gruppo aiuta anche nella continuità.
Da soli è facile mollare quando arriva la stanchezza o quando “non senti risultati”.
Condividere uno spazio con altri rende la pratica più stabile e concreta.

E poi c’è il feedback.

Avere una guida e un confronto evita molti fraintendimenti:
usare la mindfulness per controllarsi,
pretendere di calmarsi subito,
pensare di stare sbagliando perché la mente continua a pensare.

Nel gruppo impari non solo dalla tua esperienza,
ma anche da quella degli altri.

E questo rende il percorso più chiaro, più umano
e spesso molto più profondo del semplice “fare da soli”.

**Psicoterapia vs MBSR: cosa fanno e cosa no**Psicoterapia e MBSR non sono la stessa cosa.Ma non sono nemmeno in competi...
28/05/2026

**Psicoterapia vs MBSR: cosa fanno e cosa no**

Psicoterapia e MBSR non sono la stessa cosa.
Ma non sono nemmeno in competizione.

Spesso vengono confuse, oppure messe a confronto come se una dovesse sostituire l’altra.
In realtà, possono essere profondamente complementari.

La **psicoterapia** è un percorso clinico.
Lavora sulla sofferenza psicologica, sui sintomi, sulle difficoltà emotive e relazionali più profonde.

Può aiutarti a:
– comprendere schemi e ferite
– elaborare vissuti difficili
– trattare ansia, depressione, trauma e altre condizioni psicologiche

L’MBSR (**Mindfulness-Based Stress Reduction**) non è terapia.
Non fa diagnosi.
Non interpreta la tua storia.

È un percorso esperienziale che allena la consapevolezza attraverso pratiche di mindfulness.

Ti aiuta a:
– riconoscere stress e automatismi
– sviluppare presenza e regolazione emotiva
– creare spazio tra stimolo e reazione
– ascoltare corpo, pensieri ed emozioni senza esserne travolto

Quindi:
👉 La psicoterapia lavora sul contenuto della sofferenza
👉 L’MBSR lavora sul modo in cui stai con ciò che vivi

Una non sostituisce l’altra.

Per alcune persone basta uno dei due percorsi.
Per altre, integrarli può essere molto utile.

Perché capire te stesso è importante.
Ma lo è anche imparare, ogni giorno,
a stare nel presente in modo diverso.

**Reagire non è scegliere**Succede tutto velocemente.Qualcuno dice qualcosa.Leggi un messaggio.Ti senti attaccato, ignor...
25/05/2026

**Reagire non è scegliere**

Succede tutto velocemente.

Qualcuno dice qualcosa.
Leggi un messaggio.
Ti senti attaccato, ignorato, sotto pressione.

E in un attimo sei già nella risposta:
tono che cambia,
corpo che si tende,
parole che escono da sole.

Questa è reazione.
Automatica. Immediata.

Scegliere è diverso.

Tra lo stimolo e la risposta esiste un micro-spazio.
Piccolo, ma fondamentale.

Di solito non lo noti,
perché l’automatismo è più veloce della consapevolezza.

La mindfulness allena proprio questo spazio.

Non per bloccarti.
Non per renderti freddo.
Ma per permetterti di accorgerti di ciò che sta succedendo prima di agire.

👉 Il corpo si irrigidisce
👉 Il respiro cambia
👉 Arriva l’urgenza di rispondere subito

E lì puoi fare qualcosa di diverso:
fermarti un secondo,
respirare,
notare cosa stai provando davvero.

Quel secondo cambia tutto.

Perché quando reagisci,
l’emozione guida te.

Quando invece crei spazio,
puoi scegliere come rispondere.

La libertà emotiva non è non provare nulla.
È non essere trascinato automaticamente da tutto ciò che provi.

E quel micro-spazio,
più lo alleni,
più diventa accessibile anche nei momenti difficili.

21/05/2026

Sono Loredana Vistarini, direttore scientifico del , e oggi voglio presentarti la 25ª edizione del Mindfulness Professional Training.

Un percorso pensato per chi desidera approfondire la mindfulness in modo serio, esperienziale e professionale.

Non un semplice corso teorico, ma uno spazio di formazione in cui pratica, studio e consapevolezza si incontrano per accompagnarti passo dopo passo nello sviluppo di competenze solide, autentiche e realmente applicabili.

Il MPT nasce per chi vuole portare la mindfulness nella propria vita personale e professionale con responsabilità, presenza e profondità.

In questa 25ª edizione continueremo a lavorare su ciò che per noi è essenziale: formare professionisti capaci di incarnare la pratica prima ancora di trasmetterla.

Perché la mindfulness non si insegna solo con le parole.
Si coltiva, si attraversa, si vive.

Scopri il Mindfulness Professional Training del Centro Italiano Studi Mindfulness.

**La differenza tra accettare e rassegnarsi**Molte persone confondono accettazione e rassegnazione.Ma sono due cose comp...
21/05/2026

**La differenza tra accettare e rassegnarsi**

Molte persone confondono accettazione e rassegnazione.
Ma sono due cose completamente diverse.

**Accettare** significa vedere la realtà per quella che è,
anche quando non ti piace.

**Rassegnarsi** significa smettere di esserci dentro.
Chiudersi. Mollare.

Accettare non vuol dire dire:
“va bene così”.
Vuol dire dire:
👉 *“questo, adesso, è ciò che c’è.”*

Per esempio:

Hai avuto una discussione.
Accettare significa riconoscere:
“sono ferito e questa situazione esiste.”

Rassegnarsi significa:
“tanto non cambierà mai niente.”

Oppure:

Sei stanco, sotto stress.
Accettare è ascoltare il limite e capire che il corpo ha bisogno di recuperare.
Rassegnarsi è convincerti che sarai sempre così.

La mindfulness lavora sull’accettazione, non sulla passività.

Perché finché neghi ciò che provi,
continui a lottare contro la realtà.
E quella lotta consuma energia.

Accettare crea chiarezza.
E dalla chiarezza puoi scegliere cosa fare.

La rassegnazione, invece, spegne il movimento.

Accettare è restare presenti davanti a ciò che c’è.
Rassegnarsi è smettere di credere di poterci stare dentro in modo diverso.

Sembrano simili.
In realtà, uno è un atto di consapevolezza.
L’altro di rinuncia.

**Lavoro faticoso: micro-routine prima/durante/dopo**A fine giornata non sei solo stanco.Ti senti svuotato.Spesso non è ...
18/05/2026

**Lavoro faticoso: micro-routine prima/durante/dopo**

A fine giornata non sei solo stanco.
Ti senti svuotato.

Spesso non è il lavoro in sé.
È il fatto di restare in tensione continua per ore, senza mai davvero interrompere il ritmo interno.

Per questo servono micro-routine semplici, da usare nei tre momenti chiave della giornata.

**Prima di iniziare**
Non entrare subito “in corsa”.
Fermati 30 secondi prima di partire.

👉 Fai un respiro lento
👉 Rilassa spalle e mandibola
👉 Chiediti: *come sto entrando in questa giornata?*

Questo aiuta il sistema nervoso a non partire già in allerta.

**Durante il lavoro**
Il problema non è solo lo stress.
È accumularlo senza accorgersene.

Ogni tanto fai un mini check:
👉 il respiro è corto?
👉 sto stringendo il corpo?
👉 sto reagendo in automatico?

Poi fai una cosa semplice:
allunga leggermente l’espirazione.

Pochi secondi possono interrompere il loop di tensione.

**Dopo il lavoro**
Molte persone finiscono di lavorare…
ma il corpo resta in modalità prestazione.

Prima di passare ad altro:
👉 fai 1 minuto senza telefono
👉 muovi il corpo o cammina
👉 lascia uscire il ritmo della giornata dal sistema

Il recupero non è solo “riposo”.
È aiutare il corpo a capire che può smettere di restare in allerta.

E quando impari a creare piccoli spazi durante la giornata,
arrivare a sera non significa più arrivare al limite.

Confini: dire no senza sentirti in colpaMolte persone non dicono “sì” perché lo vogliono davvero.Lo dicono per evitare t...
15/05/2026

Confini: dire no senza sentirti in colpa

Molte persone non dicono “sì” perché lo vogliono davvero.
Lo dicono per evitare tensioni, deludere qualcuno o sentirsi in colpa.

E ogni volta che ignori un limite interno,
il corpo lo registra.

Stanchezza.
Irritazione.
Sensazione di essere sempre “troppo disponibile”.

I confini non servono ad allontanare gli altri.
Servono a non allontanarti da te stesso.

La mindfulness ti aiuta a riconoscere quel momento preciso in cui, dentro, senti un “no”…
ma fuori stai già dicendo “va bene”.

Prima di rispondere, fermati un secondo:
👉 Lo sto facendo perché lo voglio o perché faccio fatica a mettere un limite?

Questa pausa cambia tutto.

Dire no non deve essere aggressivo.
Può essere semplice, chiaro, rispettoso.

Per esempio:
– “In questo momento non riesco.”
– “Ho bisogno di pensarci.”
– “Preferisco non farlo.”
– “Oggi ho bisogno di fermarmi.”

Un confine sano non è un muro.
È una forma di ascolto.

E ogni volta che smetti di superarti per compiacere gli altri,
inizi a costruire una relazione più onesta anche con te stesso.

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