Centro Italiano Studi Mindfulness

Centro Italiano Studi Mindfulness Dal 2009 è il 1' riferimento italiano per la mindfulness con corsi e training professionali.

Il Centro Italiano Studi Mindfulness si occupa di promuovere la mindfulness e le sue applicazioni, attraverso corsi, ricerche, collaborazioni e l’elaborazione di nuovi protocolli. Promuove e organizza dal 2009 il Mindfulness Experiential Professional Training, prima scuola in Italia nella formazione per istruttori MBSR.

È stato fondato da Bianca Pescatori e Loredana Vistarini che, consapevoli de

i grandi benefici che la pratica meditativa ha sulla qualità di vita personale e relazionale di ognuno e spinte dal desiderio di unire l’esperienza fatta in prima persona con questi percorsi, con le proprie competenze clinico/scientifiche in campo psicopatologico, si sono ispirate alla ricerca e ai lavori di Jon Kabat Zinn e dei suoi collaboratori. Opera in ambito clinico per cura e prevenzione; in ambito esistenziale; in ambito formativo-didattico; in ambito scolastico, aziendale e culturale, con una serie di iniziative diversificate secondo le esigenze dei vari contesti, mantenendo tuttavia l’obiettivo di guidare gli utenti verso un ampliamento delle proprie capacità personali, relazionali e professionali attraverso lo sviluppo di particolari qualità mindful, quali l’attenzione, l’intenzione, l’attitudine gentile, non giudicante, aperta e compassionevole verso il Mondo di cui facciamo parte.

Riprendere la routine in maniera zenSettembre arriva sempre con la stessa richiesta.Ricominciare.Le mail arretrate.Gli i...
04/09/2026

Riprendere la routine in maniera zen

Settembre arriva sempre con la stessa richiesta.

Ricominciare.

Le mail arretrate.
Gli impegni che tornano tutti insieme.
La sensazione di dover recuperare qualcosa che non hai mai perso.

E così, spesso, il rientro diventa una corsa.

Si riparte cercando di essere subito efficienti, come se le settimane appena passate fossero una parentesi da chiudere in fretta.

Ma c'è una differenza tra riprendere e rincorrere.

Rincorrere significa muoversi per colmare un ritardo che esiste solo nella tua testa.

Riprendere significa tornare, un passo alla volta, dentro le cose che fai.

La mindfulness non ti chiede di rallentare la giornata.

Ti chiede di accorgerti di come la stai attraversando.

Prova a notarlo domani mattina.

Il primo pensiero appena apri gli occhi.
Il respiro mentre leggi le prime notifiche.
La tensione nelle spalle prima ancora di iniziare.

Non serve cambiare niente.

Serve vederlo.

Perché una routine non diventa più leggera quando hai meno cose da fare.

Diventa più leggera quando smetti di viverla in automatico.

E settembre, in questo, è un buon momento per ricominciare ad ascoltarti.

Buon rientro.

La pratica non cambia la vita: cambia il modo in cui la incontriMolte persone si avvicinano alla mindfulness con una spe...
31/07/2026

La pratica non cambia la vita: cambia il modo in cui la incontri
Molte persone si avvicinano alla mindfulness con una speranza.
"Così avrò meno problemi."
"Così non soffrirò più."
"Così tutto sarà più semplice."
Ma la mindfulness non promette una vita senza difficoltà.
La vita continuerà a portare imprevisti.
Ci saranno giornate pesanti.
Discussioni.
Delusioni.
Momenti di incertezza.
La differenza è un'altra.
Non cambia ciò che incontri.
Cambia come lo incontri.
Prima, una critica poteva rovinarti l'intera giornata.
Ora riesci ad ascoltarla senza sentirti definito da quelle parole.
Prima bastava un imprevisto per farti entrare in ansia.
Ora riesci a fermarti, respirare e capire cosa sta succedendo, invece di reagire immediatamente.
Prima una discussione diventava uno scontro.
Ora riesci a riconoscere la rabbia prima che sia lei a parlare al posto tuo.
Gli eventi sono gli stessi.
La qualità della tua risposta è diversa.
Ed è proprio qui che la mindfulness esprime il suo valore.
Non elimina il dolore.
Ti aiuta a non aggiungere altra sofferenza.
Non controlla la realtà.
Ti aiuta a ritrovare stabilità anche quando la realtà cambia.
Con il tempo ti accorgi che non è il mondo ad essere diventato più facile.
Sei tu ad avere più spazio, più presenza e più libertà nel rispondere a ciò che accade.
Perché la pratica non cambia la vita.
Ma può cambiare profondamente il modo in cui scegli di viverla.

La mente cerca soluzioni, il corpo chiede ascoltoQuando stai male, la prima cosa che fai è cercare una spiegazione.Perch...
27/07/2026

La mente cerca soluzioni, il corpo chiede ascolto
Quando stai male, la prima cosa che fai è cercare una spiegazione.
Perché mi sento così?
Cosa dovrei fare?
Come posso risolvere questo problema?
La mente è fatta per questo.
Analizza.
Confronta.
Cerca risposte.
Ma non tutto ciò che vivi ha bisogno, prima di tutto, di una soluzione.
A volte ha bisogno di essere ascoltato.
Perché mentre la mente cerca di capire, il corpo sta già parlando.
Una tensione che non si scioglie.
Un nodo allo stomaco.
Il respiro che diventa corto.
Una stanchezza che non riesci a spiegare.
Spesso continuiamo a ragionare su ciò che proviamo, senza concederci nemmeno un momento per sentirlo davvero.
E così restiamo intrappolati nei pensieri.
La mindfulness propone un passaggio diverso.
Prima di chiederti "Come risolvo tutto questo?", prova a chiederti:
"Cosa sta cercando di dirmi il mio corpo?"
Non per trovare subito una risposta.
Ma per entrare in contatto con ciò che stai vivendo.
Perché alcune difficoltà non hanno bisogno di essere spiegate immediatamente.
Hanno bisogno di presenza.
Di un respiro più lento.
Di uno spazio in cui non stai cercando di aggiustare tutto, ma semplicemente di ascoltare.
È spesso da quell'ascolto che nasce la comprensione.
E solo dopo diventa possibile trovare una direzione.
Perché la mente è fondamentale.
Ma se corre sempre avanti al corpo, rischia di cercare soluzioni a domande che non ha ancora davvero ascoltato.

Perché da soli ci raccontiamo sempre la stessa storiaConosci la sensazione di ripensare sempre agli stessi problemi........
24/07/2026

Perché da soli ci raccontiamo sempre la stessa storia

Conosci la sensazione di ripensare sempre agli stessi problemi.....e arrivare sempre alle stesse conclusioni?
Succede più spesso di quanto immagini.
Quando siamo soli, tendiamo a interpretare ciò che viviamo attraverso le stesse convinzioni, le stesse paure e gli stessi schemi che abbiamo costruito nel tempo.
Così ogni esperienza sembra confermare la storia che ci raccontiamo.
"Non sono abbastanza."
"Sbaglio sempre."
"Gli altri non mi capiscono."
"Devo cavarmela da solo."
Più ripeti quella storia, più ti sembra vera.
Non perché lo sia.
Perché è l'unica prospettiva da cui la stai guardando.
È qui che il confronto con una guida o con un gruppo diventa prezioso.
Non perché qualcuno ti dica chi sei.
Ma perché ti aiuta a vedere ciò che, da solo, fai fatica a riconoscere.
Una domanda fatta al momento giusto.
Un punto di vista diverso.
L'esperienza di un'altra persona che risuona con la tua.
All'improvviso ciò che sembrava un fatto diventa un'interpretazione.
E quando cambia l'interpretazione, si apre uno spazio.
La mindfulness insegna a osservare i propri pensieri.
Una guida ti aiuta anche a osservare il modo in cui li interpreti.
Per questo il cambiamento è spesso difficile da affrontare completamente da soli.
Non perché manchino le capacità.
Ma perché nessuno può vedere con chiarezza il proprio punto cieco.
A volte basta uno sguardo esterno per accorgersi che non sei bloccato nella realtà.
Sei bloccato nel modo in cui la stai raccontando a te stesso.
E da quella nuova consapevolezza può iniziare un cambiamento profondo.

Quella stanchezza che non passa dormendoDormi otto ore.Eppure ti svegli già stanco.Non è solo il corpo a chiedere riposo...
20/07/2026

Quella stanchezza che non passa dormendo

Dormi otto ore.
Eppure ti svegli già stanco.
Non è solo il corpo a chiedere riposo.
A volte è la mente.
A volte sono le emozioni.
Esiste una stanchezza che il sonno, da solo, non riesce a risolvere.
È quella che nasce quando vivi troppo a lungo in tensione.
Quando sei sempre disponibile.
Quando corri da un impegno all'altro.
Quando continui a fare, senza mai fermarti a sentire come stai davvero.
All'inizio pensi di aver bisogno di un weekend.
Poi di una vacanza.
Ma anche dopo esserti fermato, quella sensazione di pesantezza rimane.
Perché non è solo una questione di energie fisiche.
È una fatica emotiva e mentale.
È il risultato di giorni, settimane o mesi passati a trattenere, adattarsi, rispondere, performare.
Il corpo recupera mentre dormi.
La mente e il sistema nervoso hanno bisogno anche di altro.
Hanno bisogno di momenti in cui non stai facendo.
Ma stai semplicemente ascoltando.
La mindfulness parte proprio da qui.
Non ti chiede di fare un'altra cosa.
Ti invita a fermarti abbastanza da accorgerti di cosa sta succedendo dentro di te.
Di chiederti:
"Di cosa sono davvero stanco?"
Perché a volte non hai bisogno di dormire di più.
Hai bisogno di smettere, anche solo per qualche minuto, di vivere sempre in modalità automatica.
La stanchezza che non passa dormendo spesso non è un segno di debolezza.
È il modo in cui il tuo corpo e la tua mente ti stanno chiedendo di essere ascoltati.
E il primo passo per recuperare non è fare di più.
È iniziare ad ascoltare di più.

La tua giornata ti attraversa o la vivi davvero?La sveglia suona.Ti alzi.Controlli il telefono.Corri al lavoro.Rispondi ...
17/07/2026

La tua giornata ti attraversa o la vivi davvero?

La sveglia suona.
Ti alzi.
Controlli il telefono.
Corri al lavoro.
Rispondi alle mail.
Risolvi problemi.
Torni a casa.
Poi arriva la sera e ti chiedi:
"Com'è stata davvero la mia giornata?"
E spesso non sai rispondere.
Perché eri presente con il corpo…
ma la mente era già alla cosa successiva.
Questa è la modalità automatica.
Non significa fare le cose male.
Significa farle senza esserci davvero.
Rispondi prima ancora di ascoltare.
Mangi senza accorgerti del sapore.
Parli con qualcuno mentre stai già pensando a ciò che dovrai fare dopo.
E così le giornate scorrono.
Una dopo l'altra.
Non perché il tempo passi più in fretta,
ma perché tu hai avuto pochi momenti in cui eri realmente presente.
La mindfulness non ti chiede di rallentare tutto.
Ti invita a tornare dentro ciò che stai già vivendo.
Sentire un respiro.
Accorgerti della tensione nelle spalle.
Ascoltare davvero una persona mentre parla.
Assaporare un caffè senza avere il telefono in mano.
Sono gesti semplici.
Ma è proprio in quei piccoli istanti che smetti di sopravvivere alla giornata…
e inizi ad abitarla.
Perché la differenza non sta in quante cose fai.
Sta in quante di quelle cose vivi davvero.
e ora

Quando confondi la calma con il controlloMolte persone pensano che essere calmi significhi non provare emozioni.Non arra...
13/07/2026

Quando confondi la calma con il controllo
Molte persone pensano che essere calmi significhi non provare emozioni.
Non arrabbiarsi.
Non agitarsi.
Non mostrare ciò che si sente.
Ma questa non è calma.
È controllo.
Controllare significa cercare di tenere tutto sotto controllo: le emozioni, i pensieri, le reazioni.
Per un po' può sembrare che funzioni.
Poi, però, succede qualcosa.
La rabbia esplode all'improvviso.
L'ansia aumenta.
La stanchezza diventa sempre più pesante.
Perché ciò che reprimi non scompare.
Resta dentro.
La vera calma nasce da un processo completamente diverso.
Non consiste nel bloccare ciò che senti.
Consiste nel riuscire a stare con ciò che emerge, senza esserne travolto.
Se arriva la rabbia, la riconosci.
Se arriva la paura, le fai spazio.
Se senti agitazione, non ti giudichi perché c'è.
La mindfulness allena proprio questa capacità.
Non ti insegna a controllare ogni emozione.
Ti insegna a osservarla, comprenderla e lasciarle il tempo di trasformarsi.
Paradossalmente, più cerchi di controllare ciò che provi, più quello stato tende a diventare intenso.
Più impari ad accoglierlo con presenza e gentilezza, più il sistema nervoso trova naturalmente un nuovo equilibrio.
La calma non è l'assenza di emozioni.
È la capacità di rimanere presenti anche quando le emozioni ci sono.
Ed è una differenza che cambia profondamente il modo di vivere se stessi.

**Stress: non è solo nella testa**Lo stress non è solo un pensiero.È qualcosa che coinvolge tutto il corpo.Quando il cer...
10/07/2026

**Stress: non è solo nella testa**

Lo stress non è solo un pensiero.

È qualcosa che coinvolge tutto il corpo.

Quando il cervello percepisce una situazione come impegnativa o minacciosa, il sistema nervoso si attiva per proteggerti.

Il cuore accelera.
Il respiro diventa più veloce.
I muscoli si tendono.
L'attenzione si concentra su ciò che ritiene importante.

Questa risposta è normale.

Anzi, è fondamentale.

Il problema nasce quando il sistema nervoso rimane in allerta troppo a lungo.

Anche se non c'è un pericolo reale, il corpo continua a comportarsi come se dovesse affrontarne uno.

Ed è qui che iniziano ad apparire alcuni segnali:

👉 fai fatica a rilassarti anche quando hai tempo libero
👉 il respiro è spesso corto e superficiale
👉 senti tensione a collo, spalle o mandibola
👉 dormi, ma non ti senti davvero riposato
👉 reagisci in modo più impulsivo o ti irriti facilmente

Non sono sintomi "solo nella tua testa".

Sono il modo in cui il corpo ti sta dicendo che il sistema nervoso è rimasto acceso troppo a lungo.

La mindfulness parte proprio da qui.

Non cerca di eliminare lo stress.

Ti aiuta a riconoscere i segnali del corpo, a comprendere quando sei in modalità allerta e ad allenare, poco alla volta, una risposta diversa.

Perché il primo passo non è combattere lo stress.

È accorgerti di come si manifesta dentro di te.

Quando inizi ad ascoltare il corpo invece di ignorarlo, puoi intervenire prima che la tensione diventi l'unica modalità con cui affronti la giornata.

Lo stress non è solo nella testa.

È un'esperienza che coinvolge mente, corpo e sistema nervoso.

Ed è proprio da questa consapevolezza che può iniziare un cambiamento.

Si è conclusa la 24ª edizione del Mindfulness Professional Training.Un percorso fatto di pratica, studio, confronto e cr...
06/07/2026

Si è conclusa la 24ª edizione del Mindfulness Professional Training.

Un percorso fatto di pratica, studio, confronto e crescita, che ha accompagnato tanti professionisti nello sviluppo di competenze solide per portare la mindfulness nei propri contesti personali e professionali.

Desideriamo ringraziare tutti i partecipanti per l'impegno, la presenza e la qualità umana che hanno reso questa edizione così speciale.

Ogni corso che si conclude rappresenta anche un nuovo inizio: quello delle persone che porteranno ciò che hanno appreso nella loro professione e nella loro vita quotidiana.

Se anche tu desideri intraprendere questo percorso, sono già aperte le iscrizioni alla prossima edizione del Mindfulness Professional Training.

Sarà un'occasione per approfondire la pratica della mindfulness, acquisire strumenti concreti e formarti con un percorso strutturato, guidato dall'esperienza del CISM – Centro Italiano Studi Mindfulness.

Per ricevere il programma completo e tutte le informazioni, contattaci o visita il link in bio.

Ti aspettiamo nella prossima edizione.

dialessandro

















**Perché stare nel presente è così difficile?**"Vivi il momento."È un consiglio che sentiamo spesso.Ma se fosse così sem...
03/07/2026

**Perché stare nel presente è così difficile?**

"Vivi il momento."

È un consiglio che sentiamo spesso.

Ma se fosse così semplice, lo faremmo tutti.

La verità è che la nostra mente non è progettata per restare nel presente.

È progettata per spostarsi continuamente.

Verso il passato, per analizzare ciò che è successo.

Verso il futuro, per prevedere ciò che potrebbe accadere.

Questo meccanismo è naturale.

Ci ha aiutati, per migliaia di anni, a imparare dalle esperienze e a prepararci ai pericoli.

Il problema nasce quando la mente non riesce più a fermarsi.

Continua a ripensare.

Continua ad anticipare.

E mentre è occupata tra "prima" e "dopo", perde di vista l'unico momento in cui la vita accade davvero: **adesso**.

Per questo stare nel presente è così difficile.

Non perché sei distratto.

Perché il tuo cervello segue un'abitudine che si è consolidata nel tempo.

Ed è proprio per questo che la mindfulness si chiama **pratica**.

Non basta capire cosa significa essere presenti.

Bisogna allenarlo.

Ogni volta che ti accorgi di esserti perso in un pensiero e riporti l'attenzione al respiro, al corpo o a ciò che stai facendo, stai allenando una nuova capacità.

Non stai cercando di bloccare i pensieri.

Stai insegnando alla mente che non deve seguirli tutti.

E come ogni allenamento, richiede metodo e continuità.

Non bastano pochi minuti ogni tanto.

Sono i piccoli momenti di presenza, ripetuti giorno dopo giorno, a creare un cambiamento duraturo.

Perché vivere nel presente non significa smettere di pensare al passato o al futuro.

Significa poter scegliere quando farlo, invece di esserne trascinati automaticamente.

Ed è proprio questa libertà che la mindfulness aiuta a sviluppare.

e ora

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