Associazione Dossetti-I Valori

Associazione Dossetti-I Valori Associazione ETS fortemente concentrata e determinata nella difesa del Diritto alla Salute

09/08/2026

Vi metto qui il saluto che il cardinale Matteo Zuppi ha letto ai funerali laici di Francesco Guccini. Prendetevi 5 minuti per leggerli, non ve ne pentirete. Buona serata ❤️
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Non era un accordo così definito come quello che Francesco stabilì con Piero, circa l’impegno a tornare e a dare informazioni di prima mano sul dopo ma, una sera, parlando dell’ultimo saluto, Francesco disse che sarebbe stato contento della mia presenza, con annessi e connessi, per poi aggiungere che, qualora le parti si fossero invertite, lui avrebbe potuto, in Cattedrale o dove non so, presenziare con il suo saluto. Tocca a me.

Credo, però, che tutti abbiamo qualcosa da dire a Francesco: non sappiamo con precisione, (con una certa presunzione ci illudiamo di volere e soprattutto capire tutto) cosa vedi, la pienezza di quella luce che in realtà hai intuito da qui e hai saputo scorgere nella bellezza struggente e infinita della vita. Dicevi di te di essere «agnostico possibilista». In ricerca. Una cosa è certa: ci sembra impossibile salutarti e misurare l’assenza, come hanno fatto tantissimi amici tuoi (quanti ne avevi!) che si sono sentiti tutti un po’ più soli. Assenza ma anche presenza. Abbiamo letto tante osservazioni, emozioni, tutte personali e positive, piene di umanità. Avviene sempre così nella poesia e nella musica, che donano parole ai sentimenti e generano sentimenti che parlano all’interiorità. La poesia e la musica generano sempre altra poesia e aiutano a far cantare il cuore.

Te ne sei andato nelle «stanche, lunghe e oziose ore di agosto» (Canzone dei dodici mesi), con la discrezione e la riservatezza che sono sempre state tue, nascondendo in due sciocchezze quanto sei commosso e poi, in realtà, facendoci commuovere per come ti racconti. Abbiamo capito anche quello che stava urlando dentro di te per uscire, e abbiamo capito che bisogna scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà.

Anche il Signore non sopportava i dogmi e i pregiudizi che colpivano il prossimo, i nuovi protagonisti, i rampanti, i furbi e i prepotenti, i re, i militanti severi, la gente vuota, i preti che non sanno guardarsi nel cuore, i materialisti col chiodo fisso che Dio è morto e che l’uomo è solo in questo abisso, ma anche i giacobini visionari e i martiri dell’odio e del terrore, quelli che ti paralizzano dicendo che è per amore, i manichei che gridano o con noi o contro di noi. Le ideologie confondono, fanno male. Hai ragione.
«Quelli che piacciono al Signore hanno il cuore grande»
Servono giganti, e quelli che piacciono al Signore non sono i grandi di questo mondo ma quelli con il cuore grande, con tanta umanità, gratuita, che condivide e non calcola, che dona e non possiede. La poesia è sempre regalare tutto di sé. Discrezione, garbo, eleganza antica, timidezza ma radici di sapienza antica, «cresciuto tra i saggi ignoranti di montagna, che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia». Alieno all’esibizione, eppure delicatissimo nel comunicare.

«Non si è rassegnato a essere cattivo»
Parlando e riparlando del tempo e dei giorni andati, e del mistero del tempo che ha una spiegazione nei nostri legami di amore per cui è sempre vero per tutti che «io non sono quando non ci sei». È la migliore definizione di Dio, perché Dio si capisce solo nell’amore, interrogandoci su quale sapore nuovo abbia l’universo, perché la domanda della vita è sempre proprio questa . Che l’oggi restasse senza domani o che domani potesse tendere all’infinito? Non si è rassegnato ad essere cattivo e non hai smesso di sognare e di cercare le ali. Questa domanda per Francesco, e per tutti, è l’intuizione che è porta apertissima nel cuore: dev’esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto dove non soffriremo e tutto sarà giusto e dove troveremo il per sempre. «E la mia vita cade in altra vita ed io mi sento solamente un punto, lungo la retta lucida e infinita di un meccanismo immobile e presunto» (Vite).

«L'umiltà di chi non ha la supponenza di aver raggiunto traguardi» In questi termini amavi parlare della tua vita, ma non era retorica, era l’umiltà, contrario dell’hybris, che appartiene soltanto ai grandi, a chi non ha la supponenza e l’arroganza di avere raggiunto traguardi, ma si muove nelle strade della vita al pari di un pellegrino dall’andatura precaria. Ci hai parlato dell’«eterno gocciolare del tempo», del «rintocco scaglioso dei momenti» (Vite), della «musica dell’oggi che se n’è andato dove è andato l’ieri» e non sapremo mai dove (Un altro giorno è andato). Il tempo è «come quel male a cui non si dà il nome, un’ossessione circolare fra la volontà ed il non potere» (Canzone per Anna). Ti sei domandato – e tutti noi con te - «ma il tempo, il tempo chi me lo rende?» (Lettera) e anche come essere nel tempo, ad esempio quando l’uomo deve imparare a vivere senza ammazzare, amarissima considerazione che ha trovato drammaticamente in questi tempi tante ulteriori domande.
«La precarietà della vita ti ha sempre arrovellato».

La precarietà della storia e del tempo ti ha sempre arrovellato, mistero e tormento, come l’orologio che enfatizza ogni secondo. Non hai mai avuto la presunzione di trovare risposte definitive: ogni giorno, dicevi, «son lì ad aspettarmi le mie domande, il mio niente, il mio male» (Canzone per Piero). L’etica dell’umano, la dignità della politica, allergica ai dogmatismi vuoti, proprio perché etica e con al centro l’umano, per non avere «paura del diverso e del contrario, di chi lotta per cambiare, paura delle idee di gente libera, che soffre, sbaglia e spera» (Canzone per Silvia); con il tuo don Chisciotte tu «fiero del mio sognare e di questo eterno mio incespicare», ci hai costretto a chiederci «dovrei tirarmi indietro perché il Male ed il Potere hanno un aspetto così tetro? Dovrei anche rinunciare ad un po’ di dignità e accettare che sia questa la realtà?» per poi invitarci a «sputare il cuore in faccia all’ingiustizia giorno e notte». Non smette di stupirci la vita, com’è fatta e come uno la gestisce, e i mille modi e i tempi, poi le possibilità, le scelte, i cambiamenti, il fato, le necessità.

Ora Francesco, come hai detto con parole struggenti a Van Loon–babbo Ferruccio, avrai «tanto tempo per pensare»; avevi «i bagagli già pronti da tempo, come ogni uomo prudente», troverai un tuo luogo, una tua storia, i tuoi libri, i vecchi amici e, finalmente, l’infinito (Van Loon). Ma non ti mancherà il controcanto ironico che ti è sempre appartenuto e ti permetteva di comunicare leggerezza anche nelle circostanze più buie; e sorriderai ricordando agli amici che ritroverai e ti faranno una gran festa le parole che tu, come pochi altri, riuscivi a pronunciare con spirito pungente e insieme con garbo: «se e quando moriremo, ma la cosa è insicura, avremo un paradiso su misura, in tutto somigliante al solito locale, ma il bere non si paga e non fa male». E che Dio «ci sopporti, ci lasci ai nostri giochi, cosa che a questo mondo han fatto in pochi» (Gli amici). Shomèr ma mi-llailah, shomèr ma mi-lell, shomèr ma mi-llailah, ma mi-lell: sono le voci che hai fatto tue, brusìo e infinita eco di Dio.

È la nostra realtà: sospesa tra la notte che sta per finire, vegliare sempre, insistere, ridomandare, senza stancarci. «Ora capisco il mio non capire, che una risposta non ci sarà, che la risposta sull’avvenire è in una voce che chiederà: Shomèr ma mi-llailah».
«Non hai mai spesso di chiedere e ascoltare»
Oggi incontri la risposta, che in realtà era nella nostalgia, nella ricerca di luce e nello stupore per l’umanità che hai descritto nei tanti personaggi e incontri che ci hai fatto conoscere. Il dubbio era il modo di stare davanti alle cose senza barare, in modo integro. Non hai smesso di chiedere e di ascoltare. Chi fa sua la domanda dell’umano, scopre sempre la presenza di Dio. Traina, che so cara a Raffaella, agnostico lasciò questa poesia postuma, che è anche una confessione di fede: «Quando starò davanti a te, Signore, se non perdonerai chi non si è unito al coro degli osanna, forse perdonerai chi ha confessato, Signore, di soffrire la tua assenza». «Bisogna continuare a domandarsi, anche quando non c'è una risposta», dicevi. «Starem a veddre».

Mi aiutano queste parole: «Stamane pensavo: il bambino nel ventre della madre sta caldo e probabilmente è felice. Crede che quel breve spazio tiepido sia un universo, ove nulla gli manchi. Dell’universo che conosciamo noi, che sospetto può avere lui? Nessuno? Ammettendo che ci si possa mettere in comunicazione col bambino che ancora non è nato, che nozioni potremmo dargli di quello che è un libro, una casa? Nemmeno la più piccola. Ci troviamo nella stessa situazione in rapporto al mondo dell’aldilà che si stende intorno a noi e che non raggiungiamo se non con la morte. In realtà stiamo anche noi dentro una cavità buia ove ci parliamo e noi non nasceremo che gridando, quando morremo. Allora scopriremo un universo d'una bellezza indicibile e passeggeremo liberamente in mezzo agli astri».

L'intuizione dell'amore e del cuore.
Ecco, la fede dà parole e certezza a quell’intuizione dell’amore, del cuore, tutt’altro che palliativo, per cui «vogliamo ricordarti com’eri. Pensare che ancora vivi. Voglio pensare che ancora mi ascolti. Che come allora sorridi». La risposta è Dio che non solo è dentro di noi ma anche fuori, è un Tu, è l’amore senza il quale non siamo e che oggi nel suo mistero si rivela.

«Tu sei, lo so, ma dove, chi può dirlo? In me ti rassomiglia ciò che vedo.... Lasciamo creder dunque che sei qui. E quando verrà l’ora del timore chiuderà questi miei occhi umani, aprimene, Signore, altri più grandi per contemplare la tua immensa face e la morte mi sia un più grande nascere». (Eugenio Montale).

«Dio che si rivela nell'umano»
Francesco è morto nel giorno della Festa della trasfigurazione, la gloria di Dio che si rivela nell’umano, nel giorno in cui ricordiamo Hiroshima e chiediamo che quell’orrore faccia scegliere consapevolmente la difesa e non il riamo, il dialogo e non lo scontro. Perché dobbiamo imparare a vivere senza ammazzare. È anche il giorno della morte di Paolo VI. «Ecco, mi piacerebbe, terminando, d’essere nella luce. Di solito la fine della vita temporale, se non è oscurata dall’infermità, ha una sua fosca chiarezza: quella delle memorie, così belle, così attraenti, così incomplete, così nostalgiche e così chiare ormai per denunciare lì loro passato irrecuperabile e per irridere al loro disperato richiamo.

La scena del mondo è un disegno, oggi tuttora incomprensibile per la sua maggior parte, di un Dio creatore, che si chiama il Padre Nostro che sta nei cieli! Grazie, o Dio, grazie e gloria a te, o Padre in quest’ultimo sguardo mi accorgo che questa scena affascinante e misteriosa è un riverbero, è un riflesso della prima ed unica luce; è una rivelazione naturale di una straordinaria ricchezza e bellezza, la quale doveva essere una iniziazione, un preludio, un anticipo, un invito alla visione dell’invisibile Sole». (Paolo VI).

07/08/2026
Sentinella quanto resta della notte?
07/08/2026

Sentinella quanto resta della notte?

Un verso di Isaia (21,11- 12), Shomèr ma mi-llailah è alla base di una delle canzoni più famose di Francesco Guccini. Il verso è misterioso. Tradotto, vuol dire: Sentinella, a quanto della notte, a…

07/08/2026

«Francesco Guccini ha interpretato inquietudini e ideali di generazioni di italiani. E io ho amato profondamente la sua musica e le sue canzoni». Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in una nota

«Conosco a memoria molto dei suoi testi - dice la premier ricordando il cantautore scomparso - Splendidi, poetici, lirici. 'Cirano' e 'Cristoforo Colombo' sono tra le composizioni più belle e profonde della musica italiana, e io gli sono grata per il contributo che ha dato alla mia formazione ideale».

«Continuerò a cantare le sue canzoni, e a ringraziarlo per averci regalato delle emozioni. Lo farò - sottolinea la premier - nonostante probabilmente non ne sarebbe contento, nonostante abbia letto le sue dichiarazioni livorose verso di me. Perché non mi appartiene e non mi apparterrà mai l'ideologia: sono una persona libera e la libertà di leggere e ascoltare tutto - al di là delle differenze - sarà sempre la mia bussola».

07/08/2026

"Con Francesco Guccini scompare un poeta, un musicista, un intellettuale che ha composto canzoni che hanno segnato questi anni, che parlano di impegno, di giustizia, di uguaglianza". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto ricordare il cantautore, scomparso oggi - 6 agosto - all'età di 86 anni. Nel suo messaggio, il capo dello Stato ha rivolto ai familiari di Guccini il proprio sentimento di cordoglio. Le parole di Mattarella arrivano nelle ore in cui la notizia della morte del "Maestrone" si diffonde suscitando cordoglio nel mondo della cultura e della politica. La famiglia ha reso noto che i funerali si svolgeranno nei prossimi giorni in forma strettamente privata, come da volontà del cantautore, mentre a settembre sarà organizzato un momento pubblico per chi vorrà ricordarlo

06/08/2026
Forse non tutti sanno che...  e il Vaticano: un legame antico da Dio è morto a Zuppi | Il Fatto Quotidiano.it
06/08/2026

Forse non tutti sanno che...

e il Vaticano: un legame antico da Dio è morto a Zuppi | Il Fatto Quotidiano.it

Da 'Dio è morto' censurata dalla Rai ma trasmessa da Radio Vaticana: il legame speciale tra Guccini e la Chiesa.

Francesco Guccini Il grande valore sociale della musica italiana «La Locomotiva l'ho scritta in venti minuti. Eppure è l...
06/08/2026

Francesco Guccini Il grande valore sociale della musica italiana «La Locomotiva l'ho scritta in venti minuti. Eppure è lunghissima, tredici strofe. Ma ogni volta che ne finivo una, mi venivano in mente le rime di quella successiva. All’ultima ero stremato. Una canzone nata fortunata»

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👏 Eccovi l'intervento conclusivo del nostro convegno "Oltre la Cura" del prof. Paolo Marchetti, una riflessione su come ...
17/07/2026

👏 Eccovi l'intervento conclusivo del nostro convegno "Oltre la Cura" del prof. Paolo Marchetti, una riflessione su come l'oncologia stia evolvendo verso un modello di cura sempre più personalizzato, interconnesso e di prossimità ‼️

🏥 L' aumento della sopravvivenza dei pazienti oncologici richiede un nuovo modello organizzativo, capace di prendersi carico delle esigenze quotidiane delle persone lungo tutto il percorso di cura

I Patient Reported Outcomes (PROs) ed intelligenza artificiale hanno un ruolo fondamentale nel raccogliere informazioni direttamente dai pazienti ➡️ Attraverso piattaforme digitali e strumenti di telemonitoraggio diventa possibile misurare aspetti oggi poco considerati, come il tempo impiegato dai pazienti per accedere alle cure e l'impatto organizzativo dell'assistenza 💢

👉 Fondamentale il passaggio da un approccio multidisciplinare a uno transdisciplinare, in cui le diverse competenze collaborino per produrre decisioni condivise e personalizzate

🎯 L'obiettivo? un'oncologia sempre più personalizzata, interconnessa e di prossimità, basata su reti integrate, telemedicina e condivisione delle informazioni tra professionisti.

Per garantire cure più vicine al territorio, ridurre le disuguaglianze di accesso e trasformare il diritto alla salute in un diritto realmente esigibile per tutti i pazienti 🙌

📽️ Clicca qui per ascoltare l'intervento completo: https://youtu.be/ZZZX84EPjLQ?si=oZaANaf6XsHSng_2

🔴 Evento realizzato grazie al contributo non condizionato di Gruppo Servier in Italia e Bristol Myers Squibb

Con il patrocinio di FNOMCeO

Convegno co-organizzato con Paolo Marchetti Fondazione per la Medicina Personalizzata e Ruggero De Maria Alleanza Contro il Cancro

L'intervento conclusivo del prof. Marchetti è una riflessione su co...

🎙️ Il Direttore del Centro Nazionale Intelligenza Artificiale HTA e Tecno Assistenza, Istituto Superiore di Sanità, Ing....
17/07/2026

🎙️ Il Direttore del Centro Nazionale Intelligenza Artificiale HTA e Tecno Assistenza, Istituto Superiore di Sanità, Ing. Alessandro Palombo, ha illustrato il ruolo dell’intelligenza artificiale come leva strategica per il futuro della sanità, evidenziandone opportunità, sfide e principi guida

📊 Grazie alle nuove tecnologie è oggi possibile integrare grandi quantità di dati eterogenei per sviluppare una medicina sempre più personalizzata, predittiva e preventiva ➡️ One Health

L’intelligenza artificiale è un insieme di strumenti che richiede competenze multidisciplinari e una forte responsabilità condivisa: Dalla progettazione degli algoritmi alla selezione dei dati, fino all’implementazione e alla valutazione clinica, ogni fase del processo coinvolge professionisti con competenze differenti 👨‍🔬 🤝

🚦 Per questo, il Direttore Alessandro Palombo ha sottolineato l'importanza di accompagnare l'innovazione con una governance solida, capace di integrare gradualmente le nuove tecnologie nei percorsi di cura già esistenti, e di un quadro regolatorio per garantire sicurezza, trasparenza ed equità nell'utilizzo dell'intelligenza artificiale

📽️ Clicca qui per ascoltare l'intervento completo: https://youtu.be/WJUA6_-q7Z4?si=tFvqBmU08ameJg7nU08ameJg7n

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Convegno co-organizzato con Paolo Marchetti Fondazione per la Medicina Personalizzata e Ruggero De Maria Alleanza Contro il Cancro

Il Direttore Alessandro Palombo ha illustrato il ruolo dell’intelli...

Indirizzo

Via Ottavio Assarotti, 8
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00135

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Martedì 09:00 - 18:00
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Giovedì 09:00 - 18:00
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