Sonia Germani Zamperini

Sonia Germani Zamperini Naturopata, nel 1996 ho collaborato attivamente con Roberto Zamperini, contribuendo alla nascita e allo sviluppo della TEV e della Domoterapia.

Insieme, abbiamo fondato il CRESS, con l'obiettivo di diffondere la TEV e la Tecnologia Cleanergy. Ho collaborato con Roberto Zamperini dal 1996 assistendo in prima persona alla nascita della TEV® ed ai suoi sviluppi. Nel 1998 fondo con il Dott. Zamperini l' IRES (Istituto Ricerche Energie Sottili) che evolve successivamente nel CRESS, fondato nel 2001, di cui divento Direttrice Didattica. Naturop

ata, Iridologa, Master TEV, sono esperta in Domoterapia Sottile (terapia energetica della casa). Pratico consulenze TEV presso il Centro direzionale di Roma e conduco corsi in Italia e all’estero. Ho cercato una sintesi tra la sensibilità e sensitività alle Energie Sottili alle capacità tecniche di analisi in TEV, alle esperienze maturate in Visualizzazione Creativa, Dinamica Mentale ed in altre discipline energetiche orientali.Sono autrice del seminario Sensonica, conduco incontri-dibattito sul corretto utilizzo della strumentazione CRESS. Ho collaborato alla stesura dei libri: Energie Sottili e la Terapia Energo-Vibrazionale (4a edizione), “Terapia della casa” e Anatomia sottile.

«I vostri prodotti funzionano a prescindere dallo stile di vita?»È una domanda che mi è stata posta recentemente e che, ...
06/09/2026

«I vostri prodotti funzionano a prescindere dallo stile di vita?»

È una domanda che mi è stata posta recentemente e che, al di là della persona che l’ha formulata, trovo interessante perché permette di chiarire un equivoco piuttosto frequente.

Pensare che uno strumento possa “funzionare a prescindere” da come una persona vive significa, in qualche modo, attribuirgli una funzione compensatoria: faccio qualunque cosa, vivo in qualunque modo, e poi utilizzo uno strumento che dovrebbe riequilibrare ciò che faccio.

Ma questo principio sarebbe assurdo applicato a qualunque altro percorso.

Sarebbe come intraprendere un percorso con un professionista per ritrovare il proprio equilibrio e poi, una volta usciti dallo studio, dedicarsi sistematicamente all’alcol o alle droghe pensando che ciò che è stato fatto durante la seduta possa neutralizzarne gli effetti.

Non credo che nessuno considererebbe ragionevole un simile modo di procedere.

Perché allora dovrebbe essere diverso quando parliamo di energie sottili?

Uno strumento non sostituisce le nostre scelte, le nostre abitudini e la responsabilità che abbiamo nei confronti di noi stessi. Può eventualmente inserirsi in un percorso, accompagnarlo, sostenerlo, ma non può diventare una sorta di “antidoto” a uno stile di vita che va nella direzione opposta.

E questo vale per la TEV e per il Cleanergy, ma anche per qualunque altro approccio rivolto al benessere della persona.

La questione, quindi, non è soltanto chiedersi se uno strumento “funziona”.

Prima ancora dovremmo chiederci che cosa intendiamo per benessere, che cosa intendiamo per energie sottili, che cosa stiamo cercando e, soprattutto, quale posto attribuiamo alla TEV, al Cleanergy o a qualunque altro metodo nella nostra vita.

Ed è qui che, secondo me, diventa interessante parlare di energie sottili.

Che cosa sono, per voi? E che ruolo hanno nella vostra esperienza?

Il femminicidio non nasce soltanto dalla violenza di un uomo su una donna, ma racconta una frattura più profonda nel rap...
05/09/2026

Il femminicidio non nasce soltanto dalla violenza di un uomo su una donna, ma racconta una frattura più profonda nel rapporto tra maschile e femminile. Attraverso gli archetipi possiamo leggere ciò che accade quando il potere sostituisce la relazione, il possesso prende il posto dell’amore e l’altro smette di essere riconosciuto come persona.

Il femminicidio non nasce soltanto dalla violenza di un uomo su una donna, ma racconta una frattura più profonda nel rapporto tra maschile e femminile. Attraverso gli archetipi possiamo leggere ciò…

22/08/2026

Accettare l’ansia per dominarla: il consiglio del neuroscienziato Joseph LeDoux

Combatti l’ansia da anni? È lì il problema.

Joseph LeDoux, tra i massimi neuroscienziati al mondo nello studio della paura, lo dice senza giri di parole: l’ansia fa parte della vita.

C’è sempre qualcosa di cui preoccuparsi. Qualcosa che ti agita, ti stressa, ti tiene sveglio.�È normale.

E finché la tratti come un nemico da eliminare, la partita è persa in partenza.
Prima accogliere. Poi comprendere.�
Solo dopo si può gestire — fino a essere tu a dominare lei, e non il contrario.

Salva questo video per quando ne avrai bisogno.�
Segui per il percorso completo sulle energie sottili.

Ad Maiora

⚠️ Contenuto a scopo informativo. Non sostituisce il parere di un medico o di uno psicoterapeuta.

La paura non è un errore del sistema. È il sistema che funziona.Ansia e paura condividono la stessa radice fisiologica: ...
20/08/2026

La paura non è un errore del sistema. È il sistema che funziona.

Ansia e paura condividono la stessa radice fisiologica: uno stato di arousal, cioè di attivazione del sistema nervoso simpatico. Cambia l’intensità — moderata nell’ansia, più alta nella paura — ma non cambia la natura.

Ed è qui che vale la pena sospendere il giudizio.

La paura predispone il corpo, attraverso rapidissimi aggiustamenti neurovegetativi, alla risposta di lotta o fuga davanti a uno stimolo pericoloso. L’ansia lavora su un altro asse temporale: ti prepara al futuro, ti fa evitare situazioni potenzialmente dannose, ti fa considerare i problemi prima che si presentino.

Entrambe hanno un valore adattativo. Entrambe, in origine, ci proteggono.

Il punto critico arriva dopo. Un animale, esaurita la minaccia, torna al suo stato ordinario di riposo. L’essere umano, invece, può restare acceso per giorni, mesi, a volte anni. Non è più la paura a essere un problema: è la sua permanenza.

🔻 Il video completo qui: https://youtu.be/QYS9AtDc36A?is=JNLrqeC6Q6hnDWPD

Ad Maiora

Sudore alle mani, tachicardia, testa che gira, sonno disturbato, si...

Sono le tre di notte e non è successo niente. Eppure il cuore corre, le mani sono fredde, lo stomaco è chiuso in un nodo...
19/08/2026

Sono le tre di notte e non è successo niente. Eppure il cuore corre, le mani sono fredde, lo stomaco è chiuso in un nodo che non c'entra niente con la cena. Chi ha attraversato uno stato d'ansia conosce bene questa scena — e la domanda scomoda che la accompagna: se il pericolo non c'è, perché il corpo continua a suonare l'allarme? La fisiologia una risposta ce l'ha. Ma per capire dove quell'allerta resti custodita, bisogna guardare altrove — persino dentro un granaio sotterraneo pieno di formiche.

Sono le tre di notte e non è successo niente. Eppure il cuore corre, le mani sono fredde, lo stomaco è chiuso in un nodo che non c’entra niente con la cena. Chi ha attraversato uno stato d& #8…

18/08/2026

La povertà di queste parole fa quasi più paura delle parole stesse.

«Non sono persone. Non dovrebbero vivere.»

Come si fa ad arrivare a questo punto? Come si può guardare un essere umano e decidere che non merita di vivere?

E la cosa più terribile è che, purtroppo, la storia non ci ha insegnato proprio assolutamente niente. Abbiamo già visto dove porta la disumanizzazione dell’altro, abbiamo già visto cosa accade quando un popolo viene trasformato, attraverso le parole, in qualcosa di meno umano, in un nemico da eliminare.

Eppure eccoci di nuovo qui.

Non è una questione di schieramenti politici, di religione o di appartenenza. È una questione profondamente umana.

Come si fa ad accettare questo?
Come si fa a normalizzare l’idea che ogni notte si possano uccidere decine di persone perché qualcuno ha stabilito che «non sono persone»?

No. Non possiamo abituarci a queste parole.
Non possiamo farle scivolare via come l’ennesima dichiarazione politica.

Perché quando si comincia a stabilire chi è degno di vivere e chi no, la storia ci ha già mostrato dove si può arrivare.

E noi, quella lezione, purtroppo, continuiamo a non impararla.

Madrid pianta alberi contro il caldo. Noi li abbattiamo per fare una pista da sciCi sono notizie che, messe una accanto ...
17/08/2026

Madrid pianta alberi contro il caldo. Noi li abbattiamo per fare una pista da sci

Ci sono notizie che, messe una accanto all’altra, fanno quasi fatica a sembrare vere. Da una parte c’è Madrid, una delle grandi città europee che in estate conosce molto bene il problema delle temperature sempre più alte. Dall’altra c’è la Basilicata, dove si discute dell’abbattimento di migliaia di alberi in un’area naturale per realizzare una pista da sci artificiale. E allora una domanda viene spontanea:...

Ci sono notizie che, messe una accanto all’altra, fanno quasi fatica a sembrare vere. Da una parte c’è Madrid, una delle grandi città europee che in estate conosce molto bene il problema delle temp…

Un formicaio conserva semi per mesi.�E quei semi non germogliano mai.Alcune specie eliminano la radichetta, la struttura...
13/08/2026

Un formicaio conserva semi per mesi.�E quei semi non germogliano mai.

Alcune specie eliminano la radichetta, la struttura da cui la germinazione prende avvio. Altre, dopo la pioggia, portano i semi umidi fuori dal nido e li lasciano asciugare al sole. Altre ancora sembrano impiegare microrganismi per proteggere le scorte dalle muffe.

Ogni operazione richiede di sapere qualcosa: quale parte del seme neutralizzare, quando è il momento di portarlo fuori, come difenderlo.

Eppure nessuna singola formica lo sa.
Un’operaia vive poche settimane. Non ha mai visto un granaio prima di lavorarci dentro. Non ricorda l’anno precedente e non pianifica il successivo.

L’informazione esiste, è precisa, si trasmette intatta.�Ma non risiede in nessuno.

Il biologo Rupert Sheldrake ha proposto per casi come questo il concetto di campo morfogenetico: una struttura energetica che custodisce la forma e i comportamenti di una specie e li rende disponibili a ogni nuovo individuo.

Roberto Zamperini ne aveva derivato, nella Tecnica Energo-Vibrazionale, una versione operativa — il campo ordinatore — con un principio essenziale:
𝘥𝘰𝘷𝘦 𝘦𝘴𝘪𝘴𝘵𝘦 𝘶𝘯𝘢 𝘧𝘶𝘯𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘦𝘴𝘪𝘴𝘵𝘦 𝘶𝘯 𝘤𝘢𝘮𝘱𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘭𝘢 𝘴𝘷𝘰𝘭𝘨𝘦.

Ma il punto non sono le formiche.

Mentre leggi questa frase, il tuo cuore sta regolando il proprio ritmo. I vasi si dilatano o si contraggono. Le surrenali stanno decidendo quanta attivazione produrre.

Tu non stai facendo nulla di tutto questo.

Il sistema nervoso autonomo è il formicaio che porti dentro: un’intelligenza distribuita che lavora senza chiederti il permesso. E come ogni sistema regolato, può stabilizzarsi su un assetto acquisito molto tempo prima — in circostanze che non sono più attuali.

Il formicaio non ci dice che le formiche siano sagge.

Ci dice qualcosa di più scomodo: che un’informazione può essere 𝘱𝘰𝘳𝘵𝘢𝘵𝘢 senza essere 𝘴𝘢𝘱𝘶𝘵𝘢.
E ciò che non sappiamo di portare, continua a orientarci.

💬 Scrivi FORMICAIO nei commenti e ti mando l’articolo completo in privato

Prova tu a guardare una parete bianca tutto il giorno. Ci concentriamo spesso (e giustamente) sui macchinari, sulle tera...
19/07/2026

Prova tu a guardare una parete bianca tutto il giorno. Ci concentriamo spesso (e giustamente) sui macchinari, sulle terapie e sui costi della sanità. Ma quando progettiamo ospedali, hospice e residenze per anziani, ci poniamo mai la domanda più importante?
Che cosa vedrà questa persona per ore, ogni giorno?
Nel nuovo articolo sul blog parlo di psicologia ambientale, cure palliative e del potere silenzioso della natura. Non per guarire dalla morte, ma per rendere più umano il morire e il soffrire. Un viaggio che parte dai ricordi più intimi della mia vita per chiedere un cambiamento concreto nel modo in cui concepiamo la cura e la dignità umana.
[Continua a leggere sul blog]

Ma rende più umano il morire. Ogni estate ce ne accorgiamo con maggiore evidenza. Le città diventano sempre più calde, l’asfalto trattiene il calore, il cemento lo restituisce fino a tarda notte e …

Indirizzo

CRESS
Rome
00174

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