06/09/2026
«I vostri prodotti funzionano a prescindere dallo stile di vita?»
È una domanda che mi è stata posta recentemente e che, al di là della persona che l’ha formulata, trovo interessante perché permette di chiarire un equivoco piuttosto frequente.
Pensare che uno strumento possa “funzionare a prescindere” da come una persona vive significa, in qualche modo, attribuirgli una funzione compensatoria: faccio qualunque cosa, vivo in qualunque modo, e poi utilizzo uno strumento che dovrebbe riequilibrare ciò che faccio.
Ma questo principio sarebbe assurdo applicato a qualunque altro percorso.
Sarebbe come intraprendere un percorso con un professionista per ritrovare il proprio equilibrio e poi, una volta usciti dallo studio, dedicarsi sistematicamente all’alcol o alle droghe pensando che ciò che è stato fatto durante la seduta possa neutralizzarne gli effetti.
Non credo che nessuno considererebbe ragionevole un simile modo di procedere.
Perché allora dovrebbe essere diverso quando parliamo di energie sottili?
Uno strumento non sostituisce le nostre scelte, le nostre abitudini e la responsabilità che abbiamo nei confronti di noi stessi. Può eventualmente inserirsi in un percorso, accompagnarlo, sostenerlo, ma non può diventare una sorta di “antidoto” a uno stile di vita che va nella direzione opposta.
E questo vale per la TEV e per il Cleanergy, ma anche per qualunque altro approccio rivolto al benessere della persona.
La questione, quindi, non è soltanto chiedersi se uno strumento “funziona”.
Prima ancora dovremmo chiederci che cosa intendiamo per benessere, che cosa intendiamo per energie sottili, che cosa stiamo cercando e, soprattutto, quale posto attribuiamo alla TEV, al Cleanergy o a qualunque altro metodo nella nostra vita.
Ed è qui che, secondo me, diventa interessante parlare di energie sottili.
Che cosa sono, per voi? E che ruolo hanno nella vostra esperienza?