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FABIANA CAPUZZI

Psicologa

Gestalt Counselor a mediazione artistica

Attività:
- Consulenza individuale, sostegno e supporto psicologico
- Counseling individuale e di gruppo a mediazione artistica
- Laboratori di arteterapia e fotografia terapeutica

Contatti:
[email protected]
Cell. 3403898475

* Primo colloquio gratuito

Settembre, un nuovo inizio! Settembre porta con sé nuovi ritmi, nuovi progetti e, spesso, anche il desiderio di fermarsi...
29/08/2026

Settembre, un nuovo inizio!

Settembre porta con sé nuovi ritmi, nuovi progetti e, spesso, anche il desiderio di fermarsi un momento e metter mano alle proprie problematiche.
Per tutto il mese ho deciso di dedicare uno spazio a chi sente il bisogno di fare chiarezza o semplicemente capire se un percorso psicologico può essere ciò di cui ha davvero bisogno.

💬 Sarà possibile prenotare un primo colloquio gratuito, in base alle disponibilità reciproche.
Non sarà una “seduta gratuita”, ma uno spazio di ascolto e conoscenza reciproca, in cui parlare di ciò che stai vivendo, delle tue esigenze e delle possibilità di intraprendere un percorso insieme.

📩 Per informazioni e prenotazioni, scrivimi in privato o contattami al 3403898475

Il cambiamento psicologico non è una linea retta, ma un processo ciclico, circolare, di consapevolezza, sperimentazione,...
28/08/2026

Il cambiamento psicologico non è una linea retta, ma un processo ciclico, circolare, di consapevolezza, sperimentazione, trasformazione e nuova consapevolezza.
Cambiare non significa arrivare una volta per tutte a un punto in cui tutto è risolto.

Si parte da una domanda semplice, ma tutt’altro che scontata:
Dove sono, oggi? Ovvero cosa sto vivendo, cosa non mi fa più stare bene, cosa si è modificato dentro o intorno a me.
Poi arrivano altre domande:
✨ Cosa voglio davvero?
✨ Di cosa ho bisogno?
✨ Quali convinzioni mi stanno limitando?
✨ Quali convinzioni, invece, possono sostenermi?
✨ Quali abilità ho e quali risorse e alleati ho già a disposizione?
✨ Quali nuove abitudini posso costruire per avvicinarmi a ciò che desidero?

E poi si comincia a fare esperienza.
Si prova.
Si cambia qualcosa.
A volte ci si sorprende di essere già cambiati.
Altre volte ci si accorge che ciò che volevamo qualche mese prima non è più ciò di cui abbiamo bisogno oggi.
Perché ogni cambiamento modifica anche il nostro punto di partenza.

Il cambiamento psicologico, quindi, non è necessariamente diventare qualcun altro.
È spesso conoscersi meglio, riconoscere ciò che non ci appartiene più, valorizzare le proprie risorse e imparare a scegliere in modo più consapevole.

Dopo una pausa dal profilo, torno qui con una domanda che mi piace molto fare:Cosa ti porti da queste vacanze? 🌿Non parl...
26/08/2026

Dopo una pausa dal profilo, torno qui con una domanda che mi piace molto fare:
Cosa ti porti da queste vacanze? 🌿

Non parlo solo di souvenir, fotografie o luoghi visitati.
Cosa rimane davvero quando si torna alla quotidianità?
Io mi porto momenti semplici, risate, abbracci, tempo insieme. Ricordi che magari sembrano piccoli, ma che so già che ritroverò dentro di me nei giorni più pieni.
Quest'anno, però, mi porto anche qualcosa di diverso.
È stato un anno segnato da due perdite importanti, quella di mio padre e, più recentemente, quella di mia nonna.
E anche il dolore, in qualche modo, entra nel bagaglio che porto con me al rientro.

Non so ancora quali insegnamenti saprà lasciarmi tutto questo, ma sono pronta ad accoglierli, con i miei tempi e con tutto ciò che la perdita avrà da insegnarmi.

Forse è proprio questo che vorrei portare con me nei prossimi mesi: più spazio per ciò che conta, più presenza, più tempo per le persone e per me stessa.

E tu, invece, cosa ti porti da queste vacanze? 💛

Chi siede ai tavoli in cui le leggi vengono pensate?Perché, se vogliamo costruire una società più sicura e più sana, non...
26/07/2026

Chi siede ai tavoli in cui le leggi vengono pensate?
Perché, se vogliamo costruire una società più sicura e più sana, non possiamo continuare a prendere decisioni senza ascoltare chi studia il comportamento umano, le relazioni, il trauma, la violenza, la prevenzione, lo sviluppo e il disagio sociale.

Abbiamo bisogno che psicologi, psicoterapeuti e tutte le professioni che operano nella salute mentale e nel sociale siano coinvolti nella costruzione delle politiche pubbliche. Non per sostituire la politica, ma per offrire dati, ricerca, esperienza sul campo e strumenti di lettura della realtà, per far parlare la scienza. Le leggi dovrebbero nascere dall'osservazione della realtà, dall'ascolto delle evidenze, dal confronto tra competenze diverse.

Abbiamo bisogno di formazione continua per le forze dell'ordine. Di educazione emotiva e relazionale nelle scuole. Di interventi precoci nelle famiglie. Di politiche che contrastino la povertà educativa e sociale, perché l'abbandono e la mancanza di opportunità non possono essere affrontati solo quando diventano un problema di ordine pubblico, o meglio quando si è favorito il "problema".

Anche noi, come categoria professionale, dobbiamo continuare a formarci, aggiornarci, metterci in discussione, lavorare insieme e far sentire la nostra voce con rigore scientifico e senso di responsabilità.
La salute mentale non è un tema da affrontare solo quando esplode una tragedia.
È un pilastro della convivenza civile.
E finché continueremo a considerarla un argomento "di settore", invece che una chiave di lettura della società, continueremo a intervenire troppo tardi e in affanno o a non intervenire affatto.

Foto dal web

25/07/2026

Non è solo inquietudine. È una tristezza sottile, silenziosa. La sensazione di entrare nell'universo di un'anima profondamente sola.
Nelle sue immagini il corpo è una domanda. Cerca i propri confini, si confonde con le pareti, con le case abbandonate, con le crepe, con la luce, con il buio.
A volte il volto è nitido, altre sfuma, quasi a raccontare un'identità che si costruisce e si dissolve nello stesso istante.
C'è qualcosa che rimanda alla vulnerabilità, a un corpo esposto, forse violato. Ma c'è anche un'immensa forza creativa.
Le fotografie di Woodman non chiedono di essere capite. Chiedono di essere attraversate.
E forse è proprio questo il bello, non offrono risposte, piuttosto interrogano e danno una forma a ciò che, dentro, non trova ancora parole.

Dalla mostra di Francesca Woodman 🌷

Quello che la terapia mi insegna  #1
22/07/2026

Quello che la terapia mi insegna #1

Ci hanno insegnato che il tempo per noi è qualcosa da riempire.Una giornata libera diventa subito una domanda: "Che facc...
22/07/2026

Ci hanno insegnato che il tempo per noi è qualcosa da riempire.
Una giornata libera diventa subito una domanda: "Che faccio? Dove vado? Cosa organizzo?"
Anche il riposo, spesso, si trasforma in un elenco di attività. Come se il valore del nostro tempo dipendesse ancora da quanto riusciamo a fare.
E se, invece, il tempo per sé fosse uno spazio da non riempire?
Oggi sono tornata in un luogo che custodisce tanti pezzi della mia storia. Un posto che, negli anni, ha accolto i miei passi, i miei silenzi, le mie domande, le mie emozioni.
Non avevo un programma, o meglio l'ho mandato all'aria.
Ho semplicemente lasciato che ci fosse spazio.
Spazio per sentire e per accorgermi di ciò che, nella fretta quotidiana, resta inascoltato.
Anche delle emozioni più scomode. Anche di quella commozione che arriva all'improvviso, quando per un istante senti di comprendere qualcosa in più della vita che stai attraversando.
Forse prendersi cura di sé non significa sempre aggiungere.
A volte significa togliere.
Togliere il rumore, le aspettative, l'urgenza di riempire e di produrre, perfino nel tempo libero.
Perché è nel vuoto, e non nel pieno, che spesso ritroviamo la nostra voce.
Forse il regalo più grande è concederci un tempo che non debba dimostrare nulla.

Visto le richieste dello scorso martedì, do una possibilità ulteriore per questo martedì.Di solito non offro consulenze ...
10/07/2026

Visto le richieste dello scorso martedì, do una possibilità ulteriore per questo martedì.

Di solito non offro consulenze gratuite, perché credo che il tempo dedicato all'ascolto e alla cura abbia un valore. Tuttavia, in alcuni periodi scelgo di riservare alcuni spazi per un primo colloquio conoscitivo gratuito, pensato per chi sente il bisogno di iniziare un percorso, ma desidera prima capire se questo è il momento giusto e se possiamo lavorare insieme.

Il primo incontro è uno spazio di ascolto in cui potrai raccontare ciò che stai vivendo, fare tutte le domande che desideri e conoscere il mio modo di lavorare, senza alcun obbligo di proseguire.

Se da tempo pensi di chiedere un aiuto, ma continui a rimandare, questa potrebbe essere l'occasione per fare il primo passo.

📩 Se desideri prenotare il tuo colloquio, scrivimi in privato, oppure contattami al 340 3898475.

Perché prendersi cura di sé è un atto di coraggio, non di debolezza.

Un primo colloquio conoscitivo gratuito, un tempo per esplorare le difficoltà che stai vivendo e valutare insieme se int...
02/07/2026

Un primo colloquio conoscitivo gratuito, un tempo per esplorare le difficoltà che stai vivendo e valutare insieme se intraprendere un percorso psicologico.

📅 Martedì 7 luglio, dalle 10.00 alle 14.00,
📞 Info e prenotazioni: 3403898475 oppure
✉️ [email protected]

Tre fotografie.Nella prima, una donna è di spalle. Le mani sono legate. Gli occhi coperti. Davanti a lei una tela bianca...
23/06/2026

Tre fotografie.
Nella prima, una donna è di spalle. Le mani sono legate. Gli occhi coperti. Davanti a lei una tela bianca. Accanto, gli strumenti della sua creatività.
Nella seconda qualcosa inizia a muoversi.
Nella terza la benda non c'è più. Le mani sono libere. Un pennello viene sollevato verso la tela.
La tela è ancora bianca.

Ed è proprio questo uno degli aspetti che più mi colpiscono di questo autoritratto.
Non racconta un traguardo raggiunto. Non racconta una trasformazione conclusa.
Racconta un passaggio.
Quel momento delicato in cui qualcosa si scioglie, qualcosa si libera, qualcosa torna a essere possibile.

Nella fotografia terapeutica l'autoritratto non serve a fare una bella foto di sé. Serve piuttosto a creare immagini che possano parlare di noi, delle nostre domande, dei nostri limiti, delle nostre risorse, dei nostri desideri e delle direzioni che vorremmo intraprendere.
A volte una fotografia riesce a raccontare qualcosa che le parole non riescono ancora a dire.
E forse è proprio questo che rende l'immagine uno strumento così potente: la possibilità di vedere, fuori di noi, qualcosa che dentro di noi è già in movimento.

Autoritratto realizzato all'interno del laboratorio di arteterapia alla Casa delle Donne di Terni

Indirizzo

Rome

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