26/07/2026
Chi siede ai tavoli in cui le leggi vengono pensate?
Perché, se vogliamo costruire una società più sicura e più sana, non possiamo continuare a prendere decisioni senza ascoltare chi studia il comportamento umano, le relazioni, il trauma, la violenza, la prevenzione, lo sviluppo e il disagio sociale.
Abbiamo bisogno che psicologi, psicoterapeuti e tutte le professioni che operano nella salute mentale e nel sociale siano coinvolti nella costruzione delle politiche pubbliche. Non per sostituire la politica, ma per offrire dati, ricerca, esperienza sul campo e strumenti di lettura della realtà, per far parlare la scienza. Le leggi dovrebbero nascere dall'osservazione della realtà, dall'ascolto delle evidenze, dal confronto tra competenze diverse.
Abbiamo bisogno di formazione continua per le forze dell'ordine. Di educazione emotiva e relazionale nelle scuole. Di interventi precoci nelle famiglie. Di politiche che contrastino la povertà educativa e sociale, perché l'abbandono e la mancanza di opportunità non possono essere affrontati solo quando diventano un problema di ordine pubblico, o meglio quando si è favorito il "problema".
Anche noi, come categoria professionale, dobbiamo continuare a formarci, aggiornarci, metterci in discussione, lavorare insieme e far sentire la nostra voce con rigore scientifico e senso di responsabilità.
La salute mentale non è un tema da affrontare solo quando esplode una tragedia.
È un pilastro della convivenza civile.
E finché continueremo a considerarla un argomento "di settore", invece che una chiave di lettura della società, continueremo a intervenire troppo tardi e in affanno o a non intervenire affatto.
Foto dal web