Società Italiana di Pediatria

Società Italiana di Pediatria Le principali attività della SIP sono: la formazione continua dei pediatri; l’informazione scientifica in campo pediatrico; la consulenza alle Istituzioni.

La Società Italiana di Pediatria (SIP) è nata nel lontano 1898 proponendo un’innovazione che avrebbe segnato un grande cambiamento nei decenni successivi: separare la cura e l’assistenza del bambino malato dalla Medicina generale dell’adulto. Con i suoi 9000 Soci la SIP rappresenta la casa comune di tutti i pediatri italiani perché vi partecipano pediatri universitari, ospedalieri, di famiglia e

di comunità. Il principale obiettivo della SIP, esplicitato nello Statuto, è quello di “promuovere e tutelare la salute fisica e psichica del neonato, del bambino e dell’adolescente, di ogni cultura ed etnia difendendone i diritti nella società sin dal concepimento”. Alla SIP fanno capo 19 Sezioni Regionali, 16 Società scientifiche affiliate con specifiche competenze, 9 Gruppi di studio permanenti con diversi interessi e competenze, 14 Commissioni di Studio.

⏱️ Dopo settimane con ritmi più lenti, giornate senza orari e tanto tempo insieme, tornare alla quotidianità può sembrar...
09/09/2026

⏱️ Dopo settimane con ritmi più lenti, giornate senza orari e tanto tempo insieme, tornare alla quotidianità può sembrare una piccola rivoluzione. Ma per un bambino la routine non è necessariamente qualcosa da cui difendersi: ritrovare i propri ritmi, le persone e le attività abituali può essere rassicurante.

Per questo non serve trasformare il rientro in una corsa contro il tempo. Possiamo accompagnarlo con gradualità, lasciando che le giornate ritrovino il loro ritmo un po’ alla volta.

E forse c’è anche qualcosa delle vacanze che vale la pena portare con noi: quel tempo condiviso, il gioco, la vita all’aria aperta, una colazione fatta con calma.

Non possiamo conservare le giornate di vacanza, ma possiamo provare a non perdere del tutto ciò che ci ha fatto stare bene.

👆Nel carosello, i consigli della Società Italiana di Pediatria per accompagnare i bambini verso la nuova routine.

04/09/2026

Il digitale è ormai parte della quotidianità dei bambini. Anche per questo, accompagnarli a un uso consapevole della tecnologia significa prendersi cura della loro salute.

Nel video, Paolo Siani, pediatra e già deputato, parla di benessere digitale e del ruolo che possono avere pediatria, scuola e sanità pubblica nel sostenere le famiglie.

Un’attenzione che parte anche dal pediatra di famiglia, sempre più punto di riferimento per aiutare genitori e bambini a costruire una corretta igiene digitale.

02/09/2026

📱 Bambini e digitale: quali sono i rischi?

Nel video, Elena Bozzola, pediatra e Coordinatrice della Commissione SIP sulle Dipendenze Digitali, approfondisce l’impatto che la presenza sempre più pervasiva dei dispositivi digitali può avere sullo sviluppo cognitivo, sull’apprendimento e sulle relazioni dei bambini.

Un tema che riguarda da vicino la salute psicofisica dei più piccoli e che richiede attenzione, consapevolezza e accompagnamento da parte degli adulti.

Segui il link nel primo commento per gli approfondimenti sul Bambino Digitale, a cura della SIP.

24/08/2026

Elena Bozzola, consigliere della Società italiana di pediatria: "Si tratta di una malattia infettiva batterica grave che può comportare importanti complicanze"

🔴 La difterite non può essere considerata un rischio remoto alle nostre latitudini. Lo spiega a Adnkronos Rocco Russo, c...
23/08/2026

🔴 La difterite non può essere considerata un rischio remoto alle nostre latitudini. Lo spiega a Adnkronos Rocco Russo, coordinatore del Tavolo Vaccinale della Società Italiana di Pediatria.

In molte aree del mondo le coperture vaccinali «non sono adeguate o addirittura sono inesistenti» e i patogeni possono facilmente «viaggiare» con le persone.

La difterite si trasmette attraverso il contatto diretto tra esseri umani o, più raramente, attraverso oggetti contaminati dalle secrezioni. Per questo è fondamentale «avere adeguata copertura vaccinale, con adeguati livelli anticorpali».

La vaccinazione contro la difterite inizia dal 60° giorno di vita, con il vaccino esavalente, che protegge da difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B e Haemophilus influenzae.

Nel primo anno di vita sono previste tre dosi, a 3, 5 e 11-12 mesi. Poi è previsto un richiamo a 5 anni e, successivamente, ogni 10 anni.

‼️ Ma un punto è particolarmente importante: i richiami devono essere effettuati anche in età adolescenziale e adulta. Sono stati segnalati casi di persone vaccinate da bambini che, non avendo effettuato i richiami, hanno contratto l’infezione, ma non sono deceduti.

«Non basta soltanto vaccinarsi, serve mantenere alti i livelli anticorpali, attraverso i periodici richiami, in modo da potersi difendere sempre da Corynebacterium diphtheriae», sottolinea Russo.

E c’è un altro aspetto da ricordare: «Migliaia di bambini sono stati vaccinati e sono venuti a contatto con il Corynebacterium diphtheriae senza infettarsi. Vite salvate in maniera silenziosa, senza clamore». Per Russo, «il vaccino continua ad essere vittima del suo stesso successo».

Per dubbi e perplessità sulle vaccinazioni, il Tavolo Vaccinale della Società Italiana di Pediatria mette inoltre a disposizione di genitori e pediatri una linea telefonica: 389 4945150, ogni mercoledì dalle 15 alle 17, per offrire supporto a una scelta libera, consapevole e informata.

L'estate viene spesso considerata il momento ideale per togliere il pannolino: i bambini indossano abiti più leggeri e l...
20/08/2026

L'estate viene spesso considerata il momento ideale per togliere il pannolino: i bambini indossano abiti più leggeri e le famiglie hanno generalmente più tempo da dedicare a questa nuova tappa. Ma in realtà lo spannolinamento può iniziare in qualsiasi periodo dell'anno.

L'importante è non avere fretta: anticipare i tempi perché sta per iniziare la scuola dell'infanzia o per esigenze della famiglia, se il bambino non è ancora pronto, può essere controproducente. Così come non aiutano pressioni, rimproveri o confronti.

👶 Alcuni segnali possono indicare che il bambino è pronto:

• avverte lo stimolo;
• comunica l'intenzione di fare p**ì;
• cerca di togliersi il pannolino dopo averlo bagnato.

Lo spannolinamento non è una gara, ma un traguardo di crescita. Non esistono programmi validi per tutti né metodi "lampo": ogni bambino ha i suoi tempi.

Accompagnarlo con serenità, trasformando questo percorso anche in un gioco e valorizzando ogni piccolo progresso, è la strategia migliore.

🌺 La Società Italiana di Pediatria augura a tutte le bambine, a tutti i bambini e alle loro famiglie un sereno Ferragost...
15/08/2026

🌺 La Società Italiana di Pediatria augura a tutte le bambine, a tutti i bambini e alle loro famiglie un sereno Ferragosto.

🪼 Le meduse fanno parte dell'ambiente marino e, durante l'estate, è possibile incontrarle mentre si fa il bagno. Se le v...
13/08/2026

🪼 Le meduse fanno parte dell'ambiente marino e, durante l'estate, è possibile incontrarle mentre si fa il bagno. Se le vedete in acqua, è sempre meglio evitare di far entrare i bambini. Purtroppo non è sempre facile accorgersene: si spostano rapidamente con le correnti e possono trovarsi sia in superficie sia in profondità.

Il contatto con una medusa può spaventare molto, ma è bene sapere che non punge e non morde. Il bruciore e il dolore sono causati dalle sostanze irritanti rilasciate dai tentacoli quando sfiorano la pelle. Dopo pochi minuti possono comparire rossore e gonfiore; mentre il bruciore tende ad attenuarsi, il prurito può diventare più intenso.

Per questo è importante intervenire nel modo corretto ed evitare i rimedi "della nonna", come ammoniaca, aceto, alcol, succo di limone o acqua dolce, che non sono utili e possono peggiorare la situazione.

Anche dopo il primo trattamento è bene continuare a proteggere la pelle: la zona colpita resta sensibile ai raggi del sole e, se esposta, può scurirsi facilmente. Per circa 10-14 giorni è quindi consigliabile coprirla o proteggerla con una crema solare SPF 50+.

Nella grande maggioranza dei casi il problema si risolve senza conseguenze. Tuttavia, anche se è un'evenienza rara, è importante osservare il bambino dopo il contatto: se la reazione cutanea si estende rapidamente o compaiono difficoltà respiratorie, pallore, sudorazione o disorientamento, è necessario chiamare subito i soccorsi.

🌊 “Dopo pranzo non puoi fare il bagno.” È uno dei consigli più tramandati dell’estate. Ma è davvero così?Le evidenze sci...
11/08/2026

🌊 “Dopo pranzo non puoi fare il bagno.” È uno dei consigli più tramandati dell’estate. Ma è davvero così?

Le evidenze scientifiche ci dicono che non esiste una regola che imponga di aspettare tre ore prima di entrare in acqua. Il tempo della digestione varia da persona a persona e dipende anche da cosa si è mangiato.

Se il bambino ha consumato un pasto leggero ed equilibrato, può fare il bagno anche poco dopo pranzo. È invece prudente attendere un po’ di più dopo un pasto molto abbondante e ricco di grassi, che richiede una digestione più lunga.
La vera attenzione va posta non tanto sull’orologio, quanto sul modo in cui si entra in acqua.

Se il bambino è molto accaldato o sudato, è bene farlo rinfrescare all’ombra e immergerlo gradualmente, bagnando prima caviglie, polsi, addome e tempie, per evitare bruschi sbalzi di temperatura.

E ricordiamo la regola che non cambia mai: nessun bambino dovrebbe essere lasciato solo in acqua, nemmeno per pochi istanti e anche se l’acqua è molto bassa. La sorveglianza costante di un adulto è la misura di prevenzione più importante.

Indirizzo

Via Cavour 58
Rome
00185

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