20/07/2026
🗣️Valeria una mia paziente mi racconta che non riesce a gestire i conflitti con il compagno.
Ogni volta che nasce una discussione, si blocca.
Trattiene quello che pensa, evita di dire ciò che prova e rinuncia a essere autentica, perché teme che esprimersi possa rovinare il rapporto.
Poi arriva la sera.
Quando il marito va a dormire, lei corre in cucina e mangia. Mangia velocemente, senza riuscire a fermarsi, fino a sentirsi piena, stanca e profondamente in colpa.
Il giorno dopo promette a se stessa che non succederà più. Riduce il cibo, controlla ogni pasto, cerca di “rimediare”. Ma quella restrizione aumenta la tensione e, la sera successiva, il ciclo ricomincia.
Quando mi contatta è esausta. Non vuole più vivere tra silenzi, abbuffate e sensi di colpa.
👩⚕️Questo accade perché il cibo, in quel momento, non risponde a una fame fisica: diventa uno strumento di regolazione emotiva. Tutto ciò che Valeria non riesce a esprimere nella relazione,rabbia, paura, frustrazione, bisogno di essere ascoltata ,cerca una via d’uscita attraverso il comportamento alimentare.
Per iniziare a interrompere questo automatismo:
1. Riconosci il momento che precede l’abbuffata.
Chiediti: “Che cosa è successo? Che emozione sto trattenendo? Di cosa avrei bisogno davvero?”
2. Sospendi la compensazione del giorno dopo.
Saltare i pasti o ridurre drasticamente il cibo alimenta la fame, la rigidità e il rischio di una nuova abbuffata.
3. Impara a comunicare prima di esplodere.
Esprimere un disagio con chiarezza, senza accusare e senza annullarsi, permette di interrompere il legame tra conflitto, silenzio e cibo.
Questo ciclo si può rompere.🛑
👩⚕️Nel percorso “Non Mangiare le Tue Emozioni” lavoriamo sulle abbuffate, sulla restrizione, sulla gestione dei conflitti, sulla paura di esprimersi e su tutti quei meccanismi emotivi che mantengono il problema.
⚠️Si sono liberati gli ultimi posti per settembre.
Prenota adesso e iniziamo insieme a settembre.
Scrivimi in DM.📝
Dott.ssa Maria Amore