RETE Ricerca e Terapia per l’Età Evolutiva

RETE Ricerca e Terapia per l’Età Evolutiva Trattamento e formazione sui disturbi neuropsichiatrici dell'età evolutiva Perché un nuovo Istituto di Formazione?

ISTITUTO RETE
Da molti anni, ormai quasi trenta, la nostra attività principale è di occuparci di valutazione clinica e trattamento dei disturbi più frequenti del Neurosviluppo: Ritardi e disturbi del linguaggio, Disabilità cognitive, Disturbi dell’apprendimento, ADHD, Autismo, ma anche Disturbi del Comportamento, delle emozioni e dell’umore. Da sempre siamo convinti che non possa esistere una buon

a clinica senza ricerca e senza formazione condividendo con ricercatori e operatori clinici un comune approccio allo studio, alla diagnosi neuropsicologica e al trattamento riabilitativo di bambini e adolescenti, comprendendo aspetti etici e deontologici. Troppo spesso le proposte formative si esauriscono nell’affrontare aspetti teorici senza fornire un modello di buona prassi clinica. Il nostro obiettivo è, al contrario, quello di organizzare Corsi e Laboratori interattivi volti a costruire un modello di terapia basato sulle evidenze scientifiche e sulle linee guida per la presa in carico ed il trattamento. Consapevoli del nostro percorso professionale pensiamo sia giunto il momento di trasferire il modello di lavoro da noi sperimentato a colleghi più giovani che si affacciano oggi con lo stesso entusiasmo al lavoro più bello del mondo!

Tuo figlio fa fatica a stare con gli altri? Si blocca nelle situazioni sociali, fatica a gestire la frustrazione, o si i...
31/05/2026

Tuo figlio fa fatica a stare con gli altri? Si blocca nelle situazioni sociali, fatica a gestire la frustrazione, o si isola dai coetanei?

Non è una questione di carattere. Spesso dietro queste difficoltà c'è qualcosa che si può lavorare — con il metodo giusto e in un contesto sicuro.
Il Gruppo Social Skills di ReTe è un percorso clinico in small group pensato per bambini e ragazzi con ADHD, difficoltà di regolazione emotiva e ansia sociale. Si lavora in gruppo piccolo, guidati da clinici specializzati, su cose concrete: come gestire le emozioni, come comunicare, come affrontare i conflitti senza esplodere o chiudersi.
📅 Due fasce d'età:

Lunedì — dai 6 ai 9 anni
Martedì — dai 10 ai 12 anni

🕔 Dalle 17.30 alle 19.00
📍 Via delle Fornaci 132, Roma
💶 6 incontri (4 con i ragazzi + 2 con i genitori) · 300€

Sì, anche i genitori sono inclusi — 2 sessioni di parent training con strategie pratiche da usare a casa, a scuola, nella vita di tutti i giorni.
Scrivi alla segreteria o visita www.istituotrete.it per prenotare un colloquio conoscitivo gratuito.

22/05/2026

Il modo in cui tuo figlio deglutisce può influenzare i denti, la masticazione e la respirazione. Lo sapevi?

La deglutizione è un gesto che ripetiamo migliaia di volte al giorno. Se avviene in modo scorretto, nel tempo lascia il segno sulla postura della lingua, sull'arcata dentale, sulla crescita del viso.
Si chiama deglutizione atipica — più comune di quanto si pensi.

Tre segnali visivi da tenere d'occhio:
• I denti non si incontrano (morso aperto): a denti stretti, sopra e sotto non coincidono.
• I denti superiori sporgono in avanti con spazi tra loro, visibili quando sorride.
• La lingua va nel posto sbagliato: durante la deglutizione si inserisce tra le arcate invece di appoggiarsi al palato.

Una valutazione logopedica precoce può evitare conseguenze più complesse nel tempo.

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C'è una cosa che nessuno dice abbastanza chiaramente quando arriva una diagnosi: non riguarda solo tuo figlio. Riguarda ...
14/05/2026

C'è una cosa che nessuno dice abbastanza chiaramente quando arriva una diagnosi: non riguarda solo tuo figlio. Riguarda tutta la famiglia.
I genitori diventano i primi alleati del percorso terapeutico, i mediatori con la scuola, il punto di riferimento emotivo in casa. E lo fanno spesso da soli, senza una guida, cercando risposte su internet alle undici di sera.
Non è mancanza di impegno. È mancanza di supporto.
Per questo a ReTe offriamo percorsi di Parent Training — un termine tecnico per dire una cosa semplice: ti diamo gli strumenti per capire tuo figlio meglio, per gestire le situazioni difficili senza esplodere, per sentirti meno solo in questo percorso.
Perché una famiglia consapevole e sostenuta non è un lusso. È la condizione che rende possibile tutto il resto.

Con il tuo 5x1000 puoi aiutarci a raggiungere più famiglie che ne hanno bisogno. ✍️
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Zero costo per te. Impatto reale per chi lotta ogni giorno.

08/05/2026

"E se prendo un brutto voto? E se faccio una br**ta figura?"

Se tuo figlio ripete spesso queste frasi — prima di un compito in classe, di un'interrogazione, o anche solo di una giornata normale a scuola — non sottovalutarlo.

Non è semplicemente "un po' di apprensione". Potrebbe essere ansia anticipatoria: quella forma di ansia che non nasce da ciò che sta accadendo, ma da ciò che potrebbe accadere. Il bambino si proietta mentalmente nel futuro e lo vive già come una minaccia, ancora prima che qualcosa sia realmente successo.

È un meccanismo molto comune nei bambini e negli adolescenti — spesso si manifesta proprio in ambito scolastico — ma tende a essere sottostimato dagli adulti, che lo leggono come timidezza o sensibilità eccessiva.

Il problema è che l'ansia, se non viene riconosciuta e trattata, nel tempo peggiora. Quello che oggi è un pensiero ricorrente prima della verifica, domani può diventare un blocco vero e proprio, con conseguenze sulla vita sociale, sul rendimento scolastico e sull'autostima.

I segnali a cui fare attenzione:
• Pensieri catastrofici ricorrenti ("andrà male", "mi vergognerò")
• Difficoltà ad addormentarsi la sera prima di eventi importanti
• Mal di pancia o mal di testa frequenti in giorni "difficili"
• Tendenza ad evitare situazioni che generano preoccupazione

Se riconosci questi segnali in tuo figlio, il parere di uno specialista può aiutarti a capire cosa sta succedendo davvero — e come supportarlo nel modo giusto.

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Troppi ragazzi arrivano a scuola con un peso che nessuno vede: difficoltà di apprendimento non riconosciute, ansia, sens...
06/05/2026

Troppi ragazzi arrivano a scuola con un peso che nessuno vede: difficoltà di apprendimento non riconosciute, ansia, senso di inadeguatezza. E spesso le famiglie non sanno da dove cominciare.
Con il progetto Crescere Insieme 2024–2025 siamo nelle scuole del Municipio XII e XIII di Roma per offrire percorsi concreti e accessibili a tutta la comunità educativa.

Cosa prevede il progetto:
✅ Laboratori in classe su comunicazione, emozioni, autoconsapevolezza ed empatia
✅ Screening precoce per segnali di difficoltà e DSA
✅ Percorsi personalizzati di supporto per le famiglie
✅ Formazione per insegnanti ed educatori, con équipe multidisciplinari

Il progetto si collega al programma W La Scuola! della Comunità di Sant'Egidio, perché il benessere di un ragazzo si costruisce in rete — tra scuola, famiglia e territorio.

Crescere bene non è un privilegio. È un diritto.

👉 Scopri i nostri servizi o scrivici per saperne di più. Siamo qui.

29/04/2026

Togliere il ciuccio (o il dito)? Ecco come farlo senza drammi — per lui e per te.

Diciamocelo chiaramente: togliere il ciuccio o l'abitudine del dito è una di quelle cose che i genitori rimandano. Perché funziona, perché calma, perché in fondo… perché no?
Ma arriva un momento in cui è giusto iniziare. E il modo in cui lo fai conta tanto quanto il quando.

Tre consigli pratici per affrontarlo nel modo giusto:

1. Prima di tutto: sei pronto tu?
Non sarà un percorso lineare. Ci saranno serate difficili e qualche passo indietro. Accettarlo in anticipo rende tutto più gestibile.

2. Scegli il momento giusto.
Le vacanze o i periodi di routine tranquilla sono ideali: niente stress scolastico, più tempo per stare vicino a tuo figlio e accompagnarlo.

3. Procedi in modo graduale.
Niente stop improvvisi. Se si tratta di ciuccio, puoi renderlo progressivamente meno attraente (immergerlo nell'aceto funziona). Se si tratta del dito, fasciare delicatamente la mano può aiutare a spezzare il gesto automatico.

Ricorda: non è una questione di forza di volontà del bambino. È un'abitudine radicata, e va accompagnata — non eliminata di forza.

Se hai dubbi su quando intervenire o come gestire le resistenze, siamo qui per supportarti.

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Quante volte, come genitore, hai sperato che la maestra di tuo figlio capisse davvero?Non che fosse "brava" in senso gen...
24/04/2026

Quante volte, come genitore, hai sperato che la maestra di tuo figlio capisse davvero?

Non che fosse "brava" in senso generico ma che riconoscesse quella fatica specifica che solo lui conosce. Che non interpretasse la sua lentezza come svogliatezza, la sua confusione come mancanza di impegno.

Gli insegnanti vogliono fare bene. Il problema è che spesso mancano gli strumenti giusti: nessuno li ha formati per gestire le diversità neuroevolutive in classe. DSA, ADHD, disturbi del linguaggio, sono realtà sempre più presenti tra i banchi, ma la preparazione non sempre tiene il passo.

Con il tuo 5x1000 a ReTe per il Sociale ETS, possiamo portare programmi di formazione specialistica direttamente nelle scuole romane. Perché un insegnante più preparato significa meno stress per tutti — per lui, per i suoi alunni, e per le famiglie che ogni mattina sperano che vada bene.

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21/04/2026

Mio figlio è disordinato e distratto. Ma è davvero solo pigrizia?

È una domanda che molti genitori si fanno — e spesso, in silenzio, si sentono anche in colpa per farsela.

La verità è che alcune difficoltà che vediamo nei nostri figli — non riuscire a gestire il tempo, dimenticarsi le cose, agire d'impulso senza pensarci — non dipendono dalla volontà del bambino. E non dipendono nemmeno da come lo abbiamo cresciuto.

L'ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) è un modo diverso di funzionare del cervello, di origine neurobiologica. Non è pigrizia. Non è maleducazione. È semplicemente un cervello che ha bisogno di un supporto diverso.

I segnali da tenere d'occhio:
• Difficoltà a organizzarsi nelle attività quotidiane
• Facile distraibilità, anche in contesti tranquilli
• Tendenza a reagire d'impulso, senza "filtrare"
• Fatica a portare a termine i compiti o i progetti

Riconoscerlo in tempo fa una differenza enorme — per il bambino, ma anche per tutta la famiglia.

Se hai dei dubbi, siamo qui. Una valutazione specialistica è il primo passo per capire come aiutarlo davvero.

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"Perché nessuno se n'è accorto prima?" È una domanda che sentiamo spesso dai genitori — e che ci spinge a fare quello ch...
17/04/2026

"Perché nessuno se n'è accorto prima?" È una domanda che sentiamo spesso dai genitori — e che ci spinge a fare quello che facciamo ogni giorno.
Con il progetto La Scuola che Cura 2024–2025, entriamo nelle scuole — dalla scuola dell'infanzia alla secondaria — per portare strumenti concreti a tutta la comunità educativa.

Cosa prevede il progetto:
✅ Formazione dedicata a insegnanti e genitori su difficoltà di apprendimento, emozioni e benessere
✅ Screening sistematici per riconoscere precocemente i segnali di DSA e disagio
✅ Laboratori per gli studenti su gestione delle emozioni, mindfulness e metodo di studio
✅ Collegamento con i servizi del territorio per intervenire in modo tempestivo

Il progetto, sostenuto dal Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo, è progettato per monitorare i risultati e adattarsi ai bisogni reali di ogni scuola.
Perché la cura non si improvvisa — si costruisce, insieme.
👉 Scrivici per saperne di più. Siamo qui.

Indirizzo

Via Delle Fornaci 132
Rome
00196

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 18:00
Domenica 09:00 - 18:00

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