19/05/2026
GROUNDING E RICERCA DI SENSO IN ADOLESCENZA
In questo articolo desidero proporre una riflessione sul rapporto tra il grounding e l’allargamento della coscienza che permette di sviluppare la capacità di dare senso, poiché risulta oggi più che mai evidente come tutto questo sia centrale in adolescenza. Infatti, è durante l’adolescenza che avviene un lavoro cruciale relativamente alle componenti, o basi psicocorporee dell’attività cognitiva per impostarne le potenzialità che fioriranno nell’età adulta.
La mia riflessione si inserisce nella cornice di senso che propone di guardare all’adolescenza in senso propositivo, non solo come tempo della crisi e del disorientamento, piuttosto come interpellazione a noi adulti proprio sul senso della vita oltre che sul significato del diventare adulti.
Propongo, perciò, di guardare all’adolescenza e agli adolescenti dal vertice prospettico della dialettica tra le generazioni, intendendo la dimensione generazionale come una delle dimensioni differenzianti con cui costruiamo la nostra visione della realtà, insieme a quelle relative al genere, al ruolo sociale e all’appartenenza culturale.
L’attività del dare senso, infatti, ha molto a che fare con l’esplorazione e la gestione delle dimensioni differenzianti appena elencate. In adolescenza ci troviamo confrontati con tutto questo e su come queste dimensioni incidono sui grandi temi esistenziali del tempo, del limite, della vulnerabilità e della precarietà della condizione umana.
In adolescenza veniamo massicciamente ingaggiati nel processo di significazione e risignificazione che innerva la vita di una comunità proprio a causa della nascita psicosociale, la “seconda nascita”, che avviene in questa fase formativa. Tale seconda nascita è particolarmente complessa e cruciale in un mondo in cui sull’individuo grava la responsabilità di una quantità innumerevole di scelte.
Alle difficoltà appena elencate va aggiunta la progressiva estetizzazione e vetrinizzazione della società favorita dai social network che puntano proprio a fare dell’identità la merce per eccellenza. E’, infatti, ragionevole chiedersi se il neoliberismo tecnomediatico non stia provocando sempre più difficoltà all’uscita dall’adolescenza così come un’adolescentizzazione della società nel suo complesso.
E così ritorniamo all’esigenza di porci la questione di cosa possa significare essere adulti oggi, e cosa significhi essere adulti in relazione con la generazione adolescente da accompagnare a diventare partecipanti attivi e consapevoli della comunità sociale. In questo compito di crescita che coinvolge adolescenti e adulti possiamo contare su un aiuto prezioso: il grounding come esperienza incarnata del principio di bilanciamento, principio che, in analisi bioenergetica, sta al cuore dello sviluppo della coscienza e dell’attività cognitiva.
Si tratta di sviluppare la capacità di mettere in relazione gli opposti e di creare uno spazio di lavoro interiore e collettivo in cui le posizioni da oppositive si possano trasformare in collaborative e modulare reciprocamente, così come, per esempio, i due aspetti dell’energia vitale, l’aggressività e la tenerezza.
Scrive Lowen che l’obiettivo di funzionare nel mondo come un essere umano integrato ed efficiente può essere raggiunto solo se si crea un giusto bilanciamento di regressione e progresso, di espansione e di elevamento della coscienza, di movimento verso il basso, verso il pavimento pelvico e gli arti inferiori, e di movimento verso l’alto, verso la testa e la zona in mezzo agli occhi, nel passato e nel futuro, stando sintonizzati nel flusso del presente.
A questa capacità di cogliere un senso di unità nel rapporto tra gli opposti, Lowen dà il nome di pensiero funzionale: “La comprensione del paradosso dell’unità e della dualità è competenza del pensiero funzionale…” (Bioenergetica, 1991, p.295). Diventare adulti può essere, dunque, definita come l’acquisizione della capacità di destreggiarsi tra i paradossi che caratterizzano la condizione umana, e l’adolescenza, a sua volta, può essere vista come l’addestramento a questa arte, arte di dare senso alla complessità dell’esperienza umana.
DOTT. SSA LIVIA GELOSO psicoterapeuta, didatta e direttore di training della SIAB